52 articoli nella categoria Packaging

seo 21/06/2021 0

Come rinnovare la propria immagine aziendale: perché non basta più (solo) il packaging

Ridefinire la propria immagine aziendale può contribuire a dare ai clienti fidelizzati una nuova esperienza, che può essere compatibile anche con il raggiungimento di nuove nicchie di pubblico. Al giorno d’oggi, fondamentali sono le politiche di sostenibilità, in quanto dei consumatori sono più attenti alle tematiche riguardanti le filiere produttive e gli aspetti che riguardano il confezionamento dell’articolo che acquistano. È sostenibile? È facilmente riciclabile? È riutilizzabile? Queste sono alcune delle domande che l’utente si pone di fronte al packaging. Vediamo alcuni esempi che hanno reso possibile la ridefinizione dell’immagine aziendale proprio attraverso esperienze incentrate sulla sostenibilità. La sostenibilità como strategia di comunicazione Presentarsi come azienda che favorisce processi sostenibili, sicuramente aiuta a costruire un’immagine più etica e allo stesso tempo responsabile nei confronti delle condizioni di lavoro. Sostenibilità, infatti, non significa solo limitare gli impatti ambientali, ma avere con la propria attività un impatto positivo anche sulle comunità sociali coinvolte nel processo produttivo. La sostenibilità è diventata ormai centrale nella comunicazione aziendale. Aumentano sempre più i casi di brand, come per esempio nella filiera del riso, che reinventano il packaging a partire dagli scarti. Altre aziende, invece, operano per ridurre l’uso della plastica, come per esempio accade nel delivery. Economia circolare e sostenibilità: protagoniste al Milano Marketing Festival 2021 Proprio i temi dell’economia circolare e della sostenibilità aziendale sono stati i concetti protagonisti dei lavori d’apertura della terza giornata del Milano Marketing Festival 2021,  evento organizzato da Class Editori, visibile su ClassCnbc e sui canali ufficiali.  Durante l’evento i player del settore, dalle aziende del Food fino alle società di produzione di prodotti cosmetici e ai rappresentanti di aziende specializzate nella produzione del packaging, hanno raccontato la loro esperienza in merito all’impatto che hanno avuto le scelte di sostenibilità intraprese sulle vendite e sulla percezione dei clienti. In tal senso possiamo citare Emanuele Preve, managing director di Riso Gallo, che ha raccontato di come l’azienda sia partita dalla selezione della materia prima proveniente esclusivamente da agricoltura certificata, e di come il passaggio successivo sia stato lavorare sul packaging attraverso la riduzione dell’impatto delle confezioni a partire dal cartone fino alla plastica riciclata necessaria per la creazione della confezione per il sottovuoto. Questo processo ha dato ragione all’azienda, che ha visto una risposta positiva da parte del mercato. Consumatore e packaging: le leve che possono promuovere l’acquisto. La visione del packaging, l’esperienza tattile e l’approfondimento attraverso la lettura dell’etichetta sono momenti cruciali nel processo d’acquisto.  Perché un prodotto viene scartato? Probabilmente perché l’acquirente non si è riconosciuto nei valori del brand, che è rappresentato in quel momento proprio dal packaging. Un vestito sbagliato del prodotto può decretare un insuccesso nelle vendite, perché non rispecchia i nuovi ideali e le nuove caratteristiche del consumatore moderno: più informato, più attento e più consapevole dell’intero percorso che porta un prodotto dallo scaffale alla vetrina online. Per le aziende operanti con un progetto di sostenibilità produttiva reale è necessario anche difendersi dai competitor che millantano un’adesione puramente formale ai principi etici dell’economia circolare. Alle politiche aziendali comunicate tramite i propri canali ufficiali deve seguire necessariamente un’azione coerente. In tal senso non basta solo un packaging riciclabile, ma occorre che la materia prima utilizzata sia stata a sua volta, completamente o in parte, recuperata, e che le fasi di produzione impattino il meno possibile in fatto di emissioni inquinanti. Occorre dotarsi di certificazioni che possano attestare la qualità dei processi produttivi, al fine di ottenere maggior credito verso i consumatori. Le politiche riguardanti la gestione del personale devono essere rispettose della dignità del lavoratore. Occorre farsi promotori di attività e di messaggi volti a sensibilizzare il consumatore. In tal senso, tutti questi aspetti decretano un approccio sostenibile.  CART-ONE è impegnata in prima linea nella produzione di packaging in cartone ondulato per aziende ed e-commerce. Abbiamo attivato cicli produttivi che riducono l’impatto ambientale e utilizziamo esclusivamente materia prima certificata proveniente da risorse naturali gestite responsabilmente, oltre ad aver attuato una politica di recupero degli scarti di lavorazione affinché nulla vada sprecato. Per una consulenza personalizzata, contatta CART-ONE e scopri come realizzare il packaging per il tuo prodotto in maniera sostenibile ed ecologica.
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seo 27/05/2021 0

Pellicola termoretraibile: i danni all’ambiente e le alternative green

La pellicola termoretraibile è uno degli imballaggi più spesso utilizzati nell’ambito del Food & Beverage. Questa tipologia di imballaggio si adatta alle linee manuali e automatiche e rappresenta un modo ottimale per sigillare i prodotti. Pur rappresentando un metodo economico e sostenibile, perfetto per le esigenze della grande distribuzione, allo stesso tempo non può essere negato il suo impatto ambientale quando diventa un rifiuto. La pellicola termoretraibile, si non realizzata con film biodegradabili, spesso diventa un mero rifiuto senza alcuna possibilità di essere differenziato. La domanda da porsi, quindi, è la seguente: la pellicola termoretraibile è sempre necessaria? Le alternative ecologiche alla pellicola termoretraibile  Sempre più consumatori oggi richiedono imballaggi sostenibili per i prodotti che acquistano. Questa tendenza è incoraggiata da una maggior cultura green e dalla più ampia consapevolezza dei danni provocati dal riscaldamento globale e dal cambiamento climatico, dovuti soprattutto a uno stile di vita basato esclusivamente sull’uso e sul consumo. Il riciclo è ormai una realtà a cui i consumatori sono abituati, ma al contempo questi ultimi sono sempre alla ricerca di un prodotto che abbia un packaging che possa essere semplice da differenziare. Per la pellicola termoretraibile, tuttavia, non sempre questo può avvenire. Oltre alla realizzazione di film biodegradabili o realizzati in plastica riciclata che possono essere utilizzati a contatto con gli alimenti, ci si chiede se per il settore Beverage la pellicola termoretraibile sia davvero indispensabile. Per quanto riguarda le bottiglie, l’involucro termoretraibile assolve alla funzione di far trasportare più bottiglie contemporaneamente. Pensiamo ad esempio alla classica confezione dell’acqua, dove le bottiglie sono tenute insieme dall’involucro. In questi casi possono essere adoperate anche soluzioni per il trasporto in altri materiali, come per esempio il cartone ondulato. Questa è la rivoluzione apportata da ECOGRIP. Packaging in cartone: una risorsa sostenibile Con ECOGRIP si apre un nuovo approccio al packaging. Il prodotto è stato elaborato da Blue Box Partners, l’alleanza europea di produttori di imballaggi in cartone a cui Sada e Sandra appartengono grazie alla partecipazione al network Cart-One. Lo scopo era quello di fornire un’alternativa sostenibile per il trasporto delle bottiglie. ECOGRIP offre la possibilità di eliminare il film termoretraibile a favore di una soluzione 100% biodegradabile, proveniente da materie prime riciclate e riciclabile a sua volta.  ECOGRIP è stato concepito in base a una filosofia di Eco - design che evita gli sprechi di materia prima massimizzando i risultati. Può essere personalizzato in base alle esigenze del cliente, aspetto che lo rende particolarmente adatto a rispondere a qualsiasi esigenza riguardante il trasporto agevole delle bottiglie. ECOGRIP è robusto e maneggevole, e una volta utilizzato può essere facilmente conferito dal consumatore finale nella raccolta differenziata. ECOGRIP è un prodotto che vuole imporsi sul mercato come il sostituto ideale delle pellicole termoretraibili utilizzate per il trasporto delle bottiglie. Contatta CART-ONE per saperne di più su questo prodotto e sulle possibilità infinite offerte dal packaging in cartone ondulato.
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seo 14/05/2021 0

Come saranno i cartoni per le bevande del futuro? Progetti e previsioni

Anche il settore del beverage ha bisogno di rinnovare il packaging per venire incontro a quelle che sono le maggiori esigenze in materia di sostenibilità e riciclo.  Nel dettaglio, tra le soluzioni che possono far evolvere il mercato in questa direction troviamo i cartoni per bevande. Questi ultimi rappresentano una soluzione di packaging che coniuga diversi fattori che ne determinano la sostenibilità, tra cui la facile riciclabilità e le basse emissioni di carbonio per proteggere alimenti e bevande, così da consentire un trasporto e un utilizzo sicuri. Come sarà il packaging del futuro riservato alle bevande? Su questo tema si è esposta l’ACE, The Alliance for Beverage Cartons and the Environment, insieme ai suoi membri, tra i quali figurano SIG Combibloc, BillerudKorsnäs, Elopak, Stora Enso e Tetra Pak.  Tutte le forze in campo, infatti, hanno come obiettivo per il futuro la realizzazione di un packaging a base cellulosica sempre più sostenibile, rinnovabile, riciclabile e che abbia il minor impatto possibile sull’ambiente. Mettere in atto questa roadmap richiederà un’azione decisa su tutta la supply chain, al fine di ottenere una produzione correttamente orientata sulla realizzazione di un green packaging. Si dovrà lavorare anzitutto su un approvvigionamento sostenibile e sul recupero e il riciclo dei materiali messi in commercio. Nel dettaglio, nella roadmap stilata si possono evincere i 10 impegni che dovranno consentire una produzione più sostenibile di cartoni per bevande. Raccolta differenziata: il suo ruolo cardine nello sviluppo sostenibile Il primo e ambizioso impegno è quello di raggiungere il 90% della raccolta differenziata, con un tasso di riciclo di almeno il 70% entro i prossimi 10 anni. La raccolta differenziata, se fatta correttamente, può diventare una vera e propria risorsa che riduce la necessità di reperimento di materia prima a base cellulosica vergine, così da acne un’ulteriore attenzione per gli ecosistemi forestali. Strategia di decarbonizzazione: proseguire la lotta al cambiamento climatico Abbiamo già parlato in passato dell’importanza delle strategie di decarbonizzazione, protagoniste di una vera rivoluzione nella lotta al cambiamento climatico.  Anche per il settore del packaging destinato ai prodotti beverage, questo obiettivo è messo nero su bianco attraverso la messa in atto di strategie di decarbonizzazione della catena di produzione e di distribuzione. L’obiettivo è quello di raggiungere la riduzione di 1,5° gradi/centigradi fissata dalla “Science Based Targets initiative”. Previsioni per il 2030: ecco come sarà composto il cartone per bevande Se gli impegni saranno mantenuti non solo dalle aziende, ma anche attraverso provvedimenti politici a livello europeo che mirino a favorire l’innovazione e la produzione sostenibile del packaging e i benefici economici che questi comportano verso le aziende produttrici stesse, allora avremo un packaging per bevande moderno e adatto a rispondere alle esigenze del consumatore moderno. Lavorando con un approccio filiera, si potrà ottenere quindi un packaging con le seguenti caratteristiche: In materiale rinnovabile e/o riciclato nella sua integrità Completamente riciclabile e riciclato Realizzato con materie prime sostenibili e certificate anche nel caso di materia prima vergine Saranno predilette le soluzioni di imballaggio con la più bassa impronta di carbonio Il settore della produzione del packaging per bevande sceglie la via dell’economia circolare e del riciclo per rispondere alle sfide in ambito europeo, così da contribuire al raggiungimento della neutralità climatica a sostegno della tutela della biodiversità e dell’ambiente, pur avendo sempre come obiettivo la salute e la sicurezza dei consumatori.
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seo 22/04/2021 0

Materiali a contatto con gli alimenti: cosa stabiliscono le nuove normative?

Quando si parla di sicurezza alimentare, un aspetto da considerare riguarda anche il packaging. Soprattutto quando si tratta di packaging primario, direttamente a contatto con gli alimenti, è necessario tener presenti la normativa vigente e le varie evoluzioni, al fine di fornire ai propri partner un supporto che sia sempre ai massimi livelli. I produttori di packaging per alimenti, infatti, non solo devono sottostare alle disposizioni nacionais, ma sono tenuti anche a conoscere i regolamenti che sono emanati a livello europeo. Recentemente, infatti, il Reg. (UE) 10/2011 ha subito modifiche attraverso il XV emendamento. L’evoluzione della normativa sui Moca e il packaging per gli alimenti I prodotti destinati al food contact spesso prevedono l’accoppiamento di film plastici e carta. Questi ultimi devono essere conformi alla normativa prima di essere immessi nel ciclo di vendita. Il quadro normativo che si occupa dei materiali e degli oggetti a contatto con gli alimenti - Moca - è abbastanza complesso, e in base all’evoluzione del mercato degli imballaggi e all’introduzione di nuove soluzioni per il packaging, si è andato ad arricchire nel corso del tempo. Nel dettaglio possiamo citare il Reg. 178/2002, attraverso il quale per la prima volta viene introdotto il tema della sicurezza dell’imballaggio nell’ottica della sicurezza alimentare. Altro passo in avanti è rappresentato dal Regolamento Quadro per tutti i Moca attraverso il Reg. 1935/2004. In questo documento, all’articolo 3, è esplicitato un concetto molto importante secondo il quale il packaging a contatto con gli alimenti non deve rappresentare un rischio per il consumatore, e le caratteristiche organolettiche del prodotto devono essere preservate. Con il Reg. 2023/2006 si è posto un focus sulle buone pratiche di fabbricazione. Il regolamento ha lo scopo di normare tutte quelle che sono le azioni che salvaguardano la conformità dei Moca in ogni fase del ciclo di vita: dalla produzione fino all’uso finale. Regolamenti specifici: quali materiali sono oggetto di prescrizioni ad hoc? Le normative europee si arricchiscono di cose regolamenti specifici che riguardano materiali quali la cellulosa rigenerata, la ceramica, i materiali attivi e intelligenti, gli oggetti di plastica e la plastica riciclata. Inoltre sono presenti regolamenti dedicati ad alcune sostanze di partenza, utili per la produzione dei Moca. Gli unici materiali non oggetto di una specifica normativa sono carta e cartone. Gli Stati membri, in questo caso, possono rifarsi alle norme nazionali. Il nuovo Regolamento (UE) 1245/2020 - materiali e oggetti di plastica a contatto con gli alimenti: cosa prescrive la norma? Tra i documenti più completi e complessi c’è sicuramente il Regolamento (UE) 10/2011, che riguarda i materiali e gli oggetti di plastica a contatto con gli alimenti. Il regolamento è stato più volte sottoposto a revisione e modifiche in base ai cambiamenti naturali, nonché alla nuova coscienza ecologica che va prediligendo un packaging più snello, sostenibile e riciclabile. Un ultima modifica, risalente al 2 settembre 2020, è rappresentata dal XV emendamento della Commissione Europea. Tramite questo documento si è voluto puntare sulla restrizione dell’utilizzo di alcune sostanze; pertanto, dell’emendamento, sono presentate le nuove sostanze positive e stabiliti nuovi limiti di migrazioni per altre sostanze. Inoltre, per rendere le restrizioni sull’uso di alcuni materiali più efficaci, il XV emendamento aggiunge e modifica alcune delle modalità e delle condizioni che sono presenti nell’Allegato V e che ponevano il focus sulle prove di migrazione. Il XV emendamento, in sostanza, sostituisce l’allegato II sulle restrizioni per alcuni materiali e anche per gli articoli in plastica. Parliamo in questo caso di metalli e di ammine aromatiche primarie. Il provvedimento ha sostituito anche la Dichiarazione di conformità, o DDC, normata nel punto 6 dell’Allegato IV. Tra i materiali non sicuri sono stati aggiunti altri metalli pesanti rispetto alla lista attualmente in vigore. Tra questi ultimi possiamo annoverare arsenico, cadmio, piombo, mercurio e antimonio. Sono presenti restrizioni per alcuni tipi di plastica e di lantanidi, come lantanio, europio, gadolinio e terbio per le poliolefine. I cambiamenti introdotti, tuttavia, non eliminano i provvedimenti stabiliti in precedenza. Le modifiche, infatti, entrano in vigore sulla produzione e non sui prodotti già immessi sul mercato o presenti come scorta. Il prodotto, per soddisfare tali requisiti, deve essere stato immesso per la prima volta sul mercato il 23 marzo 2021. Come trattare gli imballaggi multistrato e multimateriali? Un’altra problematica che riguarda da vicino anche il settore della produzione e lavorazione della carta è quella che di fatto si riferisce agli imballaggi multistrato e multimateriale. Nel dettaglio l’imballaggio (per quanto riguarda il multistrato) se ha una parte in plastica, e quest’ultima va a contatto diretto con l’alimento, deve avere tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Se lo strato in plastica è separato dall’alimento da una barriera funzionale, allora si possono anche utilizzare altri materiali non presenti nel regolamento, purché non siano cancerogeni, mutageni o tossici. In tal caso i regolamenti europei demandano alle leggi nazionali. CART-ONE da anni ricopre la posizione di leader nel settore della produzione di imballaggi in cartone ondulato. Grazie a un know how orientato all’innovazione e alla ricerca di soluzioni specifiche per ogni cliente, siamo il partner perfetto per supportare le aziende del settore Food & Beverage che vogliono puntare su soluzioni all’avanguardia ed ecosostenibili.
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seo 23/03/2021 0

E-commerce: una nuova era per il packaging

Sono passati esattamente due anni da quando Cart-One e tutti i membri dell’Alleanza Blu Box Partners sono stati certificati FFP. Da quel momento sono cambiate tante cose. C’è stato un balzo in avanti dell’e-commerce packaging di dimensioni tali che nessuno avrebbe potuto prevedere.  Durante l’ E-pack-Europe, evento che si è tenuto online il 9 e 10 dicembre 2020  è stata fatta una fotografia  precisa della situazione,  analizzando i nuovi scenari e le nuove tendenze. Il business dell’E-commerce – il nuovo processo d’acquisto del cliente Il mondo è in continua evoluzione. Con l’entrata in scena del mondo digitale il processo d’acquisto del consumatore  è stato completamente rivoluzionato.  Gli strumenti messi a disposizione da internet hanno modificato le abitudini. I consumatori non si rivolgono più solo al negozio fisico ma, in parallelo, a più canali di vendita (siti internet, applicazioni, media, marketplace). Questo zigzagare continuo ha reso più complesso e vario il customer journey moltiplicando i potenziali touchpoint. È cambiato il modo in cui si decide dove e cosa comprare. In un negozio fisico siamo più guidati dagli stimoli visivi e dagli impulsi. Gli acquisti online invece sono influenzati dalle recensioni, dalla reputazione che il brand ha saputo costruirsi e dalla sicurezza che deriva dalla reputazione. La fase di ricerca è la fase più importante, dove si gioca tutto. Google la chiama ZMOT (Zero Moment of Truth) Momento Zero di Verità , quello in cui il potenziale cliente interagisce con l’azienda e di conseguenza ha la classifica di creare o modificare la propria opinione rispetto ad essa, al brand, al prodotto. Il Primo Momento di Verità (FMOT) è il primo contatto col prodotto, il ricevimento del pacco, la fase “wow”. Il momento in cui il packaging arriva a casa del consumatore, viene aperto per rivelare il contenuto. Spesso questa fase è oggetto di video amatoriali, postati in rete e visionati da milioni di consumatori. Il prodotto e il suo packaging sono i protagonisti. Il Secondo Momento di Verità (SMOF) è l’utilizzo vero e proprio del prodotto che si svolge tra le mura domestiche. The Ultimate moment of Truth (UMOT) è l’istante in cui il cliente crea un contenuto, sia esso un post, un blog, una recensione, sulla base della sua esperienza di utilizzo da divulgare in rete. In questo modo l’UMOT di un cliente diventa il ZMOT  di molte altre persone.  In questo viaggio il packaging e-commerce gioca un ruolo sostanziale ed entra in gioco durante la fase FMOT  quando il consumatore vede il prodotto per la prima volta.  Come tale, diventa una delle risorse chiave del marchio e rappresenta uno dei fattori di successo della vendita. Ecommerce packaging – la catena di fornitura e la catena del valore Il prodotto confezionato venduto online percorre una lunga strada e viene intercettato e manipolato più volte. La vera sfida è riconoscere i punti su cui è possibile intervenire per creare un vantaggio competitivo. Il pacco può essere movimentato fino a 20 volte di più rispetto all’imballo di un prodotto destinato alla vendita in negozio. Questo significa che il box design per l’e-commerce packaging è notevolmente più complicato, ma è anche una delle componenti più importanti per una strategia di marketing: Ecommerce business - "la pandemia e la nuova normalità"  Studi recenti, da più fronti, rivelano che l’anno appena trascorso ha contribuito a modificare parecchio le abitudini dei consumatori. Le restrizioni causate dalla crisi sanitaria, l’aumento del tempo passato in casa a stretto contatto con dispositivi elettronici e la rete internet hanno dato un’impennata all'ecommerce business.  Se da una parte il settore dei servizi, del trasporto, del ticketing,  del turismo ne è uscito penalizzato, dall’altra tutte le tipologie  dei beni di consumo venduti online e quindi, imballati, hanno aumentato i volumi dell'ecommerce packaging. Ecommerce - profili e aspettative dei principali stakeholder  All'evento E-pack Europe, il moderatore Jim Chrzan (VP Content and Brand Strategy di PMMI Media Group) ha fatto alcune osservazioni interessanti nel suo discorso di apertura:   - Il 75% dei produttori di marchi sta apportando modifiche al packaging secondario   -  Il 40% dei produttori di marchi sta prendendo in considerazione modifiche all’imballo primario  L’imballo ha poi significati diversi per ciascun destinatario della Catena del Valore:  1. Il cliente finale  Come deve essere l’imballo per il consumatore finale? Per il cliente l’apertura della confezione rappresenta il momento clou.  Spesso questo momento – effetto wow- diventa oggetto di una recensione. Su Youtube sono milioni i video con la parola unboxing nel titolo. Il packaging, quando è fatto bene, contribuisce a soddisfare l’aspettativa e influisce positivamente sul "Momento finale della Verità". Ogni recensione positiva di un consumatore diventa potenzialmente  il momento zero del processo di acquisto di un altro consumatore. Secondo questa logica il packaging secondario ha la stessa importanza del packaging primario. 2. Rivenditore/Logistica Quali sono i benefici che l‘imballo può portare al rivenditore e alla logistica? - può contribuire ad aumentare l'efficienza della fase di confezionamento.  - può ridurre l'incidenza dei danni dovuti alla spedizione, migliorando la protezione del prodotto.  - se progettato correttamente, senza essere sovradimensionato, può ridurre al minimo la quantità di rifiuto e il volume di trasporto.  3. Proprietario del marchio  Cosa dovrà avere a cuore l’azienda produttrice?  - Soddisfare i requisiti dei consumatori e dei rivenditori. - Farsi promotore di soluzioni di imballaggio intelligente.  - Aumentare le soluzioni omnichannel per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente e trasmettere sicurezza verso il brand.  Il packaging è una componente importante della strategia di marketing e del servizio che si vuole offrire al cliente. I clienti a volte giudicano il valore o la qualità del prodotto solo con uno sguardo. La tendenza è quella di mettere il packaging primario, secondario e terziario sullo stesso piano, in modo da soddisfare le aspettative del cliente e promuovere i brand.  Come deve essere un e- packaging per soddisfare le esigenze del consumatore finale  e degli stake holders?  Sostenibile Il consumatore è sempre più attento alla sostenibilità ambientale e sempre di più informato. Utilizzare materiale riciclabile al 100%, facilmente conferibile alla raccolta differenziata, come il cartone, è una scelta vincente. Se poi l’imballo è monomateriale renderà la fase finale dell’esperienza d’acquisto ancora più fluida. Robusto, facile da aprire e salvaspazio La robustezza dell’imballo è un prerequisito ed è indispensabile per consentire al cliente di ricevere il prodotto integro. È però anche molto importante che l’imballo sia facile e veloce da aprire e che non sia sovradimensionato in modo da ridurre al massimo i costi di trasporto e da non pesare eccessivamente sulla raccolta dei rifiuti domestica. Personalizzato È molto importante che il pacco conferisca la giusta visibilità al prodotto.  "The first moment of truth" ne risulterà certamente potenziato se l’e-packaging saprà essere all’altezza della situazione. Nel caso dovesse capitare di essere protagonista insieme al prodotto di un video destinato ad essere postato in rete e visualizzato da milioni di persone, è fondamentale che marchio ed eventualmente pay-off siano ben visibili. Riutilizzabile  Chi compra online sa di poter rendere al mittente il prodotto acquistato per qualsiasi motivo: un difetto, un guasto ma anche solo semplicemente perché non piace e si è rivelato un acquisto sbagliato. Poter utilizzare lo stesso imballo dentro al quale lo si è ricevuto è una gran comodità. Una progettazione che tiene conto di questa necessità può fare la differenza.  Se il packaging poi è fatto bene ed esteticamente valido il cliente è propenso a conservarlo e a riutilizzarlo per altri scopi.  Cart-One, l’alleanza di due aziende Sandra e Antonio Sada & Figli che lavorano allineate e con l’unico obiettivo di soddisfare il Cliente è pronta ad affrontare le sfide di questa “nuova normalità” . Contattaci, il nostro team è a tua disposizione.
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seo 23/02/2021 0

Packaging protagonista del commercio elettronico

Il packaging ha acquisito negli ultimi mesi un’importanza crescente in corrispondenza dell’incremento dei consumi derivati dall’acquisto di beni online. La recente epidemia di Covid-19 ha avvicinato anche i più scettici, dando un impulso agli acquisti tramite le piattaforme digitali. Moda, cosmesi e alimentari, ma anche attrezzature sportive e prodotti di intrattenimento sono stati acquistati online con maggior frequenza, magari superando quella barriera di scetticismo che riguardava il commercio elettronico. A una maggiore richiesta di spedizioni è corrisposta una maggior necessità di imballaggi che potessero sopportare i vari settori industriali. In tal senso, il packaging è diventato vero e proprio protagonista di questo periodo. La competitvità di un e-Commerce non si fonda solo sulla qualità del prodotto, ma anche e soprattutto su come si conclude il percorso di acquisto. Tralasciando i servizi di pre e post vendita, un utente si aspetta che la sua consegna arrivi in tempi veloci e in maniera integra. Tutte queste istanze dovevano essere accompagnate anche da un altro fattore, ossia la sostenibilità. Secondo le stime fornite da Netcomm, solo in Italia si generano 20 milioni di consegne mensili derivanti dall’e-Commerce. Il flusso di imballaggi è notevole, e proprio questo gettito di imballaggi può rappresentare un’opportunità per la filiera del riciclo. Il packaging: la necessità di un prodotto sostenibile Il packaging utilizzato generalmente nella filiera logistica è costituito da scatole americane in cartone ondulato, anche se, per gli oggetti di dimensioni più contenute, possono essere impiegate delle buste in carta o plastificate, oppure con una speciale imbottitura nel caso di oggetti più fragili. Le aziende che si sono rivolte ai propri clienti tramite il commercio online si sono dovute quindi porre il problema di quale potesse essere la miglior soluzione per spedire i propri prodotti in maniera tale che potessero arrivare integri a destinazione. A un aumento degli acquisti online corrisponde, di conseguenza, un aumento degli imballaggi immessi in circolo, ma tutto ciò non si deve tradurre necessariamente nella creazione di un rifiuto.  In tal senso, se per l’imballaggio primario poco è cambiato, nel senso che le aziende che avevano intrapreso dei passi verso l’adesione a sistemi di produzione e distribuzione nell’ottica della circolarità hanno continuato per questa strada, per quanto riguarda l’imballaggio secondario la situazione è ben diversa. Il problema è stato quello di trovare una strategia che conciliasse la tutela ambientale e degli ecosistemi forestali, il minor uso possibile di materiali di imballaggio e allo stesso tempo limitare l’uso della plastica.  La risposta consiste nel privilegiare i prodotti provenienti dalla filiera del riciclo, al fine di attuare una strategia rispettosa dell’ambiente. Il cartone ondulato è risultato il candidato perfetto per assolvere a tutte queste necessità proprio perché biodegradabile, resistente e riciclabile, ma anche realizzato a sua volta con materie prime provenienti dalla filiera del riciclo. L’importanza dell’utilizzo di imballaggi in cartone ondulato Secondo le percentuali raccolte dalla Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio relative al settore del packaging, si è concluso che il 92% degli ordini viene spedito in imballaggi di cartone ondulato. Tramite questo materiale si possono produrre diverse tipologie di scatole, dalle dimensioni più grandi a quelle più piccole, che possono essere utilizzate sia nella catena di confezionamento manuale che in quella automatizzata. Per gli oggetti più piccoli, come prodotti di cancelleria, libri, videogames ecc. è diffuso l’uso di buste rigide in cartone ondulato. Si stima che nel 2019 siano state 293.000 le tonnellate di cartone ondulato utilizzato per la produzione di scatole per spedizioni. Dopo l’uso la maggior parte degli imballaggi viene destinata alla filiera del riciclo, alimentando la produzione di nuovo cartone.  In Italia gli imballaggi recuperati raggiungono una percentuale dell’80% ponendo il Paese in anticipo rispetto alle direttive europee, che richiedono entro il 2030 di raggiungere la soglia dell’85% di recupero.  CART-ONE è il partner ideale per le aziende che operano anche nell’ambito del commercio digitale ed hanno la necessità di realizzare un packaging personalizzato per la spedizione dei propri prodotti. Contattaci per scoprire le nostre proposte.
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seo 22/01/2021 0

Cosmesi e packaging sostenibile: un trend in continua crescita

Le scelte di acquisto dei consumatori sempre più spesso sembrano essere influenzate dal packaging, in particolar modo quando si tratta di prodotti con packaging sostenibile. La conferma proviene dalla ricerca condotta da Nomisma, dal titolo “Packaging speaks green”, a cui è stato dedicato un forum attraverso il quale sono stati esposti i risultati. La consapevolezza dei consumatori e la sensibilità dimostrata per le tematiche green costituiscono ad oggi un fatto di cui bisogna tener conto, se si desidera dotare i propri prodotti di un appeal superiore. La percezione della sostenibilità può condizionare gli acquisti? Gli sforzi verso una politica di sostenibilità devono essere evidenti per il consumatore: secondo la ricerca, infatti, solo il 4% degli utenti ritiene che le aziende facciano scelte mirate in tal senso, e la percentuale si abbassa di un punto quando si parla di processi industriali. La situazione in Italy ci parla di un considerevole ritardo, da parte delle aziende, nell'intraprendere azioni concrete mirate alla sostenibilità e alla creazione di un packaging ecologico, elemento che rientra nel novero delle attività che dovrebbero essere considerate e far parte delle best practice adottate da ogni realtà imprenditoriale. Basti pensare che il 46% degli italiani fa ricadere la propria scelta su prodotti con packaging riciclabile e con un basso impatto ambientale. Questo comportamento riguarda principalmente i prodotti per la persona e per la casa. Il settore della cosmesi e packaging sostenibile Il settore della cosmesi sembra essere particolarmente coinvolto in questa rivoluzione, fatta da consumatori che richiedono prodotti con il minor impatto ambientale possibile, ma anche confezioni green biodegradabili, riciclabili o compostabili. Come è ben noto, il design afferente alla sfera del Beauty ha sempre puntato anche sul packaging per accrescere l’appeal del prodotto. Dal colore alla silhouette della confezione, il packaging diventa vero e proprio marchio di fabbrica, il veicolo attraverso il quale si può riconoscere il prodotto a prima vista senza bisogno di leggerne il nome. Come abbiamo visto, le nuove abitudini ed esigenze dei consumatori stanno cambiando anche il settore Beauty, non solo adattando le proprie formule cosmetiche a favore di prodotti maggiormente sostenibili, ma anche trasformando il packaging per ridurre gli sprechi. L’importanza del settore cosmetico nell’ambito dell’economia nazionale e la necessità di una maggior attenzione al packaging L'azienda cosmetica rappresenta un settore strategico nell’economia del nostro Paese. Se da un lato i trucchi e le creme Made in Italy conoscono una buona diffusione sul tutto il territorio nazionale, dall’altro lato il settore è in attivo anche per quanto riguarda le esportazioni. La pandemia di Covid-19 ha cambiato le abitudini di utilizzo dei prodotti cosmetici. Dopo un calo fisiologico delle vendite, si è passati a un cambio di interesse verso determinati prodotti. Inoltre, sono aumentate le richiesta di prodotti a connotazione naturale e l’attenzione ai nuovi canali, per esempio l’eCommerce, che ha avvicinato nuovi consumatori all’acquisto di prodotti. Il settore non si è fermato nel corso della pandemia; tuttavia, alcuni stabilimenti hanno riconvertito parte della produzione per la produzione di prodotti igienizzanti e per la fabbricazione di gel. E proprio l’avvento del Covid-19 ha creato una nuova consapevolezza nel consumatore, come sostiene Clare Henningan, che riveste la carica di senior beauty analisti in Mintel. Con la pandemia si è registrato un incremento delle richieste di prodotti clean e sicuri, senza ingredienti tossici e con una filiera dal basso impatto ambientale. In questo scenario entra in gioco anche il packaging. Le generazioni digitalizzate sono quelle cresciute con valori di stampo ecologico maturati attraverso percorsi di studi, effettuando la raccolta differenziata e mostrando attenzione verso la scelta di prodotti che abbattano il peso del packaging in termini di sprechi e quantità di materiali utilizzati.  La scelta è orientata verso prodotti con packaging eco-friendly, che seguano cioè un ciclo produttivo etico. Questa tendenza dovrebbe essere attestata anche nel corso del 2021 sperando in una ripresa convincente dei consumi, purché siano vissuti in ottica sostenibile. Per realizzare il packaging personalizzato per i tuoi prodotti, CART-ONE offre idee e soluzioni dal basso impatto ambientale, ecosostenibili e mirate a offrire performance pienamente soddisfacenti per la realizzazione di imballaggi sia primari che secondari.
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seo 11/01/2021 0

Packaging di lusso: le previsioni del mercato futuro.

Il packaging per il segmento del lusso è costruito e progettato per trasmettere i valori dei brand puntando su eleganza e innovazione.  Ad oggi, l’avvento di una nuova sensibilità riguardante l’inquinamento e la produzione dei rifiuti, nonché le mutate abitudini di acquisto dei consumatori e il maggior ricorso agli store online, hanno dato al settore nuovi stimoli, offrendo la possibilità ai designer di sperimentare nuove soluzioni. In quest’ottica, Packaging Première ha promosso una ricerca volta a comprendere l’evoluzione delle tendenze qualitative che si stanno delineando nei comparti di utenza del packaging. Con l’avvento della pandemia è stato riscontrato un rinnovato interesse per il Made in Italy, sia a livello di consumo interno che per quanto riguarda il mercato estero. In tal senso, il packaging ha avuto il compito di trasferire quei valori che iconicamente sono legati alle produzioni di eccellenza del nostro Paese, come l’eleganza e la tradizione, ma anche innovazione e originalità. Il packaging utilizzato dai brand che operano nel settore del lusso è sempre stato fortemente identificativo del marchio. Quali sono le caratteristiche del packaging di lusso? Il cliente, pertanto, si riconosce in quello specifico prodotto a partir proprio dal confezionamento. Pensare a declinazioni del packaging differenti da quella consueta può essere dannoso a livello di riconoscimento dei tratti distintivi del prodotto.  Questa strategia, pertanto, può essere utilizzata solo a scopo celebrativo, ad esempio in occasione di un anniversario o di una limited edition. Tuttavia, non tutti i prodotti si prestano a questa tipologia di operazione. Oltre al desiderio di ottenere un packaging personalizzato e riconoscibile, allo stesso tempo le aziende richiedono la realizzazione di progetti che abbiano come scopo la salvaguardia dell’ambiente, coniugando l’uso di materiali riciclati con un risparmio in fase di immissione e con il consumo degli stessi. Inoltre, per quanto riguarda la fruizione del prodotto da parte del consumatore finale, possiamo notare che in Europa viene privilegiata l’interazione sensoriale tra packaging e consumatore stesso.  Questo aspetto è evidente anche nella differenza d’approccio al colore, preferendo una gamma di sfumature che reca nella propria essenza il concetto naturalità, come accade, per esempio, per i prodotti della filiera alimentare. Quali sono le prospettive che influenzano la produzione del packaging di lusso? Con l’avvento della pandemia la platea di utenti che si sono rivolti al commercio online per la soddisfazione delle proprie necessità è aumentato. Questa tendenza potrebbe stabilizzarsi nel corso dei prossimi anni. Se nel passato le sensazioni tattili riguardanti il materiale di composizione del packaging potevano costituire un’ulteriore attrattiva, ora bisogna concepire il packaging con un’estetica in grado di coinvolgere il potenziale acquirente attraverso lo schermo. La ricerca di una nuova estetica andr&à di pari passo con la necessità di preservare le caratteristiche funzionali. In tal senso, vista anche la maggior sensibilità dei consumatori verso le tematiche che riguardano l’ambiente, sarà cura dei designer proporre soluzioni che prendono vita da materiali di recupero, facilmente smaltibili una volta immessi nel circuito di fruizione. Il packaging del futuro sarà user- friendly, adatto a contenere i costi, grazie all'alleggerimento della materia prima e al conseguente abbassamento dei costi di trasporto. Le nuove tendenze del packaging di lusso. Come abbiamo accennato, il packaging è progettato anche sulle abitudini del consumatore. Se un tempo le finiture lucide erano sinonimo di prestigio, ora sono destinate principalmente ai mercati esteri come Russia ed Emirati. Si tende a preservare lavorazioni che presentano dettagli importanti che possano restituire delle piacevoli sensazioni tattili. Allo stesso tempo si cerca di limitare o di eliminare l’uso di imballaggi multimateriale, per evitare di integrare carta e plastica. Per quanto riguarda la stampa, si parla di uno snellimento dei costi attraverso l’uso delle nanotecnologie, che in Italia non hanno ancora trovato impiego. Infine, i progressi tecnologici consentono di ottenere imballaggi di carta e cartone ricavati da fonti di rinnovabili o da scarti di lavorazione, che subiscono processi in grado di rendere il packaging robusto. Per la realizzazione di packaging in cartone ondulato personalizzato ottenuto attraverso processi sostenibili, scopri le proposte di CART-ONE.
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seo 10/12/2020 0

Come è cambiato il decreto sulle etichette degli imballaggi

Negli ultimi tempi è stato modificato il decreto, vigente dal 2006, in termini di etichettatura degli imballaggi. Dalla fine di settembre 2020, i produttori italiani rischiano una sanzione per la mancata o manchevole marcatura degli imballaggi.  Tale provvedimento ha creato non poche difficoltà al settore della produzione e al settore della stampa, che si dovrà adattare in breve tempo alle novità normative imposte. Nel dettaglio il cambiamento del decreto è stato effettuato in seguito alla direttiva europea emanata nell’anno 2018 sull’economia circolare, e dopo il quale è stato promulgato, di conseguenza, nel nostro Paese il decreto legislativo n. 116 del 3 settembre 2020, quest’ultimo entrato poi in vigore il 26 settembre. Che cosa prevede la nuova normativa? Il vantaggio principale della nuova normativa risiede nel fatto che dovrebbe facilitare la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero, nonché offrire ai consumatori informazioni chiare sulle destinazioni finali.  Tuttavia, sul piano pratico il nuovo decreto stabilisce che la mancata marcatura dell’imballaggio è da attribuire al produttore e il provvedimento dovrebbe avere applicazione con effetti immediati.  Questo aspetto mette in difficoltà i produttori di imballaggi, che non hanno avuto il tempo sufficiente per conformarsi alla normativa e simultaneamente non hanno avuto il tempo di smaltire le scorte e rivedere con i propri clienti le modalità attraverso le quali ripensare il packaging. Con il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 226 dell'11 settembre 2020, ed entrato in vigore il 26 settembre 2020, sono state stabilite anche le sanzioni pecuniarie riguardanti la mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi. Tale normativa nasce dalla necessità di adeguarsi alle decisioni del Parlamento e del Consiglio Europeo affinché sia possibile tendere a un’economia circolare. In questo modo gli Stati membri potranno attivarsi per preservare le risorse che possono essere recuperate, stabilendo gli obiettivi da raggiungere al 2025, con il recovery di almeno oltre della metà dei rifiuti urbani, mentre per gli imballaggi è necessario arrivare almeno alla soglia del 65%. Quali sono i cambiamenti principali rispetto al passato? Rispetto alla normativa passata è stata apportata una modifica all’articolo 219, che riguarda i criteri informatori dell'attività di gestione dei rifiuti di imballaggio afferenti al decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152. In particolare, sono state modificate alcune parole del comma 5, che nella precedente versione esprimeva il seguente concetto: "Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell'Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. Il predetto decreto dovrà altresì prescrivere l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio da parte dell'industria interessata, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione." In seguito, non è mai stato emanato un decreto attuativo che avrebbe dovuto esplicitare tempi e modi delle nuove procedure. Dal 2006, infatti, si è sempre fatto riferimento a qualche indicazione su come gli imballaggi dovessero essere marcati, senza mai mettere in atto alcun provvedimento a riguardo, che potesse uniformare l’intero mercato. Il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116 ora prevede che il decreto attuativo è sostituito dalle norme tecniche UNI applicabili, oltre a specificare che: “I produttori hanno, altresì, l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.” Quali sono i problemi derivanti dai cambiamenti? In assenza del decreto attuativo, bisogna prendere come riferimento le norme tecniche UNI applicabili e l'obbligo di indicare le informazioni relative all'imballaggio ai produttori, con efficacia immediata.  Con la definizione dell’obbligo, sono state introdotte anche le sanzioni amministrative per i produttori trasgressori della norma. Tutto questo, tuttavia, porta scompiglio nel mondo degli imballaggi, introducendo soprattutto una serie di problematiche a cui il governo è chiamato a rispondere con maggiore efficacia. La normativa, infatti, così come imposta, mette in difficoltà i produttori che: Non hanno avuto il tempo per lo smaltimento delle scorte. Non hanno avuto il tempo per modificare gli impianti per lo scopo, lavoro per il quale occorrono 3-4 settimane, in particolare per il rifacimento e l’approvazione delle matrici di stampa e la stampa stessa delle etichette. Senza le dovute deroghe si dovrebbero rifare i packaging dei prodotti che una volta confezionati prevedono un periodo di stagionatura (es. vino e formaggi). Manca una legenda chiara ed esplicativa che indichi i simboli di applicazione. Mancano indicazioni precise riguardo la grandezza e l’ingombro dei simboli sul packaging. La normativa di riferimento (CE) 97/129 risulta incompleta, perché prevede solo alcuni materiali ma non tutti. Mancano le tempistiche per ripensare i progetti di packaging già in corso. In tal sense, anche su iniziativa di Confindustria, sono stati richiesti al Ministero dell’Ambiente dei correttivi che offrano la possibilità agli stampatori di smaltire le scorte e adattare gli impianti di stampa. La trattativa è appena cominciata, con le segnalazioni raccolte da Confindustria in un documento inviato il 14 ottobre 2020, attraverso il quale si vuole fare luce sulle difficoltà e sulle criticità all’interno del settore.  Sicuramente è auspicabile una soluzione che consenta di favorire un compromesso ragionevole, che porti le aziende ad adeguarsi seguendo regole certe e definite sia per quanto riguarda la produzione degli imballaggi di cartone, che di altra tipologia. Intanto, per ovviare alle problematiche esposte, Conai ha messo a disposizione una serie di linee guida e un tool operativo, consultabile all’indirizzo e-tichetta.org, con lo scopo di fornire delle indicazioni per la marcatura degli imballaggi. Seppure messi a disposizione da un ente riconosciuto a livello nazionale, gli strumenti proposti dal Conai non sono ancora validati ufficialmente dal Ministero. In tal senso, è stata istituito l’indirizzo email epack@conai.org per offrire all’utenza la possibilità di inviare le proprie segnalazioni ed esprimere i propri dubbi. Qualora si utilizzino questi strumenti, è importante informare i propri clienti della provvisorietà degli stessi. Tale consiglio è raccomandato dal momento in cui il Ministero potrebbe richiedere eventuali adeguamenti e fornire nuove indicazioni, che richiederebbero un nuovo adattamento degli impianti di stampa e nuovi costi da sostenere.
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seo 03/12/2020 0

Packaging sostenibile - ECOGRIP l'alternativa in cartone ondulato alla pellicola termoretraibile

Come abbiamo più volte evidenziato negli articoli del nostro blog, il settore del packaging è in continua evoluzione, alla ricerca di soluzioni sostenibili che riguardino non solo la filiera di produzione ma anche quella del recupero e del riciclo. Trovare un'alternativa alla plastica monouso  Consumatori, produttori e rivenditori sono alla ricerca di soluzioni per il packaging che prescindano dalla plastica monouso, e sostengono alternative di imballaggio sostenibili.  Come apprendiamo dai dati ricavati da diverse fonti e dai provvedimenti legislativi varati a livello europeo negli ultimi anni, possiamo scattare la seguente istantanea della situazione: - CONSUMATORE FINALE E PROPRIETARI DI BRAND: Le persone vogliono impegnarsi e contribuire al cambiamento scegliendo imballaggi biodegradabili (Fonte: Open Innovation Manager -FMCG)  - REGOLAMENTI LEGISLATIVI: dal 1° gennaio 2021 ci sarà una nuova "tassa sulla plastica" di 0,80 EUR per chilogrammo di rifiuti provenienti da imballaggi che non vengono destinati alla filiera del riciclo.  - VENDITA AL DETTAGLIO: i rivenditori stanno iniziando a rifiutare articoli con imballaggi in plastica monouso dai loro negozi (Fonte: Packaging Engineer - FMCG). Nonostante ci sia un impegno costante, sia da parte della società civile che delle industrie, e sebbene i tassi di riciclaggio siano aumentati, soprattutto per quanto concerne il riciclo di bottiglie e contenitori, la maggior parte degli imballaggi secondari, come l'involucro termoretraibile, che rientra nella categoria della plastica monouso, non può essere riciclata. La pellicola termoretraibile, utilizzata per il trasporto delle bottiglie, può essere conveniente da produrre e magari contraddistinguersi per la praticità di applicazione ma, non essendo un material che rientra nella filiera del riciclo, causa un impatto negativo sull'ambiente.  Ogni anno vengono prodotte centinaia di milioni di tonnellate di plastica monouso che finiscono nei nostri oceani e nelle discariche, creando la dispersione di microparticelle che minano la biodiversità ed entrano nella catena alimentare della fauna marina e poi in quella umana. Questo tema ha provocato un dibattito pubblico che ha coinvolto associazioni ed enti attivi nella protezione dell’ambiente, la comunità scientifica e l’opinione pubblica. Questi ultimi hanno richiesto provvedimenti efficaci da parte dei governi per una evoluzione dei sistemi di produzione che possa andare nel segno di un’economia circolare e agire sulla normativa inerente agli imballaggi, così da promuovere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni biodegradabili e sostenibili. L'imballaggio a base di carta attrae i consumatori (e i rivenditori), ma impatta in diversi modi sulla catena di approvvigionamento. Qualsiasi valida alternativa alla plastica monouso deve essere facile da trasportare, facile da maneggiare e facile da riporre.  Tuttavia, le soluzioni proposte devono anche essere adattate con facilità al diverso design degli imballaggi primari. Con così tante bottiglie, dalle forme diverse, presenti tutt’ora sul mercato, qualsiasi soluzione elaborata con un imballaggio a base cellulosica deve essere semplice e funzionale per soddisfare la domanda.  Packaging sostenibile: una delle principali preoccupazioni  Come abbiamo accennato in precedenza, recenti ricerche di settore hanno dimostrato che rivenditori e consumatori richiedono soluzioni di imballaggio più sostenibili, e che questo fattore può essere decisivo anche nelle loro scelte e abitudini di acquisto.  Con l’entrata in vigore della Direttiva UE sulla plastica monouso (SUP), il 3 luglio 2019, si è consolidata l’idea della necessità di ridurre l'impatto sull'ambiente di alcuni prodotti in plastica, tra i quali possiamo annoverare le cannucce, i bastoncini per palloncini e i cotton fioc. Questa normativa ha indotto anche i grandi marchi e produttori a rivalutare le loro strategie di confezionamento del prodotto al fine di cercare alternative sostenibili.  In tal senso, ECOGRIP è una nuova forma di packaging che consente di eliminare la necessità di una "pellicola termoretraibile" di plastica monouso, necessaria finora nel trasporto simultaneo di più bottiglie. L’innovazione principale di ECOGRIP consiste nella possibilità di ottenere un imballaggio biodegradabile al 100% che può adattarsi a qualsiasi tipo di bottiglia utilizzata sul mercato dalle aziende operanti nel settore del beverage.  Packaging sostenibile - ECOGRIP - Caratteristiche principali  Cart-One, all'interno del team di sviluppo di Blue Box Partners, ha svolto numerosi workshop incentrati sul cliente e test in loco per garantire le prestazioni di questo tipo di imballaggio.  Lo scopo è stato quello di ottenere una soluzione biodegradabile, ma allo stesso tempo all’altezza di soddisfare le esigenze dei brand partner distribuiti in tutta Europa. Tutto questo è stato possibile grazie all’esperienza, alla ricerca continua e a un team di lavoro capace di approcciare alle tematiche riguardanti il packaging sostenibile in maniera innovativa.  ECOGRIP, pertanto, è progettato per essere flessibile e pratico. Non importa quali tipologie di bottiglia o tappo siano coinvolte, o quante bottiglie debbano essere imballate: ECOGRIP sarà sempre compatibile. Questo tipo di soluzione, infatti, coniuga adattabilità, facilità d’uso e biodegradabilità. Nel dettaglio, tra le caratteristiche principali troviamo: Concept completamente adattabile, progettato per adattarsi a qualsiasi collo di bottiglia o tappo indipendentemente dal diametro. Soluzioni disponibili per confezioni di plastica monouso da 4, 6 o 8 bottiglie da 0,33 a 1,5 litri. Possibilità sia manuali che meccanizzate per garantire automazione e occultamento di codici a barre (grazie alla nostra partnership con uno dei più grandi costruttori di macchine).  Design ergonomico che lo rende facile da maneggiare. Personalizzabile con qualsiasi tipo di tecnologia di stampa. Registrato presso un i-DEPOT europeo. ECOGRIP: tutti i vantaggi  ECOGRIP è un concept di packaging adattabile e sostenibile. Facile da produrre su larga scala, offre anche numerosi vantaggi:  Incentiva le vendite attraverso un design accattivante e innovativo. Facile da impugnare e facile da riporre - le singole bottiglie possono sganciarsi facilmente. 100% realizzato da fonti riciclate e riciclabile a sua volta. Confezione completamente biodegradabile. Un team di tecnici esperti europei è felice di lavorare al fianco dei clienti per fornire ulteriore supporto per esigenze specifiche. Con l’avvento di ECOGRIP, Cart-One cerca di costruire relazioni a lungo termine con clienti, brand e produttori. La mission aziendale è di offrire alle future catene di approvvigionamento una soluzione completamente compatibile con un’esigenza di sostenibilità del packaging.  ECOGRIP, nel contesto produttivo attuale, rappresenta una tecnologia di confezionamento biodegradabile di grande efficacia: un prodotto robusto, semplice e sostenibile, pronto per l'applicazione rapida e su larga scala.  La mission aziendale è quella di offrire ai rivenditori e consumatori la certezza che gli acquisti effettuati siano imballati in modo responsabile, non solo oggi, ma sempre. Cart-One, grazie alla continua ricerca e all’evoluzione dei prodotti, porta un reale valore per il cliente. Come parte dell’alleanza paneuropea Blue Box Partners, il team di lavoro offre esperienza ed intelligenza collettiva, fornendo soluzioni locali a problemi globali. Proprio l’esperienza maturata nel tempo con il contatto con player dislocati in diversi Paesi in tutta Europa fa sì che l’azienda ricopra una posizione ideale per offrire ai clienti prospettive più ampie nell’ambito della creazione di packaging personalizzato e sostenibile. La metodologia d’approccio a ogni esigenza rende il team di lavoro propositivo e in grado di lavorare con i clienti per sviluppare soluzioni di imballaggio che non solo risolvano i loro problemi attuali e relativi alla plastica monouso, ma che siano anche sostenibili e rispettose dell'ambiente. Per saperne di più su ECOGRIP contatta il nostro team attraverso la sezione contatti.
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seo 20/11/2020 0

Packaging e Riciclo: tra prospettiva e realtà

Uno degli argomenti più “caldi” di quest’ultimo periodo è sicuramente quello riguardante le prospettive del riciclo e del recupero del packaging. Se in un primo momento la pandemia di COVID-19 ha avuto effetti benefici sull’ambiente, con il tempo questo risultato potrebbe essere facilmente compromesso dalla produzione di nuovi rifiuti non riciclabili: parliamo ovviamente di mascherine monouso e guanti di plastica, spesso abbandonati per strada dopo l’utilizzo. Ancora una volta è necessario quindi ripensare i nostri stili di vita, al fine di portare giovamento all’ambiente e all’intera comunità. Che cos’è il packaging sostenibile? Il packaging sostenibile non è solo una confezione riciclabile, ma un prodotto concepito e progettato risparmiando sulla materia utilizzata per favorirne il riciclo e il recupero attraverso azioni specifiche, che possono rappresentare diversi vantaggi nell’ottica della tutela dell’ambiente e di un risparmio nei processi produttivi.  Possiamo affermare che nell’ottica dei consumatori, la carta e il vetro sono gli imballaggi per eccellenza: approfittando di questa considerazione, bisogna incentivarne il recupero e riciclo. In particolare, secondo le indagini di TwoSides e di OnePoll per conto DS Smith, la carta è riconosciuta, a livello di percezione generale, proprio per la sua sostenibilità, riciclabilità e biodegradabilità. Perché è importante sostenere il riciclo della carta? La carta, così come il cartone, ha un valore intrinseco, essendo un prodotto naturale di origine vegetale, ma ha anche una sua valenza legata alla capacità di riciclo. La percentuale recuperata, infatti, consente di sfruttare al meglio le riserve forestali e di gestire il patrimonio verde in maniera sostenibile. L’impegno profuso dalle aziende, ma anche dal semplice cittadino, per il recupero della carta, è stato fino ad ora significativo: così, grazie alle azioni intraprese dal Conai e da Comieco, si è passati dall’essere importatori di carta da riciclare ad esportatori. A che punto è il riciclo della carta in... Italia? L’Italia ha raggiunto un traguardo importante a livello europeo, vantando il secondo posto per tasso di riciclo pro capite. Se negli anni Novanta veniva riciclato solo un imballaggio su tre, oggi la percentuale è salita al 71%, di cui distinguiamo un 81% relativo ai soli imballaggi di cartone. Con queste stime così importanti, che ci rendono vicini alla soglia dell’85% (obiettivo da raggiungere entro il 2030 secondo le direttive europee), è chiaro che non bisogna intervenire solo sul piano del riciclo sostenibile, ma anche nella progettazione di imballaggi a impatto ambientale ridotto. Il design del packaging non deve essere solo riciclabile, ma va proprio pensato per essere riciclato: in questo modo sarà possibile favorire anche il miglioramento della qualità del rifiuto recuperato. La raccolta differenziata deve essere pensata, con estensione a tutti i materiali riciclabili, al funzionamento della filiera. In tal senso, soprattutto per i materiali poliaccoppiati, che abbinano alla carta materiali plastici, è necessario offrire al consumatore indicazioni chiare e semplici su come separare e smaltire questa tipologia di packaging. Sempre più spesso si parla di “packaging parlante”, che possa offrire cioè tutte le informazioni necessarie per il corretto riciclo, anche servendosi delle più moderne tecnologie, come ad esempio l’app a realtà aumentata sviluppata dal Conai in partnership con Tecnoalimenti. Ma l’Italia si dimostra all’avanguardia anche per quanto riguarda le strategie e le tecniche per recuperare gli imballaggi poliaccoppiati. Un altro traguardo da raggiungere è la capacità di approfondire e specializzare ulteriormente la raccolta differenziata attraverso la divisione tra carta e cartone rispetto ai contenitori di bevande o altri di simile fattura. Agendo in questo modo, si possono differenziare i percorsi logistici e inviare i rifiuti ai centri specializzati per il trattamento e il riciclo. EcoDTool il nuovo progetto Conai per un design sostenibile Il Conai si è fatto promotore del progetto EcoDtool per favorire la ricerca di un design sostenibile del packaging. Si tratta di uno strumento scientifico di analisi semplificata che misura l’impatto ambientale.  I fattori tenuti in considerazione sono il consumo di energia e acqua e le emissioni CO2 correlate alla produzione. La seconda fase riguarda il training per l'allenamento, che attraverso lo studio del ciclo di vita dell’imballaggio e le azioni di miglioramento ne promuove la sostenibilità. Infine, si introducono altri due fattori molto importanti nel fine vita, che prendono in considerazione la materia prima seconda che può essere generata in base alla variazione di un indicator di circolarità che fa riferimento al riutilizzato, alla riciclabilità e al contenuto di riciclato. In tal senso, CART-ONE ha adottato una filiera che privilegia la produzione e la minimizzazione dello scarto attraverso processi che minimizzano l’impatto ambientale e che adottano soluzioni per il riciclo degli scarti di produzione.
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seo 15/07/2020 0

Imballaggi Settore Ortofrutta: Cartone ondulato, legno e plastica riutilizzabili

Cestelli, vaschette e vassoi in plastica, sacchetti in cartone ondulato, confezioni con retine e packaging sostenibili, rappresentano una parte delle soluzioni impiegate come imballaggi nel settore dell’ortofrutta. Un mondo tanto complesso quanto articolato che si incrocia con una serie di movimentazioni alle quali sono sottoposti i prodotti freschi ortofrutticoli. Numerose le esigenze da soddisfare: dal trasporto dei campi alle aziende ortofrutticole fino ai punti vendita, siano essi mercati all’ingrosso o legati alla grande distribuzione moderna. Qualunque sia il destino di questi prodotti, l’obiettivo primario è fare in modo che arrivino perfettamente imballati e intatti tra gli scaffali del reparto di riferimento. Cartone Ondulato per una migliore conservazione Questo tipo di imballaggio ha ormai raggiunto una quota di mercato del 35% e una produzione di circa 600 milioni di pezzi all’anno. Grazie alla sua elevata flessibilità, sia in termini di conservazione che di trasporto, si tratta di una soluzione che ben si adatta alla filiera dell’ortofrutta. Uno studio condotto dall'Università di Bologna-Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentarie ha rilevato che frutta e verdura, se conservate in imballaggi in cartone ondulato piuttosto che in altre tipologie di packaging, presentano un grado di conservazione superiore del 20%. Leggi anche: Perché (è importante) riciclare il cartone ondulato: i vantaggi Plastica riutilizzabile Il reparto degli imballaggi in plastica si suddivide prevalentemente in due macro-aree: Cassette in plastica a perdere Cassette in plastica a rendere La seconda categoria è a sua volta rappresentata dagli imballaggi in plastica riutilizzabile a: Sponde fisse Sponde abbattibili EURepack (European Reusable Packaging & Reverse Logistics Consortium) Consorzio attivo che promuove la diffusione degli imballaggi riutilizzabili in sostituzione di quelli “a perdere”, evidenzia come l’impiego di questa tipologia di materiale riduca gli effetti negativi sull’ambiente e abbassi i costi di trasporto, grazie alla struttura compatta e meno ingombrante delle cassette. Secondo il Consorzio inoltre, gli imballaggi riutilizzabili trovano il loro maggiore impiego proprio nella grande distribuzione della filiera ortofrutticola dove l’indice di utilizzo supera il 50%. Legno riciclabile Secondo Assoimballaggi, Associazione Nazionale delle Industrie di imballaggi di legno, pallet, sughero e servizi logistici, le aziende produttrici di cassette di legno per ortofrutta ammontano in Italia a circa 200 per un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro. Nel settore dell’ortofrutta vengono principalmente prodotti: Bins: impiegati per il trasporto dei prodotti verso i centri di stoccaggio Cassette in legno: per il trasporto dai centri di stoccaggio alla distribuzione fino al cliente finale. Pallet leggeri o ‘a perdere’: materiale non riutilizzabile per le sue caratteristiche costruttive e strutturali, adatte a un solo utilizzo. Gli imballaggi in legno, soprattutto le cassette utilizzate per ospitare frutta e verdura, possono essere riciclate grazie al Consorzio no profit Rilegno, nato a seguito del D.Lgs 22/97 (Decreto Ronchi) con lo scopo di dirigere una corretta gestione dei rifiuti provenienti dagli imballaggi. Imballaggi riciclabili e riutilizzabili per il settore ortofrutta Nonostante il cartone ondulato rappresenti la scelta primaria in termini di imballaggio per il comparto ortofrutticolo, grazie alla sua flessibilità di impiego e migliore conservazione degli alimenti, abbiamo potuto notare che anche le altre tipologie di imballaggi, plastica e legno, si stanno sempre più dirigendo verso materiali riciclabili e riutilizzabili - e dunque ecosostenibili al fine di sostenere l’ambiente e ridurre i costi di produzione. Ti potrebbe interessare: Packaging alimentare: come e cosa fare per conquistare i clienti
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