Smart manufacturing e industry 4.0: prospettive per la ripartenza post Covid

seo 30/09/2020 0

Se dobbiamo trovare un effetto positivo procurato dalla pandemia di Covid 19, sicuramente dobbiamo cercarlo nel miglioramento ambientale dovuto alla quarantena, che probabilmente ha acceso ulteriormente i riflettori sulle tematiche del riciclo e del recupero.

Tuttavia, i risultati raggiunti potrebbero essere del tutto momentanei, perché nella fase 2 e 3 faremo i conti con quelli che sono stati gli effetti collaterali del lockdown sull’economia.

Per esempio, il calo del petrolio potrebbe far passare in secondo piano la ricerca di una mobilità green e sostenibile, perché meno conveniente; oppure assisteremo a un maggior inquinamento ambientale dovuto all’abbandono indiscriminato di mascherine e guanti per strada, una realtà inquietante che riguarda da Nord a Sud piccole e grandi realtà territoriali.

In tal senso, bisogna lavorare per fare in modo che le tematiche ambientali e del riciclo siano trattate in maniera continua e costante.

Opinione pubblica e azioni di recupero nella Fase 1

Secondo un’indagine condotta da TwoSides, gli imballaggi cellulosici sono preferiti perché completamente riciclabili. Stesso aspetto viene riconosciuto al vetro. In particolare, la ricerca evidenzia come il cittadino italiano mostri maggiore sensibilità di quella degli altri cittadini europei.

Proprio grazie a questa sensibilità e all’evoluzione del sistema legato alla raccolta e al riciclo della carta, siamo passati dall’essere importatori di carta da riciclare ad esportatori. Certamente un ruolo importante è stato rappresentato dal Conai e da Comieco attraverso finanziamenti e l’azione del consorzio per il recupero degli imballaggi in carta e cartone.

Anche durante la Fase 1 si è continuato a riciclare.

Prospettive Post Covid per il riciclaggio

Il Covid 19 ha portato all’attenzione mondiale il fatto che l’ambiente possieda un equilibrio delicato e che l’alterazione dei cambiamenti ambientali e degli stravolgimenti climatici possano favorire la proliferazione di nuovi virus.

Sarà importante in quest’ambito realizzare dei processi produttivi secondo i principi dell’economia circolare. Questo significa partire dagli ottimi risultati finora raggiunti in ambito di riciclo e implementarli tenendo conto dell’intera filiera: dalla nascita del prodotto fino al suo utilizzo, riciclo e riuso.

Un ruolo cruciale sarà giocato dai finanziamenti che verranno stanziati per migliorare l’impiantistica destinata alle attività di trattamento dei materiali di imballaggio.

Inoltre, un punto di svolta sarà determinato dalla realizzazione di “packaging parlanti” che offrano la possibilità all’utente finale di conferire nella raccolta differenziata i rifiuti nel giusto modo, soprattutto quando si parla di poliaccoppiati, utilizzati in maggior modo nel settore alimentare. Tutto questo sarà possibile attraverso un’app a realtà aumentata.

Da questo punto di vista l’Italia è promotrice di tecnologie per la differenziazione dei rifiuti poliaccoppiati. Inoltre, si possono realizzare dei progetti che consentono, all’interno della raccolta della carta, di approfondire ulteriormente la differenziazione dei rifiuti, in particolare all’esterno di esercizi commerciali e nell’ambito della ristorazione.

L’industria Post Covid: cosa si intende per Industry 4.0

L’esperienza Covid ha profondamente colpito il comparto industriale, ponendo l’accento sulla questione di una necessaria e continua innovazione tecnologica che deve essere accompagnata da resilienza e flessibilità.

In tal senso, l’Industry 4.0 diventa sinonimo di efficienza, di integrazione dei processi e sostenibilità anche attraverso l’uso del lavoro agile e da remoto. Il lockdown ha dato modo di ripensare la tecnologia accelerando i processi di digital transformation per rispondere all’urgenza di cambiamento.

Smart Manufacturing e Industry 4.0: l’intelligenza aumentata

Per Industry 4.0 non si intende solo un investimento in tecnologia, ma una vera e propria evoluzione nell’intendere i processi produttivi seguendo catene brevi, dirette e legate tra loro consentendo uno sviluppo sinergico.

Il rapporto con i clienti cambia ed è orientato ad una nuova efficienza, velocità di comunicazione e una costanza nel rapporto di collaborazione. In tal senso, svolgono un ruolo importante le nuove ricerche e lo sviluppo di tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale.

Pur non potendo sostituire la creatività del cervello umano, l’intelligenza artificiale offre un’ampia gamma di applicazioni possíveis. Queste ultime, applicate al packaging e al printing, consentono di ottenere nuovi risultati sempre più professionali e al passo con le esigenze di mercato.

In quest’ottica, la promozione di un’economia circolare diventa auspicabile, proprio per la messa in atto di processi sostenibili. La sostenibilità aziendale consente di ottimizzare gli investimenti e risolvere problemi concreti, senza compromettere il futuro di intere generazioni.

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seo 29/09/2020

Recuperati gli imballaggi: superati gli obiettivi 2025
Gli Italiani si impegnano nella raccolta differenziata? Secondo alcuni dati riguardanti l’anno 2019 non solo cresce la percentuale di rifiuto riciclato, ma risultano superati gli obiettivi da raggiungere nel 2025 imposti dall’Europa. Giorgio Quagliuolo, presidente uscente del Conai, in una dichiarazione rilasciata all’Assemblea del Consorzio Nazionale Imballaggi nel mese di luglio ha espresso il suo parere in merito a questo traguardo: “Il sistema nel suo complesso ha già superato gli obiettivi che l’Europa chiede entro il 2025. L’economia circolare in Italia funziona e si impone per l’efficacia del suo modello. Anche i risultati per i sei materiali di imballaggio gestiti dal Conai sono molto positivi, avendo tutti raggiunti gli obiettivi al 2025, tranne la plastica. È importante continuare a lavorare sia sulla strada dello sviluppo delle nuove tecnologie per il riciclo sia su quella della prevenzione, incentivando eco design e design for recycling”. Questa prospettiva è benaugurante nei confronti di un futuro più pulito e sostenibile. Ma vediamo nel dettaglio perché questo traguardo risulta così importante. Riciclo degli imballaggi: facciamo i conti con la realtà Prendendo in esame i dati dell’anno 2019, ricaviamo che è stato avviato al riciclo gran parte dei materiali, ben il 70%, con una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente. La crescita è trainata soprattutto dall’incremento del riciclo proveniente dalla raccolta urbana, che ha segnato un +6,2%. Se si fa una stima, sommando questi numeri a quelli del recupero energetico, le tonnellate di rifiuti di imballaggio recuperate superano gli 11 milioni e corrispondono all’81% rispetto agli imballaggi immessi al consumo. Nel documento Programma Generale di Prevenzione e di Gestione degli Imballaggi e dei rifiuti di imballaggio è possibile riconoscere le percentuali di recupero e riciclo dei materiali, che mostrano chiaramente il raggiungimento delle soglie di recupero per la maggior parte dei materiali di imballaggio. Acciaio 78,8% (obiettivo 70%); Alluminio 74,6% (obiettivo 70%);  Carta e Cartone 81,2% (obiettivo 75%);  Legno 64,7% (obiettivo 25%);  Plastica 48,1% (obiettivo 50%);  Vetro 81,4% (obiettivo 70%). Fatta eccezione per la plastica, per la quale il raggiungimento dell’obiettivo è vicino, per tutti gli altri materiali sono state ampiamente superate le soglie prefissate. Tutto questo è possibile grazie all’impegno dei cittadini e grazie alle aziende che stanno adottando politiche di maggior sostenibilità, rivedendo i processi produttivi nell’ottica di un’economia circolare, come dimostra il caso dell’azienda CART-ONE, nell’ambito della produzione di imballaggi di cartone. Quali sono i vantaggi derivanti dal raggiungimento degli obiettivi europei? Il raggiungimento degli obiettivi prefissati, in termini di vantaggi per il singolo e per l’ambiente, sono notevoli. Recuperare quattro imballaggi su cinque significa conferire in discarica meno rifiuti, quindi meno inquinamento ambientale e più risorse che vengono riciclate, per poi essere nuovamente utilizzate. In tal senso, è importante anche la collaborazione tra enti locali e consorzi di raccolta, che rendono possibile l’effettivo recupero del rifiuto/risorsa. Un esempio su tutti, l’attività svolta dai Comuni Italiani in convenzione con Comieco, l’ente preposto al recupero degli imballaggi in cartone. Il Conai, infatti, in un momento in cui le quotazioni dei maceri erano in calo e il riciclo della carta non risultava conveniente, ha aperto delle finestre che consentivano ai Comuni di entrare in convenzione con Comieco, assumendosi gli oneri per l’avvio al riciclo della carta e del cartone, così da mettere l’ambiente al primo posto, superando qualsiasi logica di mercato. Infine, la possibilità di riciclare e riutilizzare consente una gestione migliore delle risorse, sempre se pensiamo all’esempio della carta, che ha un impatto significativo sulla natura, in primo luogo evitando la deforestazione e la distruzione di ecosistemi, e in secondo luogo agendo per la salvaguardia della biodiversità.
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seo 21/01/2022

Che cosa vuol dire essere un’azienda con certificazione ISO 14001 e perché è importante per l’ambiente
Le certificazioni sono importanti per stabilire l’adeguamento a determinati standard che consentono a un’azienda di acquisire maggior prestigio a livello di presenza sul mercato. Oggi, approfondiremo la certificazione UNI EN ISO 14001, la quale definisce lo standard e i requisiti per un “Sistema di Gestione Ambientale”. Questo tipo di certificazione è implementabile in qualsiasi tipo di organizzazione. A cosa serve la certificazione UNI EN ISO 14001? Il conseguimento di tale certificazione consente di ridurre significativamente la responsabilità di qualsiasi tipo di organizzazione nei confronti della legislazione ambientale. Nel dettaglio, se l’azienda o l’organizzazione risponde ai requisiti previsti, la certificazione serve ad attestare l’impegno profuso, sia in termini del conseguimento di prestazioni ambientali e sia dal punto di vista degli obiettivi virtuosi che segneranno il futuro dell’azienda stessa. Il possesso della certificazione di un Sistema di Gestione Ambientale, quindi, attesta pubblicamente un percorso aziendale teso alla tutela dell’ambiente. Tutto questo permette alle organizzazioni di accedere a diversi tipi di vantaggi quali la possibilità di ottenere autorizzazioni o riconoscimenti specifici che permettono delle facilitazioni fiscali. Tale certificazione, talvolta, costituisce un prerequisito che consente all’organizzazione o all’azienda certificata di prendere parte a gare d’appalto oppure a delle procedure di public procurement. Come viene dichiarata la conformità del Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001? Come abbiamo accennato la UNI EN ISO 14001 raccoglie degli standard alle quali le aziende e le organizzazioni devono conformarsi, per vedersi attribuire tale riconoscimento. In tal senso, il primo step da seguire è quello che consente di stabilire quali sia l’impatto  ambientale che il proprio business ha sul territorio e la comunità sul quale incide. Per fare ciò è necessario realizzare un’Analisi Ambientale.  In questa sede verranno presi in esame alcuni aspetti tra cui: l’impiego di risorse, le emissioni derivate dalla propria attività e così via. Non solo, ma l’azienda deve anche dimostrare di avere un’organizzazione flessibile, così da gestire, all’interno del quadro normativo vigente, quelle che sono le prescrizioni applicabili a quel tipo di business così da influenzare in maniera significativa il proprio impatto. Le aziende e le organizzazioni, che desiderano richiedere questa certificazione, devono specificare la loro Politica Aziendale, che deve essere coerente in base agli impegni e agli obiettivi che si vogliono raggiungere nell’ambito della salvaguardia ambientale e riduzione degli impatti strettamente connessi al proprio tipo di business. Nell’iter che consente di diventare una azienda certificata UNI EN ISO 14001 vengono fissate anche le responsabilità specifiche in materia ambientale. La certificazione, una volta attribuita, sigla l’impegno preso nel definire, applicare e mantenere attive le condizioni che hanno concesso il conseguimento di tale traguardo. Ciò significa che l’azienda è chiamata a rispettare con continuità gli standard e i requisiti imposti. I vantaggi della certificazione UNI EN ISO 14001: in che cosa consistono? Il conseguimento della certificazione UNI EN ISO 14001 è vantaggioso sotto più punti di vista.  Il vantaggio è per l’Ambiente: attuare un Sistema di Gestione Ambientale significa un utilizzo cosciente delle risorse. La capacità di reconocer il proprio impatto ambientale permette di applicare strategie coerenti per un minor inquinamento di suolo, aria e acqua.  Il vantaggio è per l’azienda: in realtà sono diversi i vantaggi del conseguimento di questa certificazione. Oltre all’accrescimento del prestigio che comporta tale riconoscimento, si acquisisce anche maggior autorevolezza nell’ambito del posizionamento sul mercato. In tal senso, possiamo riconoscere alle aziende certificate un vantaggio competitivo. Come abbiamo accennato all’inizio, la certificazione permette di accedere a gare di appalto per le quali è esplicitato come requisito essenziale per la partecipazione. La certificazione permette anche l’abbattimento dei costi ambientali diretti e indiretti. Infine, ma non meno importante, si consegue una maggior efficienza a livello sia operativo che direttivo. Il vantaggio è per i potenziali partner: affidarsi ad un’azienda certificata per le proprie partnership consente di massimizzare gli sforzi in ambito di tutela ambientale. Nel campo della produzione del packaging in cartone ondulato CART-ONE si distingue come azienda, non solo per aver conseguito la prestigiosa certificazione UNI EN ISO 14001, ma mette in pratica una politica aziendale volta alla riduzione dell’impatto ambientale, oltre a essere in prima linea nel combattere gli sprechi, destinando gli scarti di produzione alla filiera del riciclo, così da azzerare i rifiuti, a fronte di produzione di nuova materia prima. Cerchi un partner serio e affidabile per la produzione di imballaggi ed espositori in cartone ondulato? Contattaci. Possiamo assisterti nella creazione del tuo packaging personalizzato, ecologico e sostenibile.
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seo 28/02/2022

Riciclo Carta: Le Linee Guida per la Facilitazione del Riciclo degli Imballaggi
Le “Linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo degli imballaggi in carta” è un documento realizzato grazie alla collaborazione tra il gruppo di ricerca del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano e i professionisti di COMIECO. Il contenuto offre una panoramica completa sulle specificità degli imballaggi in carta e sulle diverse tipologie di materiale che vanno a comporre il packaging, e si inserisce all’interno del progetto Pensare Futuro che racchiude una serie di iniziative sulla prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi sviluppate da CONAI. Clicca il link per leggere l’intero documento: Linee Guida Riciclo Imballaggi a prevalenza cellulosica Gli imballaggi di carta classificazione e funzionalità Il packaging risponde da sempre all’esigenza dell’uomo di trasportare e conservare i beni per preservarli il più a lungo possibile. Se in antichità si è passati dalla semplice foglia ad altri materiali come il legno, il vetro, i tessuti, la ceramica e la carta, la storia del packaging per come lo conosciamo oggi, inizia nella seconda metà del XIX secolo con la progressiva industrializzazione, assumendo anche in questo contesto la valenza che si lega al branding aziendale. Con il passare del tempo, poi, questa esigenza è diventata sempre più forte. Oggi la prospettiva della salvaguardia dell’ambiente ci impone di trasformare il packaging nell’ottica dell’ecosostenibilità. Secondo quanto riportato dal D.Lgs 152/06, Art. 218 si definisce imballaggio “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”.  Il packaging deve quindi assolvere quattro funzioni:  Contenimento del prodotto che sarà usufruito dal consumatore;  Protezione del contenuto da fattori esterni al fine di mantenerne intatta la qualità nello spazio e nel tempo;  Manipolazione della merce tra i vari utenti che compongono la rete distributiva (dal produttore al consumatore); Presentazione del bene al consumatore, assolvendo così a una funzione comunicativa grazie al trasferimento di informazioni dal produttore all’utilizzatore. Classificazione degli imballaggi Se fino a non molto tempo fa il packaging è stato maggiormente finalizzato alla funzione di protezione del contenuto da contaminazioni esterne, attualmente l’uso di materiali funzionali e delle nuove tecnologie ha permesso di generare una nuova categoria di imballaggi definita come smart packaging: si tratta di confezioni che, grazie all'inserimento di elettronica stampata in digitale, acquistano funzionalità che vanno ben oltre il semplice contenimento di un prodotto. Distinguiamo e classifichiamo nel dettaglio, le tipologie di imballaggio esistenti: 1. Imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio a contatto con il prodotto che costituisce un'unità di vendita per l'utilizzatore/consumatore (es. scatola delle scarpe, contenitore delle uova, sacchetto del pane e i brick dei succhi di frutta) 2. Imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito per raggruppare un certo numero di unità di vendita (es. le scatole impiegate per l’e-commerce, gli espositori dei supermercati e gli shopper dei negozi) 3. Imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario: imballaggio pensato per facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci e volto a minimizzare i danni connessi al trasporto. In funzione della loro composizione gli imballaggi possono essere: Monomateriali: costituiti da un unico materiale;  Multimateriali: costituiti da componenti realizzati in differenti materiali che possono essere separate manualmente;  Compositi (detti anche accoppiati o poliaccoppiati): composti da due o più materiali non separabili manualmente. La Direttiva La Direttiva 94/62/CE riconosce la funzione sociale ed economica fondamentale degli imballaggi. Nello specifico, la Direttiva 94/62/CE asserisce che il packaging deve essere progettato per consentire il riciclaggio di almeno una determinata percentuale dei materiali usati nel rispetto delle normas in vigore all’interno della Comunità Europea. I parametri che vengono testati riguardano tutte le fasi della vita dell’imballaggio secondo logiche appartenenti al Life Cycle Assessment (LCA). Bisogna preferire materiali riciclabili in una percentuale superiore al 60% limitando l’accoppiamento con altri materiali. Il packaging deve inoltre offrire la possibilità di minimizzare totalmente il rischio di rimanenze di prodotto all’interno del contenitore, così da evitare che il residuo, per esempio alimentare, contamini il rifiuto riciclabile.  Non bisogna dimenticare, ad esempio, che la carta e il cartone anche se caratterizzati da numerosi vantaggi, quali traspirabilità, flessibilità e leggerezza del prodotto finale, sono allo stesso tempo materiali suscettibili all’umidità e all’acqua, non idonei a confezionare prodotti grassi se non in accoppiamento con materiali che facciano da barriera. A parità di prestazioni, è dunque opportuno optare per imballaggi in monomateriali di cellulosa, così da minimizzare le componenti di materiali differenti. Qualora invece sia impossibile evitare l’adozione di quest'ultima soluzione, è necessario che tali imballaggi siano facilmente separabili dall’utente finale. Design for recycling: come deve essere progettato il packaging?  Per parlare di design for recycling è importante che il progettista conosca e tenga in considerazione i diversi processi che compongono il fine vita dell’imballaggio, per essere in grado di progettare soluzioni alternative che mirino ad ottimizzare il riciclo di prodotti di imballaggio in carta e cartone. Il packaging deve ad esempio, essere realizzato con inchiostri facilmente lavabili in fase di recupero. Per esempio, gli inchiostri UV non sono facilmente removibili e il loro utilizzo può compromettere la purezza di un lotto avviato al riciclo. Per ottenere un packaging riciclabile è opportuno limitare anche l’utilizzo di nastri adesivi in PVC oppure le graffette di fissaggio che risultano difficili da rimuovere per il consumatore finale, e allo stesso tempo creerebbero un residuo all’interno della lavorazione del prodotto da riciclare. Da sempre CART-ONE è in prima linea nell’implementazione di strategie di produzione di cartone ondulato per la creazione di un imballaggio sostenibile. Contattaci per maggiori informazioni sulle nostre proposte per la creazione di packaging personalizzato di alta qualità.
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