Esperienza di unboxing memorabile - da "nice to have" a "must have"

Andrea Pastore 16/06/2021 0

Nel nostro articolo precedente abbiamo descritto i driver chiave dell'ecommerce packaging e i tre principali stakeholder nella supply chain. Oggi, ci concentreremo sugli e-consumer e su come creare un'esperienza di unboxing memorabile.

Per prima cosa scopriremo l'origine del termine per poi identificare il modo in cui il packaging dell'ecommerce gioca un ruolo fondamentale durante alcuni "Momenti di verità" che riguardano la fruizione e l’utilizzo del prodotto da parte del consumatore. Infine, identificheremo come possiamo iniziare a creare soluzioni innovative di packaging sia secondario che primario.

Godetevi la lettura del pezzo, insieme ad alcuni meravigliosi esempi di packaging creati da noi di Cart-One insieme ai partner dell’ alleanza europea BBP.

Esperienza di unboxing memorabile - Perché e quando?

"Se le aziende vogliono aumentare il loro profilo, in particolare sui social media, devono investire tanto nella scatola quanto nel prodotto".

Paul Marsh, amministratore delegato - The Packaging Experts

Un'esperienza di unboxing memorabile si verifica quando un consumatore è così ispirato dalla confezione e dall'impatto visivo di un prodotto che ha acquistato online, da volerlo condividere sui social media. I modi in cui i consumatori interagiscono con il packaging dell'e-commerce - come lo ricevono, lo aprono e interagiscono con esso - rappresenta una occasione per i brand di ottenere visibilità attraverso contenuti spontanei e reali che, proprio per questo motivo, possono diventare virali.

Ma quando è apparsa questa nuova tendenza nel mondo digitale? Qual è la sua evoluzione e come possiamo spiegarla?

Secondo Google Trends, le persone parlano delle loro "esperienze di unboxing" da molti anni, ma il termine si è diffuso nel 2008, quando la "Cerimonia di unboxing del Nokia E61" è stata la prima ad essere registrata e pubblicata su youtube.

Da allora, la tendenza è cresciuta fino a raggiungere un picco nel 2014, prima di stabilizzarsi nel 2019, e diminuire leggermente negli ultimi due anni. Tuttavia, solitamente ci sono picchi sostanziali nel mese che precede il Natale.

Cosa possiamo concludere dalle tendenze più recenti?

1) Negli ultimi anni, dato che il fattore novità nell'ordinare beni online è diminuito, l'esperienza di unboxing è rimasta un elemento importante da tenere in considerazione per lo sviluppo di packaging per e-commerce.

2) Secondo Miguel M. Avalos di Google, a causa della diffusione del COVID-19, le persone sono ora meno concentrate su esperienze di unboxing memorabili, e più interessate alla disponibilità di un prodotto vicino alla loro posizione. L’esperienza d’acquisto si collega strettamente a una necessità.

3) Tuttavia, possiamo supporre che la ripresa degli scambi e del commercio porterà nuove modifiche alla customer journey.

Di conseguenza, dobbiamo pensare alle migliori opportunità per rendere efficace il processo di fidelizzazione attraverso i diversi Momenti Della verità, come abbiamo visto nel nostro precedente articolo e come possiamo rivedere nell’infografica sottostante:

Packaging dell'e-commerce - L'esperienza del consumatore durante il secondo momento della verità

"Se tu fossi un cliente che ha ordinato qualcosa online, cosa ti farebbe farebbe più piacere: il tuo acquisto che arriva in una generica scatola di cartone, o in un packaging attraente e su misura?"

 Beth Owens - Strategista di marketing

L'acquisto online è un'esperienza completamente diversa dallo shopping nei negozi fisici. Tutti i punti di riferimento all'interno della customer journey sono cambiati proprio con la diffusione del packaging dell'ecommerce, che ha sostituito, in alcuni casi, il packaging primario tradicional.

L'arrivo alla porta di casa di ogni pacco segna l'inizio del Secondo Momento della Verità attraverso il coinvolgimento e le aspettative sul prodotto del consumatore.

In questa fase, il packaging dell'ecommerce è la prima cosa che un cliente vede, ed è quindi responsabile di veicolare i messaggi chiave di un brand, compresa la sua politica di sostenibilità, a cui i consumatori fanno sempre più attenzione.

Nell'esempio qui sotto, sviluppato da noi di Blue Box Partners, il design del packaging è in grado di generare una prima impressione straordinaria. Fornisce un fantastico incentivo all'apertura e promette di offrire un'esperienza di unboxing memorabile.

Secondo Dotcom Distribution, il 40% degli acquirenti online condividerebbe un'immagine del proprio acquisto sui social media si questo avesse una confezione brandizzata.

L'esempio successivo suscita curiosità e consapevolezza delle possibilità di riciclo dopo l'uso. Una ricerca mostra che il 62% degli acquirenti online è più propenso ad acquistare marchi che utilizzano imballaggi sostenibili.

Questi esempi sono fatti di cartone ondulato, una soluzione monomateriale che garantisce maggiore sostenibilità, semplifica lo smaltimento e il riciclo, ed è una soluzione amica dell’ambiente.

L'utilizzo di prodotti sostenibili e la loro comunicazione permettono alle aziende di coltivare un'immagine più forte, etica e di responsabilità sociale. Le tematiche relative al packaging sostenibile sono diventate una preoccupazione globale, come mostra chiaramente il grafico qui sotto dove si possono osservare le tendenze di ricerca della parola chiave "sustainable packaging” in tutto il mondo.

In entrambi questi esempi, si può vedere chiaramente che il design del packaging migliora la narrazione del marchio. Non è solo "una scatola", ma una possibilità di creare un’esperienza che il consumatore vorrà ripetere in seguito. E, secondo Forbes, acquisire nuovi clienti può costare fino a cinque volte di più che mantenere la base esistente.

Esperienza di unboxing memorabile - La chiave per l'Ultimate e Zero Moments Of Truth

Un'esperienza di unboxing positiva è come la ciliegina sulla torta: l’ingrediente segreto che rende l’esperienza stessa perfetta!

Il packaging coinvolge il consumatore, ma ha anche il compito di fissare nella memoria l’esperienza con il brand. Tutto questo si traduce in un più ampio spazio per il posizionamento e lo storytelling.

Aprendo la scatola, i consumatori continueranno il loro viaggio, offrendo al brand ulteriori opportunità di veicolare messaggi in linea con i principali valori del marchio stesso.

Allo Pipes, i marchi possono proporre servizi aggiuntivi e ulteriori informazioni su come riutilizzare i loro imballaggi. Nel primo esempio, i genitori possono costruire un cellulare per bambini:

Questo è simile all'iniziativa di Amazon intrapresa nel luglio 2020, "Meno imballaggi, più sorrisi" che ha incoraggiato i consumatori a trasformare le scatole in case per animali e costumi da robot.

O questo esempio qui sotto, dove gli acquirenti online sono invitati a riutilizzare la scatola per vendere articoli di abbigliamento su Vinted!

La possibilità di utilizzare il packaging per fare un reso è facilitata dalla presenza di bande adesive aggiuntive utili per richiudere e rispedire il prodotto originale o eventuali altri oggetti.

Il design del packaging è diventato uno strumento potente che può avere un impatto su tutta la customer journey. Non solo aiuta a coinvolgere e informare i consumatori, ma può essere anche un mezzo di fidelizzazione.

Di conseguenza, il packaging gioca un ruolo importante in tutto il funnel d'acquisto, dove i consumatori sono influenzati non solo dal prodotto, ma dall'intera unboxing experience.

Il packaging in sé può anche suscitare un senso di sorpresa, soprattutto se l’azienda concede benefici extra e coupon. Essi possono rappresentare un’ulteriore leva di coinvolgimento che spingerà il consumatore alla condivisione del momento con altri, creando un contenuto virale che aumenterà l'eWOM (e-Word Of Mouth), e diventerà il Momento Zero della Verità (ZMOT) per un altro consumatore che cerca online lo stesso prodotto o uno simile.

Per concludere: come sarà il futuro del packaging per l'ecommerce?

Man mano che la tecnologia continua ad evolversi e i progressi come AR (Augmented Reality) o IoT (Internet of Things) diventano comuni, il concetto di un'esperienza di unboxing memorabile diventa ancora più importante.

Il packaging ricoprirà, quindi, un ruolo da protagonista indiscusso nell’ambito dell'evoluzione e del lancio di prodotti, poiché è evidente il suo apporto cruciale nel coinvolgimento del consumatore, ma anche nel promuovere i valori di sostenibilità.

Se hai bisogno di supporto per la progettazione di packaging per l’e-commerce il nostro team è a tua disposizione: contatta CART-ONE per una consulenza personalizzata.

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Andrea Pastore 03/06/2022

Obbligo di dichiarazione non finanziaria anche alle PMI
 Il 21 aprile 2021 la Commissione europea ha pubblicato un pacchetto di misure in cui si trova la proposta per una direttiva sulla reportistica aziendale per la sostenibilità: la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd) che rivede e rafforza l’attuale direttiva sulla rendicontazione non finanziaria, che mira ad estendere i soggetti economici obbligati a redigere la dichiarazione non finanziaria. Dal 2026, infatti, la DNF sarà obbligatoria anche per le PMI -rappresentanti il 99% delle aziende dell’Unione europea- e dovrà essere in formato digitale.   Cos’è la dichiarazione non finanziaria e quali informazioni deve contenere La dichiarazione non finanziaria e il bilancio di sostenibilità evidenziano le best practice che le aziende mettono in atto ai fini di una crescita sostenibile. I punti minimi da trattare sono cose: Impatto ambientale: consumi di risorse energetiche e idriche, distinguendo quelle prodotte da fonti rinnovabili e non, emissioni di gas serra e inquinanti, con indicazione specifica di quelle di anidride carbonica (CO2). Impatto sociale: impatto attuale e futuro in termini di rischio sanitario (e non solo) sulla salute e sicurezza degli individui della società. Iniziative di sviluppo sociale e culturale dei territori in cui opera l’azienda. Tutela dei lavoratori: iniziative adottate per contrastare il caporalato e lo sfruttamento minorile nel lavoro; migliorare l’ambiente lavorativo garantendo l’inclusione e la parità di genere. Tutela dei diritti umani: elenco di tutte le azioni messe in atto al fine contrastare qualsiasi tipo di violazione dei diritti umani o discriminazione. Contrasto alla corruzione: elenco di tutti gli strumenti impiegati per combattere la corruzione attiva (che esponenti aziendali potrebbero mettere in atto) e quella passiva (di cui l’azienda potrebbe essere vittima). Tutte le informazioni incluse dovranno assolutamente rispettare gli standard riconosciuti a livello internazionale, primo fra tutti il GRI (Global Reporting Initiative). Chi è obbligato a fare la DNF? La Direttiva 254/14/UE (2014) ed il D. LGS 254/2016 che l'ha recepita in Italia, prevede l’obbligo solo per i soggetti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti e che hanno superato specifici limiti di dimensione (totale dello stato patrimoniale: 20 milioni di euro e totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro).  L’obbligo alla sola categoria ha fortemente limitato la diffusione della direttiva in Italia, se si pensa che le DNF del territorio italiane monitorate da Consob nel 2020 erano solo 204. Data la crescente rilevanza dei rischi connessi alla sostenibilità e dato il fatto che le PMI quotate comprendono un’ampia fetta di tutte le aziende quotate nell’Unione, al fine di garantire la protezione degli investitori, è quindi opportuno estendere l’obbligo anche alle: società quotate con meno di 500 dipendenti, comprendendo anche le SMEs (piccole e medie imprese) i cui titoli sono trattati su mercati regolamentari europei; società di grandi dimensioni, anche se non quotate. Per ottenere una maggiore chiarezza sulla modalità di presentazione e i requisiti richiesti di rendicontazione per le aziende, la Commissione punta sulla Tassonomia grazie alla quale mira a superare la notevole confusione di sistemi di reporting.  Per chi non è obbligatoria la DNF? Le microimprese: attualmente e in futuro, queste rimarranno totalmente escluse dall’obbligo di rendicontazione. Le SMEs non quotate: queste imprese possono redigere volontariamente delle informative strutturate in materia di sostenibilità sulla base di standard coerenti con le loro caratteristiche. La Corporate Social Responsability e l’estensione della DNF Alla base della volontà di estensione della rendicontazione non finanziaria anche alle piccole e medie imprese, c’è la crescente consapevolezza che il raggiungimento del successo nei mercati internazionali non si esaurisce mediante il raggiungimento di buone performance in termini di profitto, ma anche assolvendo impegni di natura sociale. Questa è ciò che viene definita Corporate Social Responsibility: ossia l’insieme delle azioni messe in atto con lo scopo di affrontare in prima linea le problematiche di impatto etico e sociale e incorporarle negli obiettivi di business.  Cart-One si impegna da sempre ad adottare soluzioni innovative ai fini di una crescita sostenibile. Dai uno sguardo alle nostre CERTIFICAZIONI.
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