Verso la decarbonizzazione: il settore cartario italiano e le sfide della transizione green

Staff Cart-One 25/11/2024 0

Il settore cartario italiano sta affrontando una fase di transizione epocale verso la sostenibilità e la decarbonizzazione, con l'obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ e allinearsi agli standard europei per la neutralità climatica. Presentato a Roma, lo studio Assocarta ha esaminato le strategie per una decarbonizzazione competitiva del settore cartario, evidenziando le sfide e le opportunità legate all'elettrificazione e all'uso di fonti di energia rinnovabili. Verso la decarbonizzazione: il settore cartario italiano e le sfide della transizione green. In questo articolo, esploreremo i punti chiave dello studio e come le iniziative di Cart-One si inseriscono in questo quadro di sostenibilità ambientale. Per approfondire: “29° Rapporto Comieco: riciclo di carta e cartone in Italia, il 2023 segna un nuovo record storico

Decarbonizzazione e competitività per il settore cartario

Il percorso verso la decarbonizzazione non è solo una necessità per la tutela del pianeta, ma anche una sfida che può trasformarsi in un vantaggio competitivo per le aziende del settore cartario. Secondo lo studio di Assocarta, il settore cartario italiano può diventare un modello di eccellenza in Europa grazie a un mix di tecnologie verdi e soluzioni innovative per ridurre l’impronta di carbonio. Assocarta sottolinea che l'Italia, con una produzione cartaria di grande rilievo a livello europeo, si trova a dover implementare misure concrete per ridurre le emissioni. Tra las proposte avanzate dallo studio, emergono l'elettrificazione dei processi e l’adozione di fonti di energia rinnovabile come elementi chiave per accelerare la transizione energetica e mantenere la competitività del settore.

Elettrificazione e fonti green: le strategie per la transizione energetica

Assocarta identifica nell'elettrificazione dei processi una delle principali strategie per ridurre le emissioni di CO₂. L’uso dell’elettricità da fonti rinnovabili può rappresentare una soluzione efficace e sostenibile per alimentare le industrie cartarie, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Tuttavia, questa transizione richiede ingenti investimenti in nuove tecnologie e in infrastrutture energetiche adeguate. Nonostante i costi iniziali, l’elettrificazione offre numerosi benefici a lungo termine, tra cui una maggiore efficienza energetica e una significativa riduzione delle emissioni. Parallelamente, l’adozione di fonti di energia rinnovabile, come il solare e l’eolico, può contribuire ulteriormente a rendere il settore cartario più sostenibile. Lo studio Assocarta suggerisce che, combinando queste fonti con soluzioni di accumulo energetico, le cartiere potrebbero ridurre la loro dipendenza energetica e ottimizzare l’uso delle risorse disponibili.

Sostenibilità nel packaging: l'impegno di Cart-One

Nel contesto di questa transizione verso la decarbonizzazione, Cart-One si impegna attivamente a promuovere pratiche sostenibili nella produzione di packaging. Utilizzando materiali riciclati e adottando processi produttivi efficienti dal punto di vista energetico, Cart-One contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale del settore. Queste azioni non solo favoriscono l'ambiente, ma permettono anche di offrire soluzioni di imballaggio ecologiche, rispondendo alla crescente domanda dei consumatori di prodotti sostenibili.  Cart-One sta implementando strategie che supportano la transizione verso un packaging più green, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ e di ottimizzare l’uso delle risorse energetiche. Investire in pratiche sostenibili è oggi un passo necessario per rispondere alle esigenze del mercato e per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei di neutralità climatica entro il 2050.

Verso un futuro sostenibile: opportunità e sfide

Lo studio di Assocarta evidenzia che, per raggiungere la decarbonizzazione completa, è necessario un impegno concertato tra aziende, istituzioni e cittadini. Incentivi e supporto politico saranno essenziali per permettere alle aziende di affrontare i costi di investimento per la transizione energetica. Inoltre, la diffusione di una cultura della sostenibilità tra le imprese e la consapevolezza ambientale tra i consumatori rappresentano leve cruciali per stimolare il cambiamento.   Per il settore cartario, l’adozione di strategie di decarbonizzazione non è solo un impegno ambientale, ma una vera e propria opportunità per innovare e per distinguersi in un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità. La decarbonizzazione del settore cartario rappresenta una sfida e un'opportunità per l’Italia, che può diventare un punto di riferimento in Europa per la produzione sostenibile. Con iniziative concrete e investimenti mirati in tecnologie green, Cart-One si posiziona all’avanguardia nel percorso verso una produzione a basse emissioni di carbonio. Il futuro del packaging è sempre più green, e Cart-One è pronta a fare la sua parte per guidare il cambiamento. Contattaci per maggiori informazioni. Consulta anche: “Riciclo di carta e cartone: un successo senza precedenti nel 2023

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seo 27/07/2020

Cosa si intende per economia circolare
Le Istituzioni lavorano già da tempo per realizzare un’economia non lineare, che ci renda più concorrenziali, meno dipendenti dalle materie prime e più ecologici. In un lasso di tempo relativamente breve l’ecologia, da sensibilità o istanza politica, è diventata una realtà economica e un processo di produzione che si sostanzia in questo binomio: “Economia circolare”. Vedremo di seguito quali sono storia e definizione dell’economia circolare e come vi si colloca il settore della carta. Storia del concetto di Economia circolare Come già detto, l’Economia circolare afferisce all’ecologia, ma la prima è un progetto concreto che sorge dal sistema valoriale della seconda. In sé l’ecologia ha antenati abbastanza lontani, che possono trovare una prima interpretazione politica agli inizi del secolo XX, nel naturismo dei Wandervogel tedeschi. Ancor prima, nella seconda metà del secolo XIX, fu il biologo tedesco a coniare il termine “ecologia”, dandogli una valenza esclusivamente scientifica. Bisogna attendere due guerre mondiali e altrettanti dopoguerra per arrivare nel 1966 a una visione economica, con il “The Economics of the Coming Spaceship Earth” di Kenneth Boulding. Pochi anni dopo l’ambientalista Barry Commoner introduce il concetto di “cerchio” riferito all’economia. Nel frattempo la Commissione Europea accoglie ed elabora rapporti economici e scientifici sul tema. Nel 2002 William McDonough e Michael Braungart propongono un’analogia tra i processi industriali e quelli naturali, caratterizzati per l’appunto dalla circolarità. Il terreno è pronto e nel 2009 nasce la Ellen MacArthur Foundation, che fa capo all’omonima skipper Ellen MacArthur. La Fondazione raccoglie dati, effettua studi, elabora proposte e formula per l’appunto la definizione di “Economia circolare”. Definizione di Economia circolare Secondo la Ellen MacArthur Foundation si definisce Economia circolare “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. Come giustamente sottolineato dalla ricerca promossa dal Comieco per il Forum per la finanza sostenibile, l’“Economia circolare non è un modello di gestione dei rifiuti, bensì un ripensamento dei tradizionali processi industriali”. Vale a dire che la corretta gestione dei rifiuti è uno dei “momenti” che caratterizzano la circolarità, ma l’economia così concepita non si esaurisce nel riciclo. Se non è circolare, allora è lineare L’aggettivazione di questa economia - per l’appunto “circolare” - definisce anche l’alternativa a cui si “oppone”, ossia l’economia lineare. Questo modello, seguito da tutti i paesi e oggi ritenuto non sostenibile, si basa su 5 fasi: Estrazione delle materie prime; Produzione; Distribuzione; Consumo; Rifiuti, raccolti in discariche e/o inceneriti. Questo sistema è ritenuto oggi largamente insostenibile per scarsità di materie prime e per l’impatto ambientale. Principi base I princìpi base dell’economia circolare, così come formulati dalla “Ellen MacArthur Foundation” sono: Eco-progettazione. Concepire i prodotti (compresi gli imballaggi) nell’ottica della durata e del loro ciclo di vita. Pertanto prediligere ciò che è riparabile, duraturo e riciclabile. Versatilità. Dare priorità a prodotti fabbricati per essere modulari e recuperabili nei singoli componenti. Energie rinnovabili. Ridurre l’uso di energia ricavata da fonti fossili. Approccio ecosistemico. Avere consapevolezza dell’intero sistema di produzione e tenere in considerazione il rapporto tra le diverse componenti. Recupero dei materiali. Favorire il riciclo e ridurre il ricorso a materie prime vergini. Vantaggi dell’Economia circolare L’Economia circolare comporta vantaggi ambientali, sociali ed economici. La produzione dei gas serra, grazie al riciclo e, soprattutto, alle energie rinnovabili, può ridursi drasticamente. La qualità stessa della vita del cittadino ne beneficerebbe e un’etica costruita a tale scopo aiuterebbe a concepire il “Noi” al di là dell’individuo. Da un punto di vista economico, il vincolo delle materie prime - di cui ad esempio l’Italia scarseggia - sarebbe minore. Creare prodotti duraturi e riciclabili, infine, accresce la competitività delle economie nazionali. La carta nell’Economia circolare Come detto, l’Economia circolare non è solo questione di recupero delle materie, ma è l’impegno a pensare tutto il ciclo produttivo affinché si possano: Ridurre gli sprechi; Allungare la vita dei prodotti; Riciclare e rigenerare. L’industria della cellulosa parte avvantaggiata rispetto a materie alternative in quanto di origine vegetale, biodegradabile e riciclabile. L’Italia, in particolare, è un paese che eccelle nel riciclo della carta ed è secondo solo alla Germania: “Nel corso del 2018 - riporta il Comieco nel rapporto per il Forum per la finanza sostenibile - sono state 4,9 milioni le tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, con una percentuale di riciclo dell’81%”. Esistono comunque delle criticità per l’economia circolare in generale e per la carta in particolare. Basti pensare a una delle tante conseguenze - oltre a quelle di crescita - dovute alla pandemia da CoViD-19: il crollo dei prezzi del greggio. La forte deflazione potrebbe ritardare il ricorso a fonti di energia rinnovabili, come ridurre il costo di produzione della plastica. O, ancora, l’impiego persistente di prodotti difficilmente riciclabili perché non divisibili dal consumatore nei singoli elementi, immettono sul mercato (e nelle discariche) beni non recuperabili. Ad esempio l’uso dei poliaccoppiati rappresenta un problema nel packaging alimentare. Per questo motivo - come precisa ancora una volta il Comieco - gli imballaggi del futuro dovranno essere: Monomaterici; Aumentare l’effetto barriera; Permettere di monitorare il percorso di vita dell’imballaggio (attraverso, ad esempio, la stampa dell’etichetta); Sostenibili. L’industria della cellulosa è già pronta per la sfida del domani.
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seo 30/05/2023

Ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa
L'impatto ambientale degli imballaggi è diventato un problema sempre più rilevante nel contesto attuale, in cui la produzione e il consumo di beni sono in costante aumento. Ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa. L'Europa ha riconosciuto la necessità di affrontare questa sfida e ha adottato diverse misure volte a ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi. In questo articolo, esploreremo le principali iniziative e politiche dell'Unione Europea (UE) per affrontare questa problematica e promuovere soluzioni sostenibili. Leggi anche: “Etichettatura degli imballaggi: obbligo dal 1° gennaio 2023” Maggiore sostenibilità del packaging in Europa L'Europa sta affrontando con determinazione la sfida di ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi. Attraverso una serie di politiche e iniziative, l'UE si sta concentrando sulla prevenzione dei rifiuti, il riciclaggio, la riduzione dell'uso di plastica monouso, la promozione dell'economia circolare e l'informazione al consumatore. Queste misure sono volte a creare un sistema di imballaggi più sostenibile che riduca l'impatto ambientale, promuova l'efficienza delle risorse e favorisca la transizione verso un'economia più verde. È importante che i consumatori, le imprese e le istituzioni lavorino insieme per adottare comportamenti e soluzioni sostenibili e contribuiscano ad un futuro migliore per il nostro pianeta. La proposta di regolamento UE Il 30 novembre 2022 la Commissione Europea ha depositato una proposta di regolamento che detta nuove regole in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggio nell’UE. La proposta si applicherà a tutti gli imballaggi di qualsiasi materiale immessi sul mercato dell’Unione. Il regolamento che seguirà abrogherà la Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, direttamente applicabile a tutti gli Stati membri dell’UE, senza necessità di essere recepito nella legislazione locale. La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE. L’iniziativa della Commissione Europea è stata presentata negli stessi giorni di pubblicazione delle linee guida sull’etichettatura degli imballaggi, emanate dal Ministero della Transizione Ecologica. L’apposizione dell'etichettatura obbligatoria dal 1 gennaio 2023 ha come scopo principale la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi, offrendo una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. Obiettivi e proposte per il mercato UE L’obiettivo generale della proposta legislativa è quello di ridurre gli impatti ambientali negativi degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. Nello specifico, la proposta ambisce a: ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio; promuovere un’economia circolare per gli imballaggi in modo efficiente dal punto di vista dei costi; promuovere la diffusione di contenuto riciclato all’interno degli imballaggi. La proposta introduce nuove regole per quanto riguarda gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE, nello specifico: Riciclabilità: tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili. La riciclabilità dell’imballaggio sarà misurata in una scala da A a E, dove E corrisponde a imballaggio non riciclabile e di conseguenza vietato sul mercato; Riutilizzabilità: tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere progettati e utilizzati in modo da poter essere riutilizzati il maggior numero di volte. Gli operatori economici che immettono sul mercato imballaggi riutilizzabili dovranno garantire l’esistenza di un sistema di riutilizzo di tali imballaggi. Inoltre, alcuni imballaggi monouso saranno esplicitamente vietati (ad esempio, gli imballaggi monouso per frutta e verdura fresca, così come gli imballaggi monouso in miniatura come i flaconcini di shampoo). Dimensioni: ogni unità di imballaggio dovrà essere ridotta alle dimensioni minime in termini di peso e volume. Si dovrà garantire che il rapporto di spazio vuoto non superi il 40% del volume totale dell’imballaggio; Utilizzo di contenuto riciclato: le parti in plastica degli imballaggi dovranno contenere una precisa quota di contenuto riciclato recuperato da rifiuti in plastica post-consumo per ogni unità di imballaggio. Inoltre, per quanto riguarda i primi due punti (riciclabilità e riutilizzabilità) diverrà obbligatorio apporre: simboli armonizzati a livello europeo sui bidoni e sugli imballaggi per indicare la differenziazione, nonché sugli imballaggi per indicare la riutilizzabilità. Ciò include l’obbligo di aggiungere, entro il 1° gennaio 2028, etichette che consentano la raccolta differenziata di ciascun materiale; QR code da aggiungere agli imballaggi per fornire ai consumatori maggiori informazioni sulla riutilizzabilità dell’imballaggio del prodotto e indicare i punti di raccolta per il riciclaggio. Per approfondire: “Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi”
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Andrea Pastore 30/01/2025

Packaging, sostenibilità e il ruolo del consumatore responsabile: una sfida globale
La sostenibilità è una delle questioni più rilevanti del nostro tempo. Con l'obiettivo di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere il futuro, il packaging sta assumendo un ruolo importantissimo nel promuovere pratiche responsabili e circolari. Nel contesto dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), l’imballaggio è al centro delle strategie globali per ridurre i rifiuti e promuovere l'economia circolare.   Packaging, sostenibilità e il ruolo del consumatore responsabile: una sfida globale. In questo articolo esploriamo come il packaging può contribuire a un futuro sostenibile e il ruolo che il consumatore responsabile può giocare in questo cambiamento.   Per approfondire: “29° Rapporto Comieco: riciclo di carta e cartone in Italia, il 2023 segna un nuovo record storico”   Packaging e Sostenibilità: la sfida del XXI secolo I dati Eurostat del 2021 evidenziano l’urgenza della questione: nell'UE sono stati generati 188,7 kg di rifiuti di imballaggio per abitante, con un aumento del 10% rispetto al 2020. Tra questi, il 40,3% è rappresentato da carta e cartone, seguiti dalla plastica (19%) e dal vetro (18,5%). Questo incremento è dovuto principalmente alla crescita dell'e-commerce, delle consegne a domicilio e del consumo di prodotti da asporto. La sostenibilità del packaging non è più solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Il target 12.8 dell’Agenda 2030 pone l'accento sull’importanza di educare i consumatori affinché adottino stili di vita più responsabili, influenzando così le strategie delle aziende e riducendo l'impatto ambientale.   Il ruolo cruciale del Packaging Il packaging non è solo un elemento funzionale per proteggere i prodotti, ma anche un mezzo per comunicare valori di sostenibilità e innovazione. Le scelte di imballaggio possono influenzare significativamente l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. 1. Riduzione dei Rifiuti e Riciclo Gli imballaggi in plastica monouso rappresentano una sfida significativa. Nel 2021, ogni cittadino europeo ha generato in media 35,9 kg di rifiuti di imballaggio in plastica, con un tasso di riciclo medio del 39,6%. Nonostante i miglioramenti rispetto al passato, il riciclo non è sufficiente a compensare l’aumento dei rifiuti prodotti. È necessario un approccio più incisivo, che promuova materiali riciclabili come carta e cartone, facilmente integrabili in un'economia circolare. 2. Innovazioni nel Packaging Sostenibile Materiali alternativi, come il cartone funzionalizzato con coating minerale, stanno rivoluzionando il settore del packaging. Questo tipo di imballaggio è resistente all’umidità, ai grassi e alle temperature, garantendo la stessa funzionalità della plastica monouso ma con un impatto ambientale notevolmente ridotto. Cart-One offre soluzioni di packaging in cartone riciclabile, progettate per soddisfare le esigenze di sostenibilità e prestazioni elevate. 3. Packaging Riutilizzabile Sebbene il packaging riutilizzabile offra vantaggi in contesti specifici come mense scolastiche o aeroporti, il suo impatto ambientale dipende fortemente dalla fase di lavaggio e dalla gestione efficiente dei resi. In molti casi, il cartone riciclato rimane la scelta più pratica e sostenibile, soprattutto per prodotti alimentari e bevande.   Il consumatore responsabile: motore del cambiamento I consumatori giocano un ruolo fondamentale nella transizione verso un’economia più sostenibile. Secondo uno studio PwC, il 78% delle persone è disposto a pagare di più per prodotti realizzati con materiali riciclati o eco-friendly. Questo dato sottolinea l’importanza per le aziende di investire in pratiche sostenibili e di comunicarle in modo trasparente. Comportamenti in evoluzione: Il 54% degli italiani ha scelto marche diverse a favore di un imballaggio più sostenibile. Il 18% ha smesso di acquistare prodotti con confezioni ritenute non ecologiche. Il 59% dei consumatori preferisce confezioni senza imballaggi in eccesso. Questi numeri dimostrano che la sostenibilità non è più un'opzione, ma un requisito imprescindibile per le aziende che vogliono restare competitive sul mercato.   Lo scenario normativo: l’Europa in prima linea Dal Green Deal Europeo al Regolamento sul Packaging e i Rifiuti da Imballaggio (PPWR), l’Unione Europea sta lavorando per armonizzare le normative e promuovere un modello economico sostenibile. Tra le iniziative più rilevanti troviamo: Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD): per integrare diritti umani e ambiente nella governance aziendale. Piano d’Azione per l’Economia Circolare: con oltre 30 punti mirati alla prevenzione e riduzione dei rifiuti da imballaggio. Nature Restoration Law: per ripristinare gli ecosistemi degradati. Queste misure rappresentano una sfida, ma anche un’opportunità per le aziende di innovare e contribuire a un futuro più sostenibile.   Cart-One: soluzioni di Packaging per un futuro sostenibile Cart-One si impegna a trasformare la sostenibilità in realtà, offrendo soluzioni di packaging progettate per ridurre l’impatto ambientale senza compromettere funzionalità ed estetica. Perché scegliere Cart-One? Materiali riciclati e riciclabili: le nostre soluzioni in cartone ondulato sono 100% eco-friendly e garantiscono un ciclo di vita sostenibile. Innovazione nel design: packaging progettati per minimizzare gli sprechi, ridurre le emissioni e soddisfare le aspettative dei consumatori consapevoli. Supporto normativo: conformità alle direttive europee, per aiutarti a rispettare i requisiti legislativi e a rafforzare la tua immagine di brand responsabile. Il packaging è al centro della sfida per un’economia più sostenibile. Con il ruolo crescente del consumatore responsabile e l'evoluzione delle normative, le aziende devono adottare soluzioni innovative per rispondere alle nuove esigenze del mercato.   Scegli Cart-One per il tuo packaging: insieme, possiamo costruire un futuro più sostenibile.   Contattaci per scoprire le nostre soluzioni e dare al tuo brand un vantaggio competitivo.   Leggi anche: “Imballaggi alimentari in carta e cartone: una rivoluzione sostenibile nel mondo del packaging”
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