44 articoli nella categoria News

Staff Cart-One 06/05/2024 0

Etichette digitali per il vino: la nuova era della trasparenza

Nel mondo del vino, l’etichetta ha sempre giocato un ruolo fondamentale, non solo come segno distintivo del brand, ma anche come veicolo di informazioni essenziali per il consumatore. Con l’introduzione del Regolamento europeo n. 2021/2117, l'etichettatura dei prodotti vitivinicoli e aromatizzati ha subito una trasformazione significativa, imponendo nuovi standard che richiedono maggiore chiarezza e trasparenza. Etichette digitali per il vino: la nuova era della trasparenza. L’etichettatura digitale rappresenta il futuro del settore vinicolo, offrendo un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. È tempo di dire addio alle vecchie etichette e di brindare a una nuova era di trasparenza e innovazione. Consulta anche: “Assocarta sottoscrive la “dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo”” Nuove normative, nuove esigenze L’8 marzo scorso è terminato il periodo di proroga concesso dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per adeguare le etichette dei prodotti vitivinicoli e aromatizzati agli standard europei. Da oggi, tutte le bottiglie di vino in commercio in Italia devono fornire: Elenco degli ingredienti; Segnalazione della presenza di allergeni (come i solfiti); Dichiarazione nutrizionale; Queste informazioni, fondamentali per la sicurezza e la trasparenza verso il consumatore, richiedono un ingombro maggiore sulle etichette rispetto al passato. Tradizionalmente, questo avrebbe comportato un ripensamento significativo del design delle etichette, aumentando i costi e complicando la gestione delle informazioni. L’etichettatura digitale del futuro Il digitale rivoluziona così l’approccio all’etichettatura vinicola, offrendo una soluzione digitale innovativa e pratica. Ad esempio, attraverso l’inserimento di un QR code sull’etichetta, si permette di ridurre l’ingombro fisico delle informazioni, rimandando il consumatore a un portale web dove tutte le informazioni relative alla singola bottiglia sono disponibili e costantemente aggiornate. I vantaggi per i produttori 1. Aggiornamento automatico: i produttori possono modificare e aggiornare le informazioni relative ai propri vini in tempo reale, senza dover ristampare le etichette; 2. Risparmio sui costi: meno necessità di spazio fisico sulle etichette significa meno complicazioni nella progettazione e nei costi di stampa; 3. Conformità normativa: le informazioni fornite sono sempre in linea con le ultime normative europee. I vantaggi per i consumatori 1. Accesso immediato alle informazioni: inquadrando il QR Code con la fotocamera del proprio smartphone, i consumatori possono accedere istantaneamente a tutte le informazioni certificate sul prodotto; 2. Trasparenza e fiducia: con un semplice gesto, il consumatore può verificare l’elenco degli ingredienti, la presenza di allergeni e la dichiarazione nutrizionale, aumentando la trasparenza e la fiducia nel prodotto. Un futuro digitale per il settore vinicolo Il mondo del vino è in continua evoluzione, e l’adozione di soluzioni digitali segna un passo avanti significativo verso un futuro più trasparente e tecnologicamente avanzato. Con la crescente importanza della sostenibilità e della trasparenza nei processi produttivi, questi strumenti non solo rispondono alle normative, ma rafforzano il legame di fiducia tra produttori e consumatori. Leggi anche: “Sostenibilità: il riciclo e il riuso per una seconda vita dei materiali”
Leggi tutto

Andrea Pastore 24/04/2024 0

Cart-One Salerno: Best Packaging 2024

Nel cuore pulsante della Design Week milanese, uno dei momenti più attesi è stato l'incontro con le eccellenze del mondo dell'imballaggio: il Best Packaging 2024. Quest'anno, l'evento ha solcato nuove vette di innovazione, presentando 28 soluzioni di packaging selezionate con cura e due tesi magistrali che hanno affrontato l'importante tema dell'accessibilità nell'imballaggio moderno. Tra queste soluzioni, spicca la genialità di Cart-One Salerno, che ha conquistato la scena con una creazione destinata a ridefinire gli standard del settore. Un premio dedicato all'eccellenza Il Best Packaging 2024 non è soltanto un contest di design, ma un tributo all'innovazione e alla funzionalità nel mondo dell'imballaggio. Organizzato dall'Istituto Italiano Imballaggio, questo evento ha radici profonde che risalgono al 1957, quando l'idea di celebrare l'arte dell'imballaggio ha preso forma per la prima volta. Nel corso degli anni, ha attraversato fasi di evoluzione e trasformazione, restando sempre all'avanguardia nell'identificare le soluzioni più all'avanguardia nel settore. L'evoluzione dell'Oscar dell'imballaggio Inizialmente noto come l'Oscar dell'Imballaggio fino al 2017, questo premio ha subito un'evoluzione significativa nel corso dei decenni. Dai suoi umili inizi, dove l'accento era posto principalmente sugli aspetti tecnologici e pratici dell'imballaggio, fino all'odierna enfasi sull'accessibilità e sostenibilità, il contest ha seguito da vicino l'evoluzione del settore. Cart-One Salerno: pionieri dell'innovazione Tra le brillanti stelle che hanno brillato nel firmamento del Best Packaging 2024, la nostra azienda, con una lunga storia di eccellenza nel settore dell'imballaggio, ha presentato una soluzione rivoluzionaria che ha catturato l'attenzione della giuria e degli addetti ai lavori. H2OBOX®: una rivoluzione nell'imballaggio Il prodotto che ha catturato l'attenzione di tutti è H2OBOX®, una soluzione in cartone ondulato impermeabile progettata su misura per il settore lattiero-caseario. Personalizzabile, ecologica e riciclabile, questa creazione è molto più di un semplice imballaggio; è un'esperienza di innovazione e praticità che trasforma la logistica e la distribuzione dei prodotti. Accessibilità al centro dell'innovazione Uno dei tratti distintivi di H2OBOX® è la sua straordinaria accessibilità. La sua forma e struttura sono state progettate per migliorare l'efficienza nello stoccaggio e nel trasporto, consentendo di risparmiare spazio e tempo prezioso. Grazie al suo design intuitivo, l'assemblaggio e la gestione di questo imballaggio diventano un gioco da ragazzi, riducendo drasticamente i tempi e i costi operativi. Un futuro sostenibile Oltre alla sua funzionalità, H2OBOX® si distingue anche per il suo impegno verso la sostenibilità ambientale. Realizzato con materiali eco-compatibili e certificato con il prestigioso metodo ATICELCA di livello A, questo imballaggio rappresenta una risposta concreta alla crescente domanda di soluzioni eco-sostenibili nel mercato moderno. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile il successo del Best Packaging 2024. Un sentito ringraziamento va agli organizzatori, alla giuria, agli espositori e a tutti coloro che hanno partecipato con passione e dedizione a questa straordinaria manifestazione.
Leggi tutto

Staff Cart-One 08/04/2024 0

Assocarta sottoscrive la dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo

Il 21 febbraio 2024, presso la sede di BASF ad Anversa, si è tenuto un evento che ha segnato una svolta nell'industria europea. In questa data storica, 73 leader industriali provenienti da 20 settori chiave hanno presentato la "Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo". Assocarta sottoscrive la “dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo. In questa era di cambiamento e impegno collettivo, l'industria cartaria europea, rappresentata da Assocarta, ha sottolineato il proprio sostegno alla dichiarazione, evidenziando l'importanza della chiarezza, della prevedibilità e della fiducia nella politica industriale europea. Questo articolo esplorerà in dettaglio la "Dichiarazione di Anversa", le sue implicazioni per l'industria cartaria europea e le azioni concrete proposte per plasmare un futuro industriale europeo competitivo, resiliente e sostenibile. Consulta anche: “Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda” Unione di forze per un futuro industriale sostenibile Il 21 febbraio 2024, l'Europa ha assistito a un evento epocale presso la sede di BASF ad Anversa. In questa data cruciale, 73 leader industriali provenienti da 20 settori chiave hanno presentato la "Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo". Questo momento storico ha visto la convergenza degli interessi industriali e sindacali, unendo le forze per affrontare le sfide e plasmare il futuro dell'industria europea. Impegno per la competitività e la sostenibilità Tra i protagonisti di questo incontro si sono distinti Marco Eikelenboom e Ilkka Hämälä, presidenti di Cepi, che hanno difeso gli interessi del settore cartario europeo. Questa iniziativa ha ricevuto il sostegno di oltre 7,8 milioni di lavoratori in Europa, evidenziando un fronte unito per garantire la competitività, la resilienza e la sostenibilità del comparto industriale. Le 10 azioni urgenti per un futuro promettente La "Dichiarazione di Anversa" presenta una roadmap chiara e impegnativa verso un futuro industriale europeo più robusto. Tra le 10 azioni proposte spiccano l'integrazione dell'accordo industriale dell'UE nella strategia più ampia del continente, la semplificazione normativa e la promozione di partenariati strategici per un'energia a basse emissioni di carbonio. Assocarta: portavoce dell'Industria Cartaria Europea Non da meno, l'industria cartaria europea, rappresentata da Assocarta, ha aderito con convinzione alla "Dichiarazione di Anversa". Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta, ha evidenziato l'importanza fondamentale della chiarezza e della fiducia nella politica industriale europea. Dal piano all'azione: il futuro verde dell'Europa La "Dichiarazione di Anversa" non è solo un appello, ma un piano d'action concreto per il rilancio industriale europeo. Promuove l'autosufficienza delle materie prime, la domanda di prodotti sostenibili e l'innovazione, puntando a rafforzare il mercato unico europeo e creare un ambiente favorevole agli investimenti. Questo sforzo collaborativo non solo si confronta con le sfide del presente, ma prepara il terreno per un futuro più promettente. Segna il primo passo tangibile verso l'attuazione del Green Deal europeo, garantendo che la transizione verso un'economia verde avvenga in modo appropriato. Ciò implica un'industria robusta e un dialogo sociale rafforzato, fondamentali per una transizione equa e sostenibile per tutti gli attori coinvolti. Leggi anche: “Packaging: la carta è il materiale per gli imballaggi alimentari in maggiore crescita”
Leggi tutto

Staff Cart-One 11/03/2024 0

Crisi degli agricoltori in Italia: i risvolti economici e industriali

Il settore agricolo italiano sta affrontando sfide significative per adottare pratiche ecologiche ed economicamente sostenibili, ma occorre fare i conti con il malcontento degli agricoltori, l'urgenza della transizione climatica e una gestione complessa a livello europeo. Crisi degli agricoltori in Italia: i risvolti economici e industriali. Le proteste degli agricoltori si sono diffuse in diversi Paesi europei, dalla Francia all'Italia, con motivazioni che includono la diminuzione dei sussidi dell'UE e la percezione di restrizioni eccessive. Andiamo a scoprire tutti i dettagli nel resto dell'articolo. Leggi anche: “Crisi nel Canale di Suez: a pagare le conseguenze anche il settore agro-alimentare” Cosa sta accadendo all'agricoltura in Italia Tra il 2005 e il 2020, in Europa sono scomparse 5,3 milioni di aziende agricole, di cui quasi 600mila italiane. La pandemia, la guerra in Ucraina, l'inflazione e gli eventi climatici hanno ulteriormente complicato la situazione, con un aumento del 25% nei prezzi dei beni e servizi agricoli nel 2022. Il dissenso nel settore agroalimentare è scaturito da misure per rendere più "green" la produzione alimentare, critiche alle politiche agricole restrittive dell'Unione Europea e alle regole che richiedono la messa a riposo dei terreni per preservare la biodiversità. In Italia, il Comitato Agricoltori Traditi ha guidato la protesta contro le politiche agricole restrittive dell'UE e l'atteggiamento delle organizzazioni tradizionali del settore. Gli agricoltori lamentano la diminuzione dei redditi, tasse su mezzi inattivi e richiedono un dialogue urgente con il Parlamento. Un modello agricolo insostenibile e inadeguato Anche la Coalizione #CambiamoAgricoltura (coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente) critica le politiche agricole nazionali e comunitarie, sostenendo che abbiano creato un modello agricolo insostenibile e iniquo. Gli interessi delle filiere industriali hanno prevalso a scapito dei lavoratori agricoli, della salute umana e ambientale, e del benessere animale. Agricoltori e consumatori sono considerati gli anelli deboli della filiera, mentre i potenti attori industriali hanno aumentato profitti e influenza politica. Le proteste agricole sono dirette verso il Green Deal europeo a causa delle sue implicazioni ambientali e delle presunte conseguenze negative sulla sostenibilità e la prosperità del settore agricolo. Il Green Deal europeo, infatti, viene accusato di causare la crisi del settore primario. Le deroghe agli impegni ambientali, come la riduzione dell'uso dei pesticidi e la conservazione della natura, compromettono gli obiettivi delle strategie "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030". Il cambiamento climatico è identificato come una minaccia grave per l'agricoltura, con impatti diretti e indiretti sulla produzione, ambiente e sicurezza alimentare. La Coalizione sostiene inoltre che il disagio degli agricoltori è causato da molteplici fattori, tra cui distribuzione iniqua degli aiuti, mancanza di supporto per il cambiamento del modello produttivo e conflitti di interesse nella riforma della Politica Agricola Comune. Si sottolinea la necessità di sussidi funzionali alla sostenibilità economica e alla crescita numerica delle aziende agricole, incoraggiando la transizione ecologica. La conseguenza è una transizione agroecologica? La maggioranza degli agricoltori, oppressi dagli attori dominanti della filiera, esprime crescente disagio e sfiducia nel sistema agroalimentare. Le proteste agricole, inizialmente orientate verso la tutela dell'ambiente, sono il risultato di molteplici motivi, inclusi problemi strutturali nella Politica Agricola Comune (PAC). Nonostante le regole agroambientali introdotte con scarso successo, la distribuzione iniqua degli aiuti persiste, premiando le grandi aziende a scapito delle piccole. Le corporazioni agricole, difendendo un sistema di pagamenti basato su titoli storici, favoriscono i grandi proprietari a discapito dei piccoli e medi agricoltori, portando alla chiusura di molte aziende. La retorica dell'agricoltore custode dell'ambiente non ha contribuito a comprendere l'evoluzione necessaria del ruolo sociale e ambientale dell'agricoltura. Si propone così la necessità di una transizione agroecologica, sostenuta da sussidi pubblici funzionali alla sostenibilità economica e alla crescita numerica delle aziende. Le pratiche agroecologiche, come dimostrato dall'annata agraria 2023, possono garantire sia la tutela dell'ambiente che il reddito degli agricoltori. La Coalizione #CambiamoAgricoltura esorta gli attori chiave a evitare indebolimenti delle regole della PAC, evidenziando che tali azioni ostacoleranno la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente. Invita inoltre a un dibattito aperto sulle vere cause della crisi economica nel settore primario, indicando un sistema agroalimentare ingiusto che favorisce le grandi corporazioni a discapito dei piccoli produttori e dei consumatori. Implicazioni economiche e industriali della crisi agricola Disoccupazione: la crisi agricola ha un impatto diretto sull'occupazione nelle zone rurali, con molte famiglie che dipendono direttamente dal settore agricolo. La perdita di posti di lavoro ha conseguenze significative sul tessuto sociale ed economico delle comunità locali; Diminuzione della produzione nazionale: che ha implicazioni a catena sull'approvvigionamento interno di alimenti, aumentando la dipendenza dall'importazione e influenzando l'autosufficienza alimentare del paese; Riduzione del PIL agricolo: la crisi agricola contribuisce a una diminuzione del contributo del settore agricolo al Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano, influenzando negativamente l'economia nel suo complesso; Impatto sulla filiera agroalimentare: la crisi degli agricoltori ha conseguenze significative lungo la filiera agroalimentare, coinvolgendo produttori, trasformatori e distributori. La fragilità della filiera può minare la sicurezza e la diversità dell'approvvigionamento alimentare. La crisi degli agricoltori in Italia non è solo una sfida per il settore agricolo, ma un problema che impatta l'intera economia nazionale. Affrontare questa crisi richiede una collaborazione tra governo, industria e comunità locali per implementare soluzioni sostenibili e promuovere la rinascita di un settore agricolo forte e resiliente. Solo attraverso un impegno congiunto possiamo preservare la ricchezza agricola e industriale che ha caratterizzato l'Italia per generazioni. Consulta anche: “Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda”
Leggi tutto

Staff Cart-One 08/02/2024 0

Crisi nel Canale di Suez: a pagare le conseguenze anche il settore agro-alimentare

Il Canale di Suez, una delle vie navigabili più cruciali al mondo, è attualmente al centro di una crisi che sta influenzando significativamente il commercio globale. Crisi nel Canale di Suez: a pagare le conseguenze anche il settore agro-alimentare. Le azioni militari degli Houthi yemeniti hanno causato danni alle navi commerciali e stanno mettendo a rischio le rotte commerciali internazionali. In particolare, il settore agroalimentare è tra i più colpiti, con conseguenze che si estendono fino all'Italia. Leggi anche: “Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda” La situazione attuale nel Canale di Suez Il gruppo armato yemenita Houthi è entrato nel conflitto tra Israele e Palestina, attaccando navi commerciali nel Canale di Suez. Mentre il sistema di difesa israeliano ha respinto i missili yemeniti durante il conflitto, le navi commerciali hanno subito gravi danni. Colossi della navigazione come Bp e Msc hanno sospeso la navigazione nell'area, causando un significativo calo delle navi che attraversano il canale. Impatto sull'economia italiana e mondiale Le tensioni nel Canale di Suez possono avere conseguenze rilevanti per l'economia italiana. Il Canale di Suez gestisce oltre il 12% del commercio mondiale e oltre il 40% dell'interscambio marittimo italiano. Nel 2022, questo valore si è attestato a 82,8 miliardi di euro, con il transito essenziale per le esportazioni italiane verso Giappone, Cina, India e Medio Oriente. Rischi per il settore ortofrutticolo Le conseguenze della crisi si riflettono anche nel settore ortofrutticolo italiano. Le esportazioni di frutta verso l'Estremo e Medio Oriente hanno subito ritardi significativi, con tempi di percorrenza aumentati e costi di trasporto elevati. L'industria agroalimentare italiana, che ha esportato oltre 217 milioni di chili di frutta lo scorso anno, rischia di subire perdite considerevoli. Prospettive future e adattamenti del commercio Gli operatori commerciali stanno considerando la revisione delle rotte di trasporto, prevedendo viaggi più lunghi e un aumento dei costi. La chiusura del Canale di Suez ha già causato una riduzione del traffico nel Mar Rosso, con potenziali effetti negativi sui porti italiani come Gioia Tauro, Taranto, Brindisi, Trieste e Genova. Iniziativa Prosperity Guardian e dubbi degli operatori Gli Stati Uniti hanno lanciato l'iniziativa Prosperity Guardian per garantire la sicurezza delle navi commerciali, ma oltre 130 navi hanno preferito circumnavigare l'Africa. Le compagnie di navigazione, come Maersk, Msc e Hapag-Lloyd, stanno applicando tariffe extra a causa dei costi aggiuntivi derivanti dalla deviazione delle rotte. Risvolti economici del blocco del Canale di Suez nel 2021 Il blocco del Canale di Suez nel 2021, causato dall'incagliamento della nave Ever Given, ha dimostrato gli impatti significativi sul commercio mondiale. Le perdite economiche stimate durante i sei giorni di blocco ammontano a miliardi di dollari, evidenziando la vulnerabilità delle rotte commerciali chiave. In conclusione, la crisis nel Canale di Suez sta già provocando ripercussioni notevoli su diversi settori, in particolare sull'agroalimentare italiano. Mentre il mondo cerca soluzioni a questa situazione, è essenziale monitorare attentamente gli sviluppi e adattarsi alle nuove sfide del commercio internazionale. Consulta anche: “Sostenibilità: il riciclo e il riuso per una seconda vita dei materiali”
Leggi tutto

Staff Cart-One 24/01/2024 0

Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda

L'estate del 2023 si è rivelata come una delle più calde mai registrate, con conseguenti e significativi impatti sull'ambiente. Ecco perché occorre fornire soluzioni innovative che rispondono sia alle esigenze delle aziende e alla preservazione del pianeta. Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda. L'obiettivo di questo articolo è capire come l'estate rovente del 2023 abbia influenzato il settore del packaging, concentrandoci sull'imprescindibile ruolo del cartone ondulato. Leggi anche: “Cartoni per imballaggi: di quali materiali sono fatti?” Record climatici sempre più estremi L'estate del 2023 ha segnato un record di calore globale, con una temperatura media di 16,77°C, oltre mezzo grado sopra la media stagionale. Il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S) ha diffuso questa notizia, evidenziando che è stata la più calda mai registrata. A livello europeo, la temperatura media estiva è stata di 19,63°C, risultando la quinta più calda con un aumento di 0,83°C rispetto alla media. Durante il periodo giugno-luglio-agosto 2023, si sono verificate precipitazioni superiori alla media in varie regioni, causando inondazioni in alcune aree, inclusi parti dell'America settentrionale, occidentale e nordorientale, Asia, Cile, Brasile, Australia nordoccidentale, Europa occidentale e Turchia. Ad agosto, l'oceano globale ha registrato sia la temperatura superficiale giornaliera più calda mai registrata, sia il mese più caldo. Le prove scientifiche indicano chiaramente che l'umanità continuerà a fronteggiare nuovi record climatici e eventi meteorologici estremi più intensi e frequenti finché non si ridurrà l'emissione di gas serra. Cambiamenti climatici e packaging più sostenibile Il packaging di cartone ondulato è noto per la sua eco-sostenibilità e, grazie alla sua struttura leggera e resistente, si rivela una scelta ancora più vantaggiosa in condizioni climatiche estreme. Il materiale mantiene la sua integrità, garantendo che i prodotti all'interno siano al sicuro da danni causati dal calore eccessivo. In un periodo in cui la sostenibilità è al centro delle preoccupazioni globali, la produzione del materiale richiede minori risorse rispetto ad alternative meno sostenibili, contribuendo così alla reduzione dell'impronta di carbonio complessiva. Inoltre, la riciclabilità del cartone ondulato si traduce in una gestione più responsabile dei rifiuti. La squadra di ricerca e sviluppo di Cart-One è all'avanguardia nell'implementare innovazioni per migliorare ulteriormente le prestazioni del packaging di cartone ondulato grazie all'economia circolare, con il modello produci-consuma-rigenera-recupera, azioni che si concretizzano nell’utilizzo di tecnologie pulite e innovative. Si tratta di un eco-design inteso come una progettazione del packaging che pone massima attenzione al risparmio di materia prima e agli sprechi e miglioramento continuo dei processi di produzione finalizzati a diminuire gli impatti in acqua, aria e suolo. Cart-One dimostra come il settore del packaging possa adattarsi in modo proattivo ai cambiamenti climatici, sfruttando le caratteristiche intrinseche del cartone ondulato. Con un impegno costante verso l'innovazione e la sostenibilità, l'azienda sta dimostrando che è possibile affrontare le sfide climatiche senza compromettere l'integrità delle soluzioni di imballaggio. Investire nei nostri prodotti significa investire in qualità, innovazione e responsabilità ambientale. Contattaci per ulteriori informazioni o per ottenere un preventivo personalizzato per la tua azienda o la tua attività. Ti potrebbe interessare anche: “Il packaging adatto per conservare al meglio frutta e verdura”
Leggi tutto

seo 08/11/2023 0

Ecosostenibilità e imballaggi: ecco un bilancio del 2023

Il packaging sostenibile è diventato una priorità per l'industria alimentare e il retail. Le aziende stanno adottando sempre più strategie di riduzione, riutilizzo e bassa emissione per affrontare sfide ambientali ed economiche. Ecosostenibilità e imballaggi: ecco un bilancio del 2023. In questo articolo esamineremo il rapporto tra packaging e sostenibilità, esplorando il modo in cui le imprese stiano contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda ONU 2030. Leggi anche: “Carta sostenibile e riciclata per il packaging dei prodotti: casi studio” Packaging e Sostenibilità: un connubio necessario L'industria alimentare e del retail stanno compiendo passi significativi verso la sostenibilità ambientale, con un focus sul packaging. Ridurre l'uso eccessivo di materiali di confezionamento, adottare confezioni più leggere e sostituire o eliminare la plastica vergine sono le iniziative chiave in questa direzione. Il verdetto dell'Osservatorio Packaging L'Osservatorio Packaging del Largo Consumo della società di consulenza Nomisma ha condotto un'indagine approfondita per esplorare il coinvolgimento delle aziende in questo processo. Le aziende del settore alimentare e del retail in Italia hanno riconosciuto l'importanza cruciale degli aspetti ESG (Ambiente, Sociale e Governance) nelle loro decisioni di investimento. Motivate dalla coerenza con i valori aziendali, da opportunità di crescita aziendale e dalla necessità di rispettare le normative, stanno facendo dell'adozione di packaging sostenibile una priorità. Modelli Sostenibili di Produzione e Consumo Secondo l'Osservatorio Packaging, la conservazione dei prodotti è considerata un potente strumento per ridurre gli sprechi alimentari e prolungare la durata dei prodotti alimentari. Questo è ritenuto importante dal 66% degli intervistati. Ma non è tutto: il packaging svolge un ruolo essenziale nella protezione delle caratteristiche organolettiche dei prodotti e nella definizione della sostenibilità del prodotto. Le caratteristiche del Packaging Sostenibile Per ridurre i rifiuti legati all'imballaggio e aumentare il riciclo, le aziende cercano caratteristiche specifiche nei materiali di confezionamento. Queste includono la riduzione dell'eccesso di imballaggio (58% dei rispondenti), la completa riciclabilità (56%), la limitata presenza di plastica (47%), le basse emissioni di CO2 (46%) e l'uso di materiali riciclati (45%). L'impegno delle aziende L'Osservatorio Packaging ha anche esaminato come le aziende alimentari e del retail stiano contribuendo attivamente alla sostenibilità. Aziende come Caviro, Coop, Fruttagel, Granarolo, Sammontana e Lidl stanno adottando azioni concrete, come la riduzione dei materiali di confezionamento e la sostituzione della plastica in confezioni. Inoltre, stanno lavorando sul recupero e il riutilizzo degli imballaggi, utilizzando materiali a minor impatto ambientale. Le aziende stanno cercando di adottare decisioni basate su dati oggettivi e misurabili per garantire la sostenibilità del packaging. Alcune si affidano a studi di Analisi del Ciclo di Vita (LCA), mentre altre si basano su valutazioni dell'impronta idrica o conducono analisi specifiche per prodotti e fornitori. Comunicazione della Sostenibilità La sostenibilità non è solo un obiettivo interno per queste aziende, ma è anche un messaggio da condividere con i consumatori. Le informazioni sulla riduzione del material di confezionamento, il riciclo e l'uso di fonti energetiche sostenibili sono i principali argomenti da comunicare. Questa comunicazione avviene attraverso etichette, canali social e siti web aziendali, contribuendo a informare i consumatori sulle scelte sostenibili. Se desideri maggiori informazioni sul packaging sostenibile di Cart-One, non esitare a contattarci. Consulta anche: “Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana”
Leggi tutto

seo 08/07/2023 0

Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana

Il PPWR rischia di minare alla radice il successo di un decennio di misure per limitare la plastica nell'UE e inondare il mercato di imballaggi in plastica. Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana. La proposta europea in materia di imballaggi presenta numerose criticità, rispetto alle quali la posizione italiana è chiara, come emerge dal parere approvato dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. Andiamo a scoprire tutti i dettagli nel resto dell'articolo. Leggi anche: “Ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa” Cosa afferma l'Europa sulla gestione degli imballaggi L’attuale bozza di regolamento europeo impone regole di gestione degli imballaggi in modo orizzontale a tutti gli Stati membri, ma senza preoccuparsi della storia e all’attuale funzionamento dei rispettivi sistemi. La posizione della Federazione è chiara: “È una scelta miope che trascura nel caso dell’Italia l’eccellenza del riciclo della carta e non solo. Il tutto, senza una credibile valutazione d’impatto sui singoli materiali e sulle rispettive filiere”. Dalla Federazione sale quindi l’appello a tutti i decisori “perché non cedano, sotto la pressione dettata dall’avvicinarsi del fine legislatura europea, alla fretta di chiudere un dossier così rilevante senza riflettere su tutti i possibili risvolti per il buon funzionamento dell’economia circolare”. La posizione italiana sul regolamento imballaggi Gli emendamenti presentati di recente al PPWR rischiano di minare alla radice il successo di un decennio di misure volte a limitare la plastica nell'UE e di inondare il mercato di imballaggi in plastica. Se attuati, sarebbero in totale contraddizione con gli obiettivi del Green Deal, del Piano d'azione per l'economia circolare e dei negoziati in corso per un trattato internazionale sulla plastica: gli obiettivi obbligatori di riutilizzo degli imballaggi per il trasporto andranno a vantaggio degli imballaggi in plastica e penalizzeranno il più riciclato di tutti i materiali di imballaggio: la carta; gli obiettivi obbligatori di riutilizzo rovinerebbero l'industria europea del cartone ondulato; gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non offrono alcuna garanzia di benefici ambientali: il riutilizzo e il riciclo sono complementari. Un mercato di imballaggi in plastica L'Italia sostiene gli obiettivi del PPWR, ma gli obiettivi obbligatori di riutilizzo per tutti i materiali di imballaggio autorizzeranno inevitabilmente la creazione di una grossa quantità di vaschette in plastica a scapito di altri materiali di imballaggio più sostenibili. Il cartone e la plastica non possono competere in modo equo quando si tratta di riutilizzo obbligatorio. La plastica è un materiale leggero, resistente, ma difficile da riciclare e pericoloso per la salute e gli ecosistemi, mentre il cartone è un materiale completamente rinnovabile, altamente riciclato e biodegradabile meno adatto al riutilizzo. Includere il cartone in tutti gli obiettivi di riutilizzo è in totale contraddizione con gli sforzi dell'UE per limitare i rifiuti di plastica, aumenterebbe la quantità di imballaggi di plastica in circolazione e stabilirebbe un “monopolio della plastica” su alcuni segmenti di mercato. Una minaccia per il Green Deal Ciò è in totale contraddizione con gli obiettivi del Green Deal, del Piano d'azione per l'economia circolare e dei negoziati in corso per un trattato internazionale sulla plastica. Un ritorno in auge della plastica rappresenterebbe una minaccia per il Green Deal. Contraddice il piano d'azione per l'economia circolare dell'UE, che afferma che tutti gli imballaggi nell'UE dovrebbero essere riutilizzati o riciclati in modo economicamente sostenibile entro il 2030. Metterebbe a repentaglio i recenti successi nella riduzione dei rifiuti di plastica, come la direttiva sulla plastica monouso. Aumentare gli imballaggi in plastica non ha senso in un momento in cui la comunità globale sta negoziando un accordo storico per ridurre l'inquinamento da plastica. La carta sarà penalizzata Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo avvantaggeranno gli imballaggi in plastica e penalizzeranno il materiale da imballaggio più riciclato: la carta. Con un tasso di riciclo superiore all'80%, il cartone ondulato è il materiale da imballaggio più riciclato e l'industria è impegnata in un'ambiziosa roadmap di decarbonizzazione. Il mercato del riciclo della carta funziona ed è il modello che l'UE dovrebbe far seguire agli altri. I materiali altamente riciclati e rinnovabili come gli imballaggi a base di carta non sono di per sé adatti per il riutilizzo a rotazione multipla. Ci sarebbe un passaggio dal materiale di imballaggio più riciclato alle alternative in plastica in grado di garantire le esigenze di rotazione dei sistemi di riutilizzo, senza alcun beneficio ambientale complessivo. Migliaia di posti di lavoro in meno Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo rovinerebbero l'industria europea del cartone. La sostituzione del cartone con imballaggi in plastica attraverso sistemi di riutilizzo porterebbe alla perdita di migliaia di posti di lavoro nelle comunità locali di tutta Europa dove hanno sede i produttori di cartone. Diamo lavoro a 100.000 persone direttamente, creiamo altri 270.000 posti di lavoro indirettamente e ricaviamo dalle vendite 25 miliardi di euro l'anno a vantaggio delle comunità locali dove ha sede la maggior parte delle nostre fabbriche, spesso in aree depresse. Nessuna garanzia per l'ambiente Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non offrono alcuna garanzia di benefici ambientali: il riutilizzo e il riciclo sono complementari. Il riciclo e il riutilizzo hanno entrambi un ruolo da svolgere nella circolarità degli imballaggi e dovrebbero essere complementari. I sistemi di riutilizzo dovrebbero essere utilizzati ove vantaggiosi per l'ambiente, l'economia e la società. I sistemi di imballaggio in cartone ondulato superano le casse di plastica riutilizzabili in 10 categorie di impatto ambientale su 15, comprese le emissioni di CO2 e il consumo di acqua (LCA sottoposto a revisione paritaria). Le casse di plastica riutilizzabili devono essere riutilizzate almeno 63 volte per essere sostenibili dal punto di vista ambientale (LCA sottoposto a revisione paritaria). Il cartone ondulato è il più riciclato in Europa Con un tasso di riciclo superiore all'80%, il cartone ondulato è il materiale da imballaggio più riciclato in Europa. Costringerci a riutilizzare le nostre scatole invece di ridurle in poltiglia e farne di nuove ci farà uscire dal mercato nonostante il nostro enorme contributo economico e sociale. Gli ambiziosi impegni della roadmap per la decarbonizzazione dell'industria del cartone ondulato rendono superflui tali obblighi di riutilizzo: Il divario sarà colmato dalla plastica, che è più facile da riutilizzare, anche se a caro prezzo per il pianeta a causa del maggiore utilizzo di carburante, trasporti e detergenti. La plastica non si decompone facilmente, quindi quando bottiglie, involucri o casse raggiungono la fine del ciclo di vita, rimangono nel nostro ambiente praticamente per sempre; Tutti noi auspichiamo meno sprechi. Ma tra tutti i materiali di imballaggio, il cartone è il modello che l'UE dovrebbe far seguire agli altri. Vogliamo passi in avanti, non indietro Oltre l'80% del nostro cartone viene riciclato, il dato più alto tra tutti i materiali di imballaggio. Appoggiamo il PPWR, ma per sostenere questo livello e andare oltre, abbiamo bisogno di regole che non ci costringano a riutilizzare i nostri imballaggi invece di riciclarli. Il riutilizzo e il riciclo sono complementari per la circolarità degli imballaggi e gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non hanno senso per il cartone ondulato e il cartone. Il PPWR deve rispettare queste differenze se vuole apportare reali miglioramenti all'ambiente. Costringerci ad applicare obiettivi obbligatori di riutilizzo al cartone invece di riciclarlo è come tentare di inserire una spilla quadrata in un foro rotondo. Non funzionerà e riporterebbe indietro le lancette dell’orologio degli obiettivi ambientali dell'Europa. Contraddice anche il piano d'azione per l'economia circolare dell'UE, che prevede che gli imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030. Gli obiettivi del PPWR sono lodevoli e li condividiamo, ma le loro conseguenze indesiderate potrebbero rovinare la nostra attività. Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo andrebbero inevitabilmente a vantaggio degli imballaggi in plastica e cancellerebbero gli impressionanti passi avanti che abbiamo fatto nel riciclo del cartone. Ciò comporterebbe il maggiore rilascio di CO2 nell'atmosfera, non il contrario. Consulta anche: “Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi”
Leggi tutto

seo 24/03/2023 0

Etichettatura degli imballaggi: obbligo dal 1° gennaio 2023

Dal 1° gennaio 2023 entra in vigore l’obbligo di etichettatura degli imballaggi, che riguarda non solo i produttori ma anche i distributori, gli importatori e i rivenditori di prodotti. Etichettatura degli imballaggi: obbligo dal 1° gennaio 2023. L’etichettatura ambientale consiste nell’applicare un’etichetta specifica su tutti gli imballaggi immessi sul mercato italiano, per facilitarne la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio, fornendo informazioni sia sulla composizione degli imballaggi, che sul loro corretto smaltimento da parte del consumatore.   Per approfondire: “L'etichetta ambientale nel packaging: cosa dice la normativa italiana”   Come funziona la nuova etichettatura imballaggi La nuova normativa sulle etichette degli imballaggi è stata introdotta per garantire un livello uniforme di protezione dei consumatori in tutta l'Unione Europea (UE). L'etichettatura dei prodotti, infatti, fornirà ai consumatori informazioni più precise e complete sui prodotti, garantendo una maggiore trasparenza nella catena di fornitura. Pertanto, con l'entrata in vigore del nuovo anno, dal 1° gennaio 2023, è obbligatorio per tutte le imprese etichettare i propri prodotti in conformità alla nuova normativa europea sulla sicurezza dei prodotti.   Nello specifico, il decreto stabilisce che «tutti gli imballaggi siano opportunamente etichettati, secondo le modalità stabilite dalle norme UNI applicabili, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finale degli imballaggi».   Le linee guida sono state adottate dal D.M.n. 360 del 28 settembre 2022. Dal 1° gennaio 2023, invece, non è più possibile immettere in commercio quelli che saranno privi dell'etichettatura ecologica per gli imballaggi. Invece, quelli già immessi in commercio, o provvisti di etichettatura alla data del 1° gennaio 2023, possono essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte. Il mancato rispetto dell'eco-etichetta sarà sanzionato con una multa che può variare da 5 a 25mila euro. Questo documento è il risultato del lavoro svolto dal Ministero con il gruppo tecnico di CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi.   Cosa prevede la nuova normativa imballaggi Il nuovo obbligo di etichettatura prevede che tutti gli imballaggi presenti in commercio sul territorio nazionale debbano essere provvisti del codice alfanumerico identificativo del materiale utilizzato. Se sono destinati all’uso domestico, gli imballaggi devono indicare, oltre al tipo di materiale di cui sono composti, anche le indicazioni per smaltirlo correttamente nella raccolta differenziata. Le informazioni obbligatorie da applicare sugli imballaggi rivolti al consumatore finale, nello specifico, sono le seguenti: la codifica alfanumerica del materiale; le istruzioni da seguire per la raccolta, con l’invito a verificare le dispositions del proprio Comune. A queste, possono essere aggiunte ulteriori informazioni facoltative, anche se particolarmente consigliate: la tipologia di imballaggio: bottiglia, flacone, vaschetta, etichetta e così via; informazioni per migliorare la qualità della raccolta, come quella di schiacciare o sciacquare la confezione prima di gettarla o di rimuovere l’etichetta.   Per quanto riguarda il packaging multicomponente, si devono distinguere le componenti non separabili manualmente da quelle che possono essere separate, e segnalare per ciascuna il codice del materiale di composizione e le modalità di raccolta differenziata. Per quanto riguarda gli imballaggi relativi al settore industriale o commerciale, ad esempio per attività di esposizione, logistica e trasporto, gli imballaggi possono omettere le informazioni sulla modalità di raccolta, ma devono riportare obbligatoriamente la codifica alfanumerica del materiale in uso. I produttori e i distributori possono anche scegliere di comunicare le informazioni relative alla composizione dei prodotti e al loro smaltimento anche su supporto digitale, ad esempio: scansionando QR code; tramite app; visitando siti web.   Inoltre, ogni etichetta ha il suo colore: blu per la carta, marrone per l'organico, giallo per la plastica, turchese per i metalli, verde per il vetro e grigio per l'indifferenziato.   In conclusione, l'etichettatura dei prodotti deve essere chiara, leggibile e comprensibile per tutti i consumatori. L'obbligo di etichettatura dei prodotti rappresenta un passo importante nella tutela dei consumatori in tutta l'UE, in quanto fornirà ai consumatori informazioni chiare e precise sui prodotti che acquistano, garantendo una maggiore trasparenza nella catena di fornitura e proteggendo la loro salute e sicurezza.   Leggi anche: “Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi”
Leggi tutto

seo 09/09/2022 0

Come la crisi energetica impatta sulla fornitura di carta e cartone

[:en]Come la crisi energetica impatta sulla fornitura di carta e cartone. Gli aumenti dei costi dovuti alla guerra tra Russia e Ucraina complicano una situazione già resa difficile dagli anni della pandemia. Assocarta, a tal proposito, rivela come sempre più stabilimenti si stiano fermando a causa della mancata copertura dei costi del gas. Una situazione che rischia di intaccare anche il mondo dell'editoria e degli imballaggi.   Nuovo anno di produzione a rischio? L'80% dell'industria cartaria ha fermato o rallentato la propria attività a causa dell'aumento vertiginoso dei costi del gas. Assocarta denuncia un mancato rinnovamento dei contratti da parte dei fornitori per il nuovo anno termico a partire dal 1° ottobre, e a rischio ci sarebbe anche la tenuta dei servizi di raccolta differenziata. Una situazione che non fa che peggiorare a causa del conflitto in Ucraina, e che ha messo a dura prova le catene di approvvigionamento di materie prime e risorse in ogni settore anche negli ultimi due anni di pandemia. Ora tutto il settore produttivo italiano (e non solo) fatica ad andare avanti a causa degli incrementi dei prezzi dovuti all’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, che gravano ulteriormente sull’industria. L’unione di questi fattori rende ancora più complicata l'importazione e l'esportazione di materie prime e di energia, rallentando sempre di più la produzione. Pensiamo solo ai costi da sostenere per gli imprenditori che poi, irrimediabilmente, si riversano sul consumatore finale. Secondo Assocarta, il problema blocca non solo l’intera filiera della produzione del packaging, ma anche la produzione di carte igieniche sanitarie, carte medicali, ma anche carte grafiche per l’editoria e l’informazione.   S.O.S Materie prime Perché mancano le materie prime? Basti pensare che per la carta e il cartone all'interno del processo produttivo, vengono impiegati sia l'amido del grano, che quello delle patate e di altri alimenti; queste risorse, infatti, venivano importate per essere utilizzate per produrre carta da imballaggio. La Russia e l'Ucraina sono, per l'appunto, produttori di grano e amidi; di conseguenza, il reperimento delle materie prime risulta sempre più difficoltoso, con il conseguente dilatamento dei tempi di consegna rispetto agli ordini ricevuti. A causa di questo rallentamento delle esportazioni, è normale anche che l’utilizzo di packaging e carte da imballaggio siano inferiori, producendo un danno notevole alle aziende. Ma non solo, la guerra mette in crisi anche l'intero processo di circolarità legato al riciclo di carta e cartone ondulato. Questo significa che subentra anche la paura del ritorno della produzione del packaging in plastica, indietreggiando nell'evoluzione di packaging sostenibili e facilmente riutilizzabili.   I dati Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una difficoltà da parte delle aziende di gestire l'aumento repentino dei costi delle materie prime e dell'energia. Secondo i dati Assocarta, i prezzi delle materie prime hanno subito i primi rincari sulle cellulose dalla fine del 2020, pari al 60% (fibra lunga) e 70% (fibra corta), e un aumento del 15% nel consumo di carta da riciclare nella prima metà del 2021. A influire sul rincaro delle materie prime anche altri fattori, compresi i problemi di logistica legati ai trasporti sia su gomma (con costi in aumento a fronte di una capacità diminuita), sia via mare con le compagnie marittime che non riescono a soddisfare le pressanti richieste del mercato. I prezzi del gas sono passati dai 20/30 euro/Mwh del primo semestre 2021 ai 100/120 euro/Mwh di marzo 2022. In una sola parola, quadruplicati. Da considerare, infatti, che il costo dell’energia ha un peso sul prodotto finito di circa il 20%, motivo per il quale la cartiera deve trovare il modo di scaricare a valle la spesa aggiuntiva, aumentando il prezzo per chi compra. La conseguenza più negativa? La chiusura, proprio come è successo nella prima metà di marzo. In tutto questo, i costi sono aumentati in maniera talmente rapida che i produttori non sono riusciti ad avere il tempo o la capacità di assorbirli, con il rischio di non riuscire più a produrre o di farlo in perdita. La pausa estiva ha aiutato le imprese ad ammortizzare l’impennata dei prezzi, ma ora non tutti riescono a ripartire, un problema che riguarda circa l’80% dell’industria cartaria.   La speranza è che la Commissione Europea si impegni a fermare la spirale dei prezzi, ad esempio mediante un price cap a livello europeo, insieme al rinnovo del credito d’imposta per il quarto trimestre. Tuttavia, servirebbe anche la cosiddetta electricity release, già prevista da uno dei decreti ‘aiuti’, che darebbe al GSE (gestore Servizi Energetici) la possibilità di immettere sul mercato quantità di energia rinnovabile a prezzi ragionevoli che, da una parte aiuterebbe ad abbassare i costi, e dall’altra aiuterebbe i processi di decarbonizzazione.[:it]Come la crisi energetica impatta sulla fornitura di carta e cartone. Gli aumenti dei costi dovuti alla guerra tra Russia e Ucraina complicano una situazione già resa difficile dagli anni della pandemia. Assocarta, a tal proposito, rivela come sempre più stabilimenti si stiano fermando a causa della mancata copertura dei costi del gas. Una situazione che rischia di intaccare anche il mondo dell'editoria e degli imballaggi.   Nuovo anno di produzione a rischio? L'80% dell'industria cartaria ha fermato o rallentato la propria attività a causa dell'aumento vertiginoso dei costi del gas. Assocarta denuncia un mancato rinnovamento dei contratti da parte dei fornitori per il nuovo anno termico a partire dal 1° ottobre, e a rischio ci sarebbe anche la tenuta dei servizi di raccolta differenziata. Una situazione che non fa che peggiorare a causa del conflitto in Ucraina, e che ha messo a dura prova le catene di approvvigionamento di materie prime e risorse in ogni settore anche negli ultimi due anni di pandemia. Ora tutto il settore produttivo italiano (e non solo) fatica ad andare avanti a causa degli incrementi dei prezzi dovuti all’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, che gravano ulteriormente sull’industria. L’unione di questi fattori rende ancora più complicata l'importazione e l'esportazione di materie prime e di energia, rallentando sempre di più la produzione. Pensiamo solo ai costi da sostenere per gli imprenditori che poi, irrimediabilmente, si riversano sul consumatore finale. Secondo Assocarta, il problema blocca non solo l’intera filiera della produzione del packaging, ma anche la produzione di carte igieniche sanitarie, carte medicali, ma anche carte grafiche per l’editoria e l’informazione.   S.O.S Materie prime Perché mancano le materie prime? Basti pensare che per la carta e il cartone all'interno del processo produttivo, vengono impiegati sia l'amido del grano, che quello delle patate e di altri alimenti; queste risorse, infatti, venivano importate per essere utilizzate per produrre carta da imballaggio. La Russia e l'Ucraina sono, per l'appunto, produttori di grano e amidi; di conseguenza, il reperimento delle materie prime risulta sempre più difficoltoso, con il conseguente dilatamento dei tempi di consegna rispetto agli ordini ricevuti. A causa di questo rallentamento delle esportazioni, è normale anche che l’utilizzo di packaging e carte da imballaggio siano inferiori, producendo un danno notevole alle aziende. Ma non solo, la guerra mette in crisi anche l'intero processo di circolarità legato al riciclo di carta e cartone ondulato. Questo significa che subentra anche la paura del ritorno della produzione del packaging in plastica, indietreggiando nell'evoluzione di packaging sostenibili e facilmente riutilizzabili.   I dati Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una difficoltà da parte delle aziende di gestire l'aumento repentino dei costi delle materie prime e dell'energia. Secondo i dati Assocarta, i prezzi delle materie prime hanno subito i primi rincari sulle cellulose dalla fine del 2020, pari al 60% (fibra lunga) e 70% (fibra corta), e un aumento del 15% nel consumo di carta da riciclare nella prima metà del 2021. A influire sul rincaro delle materie prime anche altri fattori, compresi i problemi di logistica legati ai trasporti sia su gomma (con costi in aumento a fronte di una capacità diminuita), sia via mare con le compagnie marittime che non riescono a soddisfare le pressanti richieste del mercato. I prezzi del gas sono passati dai 20/30 euro/Mwh del primo semestre 2021 ai 100/120 euro/Mwh di marzo 2022. In una sola parola, quadruplicati. Da considerare, infatti, che il costo dell’energia ha un peso sul prodotto finito di circa il 20%, motivo per il quale la cartiera deve trovare il modo di scaricare a valle la spesa aggiuntiva, aumentando il prezzo per chi compra. La conseguenza più negativa? La chiusura, proprio come è successo nella prima metà di marzo. In tutto questo, i costi sono aumentati in maniera talmente rapida che i produttori non sono riusciti ad avere il tempo o la capacità di assorbirli, con il rischio di non riuscire più a produrre o di farlo in perdita. La pausa estiva ha aiutato le imprese ad ammortizzare l’impennata dei prezzi, ma ora non tutti riescono a ripartire, un problema che riguarda circa l’80% dell’industria cartaria.   La speranza è che la Commissione Europea si impegni a fermare la spirale dei prezzi, ad esempio mediante un price cap a livello europeo, insieme al rinnovo del credito d’imposta per il quarto trimestre. Tuttavia, servirebbe anche la cosiddetta electricity release, già prevista da uno dei decreti ‘aiuti’, che darebbe al GSE (gestore Servizi Energetici) la possibilità di immettere sul mercato quantità di energia rinnovabile a prezzi ragionevoli che, da una parte aiuterebbe ad abbassare i costi, e dall’altra aiuterebbe i processi di decarbonizzazione.[:]
Leggi tutto

seo 28/06/2022 0

Convegno GIFCO 2022: i numeri del cartone ondulato in Italia nel 2021

4,5 miliardi di Euro di fatturato, una crescita del 13% e 8,3 miliardi di mq prodotti: questi i risultati relativi all’industria italiana dell’imballaggio in cartone ondulato, che sono stati annunciati nel corso del convegno annuale di Gifco, svoltosi lo scorso 13 e 14 maggio 2022 a Lecce. Cosa è emerso dal convegno annuale GIFCO 2022 Il settore del packaging in cartone ondulato continua a crescere. Tra i fattori principali, l’esponente incremento dell’e-commerce e la scelta, sempre più forte, di adottare imballaggi più sostenibili per il pianeta. Un settore importante, che costituisce quasi il 20% della filiera della carta, rappresentato dalla Federazione Carta e Grafica che fattura 25,3 miliardi di Euro, circa 1,4 % del PIL. A comunicarlo è GIFCO, il Gruppo di specializzazione aderente ad Assografici (Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici), durante il meeting annuale di bilancio delle attività svolte nell’anno precedente. Nella relazione di apertura, il presidente Fausto Ferretti – Amministratore Delegato di Cart One Parma- ha riportato i dati ufficiali del settore che nel 2021 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in peso – di quasi 4,5 milioni di tonnellate, con una crescita del 12% sul 2020. Nel corso dell’evento è stato poi affrontato il tema sull’evoluzione dei prezzi delle materie prime che influenzano i costi della carta e dell’imballaggio finito e i bilanci aziendali. Secondo i dati rilevati dalla Camera di Commercio di Milano, confrontando il periodo di aprile 2021 con quello di aprile 2022, si è registrato un incremento che varia dal +46% al +69% per le carte per copertina e dal +22% al +76% per le carte per ondulazione. A questo scenario bisogna inoltre aggiungere le continue e significative difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, non solo cartacee ma anche sussidiarie. Il noto giornalista Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio 24 e storica voce di Focus economia, è stato inoltre il moderatore della tavola rotonda organizzata durante la mattinata del 14 maggio, composta da illustri rappresentanti del mondo imprenditoriale e bancario, in cui si è discusso dello scenario economico nazionale e internazionale in un contesto, come quello attuale, notevolmente influenzato dallo shock energetico e da un complesso reperimento di tutte le materie prime. Resta sempre aggiornato sulle nostre NEWS.
Leggi tutto

Andrea Pastore 15/06/2022 0

L’importanza della collaborazione per facilitare l'innovazione customer-oriented

Nel novembre 2021 si è svolta, presso la sede centrale di HB Fuller (Lüneburg – Germania settentrionale), la prima Innovation Academy. Prima working session di co-design con la partecipazione del Team BoardOfInnovation di Blue Box Partners (VPK, Klingele, Hinojosa e Cart-One) e HBFuller. Questo primo incontro è il risultato di una fruttuosa collaborazione tra DaphneVogelgesangDeledicq (Chief Innovation Officer - Blue Box Partners) ed ElizabethStaab (Rigid Packaging Sustainability Manager - HB Fuller) iniziata durante l'evento: "Global Packaging Innovation Forum", organizzato da PackagingEurope durante gli inizi del 2021. Daphné ed Elisabeth condividono la stessa Vision: “Quando si studiano nuove soluzioni di packaging sostenibile, la collaborazione è l'unica strada per il successo". (Elizabeth Staab) “L'obiettivo è mettere a disposizione la nostra esperienza e competenza per fornire un Minimum Viable Product (MVP) - consentendo ai clienti di accelerare il processo di sviluppo del packaging e di passare alla fase di campionatura”.(Daphné Deledicq) Scopri la storia dell'evento, i casi aziendali e i risultati raggiunti nel Podcast di PackagingEurope. Se stai cercando una soluzione di packaging innovativa e sfidante: contattaci
Leggi tutto