Convegno GIFCO 2022: i numeri del cartone ondulato in Italia nel 2021

seo 28/06/2022 0

4,5 miliardi di Euro di fatturato, una crescita del 13% e 8,3 miliardi di mq prodotti: questi i risultati relativi all’industria italiana dell’imballaggio in cartone ondulato, che sono stati annunciati nel corso del convegno annuale di Gifco, svoltosi lo scorso 13 e 14 maggio 2022 a Lecce.

Cosa è emerso dal convegno annuale GIFCO 2022

Il settore del packaging in cartone ondulato continua a crescere. Tra i fattori principali, l’esponente incremento dell’e-commerce e la scelta, sempre più forte, di adottare imballaggi più sostenibili per il pianeta.

Un settore importante, che costituisce quasi il 20% della filiera della carta, rappresentato dalla Federazione Carta e Grafica che fattura 25,3 miliardi di Euro, circa 1,4 % del PIL. A comunicarlo è GIFCO, il Gruppo di specializzazione aderente ad Assografici (Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici), durante il meeting annuale di bilancio delle attività svolte nell’anno precedente.

Nella relazione di apertura, il presidente Fausto Ferretti – Amministratore Delegato di Cart One Parma- ha riportato i dati ufficiali del settore che nel 2021 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in peso – di quasi 4,5 milioni di tonnellate, con una crescita del 12% sul 2020.

Nel corso dell’evento è stato poi affrontato il tema sull’evoluzione dei prezzi delle materie prime che influenzano i costi della carta e dell’imballaggio finito e i bilanci aziendali.

Secondo i dati rilevati dalla Camera di Commercio di Milano, confrontando il periodo di aprile 2021 con quello di aprile 2022, si è registrato un incremento che varia dal +46% al +69% per le carte per copertina e dal +22% al +76% per le carte per ondulazione. A questo scenario bisogna inoltre aggiungere le continue e significative difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, non solo cartacee ma anche sussidiarie.

Il noto giornalista Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio 24 e storica voce di Focus economia, è stato inoltre il moderatore della tavola rotonda organizzata durante la mattinata del 14 maggio, composta da illustri rappresentanti del mondo imprenditoriale e bancario, in cui si è discusso dello scenario economico nazionale e internazionale in un contesto, come quello attuale, notevolmente influenzato dallo shock energetico e da un complesso reperimento di tutte le materie prime.

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Staff Cart-One 23/05/2022

PNRR: quali sono gli obiettivi da raggiungere e il principio DNSH
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR ) comprende 10 progetti di investimenti e un progetto di riforma e ambisce al raggiungimento di 6 missioni in piena coerenza con i pilastri del Next Generation EU. Il Piano agisce in un arco temporale che va dal 2021 e al 2026 e sono stanziati dal MISE, 18,161 miliardi per l’attivazione degli investimenti. L’obiettivo? Edificare delle solide basi for favorire uno sviluppo duraturo e sostenibile dell’economia garantendo una rapida attuazione dei progetti mediante una semplificazione degli strumenti. Prima di approfondire i punti salienti del PNRR italiano e gli obiettivi da raggiungere, è importante fare un passo indietro e capire meglio contesto, cause ed esigenze che hanno indotto all’ideazione e progettazione di questo Piano. Scenario e contesto italiano ed europeo Il Coronavirus e la pandemia scatenata ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Nel dettaglio, infatti, solo nel 2020 il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9%, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2%. Donne e giovani sono stati i target più colpiti, soprattutto residenti nel Mezzogiorno. Dietro la difficoltà dell’economia nazionale di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei, c’è l’andamento della produttività, molto più lenta che nel resto d’Europa. Tra le cause principali c’è l’incapacità di sfruttare le molteplici opportunità legate alla rivoluzione digitale, originati sia dalla mancanza di infrastrutture adeguate, sia dalla struttura del tessuto produttivo del nostro Paese, caratterizzato da una cospicua presenza di piccole e medie imprese, che sono state spesso lente e impossibilitate nell’adottare nuove tecnologie e muoversi verso produzioni a più alto valore aggiunto. Per contrastare la crisi causata dalla pandemia, l’Unione Europea ha risposto con il Next Generation EU (NGEU). Un programma molto ambizioso che prevede investimenti e riforme per:  accelerare la transizione ecologica e digitale  favorire la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori Con il fine di conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.  L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il dispositivo RRF richiede a sua volta agli Stati appartenenti all’UE di presentare un pacchetto di investimenti e riforme: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). ll Piano di Di Rilancio Nazionale: i tre assi strategici Il PNRR Nazionale si sviluppa intorno a tre assi strategici: Transizione ecologica Il piano presentato ha l’obiettivo di diminuire le emissioni inquinanti, prevenire e combattere l’instabilità del territorio, rendere minimo l’impatto delle attività di produzione sull’ambiente, apportare miglioramenti alla qualità della vita, alla sicurezza ambientale e alla competitività del nostro sistema di produzione, per lasciare un Paese più verde e un’economia più sostenibile alle generazioni del domani. Oltre il 37% delle risorse sono state assegnate a questo progetto. Digitalizzazione e innovazione La digitalizzazione e l’innovazione di processi, prodotti e servizi rappresentano un fattore fondamentale e necessario per la trasformazione del Paese e devono essere alla base di ciascuna politica del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza. Più del 20% delle risorse sono state destinate all’iniziativa. Inclusione sociale Puntare alla parità di genere, preservare e valorizzare i giovani e superare i divari territoriali: queste sono le priorità sulle quali puntare per garantire un’autentica inclusione sociale, superare le disuguaglianze e favorire la rinascita economica di un Paese. Le 6 Missioni del PNRR 6 sono le missioni incluse nel PNRR, in linea con i 6 Pilastri riportati dal Regolamento RRF (Recovery e Resilience Facility) DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’, CULTURA E TURISMO RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA INFRASTRUTTURA PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE ISTRUZIONE E RICERCA INCLUSIONE E COESIONE SALUTE Le Amministrazioni pubbliche sono i responsabili dell’attuazione dei singoli interventi richiesti dal PNRR, le quali dovranno effettuare rigidi controlli sulle procedure e assicurare la tracciabilità di tutte le operazioni. Il 30 dicembre 2021 il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) ha pubblicato una Guida Operativa per aiutare le Amministrazioni a valutare gli interventi da finanziare nell’ambito del PNRR. Il documento, nello specifico, ha l'obiettivo di procurare tutte informazioni atte a verificare il rispetto del Principio di «non arrecare danno significativo all’ambiente»: questi stabilisce che tutte le misure dei Piani Nazionali per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), debbano essere conformi al principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), sancito dal Regolamento Tassonomia all’art. 17. Cos’è il PRINCIPIO DNSH e quali sono i 6 obiettivi ambientali Questo principio ha origine da un’articolata e complessa normativa dell'Unione Europea: la Tassonomia delle attività economiche ecosostenibili. Questa definisce e classifica quali attività economiche possono ritenersi sostenibili e a quali condizioni. In questo modo l’Unione Europea intende superare in maniera definitiva la mancanza di una definizione univoca del concept di sostenibilità. A raggiungimento di questo traguardo, sono stati individuati 6 missioni ambientali: Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine Transizione verso un’economia circolare Prevenzione e la riduzione dell’inquinamento Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi Alla luce degli obiettivi menzionati, la Tassonomia ha stabilito 3 requisiti che un’attività deve soddisfare per essere definita eco-sostenibile: Deve fornire un contributo sostanziale ad uno degli obiettivi ambientali; Non deve provocare alcun tipo di danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali (DNSH); Deve rispettare le garanzie sociali minime. È all’interno di questo scenario che si inserisce quindi, il principio di «non arrecare danno significativo», come requisito essenziale di sostenibilità ambientale. La scelta di far dipendere i fondi del PNRR al totale rispetto del principio di DNSH è strettamente connessa alla strategia europea del nuovo Green Deal (dal quale discende a sua volta lo stesso progetto della Tassonomia), finalizzata a favorire la transizione verde di tutto il continente europeo. CART ONE si impegna da sempre ad agire nel pieno rispetto del principio DNSH e degli obiettivi ambientali menzionati.
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seo 29/06/2020

Barriere Protettive Green Spacer: Ecosostenibili e a Prezzi Vantaggiosi
Tra le conseguenze del Coronavirus spicca l’emergenza di riorganizzare gli ambienti professionali nella totale sicurezza e nel pieno rispetto delle normative vigenti. Le barriere protettive in cartone Green Spacer sono state appositamente ideate per far fronte a questa situazione, nel totale rispetto dell’ambiente. Presentano le stesse funzioni protettive dei separatori in plexiglass e godono di prezzi decisamente vantaggiosi. Barriere Protettive Green Spacer: caratteristiche e vantaggi I dispositivi di sicurezza parafiato Green Spacer godono della presenza di una finestra in PET che garantisce: Perfetta visibilità e totale igienizzazione; Riciclabilità e Smaltibilità del prodotto, con impatto minimo sull’ambiente Tra le altre caratteristiche rientrano: Leggerezza e manegevolezza: che non intaccano minimamente la stabilità del prodotto; Personalizzazione: potrai far inserire il logo della tua azienda o attività; Fonoassorbenza: nessun rimbalzo del suono, evento inevitabile con le barriere in plexiglass. Lavorando in ambienti openspace spesso affollati e rumorosi, l’isolamento del suono è fondamentale per il corretto svolgimento delle attività. Green Spacer è ottimo da impiegare anche nell’ambito scolastico. Questo per due aspetti fondamentali: Sicurezza del cartone: a differenza di una barriera in Plexiglass estremamente pesante e fragile, che alla prima caduta potrebbe trasformarsi in un potenziale pericolo per gli studenti, il cartone grazie alla sua leggerezza e flessibilità, è totalmente sicuro. Sensazione di tranquillità: popolare le classi con barriere protettive colorate, in un periodo di incertezza e timore, trasmetterà agli alunni sensazioni di sicurezza e tranquillità. Pannelli protettivi in cartone Green Spacer: come nasce il progetto Il progetto nasce dall’ingegno della SPG Design, un'azienda innovativa che mette a frutto le conoscenze e l'esperienza di Sandra S.p.a. Dalla collaborazione ha origine la linea Design, incentrata sulla produzione di packaging sostenibili: oggetti e articoli in cartone belli esteticamente, colorati sostenibili e funzionali. In questo contesto nasce Green Spacer: barriere protettive in cartone, ecosostenibili e a prezzi decisamente vantaggiosi.
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seo 19/05/2020

Proposte sartoriali e prodotti più personalizzati: ecco come l’Inkjet guida Sandra
L’azienda Sandra produce da oltre 60 anni packaging in cartone ondulato destinato a una clientela specializzata in molteplici settori. Contraddistinta da sempre per la sua capacità innovativa che la porta ad adottare nuove soluzioni sostenibili e all’avanguardia, Sandra introduce nel 2010, all’interno della propria area produttiva, un ondulatore HS da 3,35 metri di luce (il modello più grande disponibile in commercio) e nel 2017 una stampante inkjet single-pass, che conduce l’azienda ad ampliare progressivamente il portfolio di prodotti, con proposte di imballaggi, espositori e materiali destinati al punto vendita, sempre più personalizzati e all’avanguardia. Joint venture e alleanze nazionali e internazionali L'azienda, nonostante il suo cospicuo fatturato che solo nel 2018 ha superato i 180 milioni di euro, resta sempre un’impresa a carattere familiare guidata da Fausto Ferretti, figlio del fondatore. Per poter servire efficacemente da un punto di vista logistico tutto il territorio nazionale, nasce la joint venture Cart-One con la ‘Antonio Sada & Figli’ di Salerno. Grazie a questa collaborazione di successo, le due aziende aderiscono – nel 2014 – all'alleanza con Blue Box Partners: i membri aderenti sono tutte imprese a conduzione familiare, specializzate nella produzione di imballaggi, espositori e carta. Il prezioso scambio di idee, competenze e opinioni tra i titolari della Partnership conduce i membri a prendere importanti decisioni collettive, relativamente all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche volte all'ottimizzazione del flusso di lavoro: ciò ha condotto i membri di BBP a detenere la più grande base europea di macchine da stampa inkjet single-pass. Grazie all’adozione della stampa digitale, Sandra ha costituito negli ultimi due anni un reparto interamente dedicato a questa tipologia di prodotto. Per i clienti più piccoli, l’azienda offre inoltre un servizio chiavi in mano che si occupa sia della progettazione strutturale che del design e identity dei prodotti (espositori da terra e da banco, vassoi per ortofrutta, bag-in-box e imballaggi pronti per lo scaffale 'shelf ready'). L'adozione della stampa digitale per distinguersi dalla concorrenza L'approccio alla produzione digitale ha l’obiettivo di distinguersi dalla concorrenza e adottare tecniche e processi difficilmente replicabili dai competitors italiani. Per fare questo – spiega Daniele Plazzi – si è investito tempo e denaro viaggiando tra Nord America e Giappone, per carpire in anticipo i progressi che la tecnologia avrebbe compiuto in un futuro prossimo. L’obiettivo? Ridurre la dipendenza da fornitori esterni per le lavorazioni di pre-stampa e realizzazioni degli impianti stampa Garantire risposte più rapide ai clienti per accorciare i tempi di lancio di nuovi prodotti sul mercato. Sandra osserva attentamente le prime installazioni di tecnologie pre-print inkjet alimentate a bobina e conclude che la scelta più idonea sia una soluzione post-print. “Se le decisioni d'acquisto dei consumatori sono influenzate anche dall'aspetto di scatole ed espositori, il nostro obiettivo era offrire una stampa più brillante e più lucida, capace di catturare maggiormente l’attenzione”, afferma Plazzi. Così nel 2010 lo stabilimento Sandra di Casale di Mezzani accoglie Nasikajet, la linea di stampa digitale basata sulla tecnologia inkjet di Barberan, che Sandra ha personalizzato e ribattezzato. La ricerca e lo sviluppo dell’azienda verso nuovi obiettivi a medio termine non conoscono sosta. Si guarda costantemente verso nuovi orizzonti con il fine di essere sempre aggiornati sulle nuove tipologie di prodotti disponibili sul mercato, in particolar modo sulle macchine con formati di stampa più ampi e nuovi tipi di inchiostri. Progetti di sviluppo sostenibili Gli impegni e le ambizioni di Sandra non finiscono qui. Tra i suoi progetti di sviluppo rientra appieno la progressiva sostituzione della plastica degli imballaggi di plastica monouso, impiegati in mense e fast food. La Mission? Offrire soluzioni alternative ed ecosostenibili, capaci di garantire le medesime performance. Vuoi saperne di più? Per approfondire scarica l’articolo pubblicato su Italia Publisher Ecco come l’Inkjet guida Sandra verso un'offerta più sartoriale e prodotti personalizzatiDownload
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