Certificazioni Etiche: SA 8000, WCA, SEDEX ed ECOVADIS

seo 17/03/2022 0

In un precedente articolo abbiamo introdotto la certificazione UNI EN ISO 14001, che definisce lo standard e i requisiti per un “Sistema di Gestione Ambientale”.

Proseguiamo l’approfondimento dei riconoscimenti etici e ambientali acquisiti negli anni dal Gruppo Cart One, introducendo nello specifico le seguenti certificazioni:

  • La certificazione etica SA 8000
  • Workplace Condition Assessment (WCA)
  • SEDEX
  • Ecovadis


Nel dettaglio, Cart-One Salerno ha ottenuto la certificazione SA8000 e Cart-One Parma la WCA. Sedex ed Ecovadis sono comuni ad entrambe le aziende.

Scopo delle certificazioni etiche è quello di creare una catena virtuosa coinvolgendo fornitori, dipendenti, collaboratori e clienti finali al fine di aumentare la loro soddisfazione e la loro fidelizzazione attraverso comportamenti socialmente responsabili.

Che cos’è la Certificazione Etica SA 8000?

La Certificazione Etica SA8000 è uno standard di riferimento riconosciuto a livello internazionale, che nasce con lo scopo di garantire ottimali condizioni di lavoro, incoraggiando e sviluppando le organizzazioni a sviluppare ed applicare pratiche socialmente accettabili sul posto di lavoro.

Un sistema di gestione che possiede tale certificazione, risulta efficace per la corretta gestione e monitoraggio costante di tutte le attività e i processi correlati, che impattano sulle relative condizioni dei lavoratori (diritti umani, sviluppo, valorizzazione, formazione e crescita professionale delle persone, salute e sicurezza, non discriminazione). Tali requisiti si estendono anche a fornitori e subfornitori.

WORKPLACE CONDITION ASSESSMENT (WCA)

A seguito di un Audit etico, commissionato da una azienda partner, il gruppo Cart One ha soddisfatto tutti i requisiti necessari per ottenere la certificazione WCA: Workplace Condition Assessment (WCA) Achievement Award.

Un valoroso premio nell’ambito delle Risorse Unane, che attraverso una serie di indicatori valuta la Qualità generale del lavoro. Tra questi:

  • Qualità del lavoro, salari e orari: verificando orari lavorativi, stipendi e benefit dei dipendenti;
  • Salute e sicurezza sul lavoro: ispezionando la sicurezza dei macchinari, la gestione delle emergenze, la prevenzione degli infortuni ed eventuali rischi per la salute correlati sul posto di lavoro;
  • Sistemi di gestione e impatto Ambientale: valutando i sistemi di gestione ambientale, delle emissioni e dei rifiuti e di tutte le attività correlate svolte per lo sviluppo della sostenibilità dell’ambiente.

Un importante riconoscimento volto a certificare come il nostro Gruppo abbia a cuore il benessere dei propri dipendenti e dell’ambiente.

Certificazione SEDEX

Sedex è un’organizzazione no profit impegnata nello sviluppo e diffusione dei principi etici lungo le catene di fornitura globali e costituisce la più ampia piattaforma in Europa che raccoglie ed elabora dati sul comportamento etico delle catene di fornitura.
 
La metodologia Sedex ha proposto ed elaborato una procedura SMETA ossia: “Sedex Members Ethical Trade Audit”, per fornire un quadro di riferimento sulle best practice che permetta di svolgere audit e redigere relativi report in ambito etico e sociale. I beneficiari sono tutti gli stakeholder coinvolti nel processo: retailer, produttori e (in genere) i fornitori.

Certificazione EcoVadis

EcoVadis mira a migliorare e incrementare le pratiche ambientali e sociali delle aziende sfruttando l'influenza delle catene logistiche globali. EcoVadis gestisce la prima piattaforma collaborativa che permette alle imprese di monitorare la performance di Sostenibilità dei loro fornitori, in 150 settori e 110 paesi.

Dai uno sguardo alle nostre CERTIFICAZIONI.

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seo 12/04/2021

Perché la carta non ha un forte impatto sull’ambiente
La carta è stata una delle invenzioni che hanno cambiato significativamente la storia dell’uomo. Ha sostituito la pergamena e altri supporti utilizzati per la scrittura, rendendo globale il passaggio delle informazioni e svolgendo un ruolo fondamentale nella possibilità di tramandare documenti attraverso il tempo.  Anche dopo 2000 anni la carta è ancora indispensabile nella vita di ciascuno di noi. Sicuramente è cambiato il modo di approcciare a questo elemento e sono state studiate delle strategie che consentono di recuperare la carta e il cartone utilizzati, che altrimenti finirebbero per ingrossare la mole di rifiuti che viene conferita in discarica. Allo stesso tempo è cambiato il sistema di produzione e di approvvigionamento, grazie anche al ricorso ad energie rinnovabili e alla gestione oculata del patrimonio forestale. La carta: un bene prezioso da produrre e riciclare La carta, secondo le metodologie passate, richiedeva uno sforzo di produzione notevole, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento della materia prima, sia per quanto concerne l’impiego di energia per la produzione. Grazie alle politiche ambientali messe in atto nel corso degli anni, al diffondersi di una maggior sensibilità verso le tematiche ambientali e, non ultima, alla diffusione del concetto di economia circolare, l’approccio alla produzione di carta e cartone è cambiato notevolmente. La diffusione della raccolta differenziata ha consentito di recuperare materia prima, così anche le industrie della filiera cartaria hanno avviato strategie di recupero degli scarti di produzione, al pari di CART-ONE, al fine di riconvertire anche lo scarto in bobina. Grazie al riciclo della carta possiamo ottenere fogli di grammature diverse e allo stesso tempo molte tipologie di colore. Anche il settore del packaging ha subito un cambiamento  radicale andando a selezionare soluzioni ecosostenibili e riciclabili: in questo caso un posto di rilievo tocca agli imballaggi di cartone ondulato, protagonisti dell’era dell’ecommerce. L’importanza delle certificazioni nell’ambito della produzione della carta “La superficie delle foreste in Europa è cresciuta di quasi 3 milioni di ettari (ovvero un’area grande pressapoco quanto la Grecia) negli ultimi 15 anni, soprattutto grazie alla piantumazione di nuove foreste e alla naturale espansione di quelle esistenti fino a comprendere quelli che una volta erano terreni agricoli.” MCPFE, Conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa. 2007. Se guardiamo al passato, questa è la fotografia che registravamo qualche anno fa. A questo dato possiamo aggiungere che tra il 1990 e il 2010 la superficie forestale è aumentata di circa 11 milioni di ettari. L’incremento è dovuto all'espansione naturale e agli interventi di rimboschimento.(https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/105/l-unione-europea-e-le-foreste) Lo sfruttamento delle foreste è soggetto a normativa, oltre a prevedere anche il rimboschimento delle zone sfruttate per la produzione del legno e della carta. La produzione della carta è soggetta a certificazioni che ne attestano la provenienza da fonti gestite in maniera sostenibile. Tra i sistemi di certificazione i principali sono FSC e (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification) FSC (Forest Stewardship Council) Questa certificazione indica che sono rispettati gli standard globali per la gestione delle foreste mantenendo l’equilibrio fra aspetti ambientali, sociali ed economici. Tali standard si basano sui 10 Principi e 70 Criteri (Principles & Criteria, P&C). Sui prodotti possiamo trovare applicati i marchi FSC secondo le seguenti modalità: FSC 100% L'etichetta FSC 100% accompagna i prodotti costituiti esclusivamente da input provenienti da foreste certificate FSC. FSC Riciclato Questa etichetta che riporta la dicitura FSC Riciclato indica che il legno o la carta con cui è stato realizzato il prodotto proviene da materiale da riciclo e recupero. FSC Misto L'ultima etichetta è quella denominata FSC Misto. Quest’ultima può essere utilizzata quando la per la realizzazione di un prodotto sono state utilizzate carta o legno certificato FSC, materiale riciclato e/o legno controllato PEFC (Programme for the Endorsment of Forest Certification) PEFC è uno schema di certificazione che prende in esame la gestione delle foreste in ottica di sostenibilità. Per conseguire la certificazione devono essere rispettati i Criteri e gli indicatori che vengono definiti nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste. Tali linee guida sono realizzate a tutela della biodiversità e della vita stessa delle foreste. Vantaggi della carta riciclata e miti da sfatare. L’uso di carta riciclata apporti diversi benefici all’ambiente: Non richiede l’abbattimento di nuovi alberi. Si minimizzano i rifiuti che vengono conferiti in discarica. Il processo produzione richiede meno energia.  Il processo di produzione con carta riciclata richiede un minor uso di prodotti chimici La diffusione della carta riciclata, tuttavia, è stata osteggiata dalla diffusione di falsi miti quali: La carta riciclata è più costosa: falso La carta riciclata non è più costosa della carta bianca, sul lungo periodo risulta più conveniente. Dal punto qualitativo è inferiore alla carta bianca: falso Le tecniche di lavorazione del materiale riciclato ci consentono di ottenere un prodotto esteticamente e qualitativamente ottimo. La carta riciclata è poco igienica: falso La carta subisce un trattamento che raggiunge temperature fino a 150°che distrugge gli agenti patogeni e microrganismi. La carta riciclata è oramai una risorsa fondamentale da curare e gestire a salvaguardia dell’ambiente e anche per una vita più sostenibile e green.
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seo 28/02/2022

Riciclo Carta: Le Linee Guida per la Facilitazione del Riciclo degli Imballaggi
Le “Linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo degli imballaggi in carta” è un documento realizzato grazie alla collaborazione tra il gruppo di ricerca del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano e i professionisti di COMIECO. Il contenuto offre una panoramica completa sulle specificità degli imballaggi in carta e sulle diverse tipologie di materiale che vanno a comporre il packaging, e si inserisce all’interno del progetto Pensare Futuro che racchiude una serie di iniziative sulla prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi sviluppate da CONAI. Clicca il link per leggere l’intero documento: Linee Guida Riciclo Imballaggi a prevalenza cellulosica Gli imballaggi di carta classificazione e funzionalità Il packaging risponde da sempre all’esigenza dell’uomo di trasportare e conservare i beni per preservarli il più a lungo possibile. Se in antichità si è passati dalla semplice foglia ad altri materiali come il legno, il vetro, i tessuti, la ceramica e la carta, la storia del packaging per come lo conosciamo oggi, inizia nella seconda metà del XIX secolo con la progressiva industrializzazione, assumendo anche in questo contesto la valenza che si lega al branding aziendale. Con il passare del tempo, poi, questa esigenza è diventata sempre più forte. Oggi la prospettiva della salvaguardia dell’ambiente ci impone di trasformare il packaging nell’ottica dell’ecosostenibilità. Secondo quanto riportato dal D.Lgs 152/06, Art. 218 si definisce imballaggio “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”.  Il packaging deve quindi assolvere quattro funzioni:  Contenimento del prodotto che sarà usufruito dal consumatore;  Protezione del contenuto da fattori esterni al fine di mantenerne intatta la qualità nello spazio e nel tempo;  Manipolazione della merce tra i vari utenti che compongono la rete distributiva (dal produttore al consumatore); Presentazione del bene al consumatore, assolvendo così a una funzione comunicativa grazie al trasferimento di informazioni dal produttore all’utilizzatore. Classificazione degli imballaggi Se fino a non molto tempo fa il packaging è stato maggiormente finalizzato alla funzione di protezione del contenuto da contaminazioni esterne, attualmente l’uso di materiali funzionali e delle nuove tecnologie ha permesso di generare una nuova categoria di imballaggi definita come smart packaging: si tratta di confezioni che, grazie all'inserimento di elettronica stampata in digitale, acquistano funzionalità che vanno ben oltre il semplice contenimento di un prodotto. Distinguiamo e classifichiamo nel dettaglio, le tipologie di imballaggio esistenti: 1. Imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio a contatto con il prodotto che costituisce un'unità di vendita per l'utilizzatore/consumatore (es. scatola delle scarpe, contenitore delle uova, sacchetto del pane e i brick dei succhi di frutta) 2. Imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito per raggruppare un certo numero di unità di vendita (es. le scatole impiegate per l’e-commerce, gli espositori dei supermercati e gli shopper dei negozi) 3. Imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario: imballaggio pensato per facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci e volto a minimizzare i danni connessi al trasporto. In funzione della loro composizione gli imballaggi possono essere: Monomateriali: costituiti da un unico materiale;  Multimateriali: costituiti da componenti realizzati in differenti materiali che possono essere separate manualmente;  Compositi (detti anche accoppiati o poliaccoppiati): composti da due o più materiali non separabili manualmente. La Direttiva La Direttiva 94/62/CE riconosce la funzione sociale ed economica fondamentale degli imballaggi. Nello specifico, la Direttiva 94/62/CE asserisce che il packaging deve essere progettato per consentire il riciclaggio di almeno una determinata percentuale dei materiali usati nel rispetto delle normas in vigore all’interno della Comunità Europea. I parametri che vengono testati riguardano tutte le fasi della vita dell’imballaggio secondo logiche appartenenti al Life Cycle Assessment (LCA). Bisogna preferire materiali riciclabili in una percentuale superiore al 60% limitando l’accoppiamento con altri materiali. Il packaging deve inoltre offrire la possibilità di minimizzare totalmente il rischio di rimanenze di prodotto all’interno del contenitore, così da evitare che il residuo, per esempio alimentare, contamini il rifiuto riciclabile.  Non bisogna dimenticare, ad esempio, che la carta e il cartone anche se caratterizzati da numerosi vantaggi, quali traspirabilità, flessibilità e leggerezza del prodotto finale, sono allo stesso tempo materiali suscettibili all’umidità e all’acqua, non idonei a confezionare prodotti grassi se non in accoppiamento con materiali che facciano da barriera. A parità di prestazioni, è dunque opportuno optare per imballaggi in monomateriali di cellulosa, così da minimizzare le componenti di materiali differenti. Qualora invece sia impossibile evitare l’adozione di quest'ultima soluzione, è necessario che tali imballaggi siano facilmente separabili dall’utente finale. Design for recycling: come deve essere progettato il packaging?  Per parlare di design for recycling è importante che il progettista conosca e tenga in considerazione i diversi processi che compongono il fine vita dell’imballaggio, per essere in grado di progettare soluzioni alternative che mirino ad ottimizzare il riciclo di prodotti di imballaggio in carta e cartone. Il packaging deve ad esempio, essere realizzato con inchiostri facilmente lavabili in fase di recupero. Per esempio, gli inchiostri UV non sono facilmente removibili e il loro utilizzo può compromettere la purezza di un lotto avviato al riciclo. Per ottenere un packaging riciclabile è opportuno limitare anche l’utilizzo di nastri adesivi in PVC oppure le graffette di fissaggio che risultano difficili da rimuovere per il consumatore finale, e allo stesso tempo creerebbero un residuo all’interno della lavorazione del prodotto da riciclare. Da sempre CART-ONE è in prima linea nell’implementazione di strategie di produzione di cartone ondulato per la creazione di un imballaggio sostenibile. Contattaci per maggiori informazioni sulle nostre proposte per la creazione di packaging personalizzato di alta qualità.
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seo 22/09/2020

Come incrementare l'economia circolare e nel settore del riciclo
La scelta di soluzioni sostenibili riguarda anche la filiera impegnata nella produzione degli imballaggi in cartone. In base ai nuovi obiettivi posti dall’Europa e dagli enti governativi si sta lavorando nell’ottica di promuovere un’economia circolare che ottimizzi al meglio un processo virtuoso basato sui seguenti cardini: produzione, utilizzo, riciclo e riutilizzo. In tal senso, la filiera della carta e del cartone ha ottenuto importanti successi. Nel dettaglio, il biomateriale prodotto viene riciclato dallo stesso comparto con un tasso di circolarità stimato a 57%, mentre le realtà più virtuose hanno innalzato il tasso di riciclo all’80%. L’impegno delle aziende italiane ha fatto sì che il nostro Paese sia oggi al terzo posto a livello europeo per quanto riguarda l’utilizzo della carta da riciclare. Ripensare i cicli produttivi nell’ottica dell’economia circolare. Abbiamo già approfondito, nei precedenti post, i principi cardine dell’economia circolare. Per ottenere dei risultati sarà necessario, quindi, non solo scegliere soluzioni produttive che privilegino l’uso di fonti energetiche rinnovabili, ma anche ripensare gli spazi dove avviene la produzione che garantiscano il minor impatto ambientale possibile. Inoltre, anche la progettazione dei prodotti deve, secondo tali criteri, prevedere la minor dispersione delle materie prime possibile e l’uso di risorse provenienti da fonti gestite responsabilmente come nel caso delle foreste.  Per attuare questi cambiamenti sarà necessaria la collaborazione tra associazioni di categoria e dei Consorzi di filiera con le banche e gli investitori, al fine di rendere più rapido l’accesso ai finanziamenti e allo stesso tempo di intraprendere un percorso di innovazione tecnologica che possa fare la differenza in ottica di sostenibilità dei processi produttivi. L’economia circolare in Italia: quali sono gli obiettivi da raggiungere Nel nostro paese sono stati conseguiti risultati importanti, ma sicuramente ulteriori passi devono essere fatti in ottica di alleggerimento del quadro burocratico, il che consentirebbe di evitare la dispersione in discarica di rifiuti/risorse.  L’Italia, quindi, nei prossimi anni dovrà intraprendere iniziative importanti sul tema dell’eco-innovazione ed assolvere a quanto citato nei Sustainable Development Goals (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite al 2030, in particolare lavorando sull’efficientamento delle industrie in ottica di sostenibilità, adottando tecnologie e processi industriali a impatto ambientale positivo e promuovendo consumo e produzione responsabili. In tal senso, l’industria cartiera si muove dando vita a un impegno costante e alla realizzazione di un business sostenibile, che passa dalla valorizzazione e dall’utilizzo responsabile della materia prima, fino al recupero e al riciclo del bene, realizzando un processo d’eccellenza. Un esempio è costituito dai successi ottenuti nel 2018, dato che sono state 4,9 milioni le tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, con una percentuale di riciclo dell’81%. In questo quadro complesso si innesta l’esperienza di CART-ONE, impegnata nel costante miglioramento delle performance e del prodotto, scegliendo di agire in prima persona nel panorama dell’economia circolare attraverso la produzione di imballaggi in cartone di qualità, attuando un sistema di produzione e gestione delle risorse in ottica green. Da sempre l’azienda si fa promotrice e attuatrice dei principi dell’economia circolare. La filosofia abbracciata da CART-ONE è basata sulla gestione oculata delle materie prime e sull’ottimizzazione della raccolta degli scarti di produzione, affinché possano essere riciclati e riconvertiti in bobina.  L’utilizzo di tecnologie pulite e innovative permettono di attuare un processo produttivo virtuoso, che abbia il minor impatto possibile su acqua, aria e suolo. La progettazione dei packaging è effettuata secondo criteri ecologici, in maniera tale da risparmiare materia prima senza sacrificare la qualità e la resa finale del prodotto finito.
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