Perché la carta non ha un forte impatto sull’ambiente

seo 12/04/2021 0

La carta è stata una delle invenzioni che hanno cambiato significativamente la storia dell’uomo. Ha sostituito la pergamena e altri supporti utilizzati per la scrittura, rendendo globale il passaggio delle informazioni e svolgendo un ruolo fondamentale nella possibilità di tramandare documenti attraverso il tempo. 

Anche dopo 2000 anni la carta è ancora indispensabile nella vita di ciascuno di noi. Sicuramente è cambiato il modo di approcciare a questo elemento e sono state studiate delle strategie che consentono di recuperare la carta e il cartone utilizzati, che altrimenti finirebbero per ingrossare la mole di rifiuti che viene conferita in discarica.

Allo stesso tempo è cambiato il sistema di produzione e di approvvigionamento, grazie anche al ricorso ad energie rinnovabili e alla gestione oculata del patrimonio forestale.

La carta: un bene prezioso da produrre e riciclare

La carta, secondo le metodologie passate, richiedeva uno sforzo di produzione notevole, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento della materia prima, sia per quanto concerne l’impiego di energia per la produzione.

Grazie alle politiche ambientali messe in atto nel corso degli anni, al diffondersi di una maggior sensibilità verso le tematiche ambientali e, non ultima, alla diffusione del concetto di economia circolare, l’approccio alla produzione di carta e cartone è cambiato notevolmente.

La diffusione della raccolta differenziata ha consentito di recuperare materia prima, così anche le industrie della filiera cartaria hanno avviato strategie di recupero degli scarti di produzione, al pari di CART-ONE, al fine di riconvertire anche lo scarto in bobina.

Grazie al riciclo della carta possiamo ottenere fogli di grammature diverse e allo stesso tempo molte tipologie di colore. Anche il settore del packaging ha subito un cambiamento  radicale andando a selezionare soluzioni ecosostenibili e riciclabili: in questo caso un posto di rilievo tocca agli imballaggi di cartone ondulato, protagonisti dell’era dell’ecommerce.

L’importanza delle certificazioni nell’ambito della produzione della carta

“La superficie delle foreste in Europa è cresciuta di quasi 3 milioni di ettari (ovvero un’area grande pressapoco quanto la Grecia) negli ultimi 15 anni, soprattutto grazie alla piantumazione di nuove foreste e alla naturale espansione di quelle esistenti fino a comprendere quelli che una volta erano terreni agricoli.” MCPFE, Conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa. 2007.

Se guardiamo al passato, questa è la fotografia che registravamo qualche anno fa. A questo dato possiamo aggiungere che tra il 1990 e il 2010 la superficie forestale è aumentata di circa 11 milioni di ettari. L’incremento è dovuto all'espansione naturale e agli interventi di rimboschimento.(https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/105/l-unione-europea-e-le-foreste)

Lo sfruttamento delle foreste è soggetto a normativa, oltre a prevedere anche il rimboschimento delle zone sfruttate per la produzione del legno e della carta.

La produzione della carta è soggetta a certificazioni che ne attestano la provenienza da fonti gestite in maniera sostenibile. Tra i sistemi di certificazione i principali sono FSC e (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification)

FSC (Forest Stewardship Council)

Questa certificazione indica che sono rispettati gli standard globali per la gestione delle foreste mantenendo l’equilibrio fra aspetti ambientali, sociali ed economici. Tali standard si basano sui 10 Principi e 70 Criteri (Principles & Criteria, P&C).

Sui prodotti possiamo trovare applicati i marchi FSC secondo le seguenti modalità:

FSC 100%

L'etichetta FSC 100% accompagna i prodotti costituiti esclusivamente da input provenienti da foreste certificate FSC.

FSC Riciclato

Questa etichetta che riporta la dicitura FSC Riciclato indica che il legno o la carta con cui è stato realizzato il prodotto proviene da materiale da riciclo e recupero.

FSC Misto

L'ultima etichetta è quella denominata FSC Misto. Quest’ultima può essere utilizzata quando la per la realizzazione di un prodotto sono state utilizzate carta o legno certificato FSC, materiale riciclato e/o legno controllato

PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification)

PEFC è uno schema di certificazione che prende in esame la gestione delle foreste in ottica di sostenibilità. Per conseguire la certificazione devono essere rispettati i Criteri e gli indicatori che vengono definiti nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste.

Tali linee guida sono realizzate a tutela della biodiversità e della vita stessa delle foreste.

Vantaggi della carta riciclata e miti da sfatare.

L’uso di carta riciclata apporti diversi benefici all’ambiente:

  • Non richiede l’abbattimento di nuovi alberi.
  • Si minimizzano i rifiuti che vengono conferiti in discarica.
  • Il processo produzione richiede meno energia.
  •  Il processo di produzione con carta riciclata richiede un minor uso di prodotti chimici

La diffusione della carta riciclata, tuttavia, è stata osteggiata dalla diffusione di falsi miti quali:

La carta riciclata è più costosa: falso

La carta riciclata non è più costosa della carta bianca, sul lungo periodo risulta più conveniente.

Dal punto qualitativo è inferiore alla carta bianca: falso

Le tecniche di lavorazione del materiale riciclato ci consentono di ottenere un prodotto esteticamente e qualitativamente ottimo.

La carta riciclata è poco igienica: falso

La carta subisce un trattamento che raggiunge temperature fino a 150°che distrugge gli agenti patogeni e microrganismi.

La carta riciclata è oramai una risorsa fondamentale da curare e gestire a salvaguardia dell’ambiente e anche per una vita più sostenibile e green.

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seo 30/05/2023

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seo 31/08/2020

Strategia di decarbonizzazione: di cosa si tratta?
Il cambiamento climatico è un argomento attuale e urgente, che riguarda tutto il mondo e richiede la giusta attenzione da parte della società. Prime tra tutte, le industrie che hanno il dovere impellente di cambiare i propri metodi produttivi, diventando più sostenibili e attente all'ambiente. È per questi motivi che da anni si parla di una strategia di decarbonizzazione da mettere in atto il prima possibile, ossia di un percorso che limiterà man mano, fino a farle sparire del tutto, le emissioni di CO2 nell'atmosfera. È possibile donare alle prossime generazioni un Pianeta più sano e pulito? Cos'è la decarbonizzazione Scientificamente, la decarbonizzazione è il cambiamento del rapporto tra carbonio e idrogeno tra le fonti di energia. Una strategia di decarbonizzazione, quindi, prevede l'utilizzo di fonti energetiche che hanno sempre meno atomi di carbonio, più pulite e rinnovabili. Per molto tempo, le fonti energetiche utilizzate dall'uomo hanno sempre avuto, nella propria composizione, un alto rapporto tra atomi di idrogeno e carbonio. Non a caso, l'offerta energetica si è sempre divisa tra petrolio, gas naturale e carbone, ossia fonti fossili che necessitano di combustione per produrre energia, rilasciando nell'ambiente quantità importanti di sostanze inquinanti, soprattutto CO2. La decarbonizzazione si prefigge una progressiva riduzione delle fonti fossili come fonti energetiche, sostituendole con quelle rinnovabili, così da diminuire gradualmente il rilascio di CO2 nell'ambiente, fino ad azzerarne del tutto le emissioni. Gli obiettivi dell'Unione Europea per la decarbonizzazione A causa del riscaldamento globale, oggi è importantissimo spingere le industrie verso l'utilizzo di fonti energetiche pulite e rinnovabili, come quella solare ed eolica, abbandonando le fonti fossili responsabili del rilascio di quantità enormi di CO2 nell'atmosfera e conseguentemente del cambiamento climatico che potrebbe distruggere il nostro Pianeta. Già a partire dal Protocollo di Kyoto del 1997 e dall'Accordo di Parigi del 2015, le istituzioni hanno cominciato a preoccuparsi per l'ambiente, tanto da riconoscere che la decarbonizzazione sia uno strumento essenziale per ridurre al massimo le emissioni si anidrite carbonica nell'atmosfera. L'Unione Europea si è posta come obiettivo, entro il 2030, di ridurre le emissioni del 40%, così da raggiungere lo zero entro il 2050. In questo modo, si arriverà a rilasciare emissioni talmente basse che il Pianeta potrà assorbirle in maniera naturale. Strategia di decarbonizzazione: cosa fa l'industria cartaria europea? L'industria cartaria europea si è detta subito interessata nel sostenere una strategia di decarbonizzazione, che accompagnata da un economia circolare, può essere la chiave per rendere il nostro Pianeta un Pianeta migliore. Le industrie europee della carta hanno già delineato da tempo i propri piani per raggiungere gli obiettivi ambientali che l'Unione Europea si è prefissata per il 2050, garantendo la sostenibilità delle materie prime utilizzate e migliorando i processi di produzione. Tra le materie prime sostenibili utilizzate c'è la pasta di legno, rinnovabile ed ecologica, proveniente da fonti forestali gestite correttamente. Le foreste, infatti, sono serbatoi naturali di carbonio che hanno un ruolo fondamentale per riequilibrare le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Per questo motivo, oltre alla rinnovabilità, alla circolarità dell'economia e alla decarbonizzazione, va affiancata una gestione corretta e sostenibile delle foreste, appoggiata dall'industria cartaria, che assicura una crescente copertura arborea in Europa, grazie a una serie di programmi certificati come il PEFC (Programma per l’approvazione della certificazione forestale) e il FSC® (Forest Stewardship Council). Inoltre, dal 2005 ad oggi, l'industria cartaria europea ha già attuato una strategia di decarbonizzazione con una riduzione del 27% e spende circa 5 miliardi di euro all'anno per migliorare i processi produttivi.
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seo 02/04/2020

Inquinamento plastica: cosa possono fare le aziende per ridurlo
Il Consiglio di Stato dell’Unione Europea ha approvato la normativa che sancisce, dal 2021, il divieto di vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta come posate, piatti, cannucce monouso, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini. La direttiva ha stabilito inoltre un obiettivo di raccolta e riciclo del 90% di bottiglie di plastica utilizzata, attraverso l’impiego di sistemi di cauzione-deposito, simili a quelli già presenti per il vetro. Tale raccolta si stima faccia risparmiare circa 6,5 miliardi di euro ai consumatori. Cosa fanno le aziende per ridurre l’uso della plastica? Ripartono dal packaging Greenpeace lo ha espressamente dichiarato: “Bisogna ripartire dal packaging”! Come? Ecco qualche esempio di iniziative eco-friendly adottate dai grandi marchi industriali, volti a ridurre lo spreco della plastica monouso e a sostituire gli imballaggi di plastica con packaging biodegradabili e riciclabili. Amazon, Ikea e Nestlé Amazon: il colosso degli acquisti online ha introdotto l’opzione Amazon Day, che consente di fare più acquisti anche in date diverse e ricevere tutta la merce nello stesso giorno. Ikea: l’azienda svedese utilizza già dal 2015 solo cotone sostenibile e nello scorso anno ha lanciato la serie Gunrid, una tenda costituita da un particolare tessuto capace di purificare l’aria di casa dall’inquinamento domestico. Nestlé: la multinazionale svizzera aveva annunciato nel 2018 di voler produrre solo imballaggi 100% riciclabili e riutilizzabili entro il 2025. Nel 2019 le sue promesse sono state mantenute. Gucci e Zalando Gucci: il noto marchio di moda ha aumentato l’utilizzo di energie rinnovabili e incrementato il riciclo degli scarti di pelle e di tessuto. Zalando: il prestigioso e-commerce europeo ha annunciato di rendere i suoi imballaggi 100% sostenibili entro l’anno corrente. LG, Vodafone e Samsung LG: l’azienda di prodotti tecnologici, ha avviato il programma "Zero Carbon 2030", volto a rimuovere il proprio utilizzo di carbonio entro quella data. Samsung: si è impegnata a sostituire tutti i suoi imballaggi in plastica con materiali ecosostenibili e biodegradabili, come le bioplastiche. Vodafone Italia: ha eliminato la plastica monouso dai propri uffici, attraverso l’iniziativa ‘’Save the Planet’’. Corona, Heineken e Ichnusa Corona: la sua filosofia eco-friendly è ormai nota, in quanto dal 2017 la nota azienda di birra collabora con l'associazione Parley for the Oceans. Heineken Italia: i propri dipendenti, grazie all'iniziativa "10.000 per l’ambiente", in collaborazione con Legambiente, hanno raccolto in un solo mese ben 13,5 tonnellate di rifiuti. Ichnusa: ha sposato l’iniziativa dell'opzione del vuoto a rendere attraverso il lancio di una linea green caratterizzata dal tappo verde. E le iniziative delle PMI contro gli sprechi Anche le realtà più piccole stanno dando vita a una serie di importanti iniziative per la riduzione degli sprechi. In Italia ad esempio, Sorma Group ha ideato una nuova linea di imballaggi per ortofrutta eco-friendly e SCM Group ha distribuito oltre 2000 borracce in vetro ai propri dipendenti, per esortare a non utilizzare quotidianamente bottiglie di plastica usa e getta. Cosa possono fare i cittadini per ridurre l’uso della plastica? Da dove proviene tutta questa plastica? La maggior parte direttamente dai nostri consumi: dalle bottiglie d’acqua che acquistiamo ogni giorno, agli imballaggi e agli involucri di tutta la merce che prendiamo al supermercato. 5 cose che possiamo subito fare per contribuire alla riduzione dell’inquinamento della plastica: Prediligi gli involucri di carta a quelli di plastica; Opta per i prodotti sfusi e non confezionati in imballaggi di plastica; Riduci l'uso di piatti e posate monouso; Porta con te sacchetti in tessuto quando fai la spesa; Scegli le bottiglie d’acqua in vetro. Tutti questi piccoli ma importanti gesti quotidiani possono realmente contribuire ad educare il prossimo. Farsi portatore di questi valori diventa fondamentale soprattutto nell’ambito scolastico: trasmettere alle nuove e future generazioni il rispetto per l’ambiente anche attraverso una serie di divertenti lavoretti di riciclo creativo, è ormai una necessità. Cart-One e la produzione di cartone ondulato nel rispetto dell’ambiente Se la Terra si surriscalda anche il packaging deve fare la sua parte. Nell’universo del packaging queste azioni si concretizzano nell’utilizzo di tecnologie pulite e innovative; eco-design inteso come progettazione del packaging attento al risparmio di materia prima e agli sprechi; miglioramento continuo dei processi di produzione finalizzati a diminuire gli impatti negativi sull’ambiente. Da sempre inoltre, l’azienda ha attuato e si è fatta promotrice dell’economia circolare, tale che lo scarto di produzione diventi bobina e di nuovo scatola negli stabilimenti. Ti potrebbe interessare: Cosa si intende per sostenibilità aziendale.
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