Si ritorna in fiera: Gli Eventi FEFCO e Ipack-Ima 2022

seo 30/04/2022 0

Il desiderio aumenta l’attesa e se si aggiunge l’entusiasmo è con questo spirito che riprendono le fiere di settore del mese di maggio 2022.  Due eventi in presenza per le aziende della filiera del packaging e cartone ondulato: Milano 3-6 maggio IPACK-IMA e dal 18-20 maggio il Summit FEFCO ad Amsterdam

Questi eventi sono un interessante momento di incontro per gli attori del mercato dell’innovazione eco-tecnologica del packaging perché è lo scambio di idee che alimenta l’ingegno. 

Evento Ipack-Ima 

IPACK-IMA, la fiera organizzata da Ipack Ima Srl, joint venture tra UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e Fiera Milano, presenterà soluzioni innovative per tutta l’industria del largo consumo e beni durevoli dedicata a tutte le fasi di lavorazione della filiera produttiva. Dalla lavorazione, confezionamento, fine linea, etichettatura, materiali e design di imballaggio, automazione fino alla digitalizzazione

Un’ottima opportunità per i professionisti del mercato su scala internazionale e privilegiato luogo di incontro per i buyer dell’industria food e no food, che rappresenta un evento considerevole, simbolo di ripartenza per tutti i settori coinvolti.

Summit FEFCO 

La FEFCO – Federazione Europea dei Fabbricanti Cartone Ondulato- sta organizzando “Fit for the Future”, il Summit che si terrà ad Amsterdam presso l’NH Collection Barbizon Palace, 

Durante gli incontri verranno affrontate tematiche urgenti che il settore deve affrontare con tempestività, in particolar modo il Green Deal europeo, piano strategico che prevede l'adozione di una vasta gamma di iniziative di varia natura, come leggi, decreti e investimenti, con lo scopo di contrastare il surriscaldamento globale ed il cambiamento climatico in atto. 

Per tale ragione, il Summit ha messo in cima alla sua agenda i temi della sostenibilità e neutralità climatica: un importante momento per capire come il sistema aziendale europeo possa passare ad una società climaticamente neutrale per creare un futuro migliore. L’obiettivo è mostrare come i continui sforzi del settore del cartone ondulato offrano significative e concrete soluzioni a riguardo.

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Staff Cart-One 26/03/2025

Nuove tariffe CAC 2025: cosa cambia per carta, legno, vetro e plastica
Dal 1° luglio 2025, entreranno in vigore le nuove tariffe dei Contributi Ambientali CAC per gli imballaggi in carta, legno, vetro e plastica. Queste modifiche, stabilite da CONAI in collaborazione con i consorzi Rilegno, Corepla, Comieco e Coreve, mirano a mantenere la sostenibilità economica delle filiere del riciclo e a promuovere un'economia circolare più efficiente. Nuove tariffe CAC 2025: cosa cambia per carta, legno, vetro e plastica. Scopriamo insieme nel dettaglio le novità introdotte, come queste influenzeranno le aziende e quali strategie adottare per ottimizzare la gestione del packaging. Leggi anche: “Marcatura CE delle macchine: cosa cambia con il regolamento UE/2023/1230” Perché sono necessarie le nuove tariffe CAC? La rimodulazione dei CAC nasce dall'esigenza di garantire l'equilibrio finanziario dei consorzi che si occupano della raccolta, selezione e riciclo dei diversi materiali di imballaggio. Negli ultimi anni, i cambiamenti del mercato delle materie prime e il calo dei ricavi dalla vendita dei materiali riciclati hanno messo sotto pressione il sistema, richiedendo un intervento strutturale per mantenere la sostenibilità delle attività operative. In particolare, le nuove tariffe mirano a: Supportare i consorzi di filiera nelle loro attività di riciclo. Adeguare i contributi ai reali costi di gestione dei rifiuti di imballaggio. Promuovere una maggiore responsabilità ambientale nelle aziende che immettono imballaggi sul mercato. Imballaggi in carta: più fasce e agevolazioni per i compositi certificati Per il settore della carta, le fasce contributive passeranno da sei a otto, con una maggiore granularità nella classificazione degli imballaggi. Questa scelta permetterà di applicare il contributo in modo più equo e di premiare le aziende che scelgono soluzioni di packaging più sostenibili. Le principali novità includono: Introduzione di agevolazioni per i compositi certificati delle categorie B1 e C1, che potrebbero beneficiare di tariffe agevolate. Sperimentazione di un anno: Un periodo di prova permetterà di monitorare l'impatto delle nuove tariffe e di apportare eventuali aggiustamenti sulla base dei risultati ottenuti. Linee guida operative: CONAI e Comieco pubblicheranno a breve le linee guida per aiutare le imprese ad adeguarsi correttamente ai nuovi criteri, con particolare attenzione alle piccole aziende che immettono sul mercato volumi minimali di imballaggi compositi. Imballaggi in legno: un aumento graduale per sostenere rilegno Anche gli imballaggi in legno vedranno un aumento del contributo ambientale, che passerà da 7 €/tonnellata a 9 €/tonnellata. Questa modifica è stata studiata per sostenere il consorzio Rilegno, garantendo la copertura dei costi di gestione e il mantenimento dell'equilibrio finanziario. Perché questo aumento? Il settore del legno sta affrontando sfide legate al calo dei ricavi dalla vendita del materiale riciclato. L'aumento del CAC permette di mantenere attive le operazioni di raccolta e riciclo, evitando interruzioni nel servizio. Si tratta di un adeguamento previsto già da tempo, inserito in un piano di stabilizzazione finanziaria a lungo termine. Imballaggi in vetro: contributi ambientali raddoppiati in due fasi Il contributo ambientale per gli imballaggi in vetro subirà un significativo aumento in due fasi: Dal 1° luglio 2025: Il CAC passerà da 15 €/tonnellata a 35 €/tonnellata. Dal 1° gennaio 2026: Ulteriore incremento a 40 €/tonnellata. Cosa ha portato a questa decisione? Difficoltà del mercato: il consorzio Coreve ha segnalato una drastica riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di materiali riciclati. Calo dei prezzi d'asta: nell'ultima asta di ottobre 2024, i prezzi sono scesi a un quarto rispetto all'inizio dell'anno, incidendo pesantemente sul bilancio del consorzio. Aumento dei costi operativi: il rientro di grandi quantità di rifiuti di imballaggi in vetro ha generato un incremento dei costi di gestione, rendendo necessaria una revisione del contributo ambientale. Imballaggi in plastica: tariffe rimodulate per tutte le nove fasce Per gli imballaggi in plastica, le nove fasce contributive in vigore dal 2023 rimarranno invariate, ma le tariffe saranno aggiornate. Corepla ha registrato un aumento del 4,6% dei rifiuti di imballaggi in plastica raccolti, con un conseguente aumento dei costi di gestione e selezione. Nuove Tariffe CAC per la Plastica (dal 1° luglio 2025) A1.1: Da 24,00 €/tonnellata a 40,00 €/tonnellata. A1.2: Da 90,00 €/tonnellata a 87,00 €/tonnellata. A2: Da 220,00 €/tonnellata a 258,00 €/tonnellata. B1.1: Da 224,00 €/tonnellata a 219,00 €/tonnellata. B1.2: Da 233,00 €/tonnellata a 228,00 €/tonnellata. B2.1: Da 441,00 €/tonnellata a 611,00 €/tonnellata. B2.2: Da 589,00 €/tonnellata a 724,00 €/tonnellata. B2.3: Da 650,00 €/tonnellata a 785,00 €/tonnellata. C: Da 655,00 €/tonnellata a 790,00 €/tonnellata. Come prepararsi ai nuovi CAC? Il supporto di Cart-One Le aziende del settore del packaging dovranno adattarsi rapidamente a queste nuove tariffe, rivedendo le proprie strategie di imballaggio e gestione dei rifiuti. Cart-One offre soluzioni innovative per: Ottimizzare l'uso dei materiali di imballaggio, scegliendo soluzioni più leggere e riciclabili che riducano i costi del CAC. Evitare l'overpackaging, proponendo confezioni smart che minimizzano gli sprechi. Supportare le aziende nella transizione verso il packaging sostenibile, aiutandole a rispettare le nuove normative e a migliorare la loro impronta ambientale. Affrontare il 2025 con le soluzioni giuste La rimodulazione dei contributi ambientali rappresenta una sfida, ma anche un'opportunità per ripensare le strategie di packaging in ottica sostenibile. Prepararsi al meglio significa adottare soluzioni che non solo rispettino le nuove normative, ma che migliorino anche l'efficienza operativa e la competitività dell'azienda. Cart-One è pronta a guidarti in questo percorso, offrendoti il supporto necessario per trasformare il tuo packaging in un vero e proprio asset strategico. Vuoi saperne di più su come ottimizzare il tuo packaging in vista dei nuovi CAC? Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come le nostre soluzioni possono aiutarti a fare la differenza! Ti potrebbe interessare anche: “Etichettatura dei prodotti alimentari: cosa cambia con le nuove linee guida del MIMIT” Fonte: ItaliaImballaggio
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Staff Cart-One 08/02/2024

Crisi nel Canale di Suez: a pagare le conseguenze anche il settore agro-alimentare
Il Canale di Suez, una delle vie navigabili più cruciali al mondo, è attualmente al centro di una crisi che sta influenzando significativamente il commercio globale. Crisi nel Canale di Suez: a pagare le conseguenze anche il settore agro-alimentare. Le azioni militari degli Houthi yemeniti hanno causato danni alle navi commerciali e stanno mettendo a rischio le rotte commerciali internazionali. In particolare, il settore agroalimentare è tra i più colpiti, con conseguenze che si estendono fino all'Italia. Leggi anche: “Cambiamenti climatici e impatto ambientale: estate 2023 la più calda” La situazione attuale nel Canale di Suez Il gruppo armato yemenita Houthi è entrato nel conflitto tra Israele e Palestina, attaccando navi commerciali nel Canale di Suez. Mentre il sistema di difesa israeliano ha respinto i missili yemeniti durante il conflitto, le navi commerciali hanno subito gravi danni. Colossi della navigazione come Bp e Msc hanno sospeso la navigazione nell'area, causando un significativo calo delle navi che attraversano il canale. Impatto sull'economia italiana e mondiale Le tensioni nel Canale di Suez possono avere conseguenze rilevanti per l'economia italiana. Il Canale di Suez gestisce oltre il 12% del commercio mondiale e oltre il 40% dell'interscambio marittimo italiano. Nel 2022, questo valore si è attestato a 82,8 miliardi di euro, con il transito essenziale per le esportazioni italiane verso Giappone, Cina, India e Medio Oriente. Rischi per il settore ortofrutticolo Le conseguenze della crisi si riflettono anche nel settore ortofrutticolo italiano. Le esportazioni di frutta verso l'Estremo e Medio Oriente hanno subito ritardi significativi, con tempi di percorrenza aumentati e costi di trasporto elevati. L'industria agroalimentare italiana, che ha esportato oltre 217 milioni di chili di frutta lo scorso anno, rischia di subire perdite considerevoli. Prospettive future e adattamenti del commercio Gli operatori commerciali stanno considerando la revisione delle rotte di trasporto, prevedendo viaggi più lunghi e un aumento dei costi. La chiusura del Canale di Suez ha già causato una riduzione del traffico nel Mar Rosso, con potenziali effetti negativi sui porti italiani come Gioia Tauro, Taranto, Brindisi, Trieste e Genova. Iniziativa Prosperity Guardian e dubbi degli operatori Gli Stati Uniti hanno lanciato l'iniziativa Prosperity Guardian per garantire la sicurezza delle navi commerciali, ma oltre 130 navi hanno preferito circumnavigare l'Africa. Le compagnie di navigazione, come Maersk, Msc e Hapag-Lloyd, stanno applicando tariffe extra a causa dei costi aggiuntivi derivanti dalla deviazione delle rotte. Risvolti economici del blocco del Canale di Suez nel 2021 Il blocco del Canale di Suez nel 2021, causato dall'incagliamento della nave Ever Given, ha dimostrato gli impatti significativi sul commercio mondiale. Le perdite economiche stimate durante i sei giorni di blocco ammontano a miliardi di dollari, evidenziando la vulnerabilità delle rotte commerciali chiave. In conclusione, la crisis nel Canale di Suez sta già provocando ripercussioni notevoli su diversi settori, in particolare sull'agroalimentare italiano. Mentre il mondo cerca soluzioni a questa situazione, è essenziale monitorare attentamente gli sviluppi e adattarsi alle nuove sfide del commercio internazionale. Consulta anche: “Sostenibilità: il riciclo e il riuso per una seconda vita dei materiali”
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seo 10/03/2022

Contributo ambientale CONAI: le novità per il 2022
Dal 1°gennaio 2022 sono entrare in vigore tutte le variazioni relative al contributo ambientale deliberate dal Consiglio di amministrazione CONAI, che vede un’ulteriore riduzione del CAC per gli imballaggi in carta e cartone e per quasi tutti quelli in plastica.  Tale riduzione, da aggiungere a quelle già stabilite nel 2021, sono essenzialmente legate alle quotazioni delle materie prime di imballaggio che continuano ad essere sempre molto alte.   Riduzione contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone  Il valore del CAC per questa tipologia di imballaggi passa da €25/tonnellata a €10/tonnellata.  Se si pensa che solo a inizio del 2021 il valore era di €55/tonnellata, la riduzione complessiva ammonta oltre l’80%.   Si precisa però, che la diminuzione del contributo ambientale non andrà ad incidere sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone. COMIECO continuerà infatti a garantire l’avvio delle operazioni di riciclo for circa 2,5 milioni di tonnellate, che ha consentito di raggiungere l’87% di riciclo degli imballaggi a base cellulosica, con ben 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi europei.  Restano invece invariati i valori degli extra CAC applicabili agli:   Imballaggi poliaccoppiati a base carta, adatti al contenimento di liquidi, cui valori ammontano a 30 €/tonnellata;  Imballaggi di tipo C (costituiti da componente cellulosica pari o superiore o al 60% e minore all’80%), cui valori corrispondono a 120 €/tonnellata  Imballaggi di tipo D (con componente cellulosica minore al 60% o non esplicitata), cui valori complessivi corrispondono a 250 €/tonnellata.  Riduzione del CAC per gli imballaggi in plastica  Il CAC ha visto una riduzione per quasi tutti i packaging in materiali plastici.  Nel dettaglio, il contributo per gli imballaggi in plastica appartenenti alla:  Fascia A1 (imballaggi rigidi e flessibili caratterizzata da una filiera industriale di selezione e riciclo efficiente e consolidata, gestiti prevalentemente in circuiti commercio e industria) si riduce da 150 a 104 €/tonnellata.  Fascia B1 (imballaggi caratterizzati da una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, soprattutto da circuito domestico) si riduce da 208 a 149 €/tonnellata.  Fascia B2 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili da circuito domestico e/o commercio e industria) passa da 560 a 520 €/tonnellata.  Fascia C (imballaggi con attività sperimentali di selezione/riciclo in corso o non selezionabili/riciclabili dalle attuali tecnologie) da 660 a 642 €/tonnellata.  Fino al 30 giugno 2022 il contributo per gli imballaggi appartenenti alla fascia A2 (imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da circuito commercio e industria, ma presente in maniera significativa in raccolta differenziata urbana) resterà invariato, pari a 150 €/tonnellata. A partire dal 1° luglio 2022, in concomitanza con i maggiori costi di avvio a riciclo, il valore del CAC aumenterà a 168 €/tonnellata.  Procedure semplificate per l’import  Tali riduzioni hanno avuto anche effetti sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni.  Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni si riduce da 0,20 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati e da 0,10 a 0,08% per i prodotti non alimentari imballati.  Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi (tara) delle merci importate scende da 101 a 90 €/tonnellata.  Per approfondire l’argomento, puoi consultare la Guida al Contributo Ambientale CONAI 2022. 
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