Ecosostenibilità e imballaggi: ecco un bilancio del 2023

seo 08/11/2023 0

Il packaging sostenibile è diventato una priorità per l'industria alimentare e il retail. Le aziende stanno adottando sempre più strategie di riduzione, riutilizzo e bassa emissione per affrontare sfide ambientali ed economiche. Ecosostenibilità e imballaggi: ecco un bilancio del 2023. In questo articolo esamineremo il rapporto tra packaging e sostenibilità, esplorando il modo in cui le imprese stiano contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda ONU 2030. Leggi anche: “Carta sostenibile e riciclata per il packaging dei prodotti: casi studio

Packaging e Sostenibilità: un connubio necessario

L'industria alimentare e del retail stanno compiendo passi significativi verso la sostenibilità ambientale, con un focus sul packaging. Ridurre l'uso eccessivo di materiali di confezionamento, adottare confezioni più leggere e sostituire o eliminare la plastica vergine sono le iniziative chiave in questa direzione.

Il verdetto dell'Osservatorio Packaging

L'Osservatorio Packaging del Largo Consumo della società di consulenza Nomisma ha condotto un'indagine approfondita per esplorare il coinvolgimento delle aziende in questo processo. Le aziende del settore alimentare e del retail in Italia hanno riconosciuto l'importanza cruciale degli aspetti ESG (Ambiente, Sociale e Governance) nelle loro decisioni di investimento. Motivate dalla coerenza con i valori aziendali, da opportunità di crescita aziendale e dalla necessità di rispettare le normative, stanno facendo dell'adozione di packaging sostenibile una priorità.

Modelli Sostenibili di Produzione e Consumo

Secondo l'Osservatorio Packaging, la conservazione dei prodotti è considerata un potente strumento per ridurre gli sprechi alimentari e prolungare la durata dei prodotti alimentari. Questo è ritenuto importante dal 66% degli intervistati. Ma non è tutto: il packaging svolge un ruolo essenziale nella protezione delle caratteristiche organolettiche dei prodotti e nella definizione della sostenibilità del prodotto.

Le caratteristiche del Packaging Sostenibile

Per ridurre i rifiuti legati all'imballaggio e aumentare il riciclo, le aziende cercano caratteristiche specifiche nei materiali di confezionamento. Queste includono la riduzione dell'eccesso di imballaggio (58% dei rispondenti), la completa riciclabilità (56%), la limitata presenza di plastica (47%), le basse emissioni di CO2 (46%) e l'uso di materiali riciclati (45%).

L'impegno delle aziende

L'Osservatorio Packaging ha anche esaminato come le aziende alimentari e del retail stiano contribuendo attivamente alla sostenibilità. Aziende come Caviro, Coop, Fruttagel, Granarolo, Sammontana e Lidl stanno adottando azioni concrete, come la riduzione dei materiali di confezionamento e la sostituzione della plastica in confezioni. Inoltre, stanno lavorando sul recupero e il riutilizzo degli imballaggi, utilizzando materiali a minor impatto ambientale. Le aziende stanno cercando di adottare decisioni basate su dati oggettivi e misurabili per garantire la sostenibilità del packaging. Alcune si affidano a studi di Analisi del Ciclo di Vita (LCA), mentre altre si basano su valutazioni dell'impronta idrica o conducono analisi specifiche per prodotti e fornitori.

Comunicazione della Sostenibilità

La sostenibilità non è solo un obiettivo interno per queste aziende, ma è anche un messaggio da condividere con i consumatori. Le informazioni sulla riduzione del material di confezionamento, il riciclo e l'uso di fonti energetiche sostenibili sono i principali argomenti da comunicare. Questa comunicazione avviene attraverso etichette, canali social e siti web aziendali, contribuendo a informare i consumatori sulle scelte sostenibili. Se desideri maggiori informazioni sul packaging sostenibile di Cart-One, non esitare a contattarci. Consulta anche: “Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana

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Staff Cart-One 25/06/2024

Italia leader nel riciclo: 9 imballaggi su 10 in carta e cartone vengono riciclati
L'Italia brilla ancora una volta nel panorama europeo del riciclo, stabilendo un nuovo record nel 2023 con un tasso di riciclo degli imballaggi in carta e cartone superiore al 90%. Un risultato straordinario che non solo supera ampiamente l'obiettivo dell'85% fissato dall'Unione Europea per il 2030, ma che pone il nostro Paese all'avanguardia nella transizione verso un'economia circolare e sostenibile. Italia leader nel riciclo: 9 imballaggi su 10 in carta e cartone vengono riciclati. Questo successo, frutto dell'impegno dei cittadini nella raccolta differenziata e dell'efficienza della filiera cartaria nazionale, dimostra come l'economia circolare sia una realtà concreta nel nostro Paese. Ma quali sono i numeri di questo successo? Quali le sfide future e il ruolo delle aziende di packaging in questo contesto? Scopriamolo insieme in questo approfondimento. Consulta anche: “Packaging: la carta è il materiale per gli imballaggi alimentari in maggiore crescita” I numeri del successo: un'analisi approfondita Il raggiungimento di questo traguardo, come sottolinea Alberto Marchi, ex presidente di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi Cellulosici), ha consentito di sottrarre oltre 4,7 milioni di tonnellate di carta e cartone dalle discariche. Un'enormità di materiale che, grazie alla filiera cartaria italiana, viene trasformato in nuova materia prima, riducendo la pressione sulle risorse naturali e contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. L'eccellenza dell'industria cartaria italiana, capace di riciclare 12 tonnellate di macero al minuto, si traduce in un risparmio di emissioni di CO2 equivalente, dimostrando come l'economia circolare possa essere un motore di sviluppo sostenibile. Raccolta differenziata: il motore del riciclo Dietro questo successo si cela l'impegno dei cittadini italiani, che con oltre 3,6 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte annualmente, dimostrano un alto livello di consapevolezza ambientale e una partecipazione attiva al processo di riciclo. La raccolta differenziata rappresenta il primo, fondamentale passo per garantire che i materiali riciclabili vengano correttamente avviati al recupero, evitando che finiscano in discarica o nell'ambiente. Sfide e prospettive future: un sud da valorizzare Nonostante i risultati eccellenti, l'Italia non può adagiarsi sugli allori. Ci sono ancora margini di miglioramento, soprattutto in alcune aree del Sud, dove la raccolta differenziata e le infrastrutture per il riciclo presentano ancora alcune criticità. Per affrontare questa sfida, Comieco ha messo in campo un Piano di Azione specifico per il Sud, che prevede investimenti mirati e supporto ai Comuni per potenziare la raccolta differenziata e migliorare la gestione dei rifiuti. L'obiettivo è quello di colmare il divario tra Nord e Sud, garantendo a tutti i cittadini le same opportunità di contribuire al riciclo e alla tutela dell'ambiente. Aziende di packaging: protagoniste del cambiamento In questo contesto, le aziende di packaging hanno un ruolo cruciale da svolgere. La scelta di materiali riciclabili, la progettazione di imballaggi eco-sostenibili e la promozione della raccolta differenziata sono azioni concrete che possono fare la differenza. Le aziende possono inoltre investire in ricerca e sviluppo per trovare soluzioni innovative che riducano l'impatto ambientale degli imballaggi, come l'utilizzo di materiali biodegradabili o compostabili, o la progettazione di imballaggi riutilizzabili. L'Italia come modello di Economia Circolare L'Italia, con il suo impegno nel riciclo di carta e cartone, si pone come modello di riferimento per l'economia circolare. Un modello che, partendo dalla riduzione dei rifiuti e dal riutilizzo dei materiali, punta a creare un sistema economico più sostenibile e resiliente. Il successo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone dimostra che è possibile coniugare sviluppo economico e tutela dell'ambiente, creando un futuro più verde e prospero per tutti. Per approfondire: “Sostenibilità: il riciclo e il riuso per una seconda vita dei materiali”
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Staff Cart-One 09/06/2025

CAC 2025: novità per carta, vetro, plastica e legno
A partire dal 1° luglio 2025, il sistema di gestione degli imballaggi in Italia entrerà in una nuova fase. Il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi, ha approvato una serie di rimodulazioni dei contributi ambientali (CAC) per legno, plastica, vetro e, in particolare, per i compositi a base carta. Decisioni che nascono dalla necessità di far fronte a uno scenario economico in continua evoluzione e all’aumento dei costi di gestione della filiera del riciclo. CAC 2025: novità per carta, vetro, plastica e legno. Per realtà come Cart-One, che da sempre pone la sostenibilità al centro della propria visione, è fondamentale comprendere nel dettaglio queste novità. Soprattutto perché la transizione verso imballaggi più riciclabili e coerenti con i principi dell’economia circolare non è solo una scelta etica, ma anche una direzione strategica che richiede consapevolezza e preparazione. Leggi anche: “Overpackaging: il packaging sostenibile parte dalla semplicità” La carta al centro della trasformazione La parte più significativa di questo aggiornamento riguarda proprio gli imballaggi in carta e cartone. Comieco ha ampliato il progetto di diversificazione contributiva, introducendo otto fasce di contribuzione rispetto alle sei attuali. L’obiettivo è chiaro: premiare gli imballaggi realmente riciclabili, soprattutto quelli compositi a prevalenza cellulosica, incentivandone l’adozione attraverso un sistema di sconti e maggiorazioni. In questo contesto si distinguono gli imballaggi certificati Aticelca® 501, che dimostrano una riciclabilità testata in laboratorio secondo la norma UNI 11743:2019. Per questi materiali, il contributo aggiuntivo (Extra CAC) sarà più contenuto, mentre per quelli non certificati i costi aumenteranno in modo più incisivo. È un messaggio chiaro: l’eco-design non è più opzionale, ma parte integrante della strategia produttiva. Per esempio, il contributo per i contenitori per liquidi (CPL) passerà da 20 a 70 euro per tonnellata, mentre gli imballaggi in cartone monomateriale restano stabili, segno della loro centralità in un modello di packaging sostenibile. Nuove dinamiche per legno, vetro e plastica Anche gli altri materiali subiranno variazioni: il CAC per il legno passerà da 7 a 9 euro a tonnellata, con l’obiettivo di garantire equilibrio al consorzio Rilegno. Il vetro, invece, vedrà un doppio aumento: da 15 a 35 euro nel luglio 2025 e poi a 40 euro da gennaio 2026, in risposta al crollo dei ricavi derivanti dalla vendita dei rottami e all’aumento dei costi operativi. Per la plastica, si conferma l’impianto a nove fasce con lievi aggiustamenti, differenziati per tipo di materiale e grado di complessità nella gestione post-consumo. Impatti anche sull’import Le rimodulazioni riguarderanno anche le procedure semplificate per l’importazione di merci imballate. Dal 1° luglio 2025, il calcolo forfettario sul peso dell’imballaggio (tara) salirà da 98 a 114 euro per tonnellata. Le aliquote calcolate sul valore delle merci importate passeranno dallo 0,15% allo 0,17% per i prodotti alimentari e dallo 0,08% allo 0,09% per quelli non alimentari. Carta e cartone: otto nuove fasce per una maggiore precisione L’aggiornamento più significativo riguarda gli imballaggi cellulosici, per cui Comieco ha introdotto otto fasce contributive, rispetto alle sei attuali. L’obiettivo è incentivare l’adozione di imballaggi più riciclabili e certificati, valorizzando l’impiego di cartone monomateriale o compositi con alta percentuale di carta. In particolare, gli imballaggi certificati Aticelca® 501, valutati secondo la norma UNI 11743:2019, beneficeranno di Extra CAC più contenuti rispetto a quelli non certificati. Questa evoluzione premia la progettazione sostenibile e ribadisce quanto il packaging eco-friendly non sia solo una scelta etica, ma una leva strategica per la competitività. Per rendere più chiari gli aggiornamenti, ecco una sintesi delle nuove fasce contributive e dei valori previsti dal 1° luglio 2025. Ecco il dettaglio dei nuovi CAC per gli imballaggi in carta: Fascia contributiva Valore attuale (€/t) Dal 1° luglio 2025 (€/t) Monomateriale 65,00 65,00 Compositi tipo A 65,00 65,00 Compositi tipo B1 (certificati) 65,00 75,00 Compositi tipo B2 (non certificati) 65,00 90,00 CPL (contenitori per liquidi) 85,00 135,00 Compositi tipo C1 (certificati) 175,00 130,00 Compositi tipo C2 (non certificati) 175,00 175,00 Compositi tipo D (<60% carta o non dichiarata) 305,00 305,00 Questa modulazione contributiva sarà in fase sperimentale per un anno, con una valutazione intermedia dopo sei mesi. Le imprese che immettono sul mercato volumi minimi di imballaggi compositi potranno accedere a possibili esenzioni, indicate nelle linee guida che CONAI e Comieco pubblicheranno a breve. Le variazioni per legno, vetro e plastica Anche per il legno è previsto un adeguamento, con il contributo ambientale che passerà da 7 a 9 euro/tonnellata, necessario a mantenere l’equilibrio economico di Rilegno. Per il vetro, il CAC salirà prima a 35 euro (luglio 2025) e poi a 40 euro (gennaio 2026), mentre per la plastica si conferma la struttura a nove fasce, con piccoli aggiustamenti. Le novità per l’importazione di imballaggi Le imprese che importano merci imballate dovranno tenere conto dei nuovi valori anche per le procedure semplificate. A partire da luglio 2025: Procedura Attuale Da 1° luglio 2025 Forfettaria “per tara” (€/tonnellata) 98,00 114,00 “A valore” per prodotti alimentari (%) 0,15 0,17 “A valore” per prodotti non alimentari (%) 0,08 0,09 Un’opportunità per l’innovazione Dietro ai numeri, alle fasce e ai valori aggiornati, si cela un’opportunità concreta: quella di progettare un packaging più efficiente, responsabile e pronto per il futuro. Per un’azienda come Cart-One, che crede nel potere del cartone ondulato come strumento chiave per una logistica e una distribuzione più pulite, queste novità rappresentano una conferma della direzione intrapresa. Imballaggi in cartone leggeri, resistenti e facili da gestire a fine vita: è questo il nostro contributo concreto alla trasformazione sostenibile del settore. Contattaci per maggiori informazioni. Consulta anche: “Nuove tariffe CAC 2025: cosa cambia per carta, legno, vetro e plastica” Fonte: Comieco
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seo 15/11/2021

Rincaro materie prime: l’avviso di Confartigianato e Confindustria
Non si arresta la curva dei rincari, che ormai tocca il 70% per la cellulosa; e mentre sono sei mesi che assistiamo ad aumenti senza pari delle materie prime (come acciaio, legno e gas), ci tocca interrogarci ancora una volta sul destino delle filiere produttive, messe a dura prova dai prezzi ormai alle stelle. Le aziende italiane, poi, sono ulteriormente vessate dai rincari riguardanti i costi energetici, per cui occorre trovare soluzioni per non arrestare intere catene di produzione. In particolare, le aziende maggiormente in difficoltà sono micro, piccole e medie imprese, su cui si abbatte una duplice spada di Damocle rappresentata dal costo delle materie prime e dell’energia. Dai dati che provengono da Confartigianato, emerge che l’effetto più “costoso” si evidenzia nel Nord Est del nostro Paese, dove risiedono diverse aziende e imprese anche a carattere familiare. In quest’area il rincaro delle materie prime pesa sulle micro e piccole imprese per il 3,3% del Pil.  L’impatto ha travolto anche il Nord Ovest incidendo per il 2,8%, mentre per le micro e piccole imprese del Centro Italia l’impatto scende al 2,3%%; il minor impatto è registrato al Mezzogiorno, attestandosi sull’1,8%. La questione dell’introvabilità delle materie prime mette a dura prova l’esistenza delle aziende, che devono rinunciare alle commesse sia per la difficoltà di reperimento delle materie prime, sia per l’impossibilità di tener fede a preventivi effettuati mesi addietro.  Confartigianato ha reso noto che la percentuale delle imprese operanti nel settore delle costruzioni, che nel mese di settembre 2021 denunciano la scarsità di materiali come ostacolo alla produzione, sale al 9,5%. Materie prime: come influiscono sulla ripresa economica Il caro materie prime e la loro introvabilità sono un ostacolo alla ripresa. Nonostante le commesse siano in aumento, assistiamo a un rallentamento degli investimenti, ma anche dei processi di innovazione, e cala la domanda di lavoro. C’è anche chi tenta di accedere agli ammortizzatori sociali.  Aumenta la necessità di vigilare sulle manovre speculative, pertanto sarebbe opportuna l’istituzione di meccanismi di calmierazione come nel caso del settore energetico. Come il settore degli imballaggi sta affrontando la crisis  La ripartenza, per quanto riguarda il settore degli imballaggi, ha portato a un aumento di richieste, ma l’avvicendarsi dei lockdown e le restrizioni avevano spinto le imprese a frenare. Così facendo, si è creato un distacco tra les richieste del mercato e l’effettiva capacità di risposta. Attualmente pesano sul settore degli imballaggi i rincari sulla cellulosa, oltre ai costi della carta da macero e ai costi del gas, che ormai sono saliti alle stelle. Alcune cartiere stanno pensando di contrastare il momento sospendendo momentaneamente l’attività, tutto questo per evitare la produzione in sottocosto. Il quadro degli aumenti mette veramente a dura prova la produzione: basti pensare che per la fibra lunga Nbsk ci sono stati rincari del 60%, mentre ammontano al 70% per la fibra corta eucalipto. Tali aumenti si traducono in un prezzo a tonnellata di 1.350 dollari per la fibra lunga e di 1.150 dollari per la fibra corta secondo i dati di Assocarta. Carta e cartone da riciclare sono saliti rispettivamente del 138% e del 143%, segnando prezzi da 155 fino a 170 euro a tonnellata. Chi desidera acquistare materia prima da riciclare, quindi, la paga molto di più. Quali sono le ragioni dei rincari per la carta e il cartone da riciclare? L’avvento della pandemia ha cambiato le nostre abitudini di acquisto. Da un lato vi è stata una richiesta maggiore di packaging per via dell’esplosione dell’e-commerce e per la realizzazione dei packaging destinati all’asporto. Inoltre, la maggior richiesta di contenitori sostenibili ha portato a individuare nella carta e nel cartone il maggior candidato per la sostituzione delle confezioni monouso. Bisogna, poi, considerare che il settore cartario è tra quelli più energivori. L’aumento del costo del gas, come riportato anche da Assocarta, è in ascesa già dall’estate del 2020, e purtroppo tende a crescere senza mostrare segni di rallentamento. Ciò ha impattato in maniera significativa sul prodotto finito. Talvolta gli incrementi di prezzo sono pari al 5%, anche fino al 10%. Per questo motivo, secondo alcune cartiere si renderà necessario il fermo della produzione, almeno fino a quando non si potrà accedere a un costo del gas maggiormente abbordabile. Quanto impatta il costo dell’energia sul costo del packaging? Secondo le stime riportate dal Sole 24Ore, l’energia rappresenta il 30% dei costi complessivi sostenuti e quindi, anche se il fatturato tende ad aumentare, proprio in virtù di una richiesta maggiore di carta e packaging in cartone, i margini di guadagno tendono ad assottigliarsi per via del caro energetico. Tra i settori più colpiti c’è quello del tissue: parliamo della carta sanitaria e per uso domestico, perché questo segmento, per il tipo di produzione, ha bisogno di stringere accordi della durata di almeno sei mesi, una tempistica troppo lunga che ostacola la previsione dei prezzi finali. Quanto le nuove normative UE sugli imballaggi influiscono sui rincari? Como abbiamo più volte raccontato negli articoli precedenti, il packaging è al centro di una rivoluzione. La necessità di ridurre o eliminare i volumi di plastica all’interno degli imballaggi ha fatto lievitare la domanda di cartone. A fronte di una capacità produttiva stabile si è generato un aumento della domanda di cartone che ha generato a sua volta, in questa situazione delicata, un rincaro generale: Cartone lineabord con supporto ondulato → +65% Carta grafica → +15-20% Carta per tubi → +55% Carta e cartone sono tra i materiali più riciclabili. Nel nostro Paese abbiamo raggiunto un buon livello di circolarità per quanto riguarda la raccolta e il riciclo della carta, dando vita a un ciclo produttivo maggiormente sostenibile. Al momento si registra un grande quantitativo di ordini, però non si riesce a evaderli. Come abbiamo segnalato all’inizio, il boom dell’e-Commerce ha fatto prendere coscienza ai produttori della necessità di fornire tantissimi imballi.  Come va ripensata la produzione del packaging? La crisi del settore cartario ci chiede anche di ripensare il nostro rapporto con il packaging che ha, soprattutto per quanto riguarda il packaging primario, valore estetico, di riconoscibilità del prodotto e così via. Al momento si cerca di rivedere il concetto di packaging, in particolare in base alla funzionalità, così da allineare la produzione e ottimizzarla solo ed esclusivamente per rispondere a delle esigenze specifiche. Se già in passato abbiamo parlato di progettazione del packaging in termini di risparmio delle risorse e abbattimento degli sprechi, questa istanza diventa un vero e proprio diktat da assecondare.
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