Come effettuare la raccolta differenziata di carta e cartone (senza errori!)

seo 03/03/2021 0

Carta e cartone sono materiali che non possono essere sprecati. Il loro riciclo comporta numerosi vantaggi a livello industriale, ma anche ambientale. Riciclare, infatti, vuol dire recuperare preziosa materia prima per la realizzazione di nuovi manufatti a base cellulosica.

I benefici ambientali sono evidenti, soprattutto per quanta riguarda una più efficace gestione delle risorse forestali, applicando migliori strategie per la protezione e la salvaguardia degli ecosistemi a vantaggio non solo della flora, ma anche della fauna autoctona, così da preservare al meglio la biodiversità.

È evidente un fatto: la distruzione degli ambienti e la compromissione degli ecosistemi forestali hanno costretto le specie selvatiche a entrare sempre più in contatto con l’uomo e gli animali domestici, d’allevamento e da compagnia. Questo fattore non è da sottovalutare perché è ciò che aperto le porte alla proliferazione di nuovi virus, alcuni dei quali in grado di causare epidemie a livello globale.

Cosa può fare ogni singolo individuo?

Il riciclo ha un’importanza sociale fondamentale: per questo motivo, le nuove generazioni devono entrare sempre più spesso nell’ottica di uno stile di vita che sia sostenibile e “zero waste”.

Questa politica va sostenuta anche attraverso le scelte dei consumatori, andando  cioè a premiare quelle aziende che si muovono nell’ottica di una produzione circolare e sostenibile.

Il singolo individuo ha una grande responsabilità anche per quanto riguarda le azioni quotidiane, come quella ad esempio di condurre una raccolta differenziata consapevole.

Molto spesso l’attenzione si sofferma sulle caratteristiche del materiale: ci sembra carta, allora destiniamo lo scarto nel sacco di raccolta.

Ovviamente questo è solo uno degli errori che si possono commettere quando si ricicla un imballaggio. Vediamo nella pratica come favorire la raccolta differenziata evitando di compromettere l'efficacia e facendo in modo che i materiali siano avviati correttamente al riciclo.

Come si effettua la raccolta differenziata di carta e cartone?

Quando dobbiamo effettuare la raccolta differenziata di carta o cartone, dobbiamo essere attenti a prestare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali per fare in modo che i rifiuti vengano ammessi nella filiera del riciclo.

Come depositare la carta e il cartone per la raccolta?

Se si effettua la raccolta porta a porta è necessario inserire la carta in un sacchetto apposito. Le scatole più grandi devono essere ridotte in pezzi più piccoli o ripiegate su se stesse.

Nel caso in cui la carta debba essere depositata presso una campana o altro contenitore pubblico deputato alla raccolta, carta e cartone devono essere inseriti sempre all’interno, senza altro involucro.

Non inserire buste di plastica o di altro materiale, a meno che non sia previsto dal regolamento comunale. Evitare di lasciare all’esterno i cartoni, perché potrebbero sporcarsi, bagnarsi e quindi degradarsi prima di essere avviati al riciclo.

Come deve essere l’imballaggio di carta prima di essere gettato?

Generalmente gli imballaggi di cartone sono puliti, sia che si tratti di una scatola per una consegna pervenuta da un ecommerce, sia che si tratti della scatola dei cereali per la colazione.

Ma come si riciclano la carta o il cartone che vanno a contatto con i cibi?

Facciamo un esempio pratico, forse il caso più comune di tutti: parliamo cioè dei cartoni per la pizza d’asporto. Come regola generale, la carta unta o con residui di cibo non può essere differenziata all’interno della raccolta della carta.

Se il regolamento comunale lo prevede e il cartone riporta l’apposita indicazione, i cartoni per alimenti possono essere conferiti anche nell’umido.

Ma che succede si il cartone della pizza ha una pellicola di alluminio all’interno? I materiali poliaccoppiati sono una vera sfida per il mercato del riciclo.

Nel caso in cui la pizzeria di fiducia utilizzi questo tipo di cartone è bene sapere che si può, armandosi di un po’ di pazienza, separare la pellicola dal cartone stesso, in modo da poter conferire l’intera scatola nella raccolta della carta.

Il cartone utilizzato per proteggere il pavimento, nel caso di una rinfrescata alle pareti, non può essere gettato nella raccolta della carta. Questo vale per tutti quei materiali che entrano in contatto con solventi e sostanze potenzialmente tossiche.

Carta da forno, fazzolettini per il naso e non solo: ecco i materiali più controversi

Un altro dubbio che spesso affligge il singolo cittadino riguarda i fazzolettini: possono essere riposti o no nella raccolta dell’organico? La risposta è negativa: i fazzolettini, pur essendo realizzati a base cellulosica, non possono essere conferiti nella raccolta dell’umido se utilizzati.

Se le carte oleate, che spesso concorrono alla creazione di packaging per alimenti freschi, non possono essere riciclate, un discorso a parte lo merita la carta da forno. In principio anche questa tipologia di carta, una volta utilizzata, doveva essere destinata alla raccolta del secco o indifferenziato.

Sempre più aziende, tuttavia, stanno realizzando delle soluzioni biodegradabili che possono essere gettate nell’umido dopo il loro utilizzo. In tal senso, si consiglia di verificare sempre le istruzioni presenti sulla confezione.

Gli scontrini non possono essere smaltiti con carta e cartone, visto che sono realizzati con carte termiche.

Scotch, punti metallici e nastri: cosa fare quando l’imballaggio presenta questi dettagli?

Nella raccolta della carta vanno conferiti solo ed esclusivamente carta e cartoni puliti. In caso di trasloco o dell’acquisto di elettrodomestici come i condizionatori, si possono trovare confezioni in cartone con punti metallici che rinforzano gli angoli.

Per conferire il cartone piegato nella raccolta differenziata bisogna per l’appunto eliminare questi i punti metallici. Se l’operazione non dovesse risultare semplice, conviene tagliare il cartone nei pressi dei punti per poter riciclare tutto il resto.

Lo scotch è nemico di carta e cartone: ricordate di eliminarli sempre dagli scatoloni prima di gettarli via.

Dal riciclo di carta e cartone si ricavano tantissime tipologie di nuovi manufatti, dagli imballaggi di cartone ondulato a prodotti di cancelleria e molto altro ancora.

Riciclare vuol dire anche sostenere l’economia del nostro Paese attraverso l’ottimizzazione delle risorse e il risparmio che consegue dall’acquisto di nuova materia prima, che può essere sostituita, per l’appunto, da materiali di recupero.

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seo 22/02/2016

Packaging in cartone ondulato: un’industria in salute
Ogni anno, in Italia, vengono prodotti quasi 6,5 miliardi di metri quadri di cartone ondulato. È uno dei materiali da imballaggio più green in circolazione: naturale al 100%, sostenibile (9 imballaggi su 10 vengono recuperati ogni anno) e amico delle foreste (per ogni albero tagliato per produrre fibra vergine, ne vengono piantati 3). Oltre a questo, è molto resistente ed estremamente versatile, consentendo il massimo grado di personalizzazione del packaging per valorizzare al meglio il prodotto e il brand. Caratteristiche che ne fanno il packaging ideale per la protezione e il trasporto, confermate dal meeting annuale di GIFCO (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato). Nel 2015, il settore ha registrato una produzione nazionale complessiva di 6.455.574.000 metri quadri (circa 3,62 milioni di tonnellate), con una crescita dell’1,69% sul 2014. Si tratta del terzo risultato positivo consecutivo. Il fatturato delle aziende del settore ammonta a circa 3,8 miliardi di euro, garantendo occupazione a oltre 15 mila addetti. “I segnali positivi continuano – annuncia il presidente di GIFCO, Amelio Cecchini – nel primo semestre 2016, infatti, la produzione in metri quadri è cresciuta del 2,5%, rispetto ai primi sei mesi del 2015”. A sostenere questo trend è innanzitutto il settore agroalimentare, destinatario del 57% del packaging, seguito dalla crescita esponenziale dell’e-commerce: un elemento fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera. GIFCO: da oltre 60 anni il “cuore verde” del cartone ondulato In Italia, 9 imballaggi su 10 sono prodotti dalle aziende associate a GIFCO. Degli oltre 6,4 miliardi di metri quadri prodotti nel 2015, 5,8 miliardi (circa 3,3 milioni di tonnellate) sono stati realizzati dagli stabilimenti aderenti al gruppo, che rappresentano il 90% del mercato nazionale. L’Italia si conferma il principale produttore di cartone ondulato in Europa, dopo la Germania. GIFCO associa 69 stabilimenti produttori e 364 scatolifici. La produzione si concentra principalmente tra: Lombardia: 23,8% della produzione nazionale. Emilia-Romagna e Marche: 23% della produzione nazionale. Macro area Lazio-Umbria-Abruzzo: in forte crescita (+16,3%), copre ora il 6,9% della produzione. Guardando ai settori merceologici, l’alimentare (ortofrutta, freschi, bevande, carni) è la destinazione primaria (57%). Il restante 43% è utilizzato dai comparti non food: elettrodomestici, edilizia, metalmeccanica, farmaceutica, arredamento, igiene e cosmesi. Fonte: Converter
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seo 17/03/2020

Scatole per spedizione: come sceglierle in base ai prodotti
Quando si deve spedire qualsiasi merce è necessario procurarsi la scatola e l’imballaggio giusto. Latta, oggetti, fragili, prodotti destinati alla distribuzione Food & Beverage devono essere imballati in maniera corretta per preservarne l’integrità. Durante il trasporto, infatti, la merce potrebbe essere soggetta a compressioni, vibrazioni (pensiamo ad esempio a quelle che si verificano nel trasporto su gomma o rotaia), oppure a colpi accidentali nel corso delle operazioni di carico e scarico. Per fare in modo che il trasporto non danneggi il contenuto, è necessario prestare attenzione alla tipologia di scatola e alle protezioni da inserire all’interno, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza in fase di trasporto e smistamento del prodotto. Come deve essere la scatola per imballaggi? Tipologie e dimensioni Gli imballaggi esterni devono essere di qualità, nuovi e realizzati con cartone robusto. 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L’importanza di un imballaggio accurato: ultime considerazioni Come abbiamo visto fino ad ora, un imballaggio accurato è fondamentale per far arrivare la propria merce a destinazione in maniera integra. Riassumendo, il primo passo è quello di procurarsi una scatola adeguata alle nostre necessità e che sia adatta alla linea di automazione, o che sia facile e veloce da lavorare manualmente. La scatola deve essere corredata dal giusto imballaggio interno, così da attutire ulteriormente le vibrazioni e i colpi fornendo il giusto sostegno e una adeguata protezione. Infine, nel caso di prodotti specifici è necessario utilizzare degli imballaggi omologati, divisori interni e ulteriori strati protettivi per permettere al trasportatore di effettuare il proprio lavoro in sicurezza. A ciascuno il suo prodotto: scopri i nostri imballaggi realizzati su misura per te!
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Staff Cart-One 01/09/2026

PPWR: cosa cambia per il packaging nel cartone ondulato
Dal 12 agosto 2026 è iniziata una nuova fase per il mondo del packaging: è diventato applicabile il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), destinato a sostituire progressivamente la Direttiva 94/62/CE, che per oltre trent’anni ha rappresentato il principale riferimento normativo europeo per il settore.Il nuovo Regolamento si inserisce nel più ampio percorso dell’Unione europea verso la tutela dell’ambiente e la neutralità climatica entro il 2050. In questo contesto, gli imballaggi rappresentano uno degli ambiti su cui intervenire per ridurre il consumo di risorse, limitare la produzione di rifiuti e contenere l’impatto ambientale delle attività produttive. Tra gli obiettivi della PPWR c’è anche quello di prevenire i possibili rischi per la salute umana legati alla presenza di determinate sostanze negli imballaggi e di rendere più sicuri i materiali utilizzati.La PPWR introduce quindi nuove regole che accompagneranno il packaging verso un modello più circolare, intervenendo su aspetti come progettazione, riciclabilità, riduzione dei materiali utilizzati, riutilizzo e gestione del fine vita degli imballaggi. Le prime novità operative Con l’applicazione della PPWR cambiano anche alcune responsabilità per chi produce e immette imballaggi sul mercato europeo. I fabbricanti devono verificare la conformità del packaging ai requisiti previsti dal Regolamento, predisporre la relativa documentazione tecnica e redigere una dichiarazione UE di conformità.Anche lungo la filiera aumenta l’importanza dello scambio di informazioni: i fornitori di materiali e imballaggi devono infatti mettere a disposizione i dati e i documenti necessari a dimostrarne la conformità.È uno dei primi effetti concreti della PPWR: accanto alle prestazioni dell’imballaggio acquistano sempre più peso la tracciabilità delle informazioni e la capacità di documentarne le caratteristiche. Molti dei requisiti più specifici, dalla riciclabilità alla nuova etichettatura europea, entreranno invece in applicazione secondo le scadenze previste nei prossimi anni. Il ruolo del cartone ondulato In questo nuovo scenario che si sta delineando, il cartone ondulato parte da una posizione favorevole: è riciclabile, può essere progettato su misura e consente di ottimizzare materiale, peso e volume in funzione del prodotto e della catena logistica. La filiera europea della raccolta e del riciclo della fibra, inoltre, è già consolidata.La PPWR introduce nuovi obblighi per tutti i materiali da imballaggio, ma valorizza alcune caratteristiche proprie del cartone ondulato. La possibilità di modulare formato, struttura e prestazioni permette di contenere gli sprechi e migliorare l’efficienza di trasporto e distribuzione. Inoltre, le scatole di cartone sono escluse da alcuni obiettivi di riutilizzo previsti per gli imballaggi da trasporto.Il cartone ondulato non è però automaticamente conforme: anche gli imballaggi in fibra dovranno rispettare i nuovi criteri di progettazione per il riciclo e le future classi di prestazione di riciclabilità. Per il settore, la PPWR rappresenta quindi sia un insieme di requisiti da soddisfare sia un impulso a sviluppare soluzioni più efficienti, riciclabili e coerenti con i principi dell’economia circolare.
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