Proposte sartoriali e prodotti più personalizzati: ecco come l’Inkjet guida Sandra

seo 19/05/2020 0

L’azienda Sandra produce da oltre 60 anni packaging in cartone ondulato destinato a una clientela specializzata in molteplici settori.

Contraddistinta da sempre per la sua capacità innovativa che la porta ad adottare nuove soluzioni sostenibili e all’avanguardia, Sandra introduce nel 2010, all’interno della propria area produttiva, un ondulatore HS da 3,35 metri di luce (il modello più grande disponibile in commercio) e nel 2017 una stampante inkjet single-pass, che conduce l’azienda ad ampliare progressivamente il portfolio di prodotti, con proposte di imballaggi, espositori e materiali destinati al punto vendita, sempre più personalizzati e all’avanguardia.

Joint venture e alleanze nazionali e internazionali

L'azienda, nonostante il suo cospicuo fatturato che solo nel 2018 ha superato i 180 milioni di euro, resta sempre un’impresa a carattere familiare guidata da Fausto Ferretti, figlio del fondatore. Per poter servire efficacemente da un punto di vista logistico tutto il territorio nazionale, nasce la joint venture Cart-One con la ‘Antonio Sada & Figli’ di Salerno.

Grazie a questa collaborazione di successo, le due aziende aderiscono – nel 2014 – all'alleanza con Blue Box Partners: i membri aderenti sono tutte imprese a conduzione familiare, specializzate nella produzione di imballaggi, espositori e carta. Il prezioso scambio di idee, competenze e opinioni tra i titolari della Partnership conduce i membri a prendere importanti decisioni collettive, relativamente all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche volte all'ottimizzazione del flusso di lavoro: ciò ha condotto i membri di BBP a detenere la più grande base europea di macchine da stampa inkjet single-pass.

Grazie all’adozione della stampa digitale, Sandra ha costituito negli ultimi due anni un reparto interamente dedicato a questa tipologia di prodotto. Per i clienti più piccoli, l’azienda offre inoltre un servizio chiavi in mano che si occupa sia della progettazione strutturale che del design e identity dei prodotti (espositori da terra e da banco, vassoi per ortofrutta, bag-in-box e imballaggi pronti per lo scaffale 'shelf ready').

L'adozione della stampa digitale per distinguersi dalla concorrenza

L'approccio alla produzione digitale ha l’obiettivo di distinguersi dalla concorrenza e adottare tecniche e processi difficilmente replicabili dai competitors italiani. Per fare questo – spiega Daniele Plazzi – si è investito tempo e denaro viaggiando tra Nord America e Giappone, per carpire in anticipo i progressi che la tecnologia avrebbe compiuto in un futuro prossimo. L’obiettivo?

  • Ridurre la dipendenza da fornitori esterni per le lavorazioni di pre-stampa e realizzazioni degli impianti stampa
  • Garantire risposte più rapide ai clienti per accorciare i tempi di lancio di nuovi prodotti sul mercato.

Sandra osserva attentamente le prime installazioni di tecnologie pre-print inkjet alimentate a bobina e conclude che la scelta più idonea sia una soluzione post-print.

“Se le decisioni d'acquisto dei consumatori sono influenzate anche dall'aspetto di scatole ed espositori, il nostro obiettivo era offrire una stampa più brillante e più lucida, capace di catturare maggiormente l’attenzione”, afferma Plazzi.

Così nel 2010 lo stabilimento Sandra di Casale di Mezzani accoglie Nasikajet, la linea di stampa digitale basata sulla tecnologia inkjet di Barberan, che Sandra ha personalizzato e ribattezzato.

La ricerca e lo sviluppo dell’azienda verso nuovi obiettivi a medio termine non conoscono sosta. Si guarda costantemente verso nuovi orizzonti con il fine di essere sempre aggiornati sulle nuove tipologie di prodotti disponibili sul mercato, in particolar modo sulle macchine con formati di stampa più ampi e nuovi tipi di inchiostri.

Progetti di sviluppo sostenibili

Gli impegni e le ambizioni di Sandra non finiscono qui. Tra i suoi progetti di sviluppo rientra appieno la progressiva sostituzione della plastica degli imballaggi di plastica monouso, impiegati in mense e fast food. La Mission? Offrire soluzioni alternative ed ecosostenibili, capaci di garantire le medesime performance.

Vuoi saperne di più? Per approfondire scarica l’articolo pubblicato su Italia Publisher

Potrebbero interessarti anche...

Staff Cart-One 25/06/2024

Italia leader nel riciclo: 9 imballaggi su 10 in carta e cartone vengono riciclati
L'Italia brilla ancora una volta nel panorama europeo del riciclo, stabilendo un nuovo record nel 2023 con un tasso di riciclo degli imballaggi in carta e cartone superiore al 90%. Un risultato straordinario che non solo supera ampiamente l'obiettivo dell'85% fissato dall'Unione Europea per il 2030, ma che pone il nostro Paese all'avanguardia nella transizione verso un'economia circolare e sostenibile. Italia leader nel riciclo: 9 imballaggi su 10 in carta e cartone vengono riciclati. Questo successo, frutto dell'impegno dei cittadini nella raccolta differenziata e dell'efficienza della filiera cartaria nazionale, dimostra come l'economia circolare sia una realtà concreta nel nostro Paese. Ma quali sono i numeri di questo successo? Quali le sfide future e il ruolo delle aziende di packaging in questo contesto? Scopriamolo insieme in questo approfondimento. Consulta anche: “Packaging: la carta è il materiale per gli imballaggi alimentari in maggiore crescita” I numeri del successo: un'analisi approfondita Il raggiungimento di questo traguardo, come sottolinea Alberto Marchi, ex presidente di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi Cellulosici), ha consentito di sottrarre oltre 4,7 milioni di tonnellate di carta e cartone dalle discariche. Un'enormità di materiale che, grazie alla filiera cartaria italiana, viene trasformato in nuova materia prima, riducendo la pressione sulle risorse naturali e contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. L'eccellenza dell'industria cartaria italiana, capace di riciclare 12 tonnellate di macero al minuto, si traduce in un risparmio di emissioni di CO2 equivalente, dimostrando come l'economia circolare possa essere un motore di sviluppo sostenibile. Raccolta differenziata: il motore del riciclo Dietro questo successo si cela l'impegno dei cittadini italiani, che con oltre 3,6 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte annualmente, dimostrano un alto livello di consapevolezza ambientale e una partecipazione attiva al processo di riciclo. La raccolta differenziata rappresenta il primo, fondamentale passo per garantire che i materiali riciclabili vengano correttamente avviati al recupero, evitando che finiscano in discarica o nell'ambiente. Sfide e prospettive future: un sud da valorizzare Nonostante i risultati eccellenti, l'Italia non può adagiarsi sugli allori. Ci sono ancora margini di miglioramento, soprattutto in alcune aree del Sud, dove la raccolta differenziata e le infrastrutture per il riciclo presentano ancora alcune criticità. Per affrontare questa sfida, Comieco ha messo in campo un Piano di Azione specifico per il Sud, che prevede investimenti mirati e supporto ai Comuni per potenziare la raccolta differenziata e migliorare la gestione dei rifiuti. L'obiettivo è quello di colmare il divario tra Nord e Sud, garantendo a tutti i cittadini le same opportunità di contribuire al riciclo e alla tutela dell'ambiente. Aziende di packaging: protagoniste del cambiamento In questo contesto, le aziende di packaging hanno un ruolo cruciale da svolgere. La scelta di materiali riciclabili, la progettazione di imballaggi eco-sostenibili e la promozione della raccolta differenziata sono azioni concrete che possono fare la differenza. Le aziende possono inoltre investire in ricerca e sviluppo per trovare soluzioni innovative che riducano l'impatto ambientale degli imballaggi, come l'utilizzo di materiali biodegradabili o compostabili, o la progettazione di imballaggi riutilizzabili. L'Italia come modello di Economia Circolare L'Italia, con il suo impegno nel riciclo di carta e cartone, si pone come modello di riferimento per l'economia circolare. Un modello che, partendo dalla riduzione dei rifiuti e dal riutilizzo dei materiali, punta a creare un sistema economico più sostenibile e resiliente. Il successo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone dimostra che è possibile coniugare sviluppo economico e tutela dell'ambiente, creando un futuro più verde e prospero per tutti. Per approfondire: “Sostenibilità: il riciclo e il riuso per una seconda vita dei materiali”
Leggi tutto

seo 08/07/2023

Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana
Il PPWR rischia di minare alla radice il successo di un decennio di misure per limitare la plastica nell'UE e inondare il mercato di imballaggi in plastica. Niente compromessi in Europa sul regolamento imballaggi: la posizione italiana. La proposta europea in materia di imballaggi presenta numerose criticità, rispetto alle quali la posizione italiana è chiara, come emerge dal parere approvato dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. Andiamo a scoprire tutti i dettagli nel resto dell'articolo. Leggi anche: “Ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi: cosa prevede l'Europa” Cosa afferma l'Europa sulla gestione degli imballaggi L’attuale bozza di regolamento europeo impone regole di gestione degli imballaggi in modo orizzontale a tutti gli Stati membri, ma senza preoccuparsi della storia e all’attuale funzionamento dei rispettivi sistemi. La posizione della Federazione è chiara: “È una scelta miope che trascura nel caso dell’Italia l’eccellenza del riciclo della carta e non solo. Il tutto, senza una credibile valutazione d’impatto sui singoli materiali e sulle rispettive filiere”. Dalla Federazione sale quindi l’appello a tutti i decisori “perché non cedano, sotto la pressione dettata dall’avvicinarsi del fine legislatura europea, alla fretta di chiudere un dossier così rilevante senza riflettere su tutti i possibili risvolti per il buon funzionamento dell’economia circolare”. La posizione italiana sul regolamento imballaggi Gli emendamenti presentati di recente al PPWR rischiano di minare alla radice il successo di un decennio di misure volte a limitare la plastica nell'UE e di inondare il mercato di imballaggi in plastica. Se attuati, sarebbero in totale contraddizione con gli obiettivi del Green Deal, del Piano d'azione per l'economia circolare e dei negoziati in corso per un trattato internazionale sulla plastica: gli obiettivi obbligatori di riutilizzo degli imballaggi per il trasporto andranno a vantaggio degli imballaggi in plastica e penalizzeranno il più riciclato di tutti i materiali di imballaggio: la carta; gli obiettivi obbligatori di riutilizzo rovinerebbero l'industria europea del cartone ondulato; gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non offrono alcuna garanzia di benefici ambientali: il riutilizzo e il riciclo sono complementari. Un mercato di imballaggi in plastica L'Italia sostiene gli obiettivi del PPWR, ma gli obiettivi obbligatori di riutilizzo per tutti i materiali di imballaggio autorizzeranno inevitabilmente la creazione di una grossa quantità di vaschette in plastica a scapito di altri materiali di imballaggio più sostenibili. Il cartone e la plastica non possono competere in modo equo quando si tratta di riutilizzo obbligatorio. La plastica è un materiale leggero, resistente, ma difficile da riciclare e pericoloso per la salute e gli ecosistemi, mentre il cartone è un materiale completamente rinnovabile, altamente riciclato e biodegradabile meno adatto al riutilizzo. Includere il cartone in tutti gli obiettivi di riutilizzo è in totale contraddizione con gli sforzi dell'UE per limitare i rifiuti di plastica, aumenterebbe la quantità di imballaggi di plastica in circolazione e stabilirebbe un “monopolio della plastica” su alcuni segmenti di mercato. Una minaccia per il Green Deal Ciò è in totale contraddizione con gli obiettivi del Green Deal, del Piano d'azione per l'economia circolare e dei negoziati in corso per un trattato internazionale sulla plastica. Un ritorno in auge della plastica rappresenterebbe una minaccia per il Green Deal. Contraddice il piano d'azione per l'economia circolare dell'UE, che afferma che tutti gli imballaggi nell'UE dovrebbero essere riutilizzati o riciclati in modo economicamente sostenibile entro il 2030. Metterebbe a repentaglio i recenti successi nella riduzione dei rifiuti di plastica, come la direttiva sulla plastica monouso. Aumentare gli imballaggi in plastica non ha senso in un momento in cui la comunità globale sta negoziando un accordo storico per ridurre l'inquinamento da plastica. La carta sarà penalizzata Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo avvantaggeranno gli imballaggi in plastica e penalizzeranno il materiale da imballaggio più riciclato: la carta. Con un tasso di riciclo superiore all'80%, il cartone ondulato è il materiale da imballaggio più riciclato e l'industria è impegnata in un'ambiziosa roadmap di decarbonizzazione. Il mercato del riciclo della carta funziona ed è il modello che l'UE dovrebbe far seguire agli altri. I materiali altamente riciclati e rinnovabili come gli imballaggi a base di carta non sono di per sé adatti per il riutilizzo a rotazione multipla. Ci sarebbe un passaggio dal materiale di imballaggio più riciclato alle alternative in plastica in grado di garantire le esigenze di rotazione dei sistemi di riutilizzo, senza alcun beneficio ambientale complessivo. Migliaia di posti di lavoro in meno Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo rovinerebbero l'industria europea del cartone. La sostituzione del cartone con imballaggi in plastica attraverso sistemi di riutilizzo porterebbe alla perdita di migliaia di posti di lavoro nelle comunità locali di tutta Europa dove hanno sede i produttori di cartone. Diamo lavoro a 100.000 persone direttamente, creiamo altri 270.000 posti di lavoro indirettamente e ricaviamo dalle vendite 25 miliardi di euro l'anno a vantaggio delle comunità locali dove ha sede la maggior parte delle nostre fabbriche, spesso in aree depresse. Nessuna garanzia per l'ambiente Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non offrono alcuna garanzia di benefici ambientali: il riutilizzo e il riciclo sono complementari. Il riciclo e il riutilizzo hanno entrambi un ruolo da svolgere nella circolarità degli imballaggi e dovrebbero essere complementari. I sistemi di riutilizzo dovrebbero essere utilizzati ove vantaggiosi per l'ambiente, l'economia e la società. I sistemi di imballaggio in cartone ondulato superano le casse di plastica riutilizzabili in 10 categorie di impatto ambientale su 15, comprese le emissioni di CO2 e il consumo di acqua (LCA sottoposto a revisione paritaria). Le casse di plastica riutilizzabili devono essere riutilizzate almeno 63 volte per essere sostenibili dal punto di vista ambientale (LCA sottoposto a revisione paritaria). Il cartone ondulato è il più riciclato in Europa Con un tasso di riciclo superiore all'80%, il cartone ondulato è il materiale da imballaggio più riciclato in Europa. Costringerci a riutilizzare le nostre scatole invece di ridurle in poltiglia e farne di nuove ci farà uscire dal mercato nonostante il nostro enorme contributo economico e sociale. Gli ambiziosi impegni della roadmap per la decarbonizzazione dell'industria del cartone ondulato rendono superflui tali obblighi di riutilizzo: Il divario sarà colmato dalla plastica, che è più facile da riutilizzare, anche se a caro prezzo per il pianeta a causa del maggiore utilizzo di carburante, trasporti e detergenti. La plastica non si decompone facilmente, quindi quando bottiglie, involucri o casse raggiungono la fine del ciclo di vita, rimangono nel nostro ambiente praticamente per sempre; Tutti noi auspichiamo meno sprechi. Ma tra tutti i materiali di imballaggio, il cartone è il modello che l'UE dovrebbe far seguire agli altri. Vogliamo passi in avanti, non indietro Oltre l'80% del nostro cartone viene riciclato, il dato più alto tra tutti i materiali di imballaggio. Appoggiamo il PPWR, ma per sostenere questo livello e andare oltre, abbiamo bisogno di regole che non ci costringano a riutilizzare i nostri imballaggi invece di riciclarli. Il riutilizzo e il riciclo sono complementari per la circolarità degli imballaggi e gli obiettivi obbligatori di riutilizzo non hanno senso per il cartone ondulato e il cartone. Il PPWR deve rispettare queste differenze se vuole apportare reali miglioramenti all'ambiente. Costringerci ad applicare obiettivi obbligatori di riutilizzo al cartone invece di riciclarlo è come tentare di inserire una spilla quadrata in un foro rotondo. Non funzionerà e riporterebbe indietro le lancette dell’orologio degli obiettivi ambientali dell'Europa. Contraddice anche il piano d'azione per l'economia circolare dell'UE, che prevede che gli imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030. Gli obiettivi del PPWR sono lodevoli e li condividiamo, ma le loro conseguenze indesiderate potrebbero rovinare la nostra attività. Gli obiettivi obbligatori di riutilizzo andrebbero inevitabilmente a vantaggio degli imballaggi in plastica e cancellerebbero gli impressionanti passi avanti che abbiamo fatto nel riciclo del cartone. Ciò comporterebbe il maggiore rilascio di CO2 nell'atmosfera, non il contrario. Consulta anche: “Carta riciclata e carta riciclabile: le differenze tra i due processi”
Leggi tutto

seo 30/08/2021

Rincaro prezzo materie prime
La pandemia di Covid-19 ha mutato sostanzialmente le nostre abitudini di acquisto e la possibilità di circolazione delle persone, richiedendo a molte attività di adeguare i propri servizi per rimanere competitive sul mercato. Con i lockdown che si sono susseguiti nel tempo, sono diverse le aziende che hanno dovuto in qualche modo reinventarsi: basti pensare, ad esempio, al settore della ristorazione, che si è ritrovato con la sola possibilità di vendere le proprie specialità tramite l’asporto e la consegna a domicilio. Gli e-commerce, dall’altro lato, hanno avuto un incremento di richieste in un momento in cui effettuare spese non era semplice per accaparrarsi prodotti di vario tipo, dagli alimentari alla tecnologia, il tutto sempre ai prezzi migliori. Quali sono gli effetti della pandemia sul settore produttivo? A lungo andare, questa situazione di emergenza sanitaria si è trasformata in un’emergenza di tipo produttivo. Cresce, infatti, il prezzo delle materie prime, con un effetto sostanzialmente importante sul costo del prodotto finale. Un esempio lampante è costituito dalla carta da macero, passata dagli 11 euro a tons stimati a febbraio 2020 agli attuali 140 euro a tons. Anche la cellulosa pura ha registrato un sensibile rincaro. Oltre alla maggior richiesta, nell’ambito del settore cartario, di prodotti per il packaging, soprattutto da parte del mondo farmaceutico e alimentare, notiamo anche una difficoltà di reperimento delle materie prime. Il clima di insicurezza ha generato una corsa all’approvvigionamento che sta costringendo i fornitori di carte riciclate a diminuire la propria capacità produttiva. Si registra un incremento anche nei costi del prodotto finito, in quanto questi fattori hanno costretto le cartiere ad aumentare i propri prezzi dal 5% al 10%.  L’aumento dei prezzi non riguarda solo la carta, ma anche la plastica, il legno, il rame e, nel settore alimentare, il grano. Perché la crisi del settore degli imballaggi interessa tutti i settori produttivi? È impossibile pensare a un prodotto senza il packaging: quest’ultimo è parte integrante di una catena di fornitura. Gli imballaggi, infatti, sono fondamentali per diversi settori, come ad esempio quello del Food & Beverage, quello farmaceutico e quello industriale. La maggior richiesta di scatole in cartone ondulato è anche correlata alla crescita degli e-commerce. È aumentata la domanda di prodotti che consentano un trasporto agevole e sicuro. Grammatura della carta e la resistenza della stessa sono le caratteristiche maggiormente ricercate. Quali sono gli effetti dei rincari sulla carta per imballaggi? Purtroppo, le tensioni sul prezzo che riguardano la carta da macero e non solo contribuiscono ai rincari del costo della scatola finale e dei prodotti intermedi. Tale rincaro si traduce poi in un aumento dei prezzi in generale, che si vanno a scaricare sul consumatore finale influenzando la competitività del prodotto stesso, con conseguenze anche sulla shelf life. Non dobbiamo dimenticare che la pandemia ha anche diminuito il potere d’acquisto di molte persone, per cui una sequenza di rincari potrebbe rendere un prodotto meno appetibile e limitare o annullare il suo acquisto, soprattutto se si tratta di un bene non di prima necessità. È necessario intervenire affinché il settore cartario mantenga una produzione sostenibile che possa essere competitiva. Questa è la sfida che riguarda il mercato italiano, perché possa mantenere alto il livello di qualità e costi accessibili.  La speranza è che proprio i mesi di vacanza facciano da volano per la ripresa dei consumi, in maniera tale da rendere maggiormente disponibile la carta da riciclare e da mitigare i prezzi della carta da macero.
Leggi tutto

Cerca...