End of waste Carta e Cartone: come i rifiuti diventano risorse

seo 23/10/2020 0

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il regolamento che segna l’End of Waste (la fine dello spreco) per quanto riguarda il ciclo di vita di carta e cartone. Lo stesso ministro ha dichiarato che “l’End of Waste è un tassello indispensabile per la valorizzazione del potenziale dei rifiuti e può dare un forte contributo allo sviluppo delle potenzialità del settore di riciclo”.

Questo materiale, infatti, è assimilato sempre meno a un rifiuto, e sempre più a una vera e propria risorsa da recuperare per la produzione di nuova carta e cartone.

Il provvedimento è stato elaborato a seguito di numerosi incontri tecnici. Prima dell’emanazione del regolamento, infatti, si sono tenute le consultazioni con ISPRA, organo tecnico del Ministero dell’Ambiente, e gli operatori del settore. Gli incontri si sono tenuti anche con i referenti dell’ISS per la valutazione degli impatti sull’ambiente e sulla salute umana.

Che cosa stabilisce il regolamento?

Il regolamento stabilisce le modalità e i criteri in cui devono venire le azioni previste per fare in modo che carta e cartone cessino di essere rifiuti e diventino risorse per la realizzazione di nuovo materiale.

Il regolamento si suddivide in sete articoli che hanno il compito di definire gli ambiti di applicazione e tre allegati.

  • Nell’allegato 1 si possono leggere i criteri generali ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto della carta e del cartone. Nel contenuto è presente il riferimento esplicito alla norma UNI EN 643.
  • Nell’allegato 2 invece sono individuati gli scopi specifici secondo i quali sono utilizzabili la carta e il cartone recuperati.
  • Nell’allegato 3 è riportato il modello della dichiarazione di conformità (DDC), la quale è stata redatta sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Quest’ultima deve recare l’anagrafica del produttore oltre alle dichiarazioni, sempre in capo al produttore, sulle caratteristiche della carta e del cartone recuperati.

Qual è l’importanza del recupero della carta?

La carta da macero può essere riusata come materia prima, sia nella manifattura della carta e del cartone, sia per quanto riguarda l’industria cartaria, sia per le industrie che utilizzano come riferimento la norma UNI EN 643.

Tutto ciò comporta un importante passo in avanti nella gestione responsabile delle risorse, nel prolungamento della vita dei materiali che vengono diffusi nell’ambiente e nella creazione di un’ulteriore fonte da cui ricavare la materia prima.

Dobbiamo ricordare che il settore del recupero e del riavvio della carta all’ambito produttivo funge da traino per quanto riguarda i processi di circolarità.

Nel nostro Paese, infatti, il recovery della fibra da riciclo incide sul 60% della produzione cartaria. Nel comparto dell’imballaggio il tasso di riciclo ha raggiunto la ragguardevole percentuale dell’80%, ponendo il Paese in anticipo rispetto alle direttive europee, che richiedono entro il 2030 di raggiungere la soglia dell’85% di recupero. Inoltre, il riciclo della carta consente di diminuire drasticamente i rifiuti che vengono poi conferiti in discarica. 

In questo quadro si inserisce l’esperienza di CART-ONE, che è da sempre impegnata nel rendere i propri processi di produzione di scatole di carta e cartone ondulato sempre più virtuosi e rispettosi dell’ambiente, così da confermarsi un player di spicco nell’ambito dell’economia circolare.

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seo 29/09/2020

Recuperati gli imballaggi: superati gli obiettivi 2025
Gli Italiani si impegnano nella raccolta differenziata? Secondo alcuni dati riguardanti l’anno 2019 non solo cresce la percentuale di rifiuto riciclato, ma risultano superati gli obiettivi da raggiungere nel 2025 imposti dall’Europa. Giorgio Quagliuolo, presidente uscente del Conai, in una dichiarazione rilasciata all’Assemblea del Consorzio Nazionale Imballaggi nel mese di luglio ha espresso il suo parere in merito a questo traguardo: “Il sistema nel suo complesso ha già superato gli obiettivi che l’Europa chiede entro il 2025. L’economia circolare in Italia funziona e si impone per l’efficacia del suo modello. Anche i risultati per i sei materiali di imballaggio gestiti dal Conai sono molto positivi, avendo tutti raggiunti gli obiettivi al 2025, tranne la plastica. È importante continuare a lavorare sia sulla strada dello sviluppo delle nuove tecnologie per il riciclo sia su quella della prevenzione, incentivando eco design e design for recycling”. Questa prospettiva è benaugurante nei confronti di un futuro più pulito e sostenibile. Ma vediamo nel dettaglio perché questo traguardo risulta così importante. Riciclo degli imballaggi: facciamo i conti con la realtà Prendendo in esame i dati dell’anno 2019, ricaviamo che è stato avviato al riciclo gran parte dei materiali, ben il 70%, con una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente. La crescita è trainata soprattutto dall’incremento del riciclo proveniente dalla raccolta urbana, che ha segnato un +6,2%. Se si fa una stima, sommando questi numeri a quelli del recupero energetico, le tonnellate di rifiuti di imballaggio recuperate superano gli 11 milioni e corrispondono all’81% rispetto agli imballaggi immessi al consumo. Nel documento Programma Generale di Prevenzione e di Gestione degli Imballaggi e dei rifiuti di imballaggio è possibile riconoscere le percentuali di recupero e riciclo dei materiali, che mostrano chiaramente il raggiungimento delle soglie di recupero per la maggior parte dei materiali di imballaggio. Acciaio 78,8% (obiettivo 70%); Alluminio 74,6% (obiettivo 70%);  Carta e Cartone 81,2% (obiettivo 75%);  Legno 64,7% (obiettivo 25%);  Plastica 48,1% (obiettivo 50%);  Vetro 81,4% (obiettivo 70%). Fatta eccezione per la plastica, per la quale il raggiungimento dell’obiettivo è vicino, per tutti gli altri materiali sono state ampiamente superate le soglie prefissate. Tutto questo è possibile grazie all’impegno dei cittadini e grazie alle aziende che stanno adottando politiche di maggior sostenibilità, rivedendo i processi produttivi nell’ottica di un’economia circolare, come dimostra il caso dell’azienda CART-ONE, nell’ambito della produzione di imballaggi di cartone. Quali sono i vantaggi derivanti dal raggiungimento degli obiettivi europei? Il raggiungimento degli obiettivi prefissati, in termini di vantaggi per il singolo e per l’ambiente, sono notevoli. Recuperare quattro imballaggi su cinque significa conferire in discarica meno rifiuti, quindi meno inquinamento ambientale e più risorse che vengono riciclate, per poi essere nuovamente utilizzate. In tal senso, è importante anche la collaborazione tra enti locali e consorzi di raccolta, che rendono possibile l’effettivo recupero del rifiuto/risorsa. Un esempio su tutti, l’attività svolta dai Comuni Italiani in convenzione con Comieco, l’ente preposto al recupero degli imballaggi in cartone. Il Conai, infatti, in un momento in cui le quotazioni dei maceri erano in calo e il riciclo della carta non risultava conveniente, ha aperto delle finestre che consentivano ai Comuni di entrare in convenzione con Comieco, assumendosi gli oneri per l’avvio al riciclo della carta e del cartone, così da mettere l’ambiente al primo posto, superando qualsiasi logica di mercato. Infine, la possibilità di riciclare e riutilizzare consente una gestione migliore delle risorse, sempre se pensiamo all’esempio della carta, che ha un impatto significativo sulla natura, in primo luogo evitando la deforestazione e la distruzione di ecosistemi, e in secondo luogo agendo per la salvaguardia della biodiversità.
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Staff Cart-One 11/06/2024

Greenwashing: il nuovo quadro normativo e le implicazioni per le aziende di packaging
L'attenzione globale alla sostenibilità ambientale ha portato a un aumento significativo della domanda di prodotti e servizi "verdi". Nel settore del packaging, questa tendenza si traduce in un'attenzione crescente verso materiali riciclati, biodegradabili e compostabili, nonché verso processi produttivi a basso impatto ambientale. Tuttavia, questa crescente sensibilità ha anche aperto la porta a pratiche commerciali scorrette, come il greenwashing. Greenwashing: il nuovo quadro normativo e le implicazioni per le aziende di packaging. Questa pratica insidiosa, che consiste nel presentare un'immagine aziendale più "verde" di quanto non sia in realtà, danneggia i consumatori, le aziende oneste e l'ambiente stesso. Per contrastare questo fenomeno, la Commissione Europea ha proposto nuove norme che mirano a garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni ambientali sui prodotti. Leggi anche: “Quali packaging verranno banditi entro il 2030?” Greenwashing: un'insidia per consumatori e aziende Il greenwashing, letteralmente "ecologismo di facciata", è una strategia di marketing che mira a presentare un'immagine aziendale più sostenibile di quanto non sia in realtà. Nel settore del packaging, questa pratica può manifestarsi in diversi modi: Affermazioni vaghe e non verificabili: termini come "eco-friendly", "green", "naturale" o "sostenibile" vengono spesso utilizzati senza una chiara definizione o senza prove a supporto. Enfasi selettiva: l'azienda si concentra su un singolo aspetto "verde" del prodotto (ad esempio, l'utilizzo di una piccola percentuale di materiale riciclato), ignorando altri impatti ambientali negativi. Immagini fuorvianti: l'utilizzo di colori, immagini o simboli che evocano la natura (como foglie verdi o animali) può indurre i consumatori a credere che il prodotto sia ecologico, anche se non lo è. Il greenwashing non è solo un problema etico, ma ha anche gravi conseguenze pratiche: Danni per i consumatori: i consumatori vengono ingannati e portati a fare scelte di acquisto basate su informazioni false o incomplete. Danni per le aziende oneste: le aziende che investono realmente in pratiche sostenibili vengono penalizzate dalla concorrenza sleale di chi pratica il greenwashing. Danni per l'ambiente: il greenwashing ritarda la transizione verso un'economia veramente sostenibile, poiché distoglie l'attenzione dai reali problemi ambientali. Il nuovo quadro normativo europeo verso la trasparenza La Commissione Europea ha riconosciuto la gravità del problema del greenwashing e ha proposto nuove norme per contrastarlo. Queste norme, presentate il 22 marzo 2024, mirano a garantire ai consumatori informazioni più chiare e affidabili sulla sostenibilità dei prodotti, tutelando al contempo le aziende che operano in modo veramente sostenibile. Le nuove proposte prevedono: Regole più severe per le "dichiarazioni verdi": le aziende dovranno fornire prove scientifiche solide a supporto di qualsiasi affermazione ambientale, evitando termini vaghi o esagerati. Dovranno inoltre valutare l'intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione allo smaltimento, per garantire che le dichiarazioni siano complete e accurate. Verifica indipendente obbligatoria: tutte le dichiarazioni ambientali dovranno essere verificate da terze parti indipendenti e accreditate, prima di essere comunicate ai consumatori. Questo garantirà l'affidabilità delle informazioni e ridurrà il rischio di greenwashing. Regolamentazione delle etichette ambientali: la proliferazione di etichette ambientali diverse e spesso poco chiare ha creato confusione tra i consumatori. Le nuove norme mirano a limitare questa proliferazione, consentendo solo nuovi schemi di etichettatura sviluppati a livello europeo e basati su criteri rigorosi e trasparenti. Implicazioni per le aziende di packaging Le nuove norme europee rappresentano una sfida significativa per le aziende di packaging, ma offrono anche importanti opportunità: Sfide: Maggiore trasparenza e responsabilità: le aziende dovranno essere più trasparenti nella comunicazione delle credenziali ambientali dei loro prodotti e assumersi la responsabilità di garantire l'accuratezza delle informazioni fornite. Investimenti in verifica indipendente: le aziende dovranno investire in processi di verifica indipendenti per garantire la conformità alle nuove norme. Rischio di sanzioni: le aziende che non si conformeranno alle nuove norme rischieranno sanzioni pecuniarie e danni reputazionali. Opportunità: Vantaggio competitivo: le aziende che investono in pratiche sostenibili e comunicano in modo trasparente le loro credenziali ambientali potranno differenziarsi dalla concorrenza e conquistare la fiducia dei consumatori. Aumento delle vendite: i consumatori sono sempre più disposti a pagare un prezzo più elevato per prodotti sostenibili, e le nuove norme faciliteranno la loro scelta. Miglioramento dell'immagine aziendale: un impegno concreto verso la sostenibilità può migliorare l'immagine dell'azienda e attrarre nuovi clienti e investitori. Come scegliere fornitori di packaging sostenibili La crescente attenzione alla sostenibilità ambientale sta influenzando anche le decisioni di acquisto delle aziende B2B. Per garantire che il packaging scelto sia veramente sostenibile e conforme alle nuove normative europee, è importante considerare i seguenti aspetti nella scelta dei fornitori: Trasparenza e tracciabilità: privilegiare fornitori che offrono informazioni chiare e dettagliate sull'impatto ambientale dei loro prodotti e processi, in tutte le fasi del ciclo di vita. Chiedere documentazione che attesti l'origine dei materiali, i processi produttivi utilizzati e le modalità di smaltimento. Innovazione sostenibile: optare per fornitori che investono in ricerca e sviluppo per creare soluzioni di packaging innovative e a basso impatto ambientale. Verificare l'utilizzo di materiali riciclati, biodegradabili o compostabili, e l'adozione di processi produttivi efficienti dal punto di vista energetico. Comunicazione trasparente: diffidare di affermazioni vaghe o generiche sulla sostenibilità. Privilegiare fornitori che forniscono dati concreti e verificabili, supportati da certificazioni ambientali riconosciute. Competenza e consulenza: scegliere fornitori che dimostrino una solida competenza in materia di sostenibilità e siano in grado di offrire consulenza personalizzata per individuare le soluzioni di packaging più adatte alle esigenze specifiche dell'azienda. Verifica indipendente: accertarsi che le dichiarazioni ambientali dei fornitori siano state verificate da organismi di certificazione indipendenti e accreditati. Questo garantirà l'affidabilità delle informazioni e la conformità alle nuove normative europee. Seguendo questi consigli, le aziende B2B potranno scegliere fornitori di packaging che non solo offrono prodotti di qualità, ma contribuiscono anche a un futuro più sostenibile per l'ambiente e per il business. Il greenwashing è un ostacolo alla transizione verso un'economia circolare e sostenibile. Le nuove norme europee rappresentano un passo importante verso un mercato più trasparente e responsabile, in cui le aziende che investono in pratiche sostenibili vengono premiate e i consumatori possono fare scelte informate. Le aziende di packaging che sapranno cogliere questa sfida avranno l'opportunità di prosperare in un mercato in rapida evoluzione, contribuendo al contempo a un futuro più sostenibile per tutti. Ti potrebbe interessare anche: “Assocarta sottoscrive la “dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo””
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Staff Cart-One 25/11/2024

Verso la decarbonizzazione: il settore cartario italiano e le sfide della transizione green
Il settore cartario italiano sta affrontando una fase di transizione epocale verso la sostenibilità e la decarbonizzazione, con l'obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ e allinearsi agli standard europei per la neutralità climatica. Presentato a Roma, lo studio Assocarta ha esaminato le strategie per una decarbonizzazione competitiva del settore cartario, evidenziando le sfide e le opportunità legate all'elettrificazione e all'uso di fonti di energia rinnovabili. Verso la decarbonizzazione: il settore cartario italiano e le sfide della transizione green. In questo articolo, esploreremo i punti chiave dello studio e come le iniziative di Cart-One si inseriscono in questo quadro di sostenibilità ambientale. Per approfondire: “29° Rapporto Comieco: riciclo di carta e cartone in Italia, il 2023 segna un nuovo record storico” Decarbonizzazione e competitività per il settore cartario Il percorso verso la decarbonizzazione non è solo una necessità per la tutela del pianeta, ma anche una sfida che può trasformarsi in un vantaggio competitivo per le aziende del settore cartario. Secondo lo studio di Assocarta, il settore cartario italiano può diventare un modello di eccellenza in Europa grazie a un mix di tecnologie verdi e soluzioni innovative per ridurre l’impronta di carbonio. Assocarta sottolinea che l'Italia, con una produzione cartaria di grande rilievo a livello europeo, si trova a dover implementare misure concrete per ridurre le emissioni. Tra las proposte avanzate dallo studio, emergono l'elettrificazione dei processi e l’adozione di fonti di energia rinnovabile come elementi chiave per accelerare la transizione energetica e mantenere la competitività del settore. Elettrificazione e fonti green: le strategie per la transizione energetica Assocarta identifica nell'elettrificazione dei processi una delle principali strategie per ridurre le emissioni di CO₂. L’uso dell’elettricità da fonti rinnovabili può rappresentare una soluzione efficace e sostenibile per alimentare le industrie cartarie, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Tuttavia, questa transizione richiede ingenti investimenti in nuove tecnologie e in infrastrutture energetiche adeguate. Nonostante i costi iniziali, l’elettrificazione offre numerosi benefici a lungo termine, tra cui una maggiore efficienza energetica e una significativa riduzione delle emissioni. Parallelamente, l’adozione di fonti di energia rinnovabile, come il solare e l’eolico, può contribuire ulteriormente a rendere il settore cartario più sostenibile. Lo studio Assocarta suggerisce che, combinando queste fonti con soluzioni di accumulo energetico, le cartiere potrebbero ridurre la loro dipendenza energetica e ottimizzare l’uso delle risorse disponibili. Sostenibilità nel packaging: l'impegno di Cart-One Nel contesto di questa transizione verso la decarbonizzazione, Cart-One si impegna attivamente a promuovere pratiche sostenibili nella produzione di packaging. Utilizzando materiali riciclati e adottando processi produttivi efficienti dal punto di vista energetico, Cart-One contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale del settore. Queste azioni non solo favoriscono l'ambiente, ma permettono anche di offrire soluzioni di imballaggio ecologiche, rispondendo alla crescente domanda dei consumatori di prodotti sostenibili.  Cart-One sta implementando strategie che supportano la transizione verso un packaging più green, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ e di ottimizzare l’uso delle risorse energetiche. Investire in pratiche sostenibili è oggi un passo necessario per rispondere alle esigenze del mercato e per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei di neutralità climatica entro il 2050. Verso un futuro sostenibile: opportunità e sfide Lo studio di Assocarta evidenzia che, per raggiungere la decarbonizzazione completa, è necessario un impegno concertato tra aziende, istituzioni e cittadini. Incentivi e supporto politico saranno essenziali per permettere alle aziende di affrontare i costi di investimento per la transizione energetica. Inoltre, la diffusione di una cultura della sostenibilità tra le imprese e la consapevolezza ambientale tra i consumatori rappresentano leve cruciali per stimolare il cambiamento.   Per il settore cartario, l’adozione di strategie di decarbonizzazione non è solo un impegno ambientale, ma una vera e propria opportunità per innovare e per distinguersi in un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità. La decarbonizzazione del settore cartario rappresenta una sfida e un'opportunità per l’Italia, che può diventare un punto di riferimento in Europa per la produzione sostenibile. Con iniziative concrete e investimenti mirati in tecnologie green, Cart-One si posiziona all’avanguardia nel percorso verso una produzione a basse emissioni di carbonio. Il futuro del packaging è sempre più green, e Cart-One è pronta a fare la sua parte per guidare il cambiamento. Contattaci per maggiori informazioni. Consulta anche: “Riciclo di carta e cartone: un successo senza precedenti nel 2023”
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