24 articoli nella categoria Sustainability

seo 21/01/2022 0

Che cosa vuol dire essere un’azienda con certificazione ISO 14001 e perché è importante per l’ambiente

Le certificazioni sono importanti per stabilire l’adeguamento a determinati standard che consentono a un’azienda di acquisire maggior prestigio a livello di presenza sul mercato. Oggi, approfondiremo la certificazione UNI EN ISO 14001, la quale definisce lo standard e i requisiti per un “Sistema di Gestione Ambientale”. Questo tipo di certificazione è implementabile in qualsiasi tipo di organizzazione. A cosa serve la certificazione UNI EN ISO 14001? Il conseguimento di tale certificazione consente di ridurre significativamente la responsabilità di qualsiasi tipo di organizzazione nei confronti della legislazione ambientale. Nel dettaglio, se l’azienda o l’organizzazione risponde ai requisiti previsti, la certificazione serve ad attestare l’impegno profuso, sia in termini del conseguimento di prestazioni ambientali e sia dal punto di vista degli obiettivi virtuosi che segneranno il futuro dell’azienda stessa. Il possesso della certificazione di un Sistema di Gestione Ambientale, quindi, attesta pubblicamente un percorso aziendale teso alla tutela dell’ambiente. Tutto questo permette alle organizzazioni di accedere a diversi tipi di vantaggi quali la possibilità di ottenere autorizzazioni o riconoscimenti specifici che permettono delle facilitazioni fiscali. Tale certificazione, talvolta, costituisce un prerequisito che consente all’organizzazione o all’azienda certificata di prendere parte a gare d’appalto oppure a delle procedure di public procurement. Come viene dichiarata la conformità del Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001? Come abbiamo accennato la UNI EN ISO 14001 raccoglie degli standard alle quali le aziende e le organizzazioni devono conformarsi, per vedersi attribuire tale riconoscimento. In tal senso, il primo step da seguire è quello che consente di stabilire quali sia l’impatto  ambientale che il proprio business ha sul territorio e la comunità sul quale incide. Per fare ciò è necessario realizzare un’Analisi Ambientale.  In questa sede verranno presi in esame alcuni aspetti tra cui: l’impiego di risorse, le emissioni derivate dalla propria attività e così via. Non solo, ma l’azienda deve anche dimostrare di avere un’organizzazione flessibile, così da gestire, all’interno del quadro normativo vigente, quelle che sono le prescrizioni applicabili a quel tipo di business così da influenzare in maniera significativa il proprio impatto. Le aziende e le organizzazioni, che desiderano richiedere questa certificazione, devono specificare la loro Politica Aziendale, che deve essere coerente in base agli impegni e agli obiettivi che si vogliono raggiungere nell’ambito della salvaguardia ambientale e riduzione degli impatti strettamente connessi al proprio tipo di business. Nell’iter che consente di diventare una azienda certificata UNI EN ISO 14001 vengono fissate anche le responsabilità specifiche in materia ambientale. La certificazione, una volta attribuita, sigla l’impegno preso nel definire, applicare e mantenere attive le condizioni che hanno concesso il conseguimento di tale traguardo. Ciò significa che l’azienda è chiamata a rispettare con continuità gli standard e i requisiti imposti. I vantaggi della certificazione UNI EN ISO 14001: in che cosa consistono? Il conseguimento della certificazione UNI EN ISO 14001 è vantaggioso sotto più punti di vista.  Il vantaggio è per l’Ambiente: attuare un Sistema di Gestione Ambientale significa un utilizzo cosciente delle risorse. La capacità di reconocer il proprio impatto ambientale permette di applicare strategie coerenti per un minor inquinamento di suolo, aria e acqua.  Il vantaggio è per l’azienda: in realtà sono diversi i vantaggi del conseguimento di questa certificazione. Oltre all’accrescimento del prestigio che comporta tale riconoscimento, si acquisisce anche maggior autorevolezza nell’ambito del posizionamento sul mercato. In tal senso, possiamo riconoscere alle aziende certificate un vantaggio competitivo. Come abbiamo accennato all’inizio, la certificazione permette di accedere a gare di appalto per le quali è esplicitato come requisito essenziale per la partecipazione. La certificazione permette anche l’abbattimento dei costi ambientali diretti e indiretti. Infine, ma non meno importante, si consegue una maggior efficienza a livello sia operativo che direttivo. Il vantaggio è per i potenziali partner: affidarsi ad un’azienda certificata per le proprie partnership consente di massimizzare gli sforzi in ambito di tutela ambientale. Nel campo della produzione del packaging in cartone ondulato CART-ONE si distingue come azienda, non solo per aver conseguito la prestigiosa certificazione UNI EN ISO 14001, ma mette in pratica una politica aziendale volta alla riduzione dell’impatto ambientale, oltre a essere in prima linea nel combattere gli sprechi, destinando gli scarti di produzione alla filiera del riciclo, così da azzerare i rifiuti, a fronte di produzione di nuova materia prima. Cerchi un partner serio e affidabile per la produzione di imballaggi ed espositori in cartone ondulato? Contattaci. Possiamo assisterti nella creazione del tuo packaging personalizzato, ecologico e sostenibile.
Leggi tutto

seo 12/04/2021 0

Perché la carta non ha un forte impatto sull’ambiente

La carta è stata una delle invenzioni che hanno cambiato significativamente la storia dell’uomo. Ha sostituito la pergamena e altri supporti utilizzati per la scrittura, rendendo globale il passaggio delle informazioni e svolgendo un ruolo fondamentale nella possibilità di tramandare documenti attraverso il tempo.  Anche dopo 2000 anni la carta è ancora indispensabile nella vita di ciascuno di noi. Sicuramente è cambiato il modo di approcciare a questo elemento e sono state studiate delle strategie che consentono di recuperare la carta e il cartone utilizzati, che altrimenti finirebbero per ingrossare la mole di rifiuti che viene conferita in discarica. Allo stesso tempo è cambiato il sistema di produzione e di approvvigionamento, grazie anche al ricorso ad energie rinnovabili e alla gestione oculata del patrimonio forestale. La carta: un bene prezioso da produrre e riciclare La carta, secondo le metodologie passate, richiedeva uno sforzo di produzione notevole, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento della materia prima, sia per quanto concerne l’impiego di energia per la produzione. Grazie alle politiche ambientali messe in atto nel corso degli anni, al diffondersi di una maggior sensibilità verso le tematiche ambientali e, non ultima, alla diffusione del concetto di economia circolare, l’approccio alla produzione di carta e cartone è cambiato notevolmente. La diffusione della raccolta differenziata ha consentito di recuperare materia prima, così anche le industrie della filiera cartaria hanno avviato strategie di recupero degli scarti di produzione, al pari di CART-ONE, al fine di riconvertire anche lo scarto in bobina. Grazie al riciclo della carta possiamo ottenere fogli di grammature diverse e allo stesso tempo molte tipologie di colore. Anche il settore del packaging ha subito un cambiamento  radicale andando a selezionare soluzioni ecosostenibili e riciclabili: in questo caso un posto di rilievo tocca agli imballaggi di cartone ondulato, protagonisti dell’era dell’ecommerce. L’importanza delle certificazioni nell’ambito della produzione della carta “La superficie delle foreste in Europa è cresciuta di quasi 3 milioni di ettari (ovvero un’area grande pressapoco quanto la Grecia) negli ultimi 15 anni, soprattutto grazie alla piantumazione di nuove foreste e alla naturale espansione di quelle esistenti fino a comprendere quelli che una volta erano terreni agricoli.” MCPFE, Conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa. 2007. Se guardiamo al passato, questa è la fotografia che registravamo qualche anno fa. A questo dato possiamo aggiungere che tra il 1990 e il 2010 la superficie forestale è aumentata di circa 11 milioni di ettari. L’incremento è dovuto all'espansione naturale e agli interventi di rimboschimento.(https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/105/l-unione-europea-e-le-foreste) Lo sfruttamento delle foreste è soggetto a normativa, oltre a prevedere anche il rimboschimento delle zone sfruttate per la produzione del legno e della carta. La produzione della carta è soggetta a certificazioni che ne attestano la provenienza da fonti gestite in maniera sostenibile. Tra i sistemi di certificazione i principali sono FSC e (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification) FSC (Forest Stewardship Council) Questa certificazione indica che sono rispettati gli standard globali per la gestione delle foreste mantenendo l’equilibrio fra aspetti ambientali, sociali ed economici. Tali standard si basano sui 10 Principi e 70 Criteri (Principles & Criteria, P&C). Sui prodotti possiamo trovare applicati i marchi FSC secondo le seguenti modalità: FSC 100% L'etichetta FSC 100% accompagna i prodotti costituiti esclusivamente da input provenienti da foreste certificate FSC. FSC Riciclato Questa etichetta che riporta la dicitura FSC Riciclato indica che il legno o la carta con cui è stato realizzato il prodotto proviene da materiale da riciclo e recupero. FSC Misto L'ultima etichetta è quella denominata FSC Misto. Quest’ultima può essere utilizzata quando la per la realizzazione di un prodotto sono state utilizzate carta o legno certificato FSC, materiale riciclato e/o legno controllato PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification) PEFC è uno schema di certificazione che prende in esame la gestione delle foreste in ottica di sostenibilità. Per conseguire la certificazione devono essere rispettati i Criteri e gli indicatori che vengono definiti nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste. Tali linee guida sono realizzate a tutela della biodiversità e della vita stessa delle foreste. Vantaggi della carta riciclata e miti da sfatare. L’uso di carta riciclata apporti diversi benefici all’ambiente: Non richiede l’abbattimento di nuovi alberi. Si minimizzano i rifiuti che vengono conferiti in discarica. Il processo produzione richiede meno energia.  Il processo di produzione con carta riciclata richiede un minor uso di prodotti chimici La diffusione della carta riciclata, tuttavia, è stata osteggiata dalla diffusione di falsi miti quali: La carta riciclata è più costosa: falso La carta riciclata non è più costosa della carta bianca, sul lungo periodo risulta più conveniente. Dal punto qualitativo è inferiore alla carta bianca: falso Le tecniche di lavorazione del materiale riciclato ci consentono di ottenere un prodotto esteticamente e qualitativamente ottimo. La carta riciclata è poco igienica: falso La carta subisce un trattamento che raggiunge temperature fino a 150°che distrugge gli agenti patogeni e microrganismi. La carta riciclata è oramai una risorsa fondamentale da curare e gestire a salvaguardia dell’ambiente e anche per una vita più sostenibile e green.
Leggi tutto

seo 05/02/2021 0

Come il green packaging ‘sostiene’ anche l’economia di un’azienda

Abbiamo parlato più volte dei temi legati alla sostenibilità aziendale e in particolare del ruolo del green packaging come strategia di ottimizzazione delle risorse, nonché come scelta etica per la salvaguardia dell’ambiente. Possiamo quindi affermare che il green packaging è sempre più diffuso tra le aziende che mirano a rendere i propri processi produttivi e la filiera logistica più sostenibile e compatibile con le nuove esigenze del consumatore e le richieste del mercato. Il green packaging: una strategia di ottimizzazione delle risorse aziendali Ricorrere al green packaging per i prodotti della propria azienda aiuta a ottimizzare le spese e le risorse. Un product che nasce da una filiera green è un packaging nato da materie prime riciclabili. Per approfondire leggi anche l’articolo Che cos’è il green packaging Le materie prime riciclabili, come la carta, permettono di ammortizzare i costi attraverso un prodotto che preserva in tutte le sue caratteristiche la qualità e la resistenza, ma che allo stesso tempo risulta maggiormente conveniente dal punto di vista economico. La produzione di green packaging prevede infatti anche la limitazione degli scarti di produzione, che nel caso di carta e cartone non solo possono essere ottimizzati, ma allo stesso tempo si possono riciclare per ridiventare bobina. Questo ciclo virtuoso di produzione si traduce in un’opportunità di risparmio per le aziende che hanno bisogno di un packaging per il proprio prodotto.  Scegliere un packaging ecosostenibile può avere impatto su tutta la filiera, oltre a migliorare il rapporto azienda-ambiente. Il green packaging infatti è studiato per ridurre i volumi, il che si traduce in una riduzione dello spazio di carico e in una maggior concentrazione dei trasporti, così da limitare in maniera più decisa le emissioni di CO2 .  Allo stesso tempo è possibile rendere più competitivo il proprio prodotto sul mercato e amplificare la brand awareness. Il green packaging come leva di marketing Come abbiamo ricordato più volte, il packaging investe un ruolo fondamentale nel processo di coinvolgimento e fidelizzazione del cliente. Al consumatore moderno non interessa solo che il packaging sia bello, ma che sia anche facilmente identificabile e riciclabile. In tal senso, gli imballaggi in solo cartone sono preferiti ai poliaccoppiati proprio perché non sempre il packaging risulta essere separabile in maniera semplice ed intuitiva. Inoltre, in ambito di coinvolgimento della propria base, il packaging può essere utilizzato anche per creare una nuova esperienza. I designer più fantasiosi hanno creato packaging in grado di trasformarsi dopo l’apertura, diventando un oggetto utile e di design. In altri casi le scatole possono essere utilizzate per proporre contest che mettano in evidenza degli usi creativi, continuando quel percorso di fidelizzazione. Il prodotto destinato a fine vita dopo la sua funzione, invece, deve presentare indicazioni chiare e precise sulle modalità di riciclo per una raccolta differenziata priva di errori. L’impegno di CART- ONE nella realizzazione del green packaging CART-ONE si fa promotrice da anni di una politica che riguarda la realizzazione di un packaging sostenibile con lo scopo di mettere in atto i principi di un’economia circolare, come dimostra l’ultimo progetto a cui l’azienda ha aderito. Parliamo di Ecogrip, la soluzione ecologica e in cartone ondulato, sviluppata dall’Alleanza Paneuropea Blue Box Partners (BBP) di cui Cart-One è membro, per offrire un’alternativa alla pellicola termoretraibile, limitando così l’uso di imballaggi in plastica che non vengono riciclati. CART-ONE è sempre a lavoro per fornire ai propri partner soluzioni per il packaging ed espositori personalizzati che siano sostenibili e di qualità. Rivolgiti alla nostra azienda per ottenere maggiori informazioni sulle nostre realizzazioni e su come la nostra può supportare il tuo business: contattaci.
Leggi tutto

seo 23/10/2020 0

End of waste Carta e Cartone: come i rifiuti diventano risorse

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il regolamento che segna l’End of Waste (la fine dello spreco) per quanto riguarda il ciclo di vita di carta e cartone. Lo stesso ministro ha dichiarato che “l’End of Waste è un tassello indispensabile per la valorizzazione del potenziale dei rifiuti e può dare un forte contributo allo sviluppo delle potenzialità del settore di riciclo”. Questo materiale, infatti, è assimilato sempre meno a un rifiuto, e sempre più a una vera e propria risorsa da recuperare per la produzione di nuova carta e cartone. Il provvedimento è stato elaborato a seguito di numerosi incontri tecnici. Prima dell’emanazione del regolamento, infatti, si sono tenute le consultazioni con ISPRA, organo tecnico del Ministero dell’Ambiente, e gli operatori del settore. Gli incontri si sono tenuti anche con i referenti dell’ISS per la valutazione degli impatti sull’ambiente e sulla salute umana. Che cosa stabilisce il regolamento? Il regolamento stabilisce le modalità e i criteri in cui devono venire le azioni previste per fare in modo che carta e cartone cessino di essere rifiuti e diventino risorse per la realizzazione di nuovo materiale. Il regolamento si suddivide in sete articoli che hanno il compito di definire gli ambiti di applicazione e tre allegati. Nell’allegato 1 si possono leggere i criteri generali ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto della carta e del cartone. Nel contenuto è presente il riferimento esplicito alla norma UNI EN 643. Nell’allegato 2 invece sono individuati gli scopi specifici secondo i quali sono utilizzabili la carta e il cartone recuperati. Nell’allegato 3 è riportato il modello della dichiarazione di conformità (DDC), la quale è stata redatta sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Quest’ultima deve recare l’anagrafica del produttore oltre alle dichiarazioni, sempre in capo al produttore, sulle caratteristiche della carta e del cartone recuperati. Qual è l’importanza del recupero della carta? La carta da macero può essere riusata come materia prima, sia nella manifattura della carta e del cartone, sia per quanto riguarda l’industria cartaria, sia per le industrie che utilizzano come riferimento la norma UNI EN 643. Tutto ciò comporta un importante passo in avanti nella gestione responsabile delle risorse, nel prolungamento della vita dei materiali che vengono diffusi nell’ambiente e nella creazione di un’ulteriore fonte da cui ricavare la materia prima. Dobbiamo ricordare che il settore del recupero e del riavvio della carta all’ambito produttivo funge da traino per quanto riguarda i processi di circolarità. Nel nostro Paese, infatti, il recovery della fibra da riciclo incide sul 60% della produzione cartaria. Nel comparto dell’imballaggio il tasso di riciclo ha raggiunto la ragguardevole percentuale dell’80%, ponendo il Paese in anticipo rispetto alle direttive europee, che richiedono entro il 2030 di raggiungere la soglia dell’85% di recupero. Inoltre, il riciclo della carta consente di diminuire drasticamente i rifiuti che vengono poi conferiti in discarica.  In questo quadro si inserisce l’esperienza di CART-ONE, che è da sempre impegnata nel rendere i propri processi di produzione di scatole di carta e cartone ondulato sempre più virtuosi e rispettosi dell’ambiente, così da confermarsi un player di spicco nell’ambito dell’economia circolare.
Leggi tutto

seo 30/09/2020 0

Smart manufacturing e industry 4.0: prospettive per la ripartenza post Covid

Se dobbiamo trovare un effetto positivo procurato dalla pandemia di Covid 19, sicuramente dobbiamo cercarlo nel miglioramento ambientale dovuto alla quarantena, che probabilmente ha acceso ulteriormente i riflettori sulle tematiche del riciclo e del recupero. Tuttavia, i risultati raggiunti potrebbero essere del tutto momentanei, perché nella fase 2 e 3 faremo i conti con quelli che sono stati gli effetti collaterali del lockdown sull’economia. Per esempio, il calo del petrolio potrebbe far passare in secondo piano la ricerca di una mobilità green e sostenibile, perché meno conveniente; oppure assisteremo a un maggior inquinamento ambientale dovuto all’abbandono indiscriminato di mascherine e guanti per strada, una realtà inquietante che riguarda da Nord a Sud piccole e grandi realtà territoriali. In tal senso, bisogna lavorare per fare in modo che le tematiche ambientali e del riciclo siano trattate in maniera continua e costante. Opinione pubblica e azioni di recupero nella Fase 1 Secondo un’indagine condotta da TwoSides, gli imballaggi cellulosici sono preferiti perché completamente riciclabili. Stesso aspetto viene riconosciuto al vetro. In particolare, la ricerca evidenzia come il cittadino italiano mostri maggiore sensibilità di quella degli altri cittadini europei. Proprio grazie a questa sensibilità e all’evoluzione del sistema legato alla raccolta e al riciclo della carta, siamo passati dall’essere importatori di carta da riciclare ad esportatori. Certamente un ruolo importante è stato rappresentato dal Conai e da Comieco attraverso finanziamenti e l’azione del consorzio per il recupero degli imballaggi in carta e cartone. Anche durante la Fase 1 si è continuato a riciclare. Prospettive Post Covid per il riciclaggio Il Covid 19 ha portato all’attenzione mondiale il fatto che l’ambiente possieda un equilibrio delicato e che l’alterazione dei cambiamenti ambientali e degli stravolgimenti climatici possano favorire la proliferazione di nuovi virus. Sarà importante in quest’ambito realizzare dei processi produttivi secondo i principi dell’economia circolare. Questo significa partire dagli ottimi risultati finora raggiunti in ambito di riciclo e implementarli tenendo conto dell’intera filiera: dalla nascita del prodotto fino al suo utilizzo, riciclo e riuso. Un ruolo cruciale sarà giocato dai finanziamenti che verranno stanziati per migliorare l’impiantistica destinata alle attività di trattamento dei materiali di imballaggio. Inoltre, un punto di svolta sarà determinato dalla realizzazione di “packaging parlanti” che offrano la possibilità all’utente finale di conferire nella raccolta differenziata i rifiuti nel giusto modo, soprattutto quando si parla di poliaccoppiati, utilizzati in maggior modo nel settore alimentare. Tutto questo sarà possibile attraverso un’app a realtà aumentata. Da questo punto di vista l’Italia è promotrice di tecnologie per la differenziazione dei rifiuti poliaccoppiati. Inoltre, si possono realizzare dei progetti che consentono, all’interno della raccolta della carta, di approfondire ulteriormente la differenziazione dei rifiuti, in particolare all’esterno di esercizi commerciali e nell’ambito della ristorazione. L’industria Post Covid: cosa si intende per Industry 4.0 L’esperienza Covid ha profondamente colpito il comparto industriale, ponendo l’accento sulla questione di una necessaria e continua innovazione tecnologica che deve essere accompagnata da resilienza e flessibilità. In tal senso, l’Industry 4.0 diventa sinonimo di efficienza, di integrazione dei processi e sostenibilità anche attraverso l’uso del lavoro agile e da remoto. Il lockdown ha dato modo di ripensare la tecnologia accelerando i processi di digital transformation per rispondere all’urgenza di cambiamento. Smart Manufacturing e Industry 4.0: l’intelligenza aumentata Per Industry 4.0 non si intende solo un investimento in tecnologia, ma una vera e propria evoluzione nell’intendere i processi produttivi seguendo catene brevi, dirette e legate tra loro consentendo uno sviluppo sinergico. Il rapporto con i clienti cambia ed è orientato ad una nuova efficienza, velocità di comunicazione e una costanza nel rapporto di collaborazione. In tal senso, svolgono un ruolo importante le nuove ricerche e lo sviluppo di tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale. Pur non potendo sostituire la creatività del cervello umano, l’intelligenza artificiale offre un’ampia gamma di applicazioni possíveis. Queste ultime, applicate al packaging e al printing, consentono di ottenere nuovi risultati sempre più professionali e al passo con le esigenze di mercato. In quest’ottica, la promozione di un’economia circolare diventa auspicabile, proprio per la messa in atto di processi sostenibili. La sostenibilità aziendale consente di ottimizzare gli investimenti e risolvere problemi concreti, senza compromettere il futuro di intere generazioni.
Leggi tutto

seo 29/09/2020 0

Recuperati gli imballaggi: superati gli obiettivi 2025

Gli Italiani si impegnano nella raccolta differenziata? Secondo alcuni dati riguardanti l’anno 2019 non solo cresce la percentuale di rifiuto riciclato, ma risultano superati gli obiettivi da raggiungere nel 2025 imposti dall’Europa. Giorgio Quagliuolo, presidente uscente del Conai, in una dichiarazione rilasciata all’Assemblea del Consorzio Nazionale Imballaggi nel mese di luglio ha espresso il suo parere in merito a questo traguardo: “Il sistema nel suo complesso ha già superato gli obiettivi che l’Europa chiede entro il 2025. L’economia circolare in Italia funziona e si impone per l’efficacia del suo modello. Anche i risultati per i sei materiali di imballaggio gestiti dal Conai sono molto positivi, avendo tutti raggiunti gli obiettivi al 2025, tranne la plastica. È importante continuare a lavorare sia sulla strada dello sviluppo delle nuove tecnologie per il riciclo sia su quella della prevenzione, incentivando eco design e design for recycling”. Questa prospettiva è benaugurante nei confronti di un futuro più pulito e sostenibile. Ma vediamo nel dettaglio perché questo traguardo risulta così importante. Riciclo degli imballaggi: facciamo i conti con la realtà Prendendo in esame i dati dell’anno 2019, ricaviamo che è stato avviato al riciclo gran parte dei materiali, ben il 70%, con una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente. La crescita è trainata soprattutto dall’incremento del riciclo proveniente dalla raccolta urbana, che ha segnato un +6,2%. Se si fa una stima, sommando questi numeri a quelli del recupero energetico, le tonnellate di rifiuti di imballaggio recuperate superano gli 11 milioni e corrispondono all’81% rispetto agli imballaggi immessi al consumo. Nel documento Programma Generale di Prevenzione e di Gestione degli Imballaggi e dei rifiuti di imballaggio è possibile riconoscere le percentuali di recupero e riciclo dei materiali, che mostrano chiaramente il raggiungimento delle soglie di recupero per la maggior parte dei materiali di imballaggio. Acciaio 78,8% (obiettivo 70%); Alluminio 74,6% (obiettivo 70%);  Carta e Cartone 81,2% (obiettivo 75%);  Legno 64,7% (obiettivo 25%);  Plastica 48,1% (obiettivo 50%);  Vetro 81,4% (obiettivo 70%). Fatta eccezione per la plastica, per la quale il raggiungimento dell’obiettivo è vicino, per tutti gli altri materiali sono state ampiamente superate le soglie prefissate. Tutto questo è possibile grazie all’impegno dei cittadini e grazie alle aziende che stanno adottando politiche di maggior sostenibilità, rivedendo i processi produttivi nell’ottica di un’economia circolare, come dimostra il caso dell’azienda CART-ONE, nell’ambito della produzione di imballaggi di cartone. Quali sono i vantaggi derivanti dal raggiungimento degli obiettivi europei? Il raggiungimento degli obiettivi prefissati, in termini di vantaggi per il singolo e per l’ambiente, sono notevoli. Recuperare quattro imballaggi su cinque significa conferire in discarica meno rifiuti, quindi meno inquinamento ambientale e più risorse che vengono riciclate, per poi essere nuovamente utilizzate. In tal senso, è importante anche la collaborazione tra enti locali e consorzi di raccolta, che rendono possibile l’effettivo recupero del rifiuto/risorsa. Un esempio su tutti, l’attività svolta dai Comuni Italiani in convenzione con Comieco, l’ente preposto al recupero degli imballaggi in cartone. Il Conai, infatti, in un momento in cui le quotazioni dei maceri erano in calo e il riciclo della carta non risultava conveniente, ha aperto delle finestre che consentivano ai Comuni di entrare in convenzione con Comieco, assumendosi gli oneri per l’avvio al riciclo della carta e del cartone, così da mettere l’ambiente al primo posto, superando qualsiasi logica di mercato. Infine, la possibilità di riciclare e riutilizzare consente una gestione migliore delle risorse, sempre se pensiamo all’esempio della carta, che ha un impatto significativo sulla natura, in primo luogo evitando la deforestazione e la distruzione di ecosistemi, e in secondo luogo agendo per la salvaguardia della biodiversità.
Leggi tutto

seo 22/09/2020 0

Come incrementare l'economia circolare e nel settore del riciclo

La scelta di soluzioni sostenibili riguarda anche la filiera impegnata nella produzione degli imballaggi in cartone. In base ai nuovi obiettivi posti dall’Europa e dagli enti governativi si sta lavorando nell’ottica di promuovere un’economia circolare che ottimizzi al meglio un processo virtuoso basato sui seguenti cardini: produzione, utilizzo, riciclo e riutilizzo. In tal senso, la filiera della carta e del cartone ha ottenuto importanti successi. Nel dettaglio, il biomateriale prodotto viene riciclato dallo stesso comparto con un tasso di circolarità stimato a 57%, mentre le realtà più virtuose hanno innalzato il tasso di riciclo all’80%. L’impegno delle aziende italiane ha fatto sì che il nostro Paese sia oggi al terzo posto a livello europeo per quanto riguarda l’utilizzo della carta da riciclare. Ripensare i cicli produttivi nell’ottica dell’economia circolare. Abbiamo già approfondito, nei precedenti post, i principi cardine dell’economia circolare. Per ottenere dei risultati sarà necessario, quindi, non solo scegliere soluzioni produttive che privilegino l’uso di fonti energetiche rinnovabili, ma anche ripensare gli spazi dove avviene la produzione che garantiscano il minor impatto ambientale possibile. Inoltre, anche la progettazione dei prodotti deve, secondo tali criteri, prevedere la minor dispersione delle materie prime possibile e l’uso di risorse provenienti da fonti gestite responsabilmente come nel caso delle foreste.  Per attuare questi cambiamenti sarà necessaria la collaborazione tra associazioni di categoria e dei Consorzi di filiera con le banche e gli investitori, al fine di rendere più rapido l’accesso ai finanziamenti e allo stesso tempo di intraprendere un percorso di innovazione tecnologica che possa fare la differenza in ottica di sostenibilità dei processi produttivi. L’economia circolare in Italia: quali sono gli obiettivi da raggiungere Nel nostro paese sono stati conseguiti risultati importanti, ma sicuramente ulteriori passi devono essere fatti in ottica di alleggerimento del quadro burocratico, il che consentirebbe di evitare la dispersione in discarica di rifiuti/risorse.  L’Italia, quindi, nei prossimi anni dovrà intraprendere iniziative importanti sul tema dell’eco-innovazione ed assolvere a quanto citato nei Sustainable Development Goals (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite al 2030, in particolare lavorando sull’efficientamento delle industrie in ottica di sostenibilità, adottando tecnologie e processi industriali a impatto ambientale positivo e promuovendo consumo e produzione responsabili. In tal senso, l’industria cartiera si muove dando vita a un impegno costante e alla realizzazione di un business sostenibile, che passa dalla valorizzazione e dall’utilizzo responsabile della materia prima, fino al recupero e al riciclo del bene, realizzando un processo d’eccellenza. Un esempio è costituito dai successi ottenuti nel 2018, dato che sono state 4,9 milioni le tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, con una percentuale di riciclo dell’81%. In questo quadro complesso si innesta l’esperienza di CART-ONE, impegnata nel costante miglioramento delle performance e del prodotto, scegliendo di agire in prima persona nel panorama dell’economia circolare attraverso la produzione di imballaggi in cartone di qualità, attuando un sistema di produzione e gestione delle risorse in ottica green. Da sempre l’azienda si fa promotrice e attuatrice dei principi dell’economia circolare. La filosofia abbracciata da CART-ONE è basata sulla gestione oculata delle materie prime e sull’ottimizzazione della raccolta degli scarti di produzione, affinché possano essere riciclati e riconvertiti in bobina.  L’utilizzo di tecnologie pulite e innovative permettono di attuare un processo produttivo virtuoso, che abbia il minor impatto possibile su acqua, aria e suolo. La progettazione dei packaging è effettuata secondo criteri ecologici, in maniera tale da risparmiare materia prima senza sacrificare la qualità e la resa finale del prodotto finito.
Leggi tutto

seo 31/08/2020 0

Strategia di decarbonizzazione: di cosa si tratta?

Il cambiamento climatico è un argomento attuale e urgente, che riguarda tutto il mondo e richiede la giusta attenzione da parte della società. Prime tra tutte, le industrie che hanno il dovere impellente di cambiare i propri metodi produttivi, diventando più sostenibili e attente all'ambiente. È per questi motivi che da anni si parla di una strategia di decarbonizzazione da mettere in atto il prima possibile, ossia di un percorso che limiterà man mano, fino a farle sparire del tutto, le emissioni di CO2 nell'atmosfera. È possibile donare alle prossime generazioni un Pianeta più sano e pulito? Cos'è la decarbonizzazione Scientificamente, la decarbonizzazione è il cambiamento del rapporto tra carbonio e idrogeno tra le fonti di energia. Una strategia di decarbonizzazione, quindi, prevede l'utilizzo di fonti energetiche che hanno sempre meno atomi di carbonio, più pulite e rinnovabili. Per molto tempo, le fonti energetiche utilizzate dall'uomo hanno sempre avuto, nella propria composizione, un alto rapporto tra atomi di idrogeno e carbonio. Non a caso, l'offerta energetica si è sempre divisa tra petrolio, gas naturale e carbone, ossia fonti fossili che necessitano di combustione per produrre energia, rilasciando nell'ambiente quantità importanti di sostanze inquinanti, soprattutto CO2. La decarbonizzazione si prefigge una progressiva riduzione delle fonti fossili come fonti energetiche, sostituendole con quelle rinnovabili, così da diminuire gradualmente il rilascio di CO2 nell'ambiente, fino ad azzerarne del tutto le emissioni. Gli obiettivi dell'Unione Europea per la decarbonizzazione A causa del riscaldamento globale, oggi è importantissimo spingere le industrie verso l'utilizzo di fonti energetiche pulite e rinnovabili, come quella solare ed eolica, abbandonando le fonti fossili responsabili del rilascio di quantità enormi di CO2 nell'atmosfera e conseguentemente del cambiamento climatico che potrebbe distruggere il nostro Pianeta. Già a partire dal Protocollo di Kyoto del 1997 e dall'Accordo di Parigi del 2015, le istituzioni hanno cominciato a preoccuparsi per l'ambiente, tanto da riconoscere che la decarbonizzazione sia uno strumento essenziale per ridurre al massimo le emissioni si anidrite carbonica nell'atmosfera. L'Unione Europea si è posta come obiettivo, entro il 2030, di ridurre le emissioni del 40%, così da raggiungere lo zero entro il 2050. In questo modo, si arriverà a rilasciare emissioni talmente basse che il Pianeta potrà assorbirle in maniera naturale. Strategia di decarbonizzazione: cosa fa l'industria cartaria europea? L'industria cartaria europea si è detta subito interessata nel sostenere una strategia di decarbonizzazione, che accompagnata da un economia circolare, può essere la chiave per rendere il nostro Pianeta un Pianeta migliore. Le industrie europee della carta hanno già delineato da tempo i propri piani per raggiungere gli obiettivi ambientali che l'Unione Europea si è prefissata per il 2050, garantendo la sostenibilità delle materie prime utilizzate e migliorando i processi di produzione. Tra le materie prime sostenibili utilizzate c'è la pasta di legno, rinnovabile ed ecologica, proveniente da fonti forestali gestite correttamente. Le foreste, infatti, sono serbatoi naturali di carbonio che hanno un ruolo fondamentale per riequilibrare le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Per questo motivo, oltre alla rinnovabilità, alla circolarità dell'economia e alla decarbonizzazione, va affiancata una gestione corretta e sostenibile delle foreste, appoggiata dall'industria cartaria, che assicura una crescente copertura arborea in Europa, grazie a una serie di programmi certificati come il PEFC (Programma per l’approvazione della certificazione forestale) e il FSC® (Forest Stewardship Council). Inoltre, dal 2005 ad oggi, l'industria cartaria europea ha già attuato una strategia di decarbonizzazione con una riduzione del 27% e spende circa 5 miliardi di euro all'anno per migliorare i processi produttivi.
Leggi tutto

seo 27/07/2020 0

Cosa si intende per economia circolare

Le Istituzioni lavorano già da tempo per realizzare un’economia non lineare, che ci renda più concorrenziali, meno dipendenti dalle materie prime e più ecologici. In un lasso di tempo relativamente breve l’ecologia, da sensibilità o istanza politica, è diventata una realtà economica e un processo di produzione che si sostanzia in questo binomio: “Economia circolare”. Vedremo di seguito quali sono storia e definizione dell’economia circolare e come vi si colloca il settore della carta. Storia del concetto di Economia circolare Come già detto, l’Economia circolare afferisce all’ecologia, ma la prima è un progetto concreto che sorge dal sistema valoriale della seconda. In sé l’ecologia ha antenati abbastanza lontani, che possono trovare una prima interpretazione politica agli inizi del secolo XX, nel naturismo dei Wandervogel tedeschi. Ancor prima, nella seconda metà del secolo XIX, fu il biologo tedesco a coniare il termine “ecologia”, dandogli una valenza esclusivamente scientifica. Bisogna attendere due guerre mondiali e altrettanti dopoguerra per arrivare nel 1966 a una visione economica, con il “The Economics of the Coming Spaceship Earth” di Kenneth Boulding. Pochi anni dopo l’ambientalista Barry Commoner introduce il concetto di “cerchio” riferito all’economia. Nel frattempo la Commissione Europea accoglie ed elabora rapporti economici e scientifici sul tema. Nel 2002 William McDonough e Michael Braungart propongono un’analogia tra i processi industriali e quelli naturali, caratterizzati per l’appunto dalla circolarità. Il terreno è pronto e nel 2009 nasce la Ellen MacArthur Foundation, che fa capo all’omonima skipper Ellen MacArthur. La Fondazione raccoglie dati, effettua studi, elabora proposte e formula per l’appunto la definizione di “Economia circolare”. Definizione di Economia circolare Secondo la Ellen MacArthur Foundation si definisce Economia circolare “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. Come giustamente sottolineato dalla ricerca promossa dal Comieco per il Forum per la finanza sostenibile, l’“Economia circolare non è un modello di gestione dei rifiuti, bensì un ripensamento dei tradizionali processi industriali”. Vale a dire che la corretta gestione dei rifiuti è uno dei “momenti” che caratterizzano la circolarità, ma l’economia così concepita non si esaurisce nel riciclo. Se non è circolare, allora è lineare L’aggettivazione di questa economia - per l’appunto “circolare” - definisce anche l’alternativa a cui si “oppone”, ossia l’economia lineare. Questo modello, seguito da tutti i paesi e oggi ritenuto non sostenibile, si basa su 5 fasi: Estrazione delle materie prime; Produzione; Distribuzione; Consumo; Rifiuti, raccolti in discariche e/o inceneriti. Questo sistema è ritenuto oggi largamente insostenibile per scarsità di materie prime e per l’impatto ambientale. Principi base I princìpi base dell’economia circolare, così come formulati dalla “Ellen MacArthur Foundation” sono: Eco-progettazione. Concepire i prodotti (compresi gli imballaggi) nell’ottica della durata e del loro ciclo di vita. Pertanto prediligere ciò che è riparabile, duraturo e riciclabile. Versatilità. Dare priorità a prodotti fabbricati per essere modulari e recuperabili nei singoli componenti. Energie rinnovabili. Ridurre l’uso di energia ricavata da fonti fossili. Approccio ecosistemico. Avere consapevolezza dell’intero sistema di produzione e tenere in considerazione il rapporto tra le diverse componenti. Recupero dei materiali. Favorire il riciclo e ridurre il ricorso a materie prime vergini. Vantaggi dell’Economia circolare L’Economia circolare comporta vantaggi ambientali, sociali ed economici. La produzione dei gas serra, grazie al riciclo e, soprattutto, alle energie rinnovabili, può ridursi drasticamente. La qualità stessa della vita del cittadino ne beneficerebbe e un’etica costruita a tale scopo aiuterebbe a concepire il “Noi” al di là dell’individuo. Da un punto di vista economico, il vincolo delle materie prime - di cui ad esempio l’Italia scarseggia - sarebbe minore. Creare prodotti duraturi e riciclabili, infine, accresce la competitività delle economie nazionali. La carta nell’Economia circolare Come detto, l’Economia circolare non è solo questione di recupero delle materie, ma è l’impegno a pensare tutto il ciclo produttivo affinché si possano: Ridurre gli sprechi; Allungare la vita dei prodotti; Riciclare e rigenerare. L’industria della cellulosa parte avvantaggiata rispetto a materie alternative in quanto di origine vegetale, biodegradabile e riciclabile. L’Italia, in particolare, è un paese che eccelle nel riciclo della carta ed è secondo solo alla Germania: “Nel corso del 2018 - riporta il Comieco nel rapporto per il Forum per la finanza sostenibile - sono state 4,9 milioni le tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, con una percentuale di riciclo dell’81%”. Esistono comunque delle criticità per l’economia circolare in generale e per la carta in particolare. Basti pensare a una delle tante conseguenze - oltre a quelle di crescita - dovute alla pandemia da CoViD-19: il crollo dei prezzi del greggio. La forte deflazione potrebbe ritardare il ricorso a fonti di energia rinnovabili, come ridurre il costo di produzione della plastica. O, ancora, l’impiego persistente di prodotti difficilmente riciclabili perché non divisibili dal consumatore nei singoli elementi, immettono sul mercato (e nelle discariche) beni non recuperabili. Ad esempio l’uso dei poliaccoppiati rappresenta un problema nel packaging alimentare. Per questo motivo - come precisa ancora una volta il Comieco - gli imballaggi del futuro dovranno essere: Monomaterici; Aumentare l’effetto barriera; Permettere di monitorare il percorso di vita dell’imballaggio (attraverso, ad esempio, la stampa dell’etichetta); Sostenibili. L’industria della cellulosa è già pronta per la sfida del domani.
Leggi tutto

seo 02/04/2020 0

Inquinamento plastica: cosa possono fare le aziende per ridurlo

Il Consiglio di Stato dell’Unione Europea ha approvato la normativa che sancisce, dal 2021, il divieto di vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta come posate, piatti, cannucce monouso, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini. La direttiva ha stabilito inoltre un obiettivo di raccolta e riciclo del 90% di bottiglie di plastica utilizzata, attraverso l’impiego di sistemi di cauzione-deposito, simili a quelli già presenti per il vetro. Tale raccolta si stima faccia risparmiare circa 6,5 miliardi di euro ai consumatori. Cosa fanno le aziende per ridurre l’uso della plastica? Ripartono dal packaging Greenpeace lo ha espressamente dichiarato: “Bisogna ripartire dal packaging”! Come? Ecco qualche esempio di iniziative eco-friendly adottate dai grandi marchi industriali, volti a ridurre lo spreco della plastica monouso e a sostituire gli imballaggi di plastica con packaging biodegradabili e riciclabili. Amazon, Ikea e Nestlé Amazon: il colosso degli acquisti online ha introdotto l’opzione Amazon Day, che consente di fare più acquisti anche in date diverse e ricevere tutta la merce nello stesso giorno. Ikea: l’azienda svedese utilizza già dal 2015 solo cotone sostenibile e nello scorso anno ha lanciato la serie Gunrid, una tenda costituita da un particolare tessuto capace di purificare l’aria di casa dall’inquinamento domestico. Nestlé: la multinazionale svizzera aveva annunciato nel 2018 di voler produrre solo imballaggi 100% riciclabili e riutilizzabili entro il 2025. Nel 2019 le sue promesse sono state mantenute. Gucci e Zalando Gucci: il noto marchio di moda ha aumentato l’utilizzo di energie rinnovabili e incrementato il riciclo degli scarti di pelle e di tessuto. Zalando: il prestigioso e-commerce europeo ha annunciato di rendere i suoi imballaggi 100% sostenibili entro l’anno corrente. LG, Vodafone e Samsung LG: l’azienda di prodotti tecnologici, ha avviato il programma "Zero Carbon 2030", volto a rimuovere il proprio utilizzo di carbonio entro quella data. Samsung: si è impegnata a sostituire tutti i suoi imballaggi in plastica con materiali ecosostenibili e biodegradabili, come le bioplastiche. Vodafone Italia: ha eliminato la plastica monouso dai propri uffici, attraverso l’iniziativa ‘’Save the Planet’’. Corona, Heineken e Ichnusa Corona: la sua filosofia eco-friendly è ormai nota, in quanto dal 2017 la nota azienda di birra collabora con l'associazione Parley for the Oceans. Heineken Italia: i propri dipendenti, grazie all'iniziativa "10.000 per l’ambiente", in collaborazione con Legambiente, hanno raccolto in un solo mese ben 13,5 tonnellate di rifiuti. Ichnusa: ha sposato l’iniziativa dell'opzione del vuoto a rendere attraverso il lancio di una linea green caratterizzata dal tappo verde. E le iniziative delle PMI contro gli sprechi Anche le realtà più piccole stanno dando vita a una serie di importanti iniziative per la riduzione degli sprechi. In Italia ad esempio, Sorma Group ha ideato una nuova linea di imballaggi per ortofrutta eco-friendly e SCM Group ha distribuito oltre 2000 borracce in vetro ai propri dipendenti, per esortare a non utilizzare quotidianamente bottiglie di plastica usa e getta. Cosa possono fare i cittadini per ridurre l’uso della plastica? Da dove proviene tutta questa plastica? La maggior parte direttamente dai nostri consumi: dalle bottiglie d’acqua che acquistiamo ogni giorno, agli imballaggi e agli involucri di tutta la merce che prendiamo al supermercato. 5 cose che possiamo subito fare per contribuire alla riduzione dell’inquinamento della plastica: Prediligi gli involucri di carta a quelli di plastica; Opta per i prodotti sfusi e non confezionati in imballaggi di plastica; Riduci l'uso di piatti e posate monouso; Porta con te sacchetti in tessuto quando fai la spesa; Scegli le bottiglie d’acqua in vetro. Tutti questi piccoli ma importanti gesti quotidiani possono realmente contribuire ad educare il prossimo. Farsi portatore di questi valori diventa fondamentale soprattutto nell’ambito scolastico: trasmettere alle nuove e future generazioni il rispetto per l’ambiente anche attraverso una serie di divertenti lavoretti di riciclo creativo, è ormai una necessità. Cart-One e la produzione di cartone ondulato nel rispetto dell’ambiente Se la Terra si surriscalda anche il packaging deve fare la sua parte. Nell’universo del packaging queste azioni si concretizzano nell’utilizzo di tecnologie pulite e innovative; eco-design inteso come progettazione del packaging attento al risparmio di materia prima e agli sprechi; miglioramento continuo dei processi di produzione finalizzati a diminuire gli impatti negativi sull’ambiente. Da sempre inoltre, l’azienda ha attuato e si è fatta promotrice dell’economia circolare, tale che lo scarto di produzione diventi bobina e di nuovo scatola negli stabilimenti. Ti potrebbe interessare: Cosa si intende per sostenibilità aziendale.
Leggi tutto

seo 18/02/2020 0

Cosa si intende per sostenibilità aziendale

Sono sempre di più le aziende che stanno cambiando la propria impostazione organizzativa al fine di avere un approccio più rispettoso nei confronti dell’ambiente. Non è un caso, infatti, che negli ultimi anni si parli sempre più spesso di “marketing sostenibile”. Questo nuovo approccio al mercato è significativo perché mostra la chiara volontà, da parte delle aziende, non solo di creare valore per i consumatori e per i propri partner, ma anche di apportare benefici all’intera comunità attraverso una produzione che non vada a impattare sull’ambiente. La sostenibilità aziendale, quindi, si sviluppa su più ambiti: persone: l’azienda si impegna ad offrire ai propri dipendenti condizioni di lavoro che ne assicurino benessere e sicurezza comunità: l’attività si impegna a produrre ricchezza per l’intera comunità, anche attraverso la creazione di un network con aziende locali ambiente: ridurre al minimo le emissioni di CO2 al fine di non contribuire all’ulteriore inquinamento di aria, acqua e suolo, è il principio cardine su cui si fonda il concetto di azienda sostenibile. Le basi del marketing sostenibile Le aziende devono offrire ai propri clienti modelli di consumo differenti. Se in passato le operazioni di marketing aziendale vertevano su un ciclo focalizzato sulla creazione di un bisogno, ossia sulla soddisfazione del cliente attraverso l’atto del consumo e la produzione di uno scarto derivato dal consumo stesso, questa prospettiva viene oggi ribaltata proprio attraverso la teoria di un approccio sostenibile e di una economia circolare. Oggi le aziende non devono solo soddisfare i clienti, ma avviarli verso un consumo critico che apporterà vantaggi - sul lungo periodo - su tutta la comunità. In tal senso, il sistema di gestione aziendale deve essere conforme a quanto previsto dalla normativa vigente. Bisogna tenere in considerazione che i criteri di sostenibilità non sono monolitici, ma vengono aggiornati in base alle tecnologie a disposizione per limitare l’inquinamento e implementare i processi produttivi; allo stesso tempo, sono aggiornati anche in base alle esigenze sociali e ambientali. Parlare di marketing sostenibile, pertanto, significa essere in grado di mettere sotto la lente di ingrandimento i processi produttivi, le risorse impiegate e la formazione costante del proprio personale. L’impegno di ogni realtà imprenditoriale deve vertere sulla produzione di benefici collettivi, sociali e ambientali, i cui effetti impattano sul lungo periodo. Tali benefici devono essere concreti e misurabili. L’esperienza di CART-ONE nell’ambito della sostenibilità Partendo dai concetti finora espressi, l’esperienza CART-ONE è esplicativa per quanto riguarda la ricerca e la messa in pratica di un modello di produzione sostenibile. Lo scopo principale dell’attività è quello di coniugare più aspetti tra cui il rispetto per l’ambiente, la soddisfazione dei propri partner e la realizzazione di un prodotto di qualità. Attraverso la limitazione dello scarto di produzione e grazie al riciclo, non solo si ottengono prodotti di alto livello qualitativo, ma allo stesso tempo si contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente in maniera attiva. Oltre a quanto finora detto, l’azienda opera servendosi di tecnologie pulite innovative. Inoltre, la progettazione dei prodotti avviene esclusivamente attraverso lo studio di design mirati al risparmio di materia prima e all’abbattimento degli sprechi.
Leggi tutto

seo 06/04/2015 0

Il Packaging Green è in cartone ondulato, lo sceglie il 68% dei consumatori

Il sondaggio ha coinvolto 7.068 consumatori e 4.857 di questi hanno dichiarato di avere preferenze sull’imballaggio utilizzato per confezionare i prodotti alimentari. A questi ultimi è stato quindi chiesto quale soluzione preferissero fra gli imballaggi in plastica e quelli in cartone ondulato: il 68% ha dichiarato di preferire questi ultimi, mentre solo il 32% quelli in plastica. È stato anche chiesto a tutti gli intervistati di indicare la propria propensione, a parità di prezzo e qualità, ad acquistare un prodotto alimentare, come ad esempio frutta e verdura, contenuto in imballaggi in cartone ondulato piuttosto che in plastica. Il 41% degli intervistati ha dichiarato che la tipologia di confezione non è un elemento di distinzione nelle proprie decisioni di acquisto. Fra i consumatori che, invece, considerano l’imballaggio un fattore determinante per la scelta di un prodotto alimentare, ben l’85% ha dichiarato che sarebbe più propenso ad acquistare prodotti contenuti in imballaggi in cartone ondulato rispetto a prodotti contenuti in imballaggi in plastica. I risultati del sondaggio rispecchiano quelli di uno studio analogo condotto nel 2014 nel Regno Unito nel quale, su 1.114 consumatori che hanno dichiarato che l’imballaggio rientra fra i fattori che determinano le decisioni di acquisto, ben il 93% acquisterebbe più volentieri prodotti confezionati in imballaggi in cartone ondulato rispetto a prodotti confezionati in plastica. “I risultati mostrano che la carta e il cartone ondulato restano la forma più popolare di imballaggio in tutti i paesi più importanti in Europa", commenta il segretario generale di Fefco (la federazione europea dei produttori di imballaggi in cartone ondulato) Angelika Crist. In conclusione i consumatori sono molto più propensi ad acquistare generi alimentari, tra cui frutta e verdura, se sono confezionati ed esposti in imballaggi in cartone ondulato rispetto a prodotti confezionati in imballaggi in plastica. “Questa indagine è dunque un’ulteriore prova di quanto gli imballaggi in cartone ondulato siano il packaging che maggiormente rispecchia le esigenze dei consumatori - dichiara Claudio Dall’Agata, direttore di Bestack, il consorzio italiano dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta - Un packaging funzionale, personalizzabile e sostenibile per il confezionamento e l’esposizione di tutti i generi alimentari, specialmente per frutta e verdura. Igienico, sicuro, naturale e riciclabile al 100%, in grado di rendere il prodotto più attrattivo grazie anche ai valori positivi che esso veicola”. 06 APRILE 2015 | ADNKRONOS
Leggi tutto