Materiali a contatto con gli alimenti: cosa stabiliscono le nuove normative?

seo 22/04/2021 0

Quando si parla di sicurezza alimentare, un aspetto da considerare riguarda anche il packaging. Soprattutto quando si tratta di packaging primario, direttamente a contatto con gli alimenti, è necessario tener presenti la normativa vigente e le varie evoluzioni, al fine di fornire ai propri partner un supporto che sia sempre ai massimi livelli.

I produttori di packaging per alimenti, infatti, non solo devono sottostare alle disposizioni nacionais, ma sono tenuti anche a conoscere i regolamenti che sono emanati a livello europeo. Recentemente, infatti, il Reg. (UE) 10/2011 ha subito modifiche attraverso il XV emendamento.

L’evoluzione della normativa sui Moca e il packaging per gli alimenti

I prodotti destinati al food contact spesso prevedono l’accoppiamento di film plastici e carta. Questi ultimi devono essere conformi alla normativa prima di essere immessi nel ciclo di vendita.

Il quadro normativo che si occupa dei materiali e degli oggetti a contatto con gli alimenti - Moca - è abbastanza complesso, e in base all’evoluzione del mercato degli imballaggi e all’introduzione di nuove soluzioni per il packaging, si è andato ad arricchire nel corso del tempo.

Nel dettaglio possiamo citare il Reg. 178/2002, attraverso il quale per la prima volta viene introdotto il tema della sicurezza dell’imballaggio nell’ottica della sicurezza alimentare.

Altro passo in avanti è rappresentato dal Regolamento Quadro per tutti i Moca attraverso il Reg. 1935/2004. In questo documento, all’articolo 3, è esplicitato un concetto molto importante secondo il quale il packaging a contatto con gli alimenti non deve rappresentare un rischio per il consumatore, e le caratteristiche organolettiche del prodotto devono essere preservate.

Con il Reg. 2023/2006 si è posto un focus sulle buone pratiche di fabbricazione. Il regolamento ha lo scopo di normare tutte quelle che sono le azioni che salvaguardano la conformità dei Moca in ogni fase del ciclo di vita: dalla produzione fino all’uso finale.

Regolamenti specifici: quali materiali sono oggetto di prescrizioni ad hoc?

Le normative europee si arricchiscono di cose regolamenti specifici che riguardano materiali quali la cellulosa rigenerata, la ceramica, i materiali attivi e intelligenti, gli oggetti di plastica e la plastica riciclata.

Inoltre sono presenti regolamenti dedicati ad alcune sostanze di partenza, utili per la produzione dei Moca.

Gli unici materiali non oggetto di una specifica normativa sono carta e cartone. Gli Stati membri, in questo caso, possono rifarsi alle norme nazionali.

Il nuovo Regolamento (UE) 1245/2020 - materiali e oggetti di plastica a contatto con gli alimenti: cosa prescrive la norma?

Tra i documenti più completi e complessi c’è sicuramente il Regolamento (UE) 10/2011, che riguarda i materiali e gli oggetti di plastica a contatto con gli alimenti. Il regolamento è stato più volte sottoposto a revisione e modifiche in base ai cambiamenti naturali, nonché alla nuova coscienza ecologica che va prediligendo un packaging più snello, sostenibile e riciclabile.

Un ultima modifica, risalente al 2 settembre 2020, è rappresentata dal XV emendamento della Commissione Europea. Tramite questo documento si è voluto puntare sulla restrizione dell’utilizzo di alcune sostanze; pertanto, dell’emendamento, sono presentate le nuove sostanze positive e stabiliti nuovi limiti di migrazioni per altre sostanze.

Inoltre, per rendere le restrizioni sull’uso di alcuni materiali più efficaci, il XV emendamento aggiunge e modifica alcune delle modalità e delle condizioni che sono presenti nell’Allegato V e che ponevano il focus sulle prove di migrazione.

Il XV emendamento, in sostanza, sostituisce l’allegato II sulle restrizioni per alcuni materiali e anche per gli articoli in plastica. Parliamo in questo caso di metalli e di ammine aromatiche primarie.

Il provvedimento ha sostituito anche la Dichiarazione di conformità, o DDC, normata nel punto 6 dell’Allegato IV.

Tra i materiali non sicuri sono stati aggiunti altri metalli pesanti rispetto alla lista attualmente in vigore. Tra questi ultimi possiamo annoverare arsenico, cadmio, piombo, mercurio e antimonio.

Sono presenti restrizioni per alcuni tipi di plastica e di lantanidi, come lantanio, europio, gadolinio e terbio per le poliolefine.

I cambiamenti introdotti, tuttavia, non eliminano i provvedimenti stabiliti in precedenza. Le modifiche, infatti, entrano in vigore sulla produzione e non sui prodotti già immessi sul mercato o presenti come scorta.

Il prodotto, per soddisfare tali requisiti, deve essere stato immesso per la prima volta sul mercato il 23 marzo 2021.

Come trattare gli imballaggi multistrato e multimateriali?

Un’altra problematica che riguarda da vicino anche il settore della produzione e lavorazione della carta è quella che di fatto si riferisce agli imballaggi multistrato e multimateriale.

Nel dettaglio l’imballaggio (per quanto riguarda il multistrato) se ha una parte in plastica, e quest’ultima va a contatto diretto con l’alimento, deve avere tutte le caratteristiche previste dal regolamento.

Se lo strato in plastica è separato dall’alimento da una barriera funzionale, allora si possono anche utilizzare altri materiali non presenti nel regolamento, purché non siano cancerogeni, mutageni o tossici. In tal caso i regolamenti europei demandano alle leggi nazionali.

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seo 28/04/2020

Packaging alimentare: come e cosa fare per conquistare i clienti
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Andrea Pastore 21/07/2022

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seo 24/08/2022

L\'etichetta ambientale nel packaging: cosa dice la normativa italiana
Cosa si intende per etichettatura ambientale nel packaging? Quali contenuti è necessario inserire nelle etichette e come si dovranno dividere gli imballaggi in fase di raccolta, per favorirne il riciclo e permettere la sostenibilità ambientale?   L'etichetta ambientale nel packaging: cosa dice la normativa italiana. Dopo una serie di rinvii, dal 1° gennaio 2023 si darà finalmente il benvenuto all'etichettatura ambientale, che consentirà di ottenere informazioni specifiche sulla composizione degli imballaggi, ma non solo. L'obbligo sarà uno strumento fundamental per consentire le buone pratiche riguardo alla raccolta differenziata, al recupero e al riciclo del packaging.   Ti potrebbe interessare anche: “Contributo ambientale CONAI: le novità per il 2022”   Cos'è l'etichetta ambientale La sostenibilità ambientale è tra i fattori imprescindibili per garantire la tutela dell'ambiente, ma anche per la conoscenza dei consumatori riguardo al corretto smaltimento del packaging. Un tema molto sentito visti i recenti aggiornamenti normativi che hanno introdotto l'obbligo dell'etichettatura ambientale sugli imballaggi. In base a un'analisi condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, emerge che soltanto il 25,4% dei prodotti alimentari nella grande distribuzione riporta in etichetta le informazioni necessarie su come smaltire correttamente la confezione. Per questo gli imballaggi moderni devono fare un passo avanti in favore dell'ambiente: l'etichettatura ambientale, dal 1° gennaio 2023 diventerà obbligatoria in Italia, proprio con l'obiettivo di comunicare correttamente ai consumatori di che materiale è fatta la confezione che conserva il prodotto, e come smaltirla dopo l'utilizzo, per facilitare le diverse fasi del riciclo. L'etichetta ambientale, pertanto, risponderà a un obbligo di Legge sì, ma aiuterà l'ambiente e le persone a conoscere più a fondo i materiali che acquistano e consumano quotidianamente. Una più profonda consapevolezza, quindi, oltre a una maggiore facilità negli acquisti. Per entrare poi nello specifico, l'etichettatura ambientale indica nel dettaglio le informazioni necessarie ad agevolare le attività di raccolta differenziata e il recupero degli imballaggi immessi a consumo. Da sottolineare il fatto che l’etichettatura ambientale del packaging esiste già dal 1997, da quando la Commissione europea ha istituito il primo sistema di codifica dei materiali utilizzati per produrre gli imballaggi. Fino a oggi, essa poteva essere utilizzato in forma volontaria, mentre, a partire dal 1° gennaio 2023, e dopo una serie di rinvii, l’etichettatura diventerà invece obbligatoria, ai sensi del decreto legislativo 116 del 2020, con lo scopo di una nuova cultura della produzione e della distribuzione.   I dettagli della normativa L'etichettatura ambientale, in Italia, deve garantire le modalità stabilite dagli standard UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) che, attraverso regole e specifiche tecniche, fornisce agli operatori linee guida applicabili e conformi alle decisioni dell’Unione Europea in merito alla Direttiva “imballaggi” 94/62/CE. In base a quanto stabilito, quindi, gli imballaggi devono: fornire chiare indicazioni sulla natura dei materiali utilizzati nella loro produzione, specificando se sono compostabili o biodegradabili; avere un’adeguata marcatura apposta sull’imballaggio stesso o sull’etichetta chiaramente visibile, di facile lettura e leggibile anche dopo l’apertura dell’imballaggio.   Entrando più nel dettaglio, cerchiamo di capire anche quali informazioni inserire: tipologia di imballaggio: con descrizione scritta per esteso o con una sua rappresentazione grafica (ad esempio flacone, vaschetta, etichetta, lattina); codice di riciclaggio: con identificazione del materiale utilizzato (con una codifica alfanumerica ai sensi della Decisione 97/129/CE), integrata eventualmente con l’icona prevista ai sensi della UNI EN ISO 1043-1:2002 (imballaggi in plastica), o ai sensi della CEN/CR 14311:2002 (imballaggi in acciaio, alluminio e plastica); famiglia del materiale di riferimento e indicazioni sulla modalità di raccolta: per specificare la famiglia del materiale di riferimento e le indicazioni sul tipo di raccolta, ad esempio indifferenziata o differenziata (specifica del materiale utilizzato). 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Saranno due le modalità di accertamento: a campione; su eventuale segnalazione di un consumatore o di altro soggetto.   In base all'art. 219, comma 5, Dlgs. 152/2006, se vi è un illecito amministrativo, il consumatore o altro soggetto interessato, ha facoltà di segnalare all’autorità competente la mancata o errata etichettatura ambientale obbligatoria. In caso di accertata violazione, secondo quanto previsto dall’art. 11 della Legge 689/19814, la Provincia provvederà ad applicare il regime sanzionatorio. Se si utilizzano etichette ambientali non conformi, ci potrà essere una multa da 5.200 a 40.000 euro. Tuttavia, le sanzioni potranno essere applicate sia al produttore del materiale di imballaggio, sia ai commercianti che ai distributori. Inoltre, la sanzione non verrà applicata in modo cumulativo al singolo imballaggio con etichettatura ambientale non conforme, ma a seconda della gravità del reato.   Leggi anche: “Riciclo Carta: le linee guide per la facilitazione del riciclo degli imballaggi”   Cart-One si distingue da sempre per la produzione di imballaggi sostenibili. Contattaci per maggiori informazioni sulle nostre proposte per la creazione di un packaging personalizzato e di alta qualità.
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