Packaging Première 2024: le tendenze che stanno ridefinendo il futuro del packaging

Staff Cart-One 21/08/2024 0

Il Packaging Première 2024, l'evento milanese dedicato al mondo del packaging, ha svelato una serie di innovazioni destinate a rivoluzionare il modo in cui i brand interagiscono con i consumatori. Che tu sia un gioielliere, un rivenditore di abbigliamento o un'attività di food delivery, le tendenze emerse da questo evento sono fondamentali per rimanere competitivi e offrire ai tuoi clienti un'esperienza indimenticabile.


Packaging Première 2024: le tendenze che stanno ridefinendo il futuro del packaging. Immagina di aprire una scatola e scoprire un tesoro. Un gioiello scintillante, un abito di alta moda, o anche un delizioso piatto da asporto. Il packaging è la prima impressione, l'anticipazione di un'esperienza. E al Packaging Première 2024 di Milano, abbiamo visto come questa esperienza stia per essere rivoluzionata. Dalla sostenibilità che conquista il cuore dei consumatori al design minimalista che sussurra eleganza, dalla personalizzazione che crea legami unici alla tecnologia che rende il packaging intelligente, fino alle soluzioni innovative per il food delivery che portano la praticità a un nuovo livello. Leggi anche: “Come trovare la confezione migliore per il tuo prodotto?

1. Sostenibilità: molto più di una parola d'ordine

La sostenibilità non è più un'opzione, ma un requisito fondamentale per qualsiasi brand che voglia conquistare la fiducia dei consumatori. Al Packaging Première 2024, l'attenzione all'ambiente è stata evidente in ogni aspect:

  • Materiali eco-friendly: il cartone riciclato, la carta kraft non sbiancata e la plastica biodegradabile sono diventati la norma. L'astuccio biodegradabile disco bio, realizzato con materiali compostabili, è un esempio lampante di come l'innovazione possa andare di pari passo con la sostenibilità.
  • Packaging riutilizzabile: le aziende stanno investendo in soluzioni creative per dare nuova vita al packaging. Gli astucci per gioielli che si trasformano in eleganti portaoggetti o le borse per la spesa in tessuto resistente sono solo alcuni esempi di come il packaging possa diventare un oggetto di valore per il cliente, riducendo al contempo l'impatto ambientale.
  • Economia circolare: il concetto di "riutilizzo" si estende anche ai materiali. Molte aziende stanno sperimentando con packaging realizzato da scarti di produzione, come ad esempio confezioni per cosmetici create con bucce d'arancia essiccate.

2. Design minimalista: l'arte della semplicità

Il minimalismo continua a dominare il mondo del design, e il packaging non fa eccezione. Linee pulite, colori neutri (bianco, beige, grigio chiaro) e forme geometriche essenziali sono gli elementi chiave di questa tendenza.

  • Gioielleria: nel settore dei gioielli, il design minimalista è particolarmente efficace. Un astuccio semplice ed elegante valorizza la bellezza del gioiello senza distrazioni, creando un'aura di lusso e raffinatezza.
  • Abbigliamento: anche nel settore dell'abbigliamento, il packaging minimalista sta guadagnando terreno. Borse di carta kraft con logo stampato in nero, scatole bianche con dettagli in rilievo: sono soluzioni che comunicano qualità e stile senza bisogno di eccessi.
  • Food delivery: anche il cibo da asporto può essere presentato in modo elegante e minimalista. Contenitori in cartone riciclato con design pulito e grafica essenziale sono un'alternativa ecologica e di tendenza ai classici contenitori in plastica.

3. Personalizzazione: il tocco unico che fa la differenza

La personalizzazione è la chiave per creare un'esperienza di acquisto memorabile. Al Packaging Première 2024, abbiamo visto una vasta gamma di soluzioni per rendere unico ogni singolo imballaggio:

  • Stampa digitale: la stampa digitale consente di personalizzare ogni confezione con nomi, iniziali, messaggi speciali o immagini. Immagina un astuccio per gioielli con il nome del destinatario inciso o una borsa per la spesa con una grafica personalizzata per un evento speciale.
  • Etichette e nastri: etichette adesive con messaggi personalizzati, nastri colorati con il logo del brand o sigilli in ceralacca con le iniziali del cliente sono dettagli che fanno la differenza.
  • Esperienza unboxing: l'apertura del pacco è diventata un momento cruciale nell'esperienza del cliente. Confezioni con aperture a sorpresa, strati di carta velina colorata, piccoli omaggi o biglietti scritti a mano trasformano l'unboxing in un evento da condividere sui social media.

4. Tecnologia: il packaging diventa intelligente

L'integrazione della tecnologia nel packaging sta aprendo nuove possibilità per i brand.

  • Rfid e nfc: queste tecnologie consentono di tracciare i prodotti lungo tutta la catena di approvvigionamento, garantendo l'autenticità e la qualità. Inoltre, possono essere utilizzate per fornire informazioni aggiuntive ai clienti tramite smartphone, come ad esempio la storia di un gioiello o le istruzioni per la cura di un capo d'abbigliamento.
  • Inchiostri intelligenti: gli inchiostri termocromici e fotocromici cambiano colore in base alla temperatura o alla luce, creando effetti visivi sorprendenti e interattivi. Immagina una scatola di cioccolatini che cambia colore quando viene aperta o un'etichetta di vino che rivela un messaggio segreto quando viene esposta alla luce del sole.
  • Packaging interattivo: il packaging può diventare un vero e proprio strumento di comunicazione. Codici qr che rimandano a video, realtà aumentata che anima le confezioni, giochi interattivi che coinvolgono il cliente: le possibilità sono infinite.

5. Food delivery: il packaging che conquista il palato

Il settore del food delivery è in continua crescita, e il packaging gioca un ruolo fondamentale nel garantire la qualità e la freschezza del cibo, oltre a offrire un'esperienza di consumo piacevole.

  • Contenitori compostabili: i contenitori in canna da zucchero, bambù o PLA (un tipo di bioplastica derivata da fonti rinnovabili) sono un'alternativa ecologica ai contenitori in plastica. Sono resistenti, adatti al contatto con gli alimenti e si decompongono naturalmente.
  • Design funzionale: il packaging per il food delivery deve essere pratico e facile da usare. Contenitori con scomparti separati per mantenere i cibi divisi, coperchi a chiusura ermetica per evitare fuoriuscite, posate compostabili e tovaglioli in carta riciclata sono dettagli che fanno la differenza.
  • Branding: anche il packaging per il food delivery può essere un'opportunità per rafforzare l'identità del brand. Colori, logo e grafica accattivante possono trasformare un semplice contenitore in un veicolo di comunicazione efficace.

Il futuro del packaging è già qui

Il Packaging Première 2024 ha dimostrato che il packaging è molto più di un semplice involucro. È uno strumento di marketing potente, un modo per comunicare i valori del tuo brand e creare un legame emotivo con i tuoi clienti. Non aspettare oltre: contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come le ultime tendenze in fatto di packaging possono trasformare il tuo business. Consulta anche: “Il packaging nella strategia eCommerce: le nuove frontiere

Potrebbero interessarti anche...

seo 29/06/2020

Barriere Protettive Green Spacer: Ecosostenibili e a Prezzi Vantaggiosi
Tra le conseguenze del Coronavirus spicca l’emergenza di riorganizzare gli ambienti professionali nella totale sicurezza e nel pieno rispetto delle normative vigenti. Le barriere protettive in cartone Green Spacer sono state appositamente ideate per far fronte a questa situazione, nel totale rispetto dell’ambiente. Presentano le stesse funzioni protettive dei separatori in plexiglass e godono di prezzi decisamente vantaggiosi. Barriere Protettive Green Spacer: caratteristiche e vantaggi I dispositivi di sicurezza parafiato Green Spacer godono della presenza di una finestra in PET che garantisce: Perfetta visibilità e totale igienizzazione; Riciclabilità e Smaltibilità del prodotto, con impatto minimo sull’ambiente Tra le altre caratteristiche rientrano: Leggerezza e manegevolezza: che non intaccano minimamente la stabilità del prodotto; Personalizzazione: potrai far inserire il logo della tua azienda o attività; Fonoassorbenza: nessun rimbalzo del suono, evento inevitabile con le barriere in plexiglass. Lavorando in ambienti openspace spesso affollati e rumorosi, l’isolamento del suono è fondamentale per il corretto svolgimento delle attività. Green Spacer è ottimo da impiegare anche nell’ambito scolastico. Questo per due aspetti fondamentali: Sicurezza del cartone: a differenza di una barriera in Plexiglass estremamente pesante e fragile, che alla prima caduta potrebbe trasformarsi in un potenziale pericolo per gli studenti, il cartone grazie alla sua leggerezza e flessibilità, è totalmente sicuro. Sensazione di tranquillità: popolare le classi con barriere protettive colorate, in un periodo di incertezza e timore, trasmetterà agli alunni sensazioni di sicurezza e tranquillità. Pannelli protettivi in cartone Green Spacer: come nasce il progetto Il progetto nasce dall’ingegno della SPG Design, un'azienda innovativa che mette a frutto le conoscenze e l'esperienza di Sandra S.p.a. Dalla collaborazione ha origine la linea Design, incentrata sulla produzione di packaging sostenibili: oggetti e articoli in cartone belli esteticamente, colorati sostenibili e funzionali. In questo contesto nasce Green Spacer: barriere protettive in cartone, ecosostenibili e a prezzi decisamente vantaggiosi.
Leggi tutto

Staff Cart-One 08/04/2024

Assocarta sottoscrive la dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo
Il 21 febbraio 2024, presso la sede di BASF ad Anversa, si è tenuto un evento che ha segnato una svolta nell'industria europea. In questa data storica, 73 leader industriali provenienti da 20 settori chiave hanno presentato la "Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo". Assocarta sottoscrive la “dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo. In questa era di cambiamento e impegno collettivo, l'industria cartaria europea, rappresentata da Assocarta, ha sottolineato il proprio sostegno alla dichiarazione, evidenziando l'importanza della chiarezza, della prevedibilità e della fiducia nella politica industriale europea. Questo articolo esplorerà in dettaglio la "Dichiarazione di Anversa", le sue implicazioni per l'industria cartaria europea e le azioni concrete proposte per plasmare un futuro industriale europeo competitivo, resiliente e sostenibile. Consulta anche: “Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda” Unione di forze per un futuro industriale sostenibile Il 21 febbraio 2024, l'Europa ha assistito a un evento epocale presso la sede di BASF ad Anversa. In questa data cruciale, 73 leader industriali provenienti da 20 settori chiave hanno presentato la "Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo". Questo momento storico ha visto la convergenza degli interessi industriali e sindacali, unendo le forze per affrontare le sfide e plasmare il futuro dell'industria europea. Impegno per la competitività e la sostenibilità Tra i protagonisti di questo incontro si sono distinti Marco Eikelenboom e Ilkka Hämälä, presidenti di Cepi, che hanno difeso gli interessi del settore cartario europeo. Questa iniziativa ha ricevuto il sostegno di oltre 7,8 milioni di lavoratori in Europa, evidenziando un fronte unito per garantire la competitività, la resilienza e la sostenibilità del comparto industriale. Le 10 azioni urgenti per un futuro promettente La "Dichiarazione di Anversa" presenta una roadmap chiara e impegnativa verso un futuro industriale europeo più robusto. Tra le 10 azioni proposte spiccano l'integrazione dell'accordo industriale dell'UE nella strategia più ampia del continente, la semplificazione normativa e la promozione di partenariati strategici per un'energia a basse emissioni di carbonio. Assocarta: portavoce dell'Industria Cartaria Europea Non da meno, l'industria cartaria europea, rappresentata da Assocarta, ha aderito con convinzione alla "Dichiarazione di Anversa". Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta, ha evidenziato l'importanza fondamentale della chiarezza e della fiducia nella politica industriale europea. Dal piano all'azione: il futuro verde dell'Europa La "Dichiarazione di Anversa" non è solo un appello, ma un piano d'action concreto per il rilancio industriale europeo. Promuove l'autosufficienza delle materie prime, la domanda di prodotti sostenibili e l'innovazione, puntando a rafforzare il mercato unico europeo e creare un ambiente favorevole agli investimenti. Questo sforzo collaborativo non solo si confronta con le sfide del presente, ma prepara il terreno per un futuro più promettente. Segna il primo passo tangibile verso l'attuazione del Green Deal europeo, garantendo che la transizione verso un'economia verde avvenga in modo appropriato. Ciò implica un'industria robusta e un dialogo sociale rafforzato, fondamentali per una transizione equa e sostenibile per tutti gli attori coinvolti. Leggi anche: “Packaging: la carta è il materiale per gli imballaggi alimentari in maggiore crescita”
Leggi tutto

Andrea Pastore 03/06/2022

Obbligo di dichiarazione non finanziaria anche alle PMI
 Il 21 aprile 2021 la Commissione europea ha pubblicato un pacchetto di misure in cui si trova la proposta per una direttiva sulla reportistica aziendale per la sostenibilità: la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd) che rivede e rafforza l’attuale direttiva sulla rendicontazione non finanziaria, che mira ad estendere i soggetti economici obbligati a redigere la dichiarazione non finanziaria. Dal 2026, infatti, la DNF sarà obbligatoria anche per le PMI -rappresentanti il 99% delle aziende dell’Unione europea- e dovrà essere in formato digitale.   Cos’è la dichiarazione non finanziaria e quali informazioni deve contenere La dichiarazione non finanziaria e il bilancio di sostenibilità evidenziano le best practice che le aziende mettono in atto ai fini di una crescita sostenibile. I punti minimi da trattare sono cose: Impatto ambientale: consumi di risorse energetiche e idriche, distinguendo quelle prodotte da fonti rinnovabili e non, emissioni di gas serra e inquinanti, con indicazione specifica di quelle di anidride carbonica (CO2). Impatto sociale: impatto attuale e futuro in termini di rischio sanitario (e non solo) sulla salute e sicurezza degli individui della società. Iniziative di sviluppo sociale e culturale dei territori in cui opera l’azienda. Tutela dei lavoratori: iniziative adottate per contrastare il caporalato e lo sfruttamento minorile nel lavoro; migliorare l’ambiente lavorativo garantendo l’inclusione e la parità di genere. Tutela dei diritti umani: elenco di tutte le azioni messe in atto al fine contrastare qualsiasi tipo di violazione dei diritti umani o discriminazione. Contrasto alla corruzione: elenco di tutti gli strumenti impiegati per combattere la corruzione attiva (che esponenti aziendali potrebbero mettere in atto) e quella passiva (di cui l’azienda potrebbe essere vittima). Tutte le informazioni incluse dovranno assolutamente rispettare gli standard riconosciuti a livello internazionale, primo fra tutti il GRI (Global Reporting Initiative). Chi è obbligato a fare la DNF? La Direttiva 254/14/UE (2014) ed il D. LGS 254/2016 che l'ha recepita in Italia, prevede l’obbligo solo per i soggetti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti e che hanno superato specifici limiti di dimensione (totale dello stato patrimoniale: 20 milioni di euro e totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro).  L’obbligo alla sola categoria ha fortemente limitato la diffusione della direttiva in Italia, se si pensa che le DNF del territorio italiane monitorate da Consob nel 2020 erano solo 204. Data la crescente rilevanza dei rischi connessi alla sostenibilità e dato il fatto che le PMI quotate comprendono un’ampia fetta di tutte le aziende quotate nell’Unione, al fine di garantire la protezione degli investitori, è quindi opportuno estendere l’obbligo anche alle: società quotate con meno di 500 dipendenti, comprendendo anche le SMEs (piccole e medie imprese) i cui titoli sono trattati su mercati regolamentari europei; società di grandi dimensioni, anche se non quotate. Per ottenere una maggiore chiarezza sulla modalità di presentazione e i requisiti richiesti di rendicontazione per le aziende, la Commissione punta sulla Tassonomia grazie alla quale mira a superare la notevole confusione di sistemi di reporting.  Per chi non è obbligatoria la DNF? Le microimprese: attualmente e in futuro, queste rimarranno totalmente escluse dall’obbligo di rendicontazione. Le SMEs non quotate: queste imprese possono redigere volontariamente delle informative strutturate in materia di sostenibilità sulla base di standard coerenti con le loro caratteristiche. La Corporate Social Responsability e l’estensione della DNF Alla base della volontà di estensione della rendicontazione non finanziaria anche alle piccole e medie imprese, c’è la crescente consapevolezza che il raggiungimento del successo nei mercati internazionali non si esaurisce mediante il raggiungimento di buone performance in termini di profitto, ma anche assolvendo impegni di natura sociale. Questa è ciò che viene definita Corporate Social Responsibility: ossia l’insieme delle azioni messe in atto con lo scopo di affrontare in prima linea le problematiche di impatto etico e sociale e incorporarle negli obiettivi di business.  Cart-One si impegna da sempre ad adottare soluzioni innovative ai fini di una crescita sostenibile. Dai uno sguardo alle nostre CERTIFICAZIONI.
Leggi tutto

Cerca...