Inquinamento plastica: cosa possono fare le aziende per ridurlo

seo 02/04/2020 0

Il Consiglio di Stato dell’Unione Europea ha approvato la normativa che sancisce, dal 2021, il divieto di vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta come posate, piatti, cannucce monouso, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini.

La direttiva ha stabilito inoltre un obiettivo di raccolta e riciclo del 90% di bottiglie di plastica utilizzata, attraverso l’impiego di sistemi di cauzione-deposito, simili a quelli già presenti per il vetro. Tale raccolta si stima faccia risparmiare circa 6,5 miliardi di euro ai consumatori.

Cosa fanno le aziende per ridurre l’uso della plastica? Ripartono dal packaging

Greenpeace lo ha espressamente dichiarato: “Bisogna ripartire dal packaging”!

Come? Ecco qualche esempio di iniziative eco-friendly adottate dai grandi marchi industriali, volti a ridurre lo spreco della plastica monouso e a sostituire gli imballaggi di plastica con packaging biodegradabili e riciclabili.

Amazon, Ikea e Nestlé

  • Amazon: il colosso degli acquisti online ha introdotto l’opzione Amazon Day, che consente di fare più acquisti anche in date diverse e ricevere tutta la merce nello stesso giorno.
  • Ikea: l’azienda svedese utilizza già dal 2015 solo cotone sostenibile e nello scorso anno ha lanciato la serie Gunrid, una tenda costituita da un particolare tessuto capace di purificare l’aria di casa dall’inquinamento domestico.
  • Nestlé: la multinazionale svizzera aveva annunciato nel 2018 di voler produrre solo imballaggi 100% riciclabili e riutilizzabili entro il 2025. Nel 2019 le sue promesse sono state mantenute.

Gucci e Zalando

  • Gucci: il noto marchio di moda ha aumentato l’utilizzo di energie rinnovabili e incrementato il riciclo degli scarti di pelle e di tessuto.
  • Zalando: il prestigioso e-commerce europeo ha annunciato di rendere i suoi imballaggi 100% sostenibili entro l’anno corrente.

LG, Vodafone e Samsung

  • LG: l’azienda di prodotti tecnologici, ha avviato il programma "Zero Carbon 2030", volto a rimuovere il proprio utilizzo di carbonio entro quella data.
  • Samsung: si è impegnata a sostituire tutti i suoi imballaggi in plastica con materiali ecosostenibili e biodegradabili, come le bioplastiche.
  • Vodafone Italia: ha eliminato la plastica monouso dai propri uffici, attraverso l’iniziativa ‘’Save the Planet’’.

Corona, Heineken e Ichnusa

  • Corona: la sua filosofia eco-friendly è ormai nota, in quanto dal 2017 la nota azienda di birra collabora con l'associazione Parley for the Oceans.
  • Heineken Italia: i propri dipendenti, grazie all'iniziativa "10.000 per l’ambiente", in collaborazione con Legambiente, hanno raccolto in un solo mese ben 13,5 tonnellate di rifiuti.
  • Ichnusa: ha sposato l’iniziativa dell'opzione del vuoto a rendere attraverso il lancio di una linea green caratterizzata dal tappo verde.

E le iniziative delle PMI contro gli sprechi

Anche le realtà più piccole stanno dando vita a una serie di importanti iniziative per la riduzione degli sprechi. In Italia ad esempio, Sorma Group ha ideato una nuova linea di imballaggi per ortofrutta eco-friendly e SCM Group ha distribuito oltre 2000 borracce in vetro ai propri dipendenti, per esortare a non utilizzare quotidianamente bottiglie di plastica usa e getta.

Cosa possono fare i cittadini per ridurre l’uso della plastica?

Da dove proviene tutta questa plastica? La maggior parte direttamente dai nostri consumi: dalle bottiglie d’acqua che acquistiamo ogni giorno, agli imballaggi e agli involucri di tutta la merce che prendiamo al supermercato. 5 cose che possiamo subito fare per contribuire alla riduzione dell’inquinamento della plastica:

  1. Prediligi gli involucri di carta a quelli di plastica;
  2. Opta per i prodotti sfusi e non confezionati in imballaggi di plastica;
  3. Riduci l'uso di piatti e posate monouso;
  4. Porta con te sacchetti in tessuto quando fai la spesa;
  5. Scegli le bottiglie d’acqua in vetro.

Tutti questi piccoli ma importanti gesti quotidiani possono realmente contribuire ad educare il prossimo. Farsi portatore di questi valori diventa fondamentale soprattutto nell’ambito scolastico: trasmettere alle nuove e future generazioni il rispetto per l’ambiente anche attraverso una serie di divertenti lavoretti di riciclo creativo, è ormai una necessità.

Cart-One e la produzione di cartone ondulato nel rispetto dell’ambiente

Se la Terra si surriscalda anche il packaging deve fare la sua parte. Nell’universo del packaging queste azioni si concretizzano nell’utilizzo di tecnologie pulite e innovative; eco-design inteso come progettazione del packaging attento al risparmio di materia prima e agli sprechi; miglioramento continuo dei processi di produzione finalizzati a diminuire gli impatti negativi sull’ambiente. Da sempre inoltre, l’azienda ha attuato e si è fatta promotrice dell’economia circolare, tale che lo scarto di produzione diventi bobina e di nuovo scatola negli stabilimenti.

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seo 30/05/2023

Ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa
L'impatto ambientale degli imballaggi è diventato un problema sempre più rilevante nel contesto attuale, in cui la produzione e il consumo di beni sono in costante aumento. Ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa. L'Europa ha riconosciuto la necessità di affrontare questa sfida e ha adottato diverse misure volte a ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi. In questo articolo, esploreremo le principali iniziative e politiche dell'Unione Europea (UE) per affrontare questa problematica e promuovere soluzioni sostenibili. Leggi anche: “Etichettatura degli imballaggi: obbligo dal 1° gennaio 2023” Maggiore sostenibilità del packaging in Europa L'Europa sta affrontando con determinazione la sfida di ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi. Attraverso una serie di politiche e iniziative, l'UE si sta concentrando sulla prevenzione dei rifiuti, il riciclaggio, la riduzione dell'uso di plastica monouso, la promozione dell'economia circolare e l'informazione al consumatore. Queste misure sono volte a creare un sistema di imballaggi più sostenibile che riduca l'impatto ambientale, promuova l'efficienza delle risorse e favorisca la transizione verso un'economia più verde. È importante che i consumatori, le imprese e le istituzioni lavorino insieme per adottare comportamenti e soluzioni sostenibili e contribuiscano ad un futuro migliore per il nostro pianeta. La proposta di regolamento UE Il 30 novembre 2022 la Commissione Europea ha depositato una proposta di regolamento che detta nuove regole in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggio nell’UE. La proposta si applicherà a tutti gli imballaggi di qualsiasi materiale immessi sul mercato dell’Unione. Il regolamento che seguirà abrogherà la Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, direttamente applicabile a tutti gli Stati membri dell’UE, senza necessità di essere recepito nella legislazione locale. La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE. L’iniziativa della Commissione Europea è stata presentata negli stessi giorni di pubblicazione delle linee guida sull’etichettatura degli imballaggi, emanate dal Ministero della Transizione Ecologica. L’apposizione dell'etichettatura obbligatoria dal 1 gennaio 2023 ha come scopo principale la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi, offrendo una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. Obiettivi e proposte per il mercato UE L’obiettivo generale della proposta legislativa è quello di ridurre gli impatti ambientali negativi degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. Nello specifico, la proposta ambisce a: ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio; promuovere un’economia circolare per gli imballaggi in modo efficiente dal punto di vista dei costi; promuovere la diffusione di contenuto riciclato all’interno degli imballaggi. La proposta introduce nuove regole per quanto riguarda gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE, nello specifico: Riciclabilità: tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili. La riciclabilità dell’imballaggio sarà misurata in una scala da A a E, dove E corrisponde a imballaggio non riciclabile e di conseguenza vietato sul mercato; Riutilizzabilità: tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere progettati e utilizzati in modo da poter essere riutilizzati il maggior numero di volte. Gli operatori economici che immettono sul mercato imballaggi riutilizzabili dovranno garantire l’esistenza di un sistema di riutilizzo di tali imballaggi. Inoltre, alcuni imballaggi monouso saranno esplicitamente vietati (ad esempio, gli imballaggi monouso per frutta e verdura fresca, così come gli imballaggi monouso in miniatura come i flaconcini di shampoo). Dimensioni: ogni unità di imballaggio dovrà essere ridotta alle dimensioni minime in termini di peso e volume. Si dovrà garantire che il rapporto di spazio vuoto non superi il 40% del volume totale dell’imballaggio; Utilizzo di contenuto riciclato: le parti in plastica degli imballaggi dovranno contenere una precisa quota di contenuto riciclato recuperato da rifiuti in plastica post-consumo per ogni unità di imballaggio. Inoltre, per quanto riguarda i primi due punti (riciclabilità e riutilizzabilità) diverrà obbligatorio apporre: simboli armonizzati a livello europeo sui bidoni e sugli imballaggi per indicare la differenziazione, nonché sugli imballaggi per indicare la riutilizzabilità. Ciò include l’obbligo di aggiungere, entro il 1° gennaio 2028, etichette che consentano la raccolta differenziata di ciascun materiale; QR code da aggiungere agli imballaggi per fornire ai consumatori maggiori informazioni sulla riutilizzabilità dell’imballaggio del prodotto e indicare i punti di raccolta per il riciclaggio. Per approfondire: “Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi”
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seo 21/01/2022

Che cosa vuol dire essere un’azienda con certificazione ISO 14001 e perché è importante per l’ambiente
Le certificazioni sono importanti per stabilire l’adeguamento a determinati standard che consentono a un’azienda di acquisire maggior prestigio a livello di presenza sul mercato. Oggi, approfondiremo la certificazione UNI EN ISO 14001, la quale definisce lo standard e i requisiti per un “Sistema di Gestione Ambientale”. Questo tipo di certificazione è implementabile in qualsiasi tipo di organizzazione. A cosa serve la certificazione UNI EN ISO 14001? Il conseguimento di tale certificazione consente di ridurre significativamente la responsabilità di qualsiasi tipo di organizzazione nei confronti della legislazione ambientale. Nel dettaglio, se l’azienda o l’organizzazione risponde ai requisiti previsti, la certificazione serve ad attestare l’impegno profuso, sia in termini del conseguimento di prestazioni ambientali e sia dal punto di vista degli obiettivi virtuosi che segneranno il futuro dell’azienda stessa. Il possesso della certificazione di un Sistema di Gestione Ambientale, quindi, attesta pubblicamente un percorso aziendale teso alla tutela dell’ambiente. Tutto questo permette alle organizzazioni di accedere a diversi tipi di vantaggi quali la possibilità di ottenere autorizzazioni o riconoscimenti specifici che permettono delle facilitazioni fiscali. Tale certificazione, talvolta, costituisce un prerequisito che consente all’organizzazione o all’azienda certificata di prendere parte a gare d’appalto oppure a delle procedure di public procurement. Come viene dichiarata la conformità del Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001? Come abbiamo accennato la UNI EN ISO 14001 raccoglie degli standard alle quali le aziende e le organizzazioni devono conformarsi, per vedersi attribuire tale riconoscimento. In tal senso, il primo step da seguire è quello che consente di stabilire quali sia l’impatto  ambientale che il proprio business ha sul territorio e la comunità sul quale incide. Per fare ciò è necessario realizzare un’Analisi Ambientale.  In questa sede verranno presi in esame alcuni aspetti tra cui: l’impiego di risorse, le emissioni derivate dalla propria attività e così via. Non solo, ma l’azienda deve anche dimostrare di avere un’organizzazione flessibile, così da gestire, all’interno del quadro normativo vigente, quelle che sono le prescrizioni applicabili a quel tipo di business così da influenzare in maniera significativa il proprio impatto. Le aziende e le organizzazioni, che desiderano richiedere questa certificazione, devono specificare la loro Politica Aziendale, che deve essere coerente in base agli impegni e agli obiettivi che si vogliono raggiungere nell’ambito della salvaguardia ambientale e riduzione degli impatti strettamente connessi al proprio tipo di business. Nell’iter che consente di diventare una azienda certificata UNI EN ISO 14001 vengono fissate anche le responsabilità specifiche in materia ambientale. La certificazione, una volta attribuita, sigla l’impegno preso nel definire, applicare e mantenere attive le condizioni che hanno concesso il conseguimento di tale traguardo. Ciò significa che l’azienda è chiamata a rispettare con continuità gli standard e i requisiti imposti. I vantaggi della certificazione UNI EN ISO 14001: in che cosa consistono? Il conseguimento della certificazione UNI EN ISO 14001 è vantaggioso sotto più punti di vista.  Il vantaggio è per l’Ambiente: attuare un Sistema di Gestione Ambientale significa un utilizzo cosciente delle risorse. La capacità di reconocer il proprio impatto ambientale permette di applicare strategie coerenti per un minor inquinamento di suolo, aria e acqua.  Il vantaggio è per l’azienda: in realtà sono diversi i vantaggi del conseguimento di questa certificazione. Oltre all’accrescimento del prestigio che comporta tale riconoscimento, si acquisisce anche maggior autorevolezza nell’ambito del posizionamento sul mercato. In tal senso, possiamo riconoscere alle aziende certificate un vantaggio competitivo. Come abbiamo accennato all’inizio, la certificazione permette di accedere a gare di appalto per le quali è esplicitato come requisito essenziale per la partecipazione. La certificazione permette anche l’abbattimento dei costi ambientali diretti e indiretti. Infine, ma non meno importante, si consegue una maggior efficienza a livello sia operativo che direttivo. Il vantaggio è per i potenziali partner: affidarsi ad un’azienda certificata per le proprie partnership consente di massimizzare gli sforzi in ambito di tutela ambientale. Nel campo della produzione del packaging in cartone ondulato CART-ONE si distingue come azienda, non solo per aver conseguito la prestigiosa certificazione UNI EN ISO 14001, ma mette in pratica una politica aziendale volta alla riduzione dell’impatto ambientale, oltre a essere in prima linea nel combattere gli sprechi, destinando gli scarti di produzione alla filiera del riciclo, così da azzerare i rifiuti, a fronte di produzione di nuova materia prima. Cerchi un partner serio e affidabile per la produzione di imballaggi ed espositori in cartone ondulato? Contattaci. Possiamo assisterti nella creazione del tuo packaging personalizzato, ecologico e sostenibile.
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Andrea Pastore 20/02/2023

Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi
L'interesse da parte delle aziende nei confronti della salvaguardia dell'ambiente è sempre più vivo. Tra queste vi è sicuramente anche l'industria della carta e del packaging, sempre più attenta alla salute del nostro pianeta. Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi. Il tema della sostenibilità ormai sta a cuore alla maggior parte delle attività industriali. La carta, ad esempio, è uno dei materiali più utilizzati al mondo, ed è per questo che, per ridurre l'impatto ambientale della sua produzione, si opta sempre più frequentemente per l'utilizzo di carta riciclata e carta riciclabile. Tuttavia, c’è ancora molta confusione in merito ai due prodotti, dato che derivano da due processi ben distinti. In questo articolo esploreremo proprio queste differenze.   Per approfondire: “Riciclabile, compostabile, biodegradabile: quali sono le differenze?”   Cos'è la carta riciclata La carta riciclata viene prodotta dai maceri di carta già utilizzata e non dalla cellulosa delle piante. E dato che il riciclo della carta sfrutta la raccolta differenziata, di conseguenza non causa l’abbattimento di altri alberi. La produzione di carta riciclata, infatti, si basa sulla raccolta, la lavorazione e il riciclo di articoli di carta giunti al termine del loro ciclo di prodotto. Pensate che per la produzione di una tonnellata di carta occorrono circa 15 alberi e il consumo di più di 400 mila litri d’acqua e 7600 kWh. Partendo dalla fibra del rifiuto cartaceo invece, circa il 95% viene trasformato in nuova carta; rispetto ad altre produzioni, quindi, il macero comporta grandi risparmi energetici, idrici e di legname. Il processo di produzione della carta riciclata comporta ripetute fases di disinchiostrazione, macinatura ed essiccazione, durante le quali vengono alterate le proprietà meccaniche e chimiche delle fibre, il grado di polimerizzazione della cellulosa e, in generale, la struttura dei componenti: in generale il processo si compone delle diverse fasi: raccolta differenziata da parte dei consumatori e delle aziende e stoccaggio nei centri di riciclo; selezione della carta da macero ed eliminazione dei materiali cartacei impuri, inadatti alla lavorazione o di scarsa qualità; pressatura degli scarti e legatura in balle; sminuzzamento in micro-frammenti cartacei; sbiancamento con decolorazione chimica; eliminazione dell’inchiostro stampato sulla carta da macero; riduzione in poltiglia del semilavorato grazie all’aggiunta di acqua calda; affinamento ed eliminazione delle scorie dall’impasto;   Il risultato finale è una carta pulita che viene trasformata in nuova carta utilizzando un processo simile a quello della produzione di carta da cellulosa vergine, che può essere utilizzata per produrre una vasta gamma di prodotti cartacei, come carta da stampa e cartone.   Cos'è la carta riciclabile La carta riciclabile è una carta che può essere riciclata fino a 7 volte, superate le quali la resa si riduce, poiché le fibre si accorciano e si indeboliscono. Nello specifico, per materiale riciclabile si intendono tutti quei rifiuti che si possono riutilizzare per la produzione di nuovi oggetti uguali allo scarto, o di nuovi materiali. Riciclare un oggetto vuol dire convertire un rifiuto in un nuovo oggetto o in un nuovo materiale dello stesso valore. A tal proposito, le materie prime oggi riciclabili sono la carta e il cartone, il legno, il vetro, l’alluminio, l’acciaio, i tessuti, gli pneumatici e la plastica. La carta riciclabile è prodotta utilizzando cellulosa vergine proveniente da alberi che vengono coltivati appositamente per la produzione di carta. La carta riciclabile, inoltre, deve essere prodotta utilizzando processi che minimizzano l'impatto ambientale, per essere riciclata ripetutamente. Il processo di produzione della carta riciclabile segue questi passaggi: raccolta della cellulosa vergine, che viene ottenuta dagli alberi tramite la deforestazione; una volta raccolta, la cellulosa viene sminuzzata e trasformata in una pasta di cellulosa; la pasta di cellulosa viene poi miscelata con acqua e altre sostanze chimiche per migliorare la resistenza e la qualità della carta; la miscela viene poi trasferita in una macchina, dove viene separata in fogli e pressata per rimuovere l'acqua in eccesso; i fogli di carta vengono poi essiccati e tagliati nelle dimensioni desiderate.   È importante notare che il processo di produzione della carta riciclabile richiede un impatto ambientale maggiore rispetto alla produzione di carta riciclata, poiché coinvolge la deforestazione per ottenere la cellulosa vergine. Tuttavia, l'uso di processi sostenibili può sicuramente ridurre l'impatto ambientale della produzione di carta riciclabile.   Differenze tra carta riciclata e carta riciclabile Spesso carta riciclata e carta riciclabile sono utilizzati erroneamente come sinonimi. Tuttavia, si tratta di due processi differenti. Partiamo dal presupposto che, fino a poco tempo fa, la carta bianca creata da fibra di cellulosa e ricavata dal legno degli alberi, era l’unico tipo di carta a disposizione sul mercato. Oggi, per fortuna, le aziende danno sempre più spazio all’utilizzo della carta riciclata, ottenuta dalla carta da macero, a sua volta ricavata dalla raccolta differenziata. La principale differenza tra la carta riciclata e la carta riciclabile è, infatti, il processo di produzione: la carta riciclata utilizza carta usata e viene prodotta utilizzando meno acqua ed energia rispetto alla carta da cellulosa vergine, il che la rende una scelta più sostenibile. Inoltre, la produzione di carta riciclata riduce la quantità di carta destinata alle discariche. la carta riciclabile utilizza cellulosa vergine. Ha il vantaggio di poter essere riciclata più volte rispetto alla carta riciclata. Il processo di produzione inizia con la raccolta della cellulosa vergine che viene ottenuta dagli alberi tramite la deforestazione. Una volta raccolta, la cellulosa viene sminuzzata e trasformata in una pasta di cellulosa.   In generale, l'uso di carta riciclata e riciclabile è sicuramente un passo importante per ridurre l'impatto ambientale della produzione di carta.   Cart-One è da sempre realizzatore e promotore dell’economia circolare, portando avanti il modello produci-consuma-rigenera-recupera, in modo che lo scarto di produzione diventi bobina e di nuovo scatola grazie all’utilizzo di tecnologie pulite e innovative, e un ecodesign volto al risparmio di materia prima e agli sprechi. Cart-One ogni giorno si impegna infatti a diminuire gli impatti in acqua, aria e suolo, garantendo un servizio di grande qualità, efficiente ed ecosostenibile. Scopri tutti i nostri prodotti e contattaci per maggiori informazioni o per ricevere un preventivo gratuito per la tua attività.   Leggi anche: “Gli imballaggi di carta nell'era digitale e nell'economia circolare”
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