Rincaro materie prime: l’avviso di Confartigianato e Confindustria

seo 15/11/2021 0

Non si arresta la curva dei rincari, che ormai tocca il 70% per la cellulosa; e mentre sono sei mesi che assistiamo ad aumenti senza pari delle materie prime (come acciaio, legno e gas), ci tocca interrogarci ancora una volta sul destino delle filiere produttive, messe a dura prova dai prezzi ormai alle stelle.

Le aziende italiane, poi, sono ulteriormente vessate dai rincari riguardanti i costi energetici, per cui occorre trovare soluzioni per non arrestare intere catene di produzione. In particolare, le aziende maggiormente in difficoltà sono micro, piccole e medie imprese, su cui si abbatte una duplice spada di Damocle rappresentata dal costo delle materie prime e dell’energia.

Dai dati che provengono da Confartigianato, emerge che l’effetto più “costoso” si evidenzia nel Nord Est del nostro Paese, dove risiedono diverse aziende e imprese anche a carattere familiare. In quest’area il rincaro delle materie prime pesa sulle micro e piccole imprese per il 3,3% del Pil. 

L’impatto ha travolto anche il Nord Ovest incidendo per il 2,8%, mentre per le micro e piccole imprese del Centro Italia l’impatto scende al 2,3%%; il minor impatto è registrato al Mezzogiorno, attestandosi sull’1,8%.

La questione dell’introvabilità delle materie prime mette a dura prova l’esistenza delle aziende, che devono rinunciare alle commesse sia per la difficoltà di reperimento delle materie prime, sia per l’impossibilità di tener fede a preventivi effettuati mesi addietro. 

Confartigianato ha reso noto che la percentuale delle imprese operanti nel settore delle costruzioni, che nel mese di settembre 2021 denunciano la scarsità di materiali come ostacolo alla produzione, sale al 9,5%.

Materie prime: come influiscono sulla ripresa economica

Il caro materie prime e la loro introvabilità sono un ostacolo alla ripresa. Nonostante le commesse siano in aumento, assistiamo a un rallentamento degli investimenti, ma anche dei processi di innovazione, e cala la domanda di lavoro. C’è anche chi tenta di accedere agli ammortizzatori sociali. 

Aumenta la necessità di vigilare sulle manovre speculative, pertanto sarebbe opportuna l’istituzione di meccanismi di calmierazione come nel caso del settore energetico.

Come il settore degli imballaggi sta affrontando la crisis 

La ripartenza, per quanto riguarda il settore degli imballaggi, ha portato a un aumento di richieste, ma l’avvicendarsi dei lockdown e le restrizioni avevano spinto le imprese a frenare. Così facendo, si è creato un distacco tra les richieste del mercato e l’effettiva capacità di risposta.

Attualmente pesano sul settore degli imballaggi i rincari sulla cellulosa, oltre ai costi della carta da macero e ai costi del gas, che ormai sono saliti alle stelle. Alcune cartiere stanno pensando di contrastare il momento sospendendo momentaneamente l’attività, tutto questo per evitare la produzione in sottocosto.

Il quadro degli aumenti mette veramente a dura prova la produzione: basti pensare che per la fibra lunga Nbsk ci sono stati rincari del 60%, mentre ammontano al 70% per la fibra corta eucalipto. Tali aumenti si traducono in un prezzo a tonnellata di 1.350 dollari per la fibra lunga e di 1.150 dollari per la fibra corta secondo i dati di Assocarta.

Carta e cartone da riciclare sono saliti rispettivamente del 138% e del 143%, segnando prezzi da 155 fino a 170 euro a tonnellata. Chi desidera acquistare materia prima da riciclare, quindi, la paga molto di più.

Quali sono le ragioni dei rincari per la carta e il cartone da riciclare?

L’avvento della pandemia ha cambiato le nostre abitudini di acquisto. Da un lato vi è stata una richiesta maggiore di packaging per via dell’esplosione dell’e-commerce e per la realizzazione dei packaging destinati all’asporto.

Inoltre, la maggior richiesta di contenitori sostenibili ha portato a individuare nella carta e nel cartone il maggior candidato per la sostituzione delle confezioni monouso.

Bisogna, poi, considerare che il settore cartario è tra quelli più energivori. L’aumento del costo del gas, come riportato anche da Assocarta, è in ascesa già dall’estate del 2020, e purtroppo tende a crescere senza mostrare segni di rallentamento. Ciò ha impattato in maniera significativa sul prodotto finito. Talvolta gli incrementi di prezzo sono pari al 5%, anche fino al 10%.

Per questo motivo, secondo alcune cartiere si renderà necessario il fermo della produzione, almeno fino a quando non si potrà accedere a un costo del gas maggiormente abbordabile.

Quanto impatta il costo dell’energia sul costo del packaging?

Secondo le stime riportate dal Sole 24Ore, l’energia rappresenta il 30% dei costi complessivi sostenuti e quindi, anche se il fatturato tende ad aumentare, proprio in virtù di una richiesta maggiore di carta e packaging in cartone, i margini di guadagno tendono ad assottigliarsi per via del caro energetico.

Tra i settori più colpiti c’è quello del tissue: parliamo della carta sanitaria e per uso domestico, perché questo segmento, per il tipo di produzione, ha bisogno di stringere accordi della durata di almeno sei mesi, una tempistica troppo lunga che ostacola la previsione dei prezzi finali.

Quanto le nuove normative UE sugli imballaggi influiscono sui rincari?

Como abbiamo più volte raccontato negli articoli precedenti, il packaging è al centro di una rivoluzione. La necessità di ridurre o eliminare i volumi di plastica all’interno degli imballaggi ha fatto lievitare la domanda di cartone.

A fronte di una capacità produttiva stabile si è generato un aumento della domanda di cartone che ha generato a sua volta, in questa situazione delicata, un rincaro generale:

Cartone lineabord con supporto ondulato → +65%

Carta grafica → +15-20%

Carta per tubi → +55%

Carta e cartone sono tra i materiali più riciclabili. Nel nostro Paese abbiamo raggiunto un buon livello di circolarità per quanto riguarda la raccolta e il riciclo della carta, dando vita a un ciclo produttivo maggiormente sostenibile.

Al momento si registra un grande quantitativo di ordini, però non si riesce a evaderli. Come abbiamo segnalato all’inizio, il boom dell’e-Commerce ha fatto prendere coscienza ai produttori della necessità di fornire tantissimi imballi. 

Come va ripensata la produzione del packaging?

La crisi del settore cartario ci chiede anche di ripensare il nostro rapporto con il packaging che ha, soprattutto per quanto riguarda il packaging primario, valore estetico, di riconoscibilità del prodotto e così via.

Al momento si cerca di rivedere il concetto di packaging, in particolare in base alla funzionalità, così da allineare la produzione e ottimizzarla solo ed esclusivamente per rispondere a delle esigenze specifiche.

Se già in passato abbiamo parlato di progettazione del packaging in termini di risparmio delle risorse e abbattimento degli sprechi, questa istanza diventa un vero e proprio diktat da assecondare.

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seo 30/04/2022

Si ritorna in fiera: Gli Eventi FEFCO e Ipack-Ima 2022
Il desiderio aumenta l’attesa e se si aggiunge l’entusiasmo è con questo spirito che riprendono le fiere di settore del mese di maggio 2022.  Due eventi in presenza per le aziende della filiera del packaging e cartone ondulato: Milano 3-6 maggio IPACK-IMA e dal 18-20 maggio il Summit FEFCO ad Amsterdam.  Questi eventi sono un interessante momento di incontro per gli attori del mercato dell’innovazione eco-tecnologica del packaging perché è lo scambio di idee che alimenta l’ingegno.  Evento Ipack-Ima  IPACK-IMA, la fiera organizzata da Ipack Ima Srl, joint venture tra UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e Fiera Milano, presenterà soluzioni innovative per tutta l’industria del largo consumo e beni durevoli dedicata a tutte le fasi di lavorazione della filiera produttiva. Dalla lavorazione, confezionamento, fine linea, etichettatura, materiali e design di imballaggio, automazione fino alla digitalizzazione.  Un’ottima opportunità per i professionisti del mercato su scala internazionale e privilegiato luogo di incontro per i buyer dell’industria food e no food, che rappresenta un evento considerevole, simbolo di ripartenza per tutti i settori coinvolti. Summit FEFCO  La FEFCO – Federazione Europea dei Fabbricanti Cartone Ondulato- sta organizzando “Fit for the Future”, il Summit che si terrà ad Amsterdam presso l’NH Collection Barbizon Palace,  Durante gli incontri verranno affrontate tematiche urgenti che il settore deve affrontare con tempestività, in particolar modo il Green Deal europeo, piano strategico che prevede l'adozione di una vasta gamma di iniziative di varia natura, come leggi, decreti e investimenti, con lo scopo di contrastare il surriscaldamento globale ed il cambiamento climatico in atto.  Per tale ragione, il Summit ha messo in cima alla sua agenda i temi della sostenibilità e neutralità climatica: un importante momento per capire come il sistema aziendale europeo possa passare ad una società climaticamente neutrale per creare un futuro migliore. L’obiettivo è mostrare come i continui sforzi del settore del cartone ondulato offrano significative e concrete soluzioni a riguardo.
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Staff Cart-One 20/12/2024

Etichettatura dei prodotti alimentari: cosa cambia con le nuove linee guida del MIMIT
L’etichettatura dei prodotti alimentari rappresenta uno degli strumenti più importanti per garantire trasparenza e fiducia tra produttori e consumatori. Le nuove linee guida del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), pubblicate il 18 settembre 2024, introducono aggiornamenti significativi sull’indicazione quantitativa degli ingredienti (QUID).   Etichettatura dei prodotti alimentari: cosa cambia con le nuove linee guida del MIMIT. Questi cambiamenti mirano a rendere più chiara e uniforme la comunicazione degli ingredienti alimentari, un aspetto essenziale per il mercato interno e internazionale. Ma quali sono le implicazioni per le aziende del settore alimentare? E come il packaging può contribuire a rispettare queste normative? Scopriamolo.   Consulta anche: “Greenwashing: il nuovo quadro normativo e le implicazioni per le aziende di packaging”   Cosa cambia con le nuove linee guida: il focus sul QUID Le nuove disposizioni del MIMIT si concentrano sull’obbligatorietà della dichiarazione quantitativa degli ingredienti, nota come QUID (Quantitative Ingredient Declaration). Questo elemento è fondamentale per informare i consumatori sulla quantità degli ingredienti principali di un prodotto e garantire una scelta consapevole. La dichiarazione QUID è obbligatoria in tre casi specifici: Quando un ingrediente è menzionato nel nome del prodotto: per esempio, denominazioni come “biscotti al cioccolato” o “succo d’arancia” richiedono l’indicazione chiara della percentuale di cioccolato o arancia utilizzati. Quando un ingrediente è evidenziato sull’etichetta: attraverso immagini, colori o testi come “con latte fresco” o “al burro”, è necessario specificare la quantità dell’ingrediente evidenziato. Quando un ingrediente è fondamentale per caratterizzare il prodotto o differenziarlo: ad esempio, un “pane ai cereali” deve riportare la percentuale di cereali contenuta. Perché il QUID è importante Il QUID non è solo una questione normativa, ma anche un elemento di trasparenza che aumenta la fiducia del consumatore verso il prodotto e l’azienda. Informazioni chiare e precise migliorano l’esperienza d’acquisto e favoriscono un confronto diretto tra prodotti simili.   Categorie di alimenti coinvolte e novità specifiche Le linee guida non si limitano a stabilire regole generali, ma introducono chiarimenti specifici per diverse categorie di prodotti alimentari: Prodotti preimballati: l’etichettatura deve essere leggibile, completa e posizionata in modo visibile. Latte e formaggi freschi a pasta filata: questi prodotti richiedono informazioni aggiuntive per garantire una corretta comprensione delle loro caratteristiche da parte del consumatore. Carni utilizzate come ingredienti: un’attenzione particolare è dedicata a questa categoria, con l’obiettivo di garantire la tracciabilità e una chiara distinzione tra prodotti simili venduti in Paesi diversi.   Il valore delle linee guida per il mercato internazionale Le nuove norme offrono un vantaggio competitivo alle aziende italiane che esportano i loro prodotti. Un’etichettatura chiara e uniforme facilita la vendita in mercati esteri, dove normative simili spesso regolano la composizione e la presentazione dei prodotti.   Il ruolo del packaging nell’etichettatura alimentare Il packaging è un elemento cruciale per garantire il rispetto delle nuove linee guida. Un’etichetta non solo deve essere conforme, ma deve integrarsi armoniosamente con il design del packaging, mantenendo leggibilità e impatto visivo. Ecco come il packaging può supportare le aziende: Supporto all’etichettatura leggibile e visibile: le scatole progettate da Cart-One offrono spazi dedicati per l’applicazione delle etichette, assicurando che siano chiaramente visibili e facilmente leggibili dai consumatori. Valorizzazione dell’estetica del prodotto: con un packaging ben progettato, è possibile presentare le informazioni obbligatorie in modo ordinato, senza compromettere l’estetica complessiva. Materiali sostenibili per una comunicazione green: oltre a rispettare le normative, l’uso di materiali riciclabili o eco-friendly comunica i valori di sostenibilità dell’azienda, oggi sempre più apprezzati dai consumatori.   Come adeguarsi alle nuove linee guida del MIMIT Le aziende del settore alimentare devono considerare questi aspetti per adeguarsi alle nuove normative: Revisione del design delle etichette: assicurati che tutte le informazioni obbligatorie siano presenti e facilmente leggibili. Ottimizzazione del packaging: scegli imballaggi che valorizzino l’etichetta e supportino una comunicazione chiara. Innovazione attraverso la personalizzazione: integra design creativi per distinguerti dalla concorrenza, senza compromettere la conformità.   Cart-One come partner per l’etichettatura alimentare Cart-One offre soluzioni di packaging su misura per l’industria alimentare, combinando funzionalità, estetica e sostenibilità. Che si tratti di imballaggi per prodotti preimballati o scatole per latte e formaggi, le nostre soluzioni sono progettate per soddisfare i requisiti normativi e valorizzare i tuoi prodotti.   Il packaging come strumento di trasparenza e valore Le nuove linee guida del MIMIT rappresentano un passo avanti nella trasparenza e nella qualità dell’etichettatura alimentare. Per le aziende, il packaging non è solo un supporto per le etichette, ma un elemento strategico per rafforzare la fiducia dei consumatori e distinguersi sul mercato.   Con Cart-One, puoi contare su soluzioni di packaging innovative, sostenibili e conformi, che ti aiutano a rispettare le normative e a valorizzare i tuoi prodotti.   Contattaci per scoprire come possiamo supportarti nel tuo percorso verso un packaging sempre più efficace e competitivo.   Leggi anche: “29° Rapporto Comieco: riciclo di carta e cartone in Italia, il 2023 segna un nuovo record storico”
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Staff Cart-One 11/04/2025

Dazi USA: impatto su agroalimentare e packaging
Il comparto agroalimentare italiano guarda con crescente preoccupazione alla possibile introduzione di nuovi dazi doganali da parte degli Stati Uniti, una misura che potrebbe penalizzare fortemente l’export Made in Italy e avere ripercussioni dirette anche sulla filiera del packaging alimentare. Dazi USA: impatto su agroalimentare e packaging. L’Italia, con oltre 67 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari nel 2024, ha registrato una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, confermandosi tra i principali paesi esportatori al mondo. Ma l’ipotesi di nuove barriere tariffarie USA rischia di rallentare questo trend positivo. Leggi anche: “Nuove tariffe CAC 2025: cosa cambia per carta, legno, vetro e plastica” Perché i dazi USA preoccupano l’Italia Secondo Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare di Nomisma, i dazi aggiuntivi rientrano in una strategia per riequilibrare la bilancia commerciale americana, da tempo in disavanzo nei confronti dell’Unione Europea. Il deficit supera i 200 miliardi di dollari per le merci, anche se si attenua considerando gli scambi di servizi. Nel mirino potrebbero finire proprio i prodotti agroalimentari italiani, che sono i più esposti all’export verso gli USA tra tutti i paesi UE, con una quota del 12% del valore totale delle esportazioni di settore. I prodotti italiani più a rischio dazi Molti dei prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare dipendono in modo significativo dal mercato statunitense. Tra i più esposti troviamo: Sidro (72%), Pecorino Romano e Fiore Sardo DOP (57%), Vini bianchi del Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (48%), Vini rossi toscani DOP (40%), Olio extravergine d’oliva (32%), Aceti (30%), acque minerali (28%), e anche Parmigiano Reggiano e Grana Padano (17%). Si tratta di percentuali rilevanti, che rendono evidente quanto l’export agroalimentare italiano sia legato al mercato americano. Le regioni italiane più esposte Le conseguenze economiche non saranno distribuite in modo uniforme. Alcune regioni italiane, in particolare del Centro e Sud Italia, rischiano impatti maggiori. La Sardegna è la più vulnerabile: produce oltre il 90% del Pecorino Romano DOP e invia agli Stati Uniti il 49% del proprio export agroalimentare. Segue la Toscana, dove l’olio rappresenta il 42% dell’export verso gli USA e i vini il 33%. Anche il Lazio esporta il 58% del proprio olio negli USA, mentre l’Abruzzo invia il 28% delle sue pasta e prodotti da forno. In Campania, il 26% dell’export vinicolo è destinato al mercato americano. Packaging per l’export: una strategia per reagire ai dazi Nel mezzo di questo scenario incerto, il packaging alimentare può giocare un ruolo chiave per affrontare i cambiamenti imposti dal contesto internazionale. Ripensare il confezionamento diventa una priorità. Investire in packaging sostenibile, efficiente e ottimizzato per la logistica significa ridurre i costi, aumentare l’attrattività del prodotto e adattarsi più facilmente ai mercati alternativi. Un imballaggio intelligente aiuta le imprese a posizionarsi meglio anche in contesti dove la competitività si gioca su dettagli come tracciabilità, sicurezza alimentare, appeal estetico e impatto ambientale. Cart-One al fianco delle imprese agroalimentari In un mercato sempre più influenzato da fattori geopolitici e commerciali, Cart-One si propone come partner strategico per le aziende italiane, offrendo soluzioni di packaging personalizzate e pronte per l’export. Le nostre scatole in cartone ondulato, studiate per le esigenze del settore agroalimentare, rispondono agli standard internazionali e sono progettate per valorizzare ogni prodotto con efficienza, estetica e sostenibilità. Hai bisogno di un packaging più competitivo, sostenibile e pronto asuperare nuove barriere? Cart-One è pronta ad accompagnarti con soluzioni su misura per l’agroalimentare italiano di oggi… e di domani. Contattaci per maggiori informazioni. Consulta anche: “Packaging sostenibile: cosa influenza gli acquisti degli italiani”
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