Come rendere il cartone più resistente

seo 30/08/2022 0

Il cartone è il materiale chiave per organizzare le spedizioni e mantenere in sicurezza i pacchi in magazzino: per questo è necessario che sia resistente e di alta qualità.


Come rendere il cartone più resistente. Spesso la mancanza di robustezza è sinonimo di problematiche legate alla logistica e alla vendita, traducendosi in disagio e mancanza di qualità nel sostenimento di pesi fragili e delicati, e talvolta notevoli. Scopriamo, quindi, come rendere il cartone più resistente.   Leggi anche: “Come spedire gli elettrodomestici: gli imballaggi idonei  

Qualità e sicurezza

Qualsiasi sia il tuo scopo, la scatola di cartone deve essere sempre realizzata e scelta in funzione del prodotto da contenere. Questo per garantire una spedizione senza alcun problema logistico, evitando eventuali cadute, urti e schiacciamenti. L'ideale è puntare su un model di cartone a due onde, scatole per spedizioni più resistenti e caratterizzate da una grammatura superiore. Scegliere una composizione di carte non adatte significa ritrovarsi con un cartone da imballaggio di bassa qualità e di conseguenza, con il bene rovinato. Infatti, eventi imprevisti, potrebbero danneggiare il prodotto all’interno della scatola, come ad esempio anche l’umidità. In secondo luogo, occorre riempire il contenuto della scatola senza lasciare spazi vuoti, impedendo alla merce di muoversi e, allo stesso tempo, sopportando possibili pressioni dall'alto o urti laterali. Per consentirlo, occorre utilizzare imballaggi specifici, come:

  • polistirolo;
  • gommapiuma;
  • carta per pacchi;
  • pluriball.

  L'obiettivo è di creare uno spessore tra la parete della scatola e la merce al suo interno, aggiungendo magari anche delle strutture interne per incastrarla e immobilizzarla. Questo metodo consentirà sicuramente maggiore resistenza con una sorta di scheletro interno: esistono infatti basi di cartone ad alveare o cilindri (chiamate anche canneté) da aggiungere alle scatole americane, per fermare oggetti molto fragili come le bottiglie di vetro. Un altro modo per garantire maggiore sicurezza è di stampare simboli universali per comunicare il contenuto fragile a chi lo trasporta.  

Chiusura e imballaggio

Per rendere ancora più resistente il cartone, oltre al nastro, è possibile utilizzare anche fibbie di plastica per rinforzare e mantenere compatti i lati della scatola, con dei paraspigoli per evitare che si rovinino gli angoli: esistono modelli e forme differenti, in plastica rigida, gommapiuma o cartone. Se, invece, devi spedire pacchi voluminosi per lunghi viaggi, puoi optare per l'imballaggio su pallet, ovvero le pedane in legno con misure standard, le basi perfette per garantire che i pacchi rimangano uniti su un'unica struttura. A questa struttura puoi aggiungere anche una bobina con film e con un macchinario dedicato, racchiudere i colli in un unico elemento, proteggendolo sia dalla pioggia, che da scossoni e spostamenti dovuti alla leggerezza del pacco.   Consulta anche: “Come imballare un televisore e oggetti speciali per un trasloco   Cart-One ti garantisce imballaggi in cartone ondulato e casse progettate e realizzate secondo le tue esigenze. Visita il nostro sito e contattaci per qualsiasi tipo di informazione.

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seo 23/03/2021

E-commerce: una nuova era per il packaging
Sono passati esattamente due anni da quando Cart-One e tutti i membri dell’Alleanza Blu Box Partners sono stati certificati FFP. Da quel momento sono cambiate tante cose. C’è stato un balzo in avanti dell’e-commerce packaging di dimensioni tali che nessuno avrebbe potuto prevedere.  Durante l’ E-pack-Europe, evento che si è tenuto online il 9 e 10 dicembre 2020  è stata fatta una fotografia  precisa della situazione,  analizzando i nuovi scenari e le nuove tendenze. Il business dell’E-commerce – il nuovo processo d’acquisto del cliente Il mondo è in continua evoluzione. Con l’entrata in scena del mondo digitale il processo d’acquisto del consumatore  è stato completamente rivoluzionato.  Gli strumenti messi a disposizione da internet hanno modificato le abitudini. I consumatori non si rivolgono più solo al negozio fisico ma, in parallelo, a più canali di vendita (siti internet, applicazioni, media, marketplace). Questo zigzagare continuo ha reso più complesso e vario il customer journey moltiplicando i potenziali touchpoint. È cambiato il modo in cui si decide dove e cosa comprare. In un negozio fisico siamo più guidati dagli stimoli visivi e dagli impulsi. Gli acquisti online invece sono influenzati dalle recensioni, dalla reputazione che il brand ha saputo costruirsi e dalla sicurezza che deriva dalla reputazione. La fase di ricerca è la fase più importante, dove si gioca tutto. Google la chiama ZMOT (Zero Moment of Truth) Momento Zero di Verità , quello in cui il potenziale cliente interagisce con l’azienda e di conseguenza ha la classifica di creare o modificare la propria opinione rispetto ad essa, al brand, al prodotto. Il Primo Momento di Verità (FMOT) è il primo contatto col prodotto, il ricevimento del pacco, la fase “wow”. Il momento in cui il packaging arriva a casa del consumatore, viene aperto per rivelare il contenuto. Spesso questa fase è oggetto di video amatoriali, postati in rete e visionati da milioni di consumatori. Il prodotto e il suo packaging sono i protagonisti. Il Secondo Momento di Verità (SMOF) è l’utilizzo vero e proprio del prodotto che si svolge tra le mura domestiche. The Ultimate moment of Truth (UMOT) è l’istante in cui il cliente crea un contenuto, sia esso un post, un blog, una recensione, sulla base della sua esperienza di utilizzo da divulgare in rete. In questo modo l’UMOT di un cliente diventa il ZMOT  di molte altre persone.  In questo viaggio il packaging e-commerce gioca un ruolo sostanziale ed entra in gioco durante la fase FMOT  quando il consumatore vede il prodotto per la prima volta.  Come tale, diventa una delle risorse chiave del marchio e rappresenta uno dei fattori di successo della vendita. Ecommerce packaging – la catena di fornitura e la catena del valore Il prodotto confezionato venduto online percorre una lunga strada e viene intercettato e manipolato più volte. La vera sfida è riconoscere i punti su cui è possibile intervenire per creare un vantaggio competitivo. Il pacco può essere movimentato fino a 20 volte di più rispetto all’imballo di un prodotto destinato alla vendita in negozio. Questo significa che il box design per l’e-commerce packaging è notevolmente più complicato, ma è anche una delle componenti più importanti per una strategia di marketing: Ecommerce business - "la pandemia e la nuova normalità"  Studi recenti, da più fronti, rivelano che l’anno appena trascorso ha contribuito a modificare parecchio le abitudini dei consumatori. Le restrizioni causate dalla crisi sanitaria, l’aumento del tempo passato in casa a stretto contatto con dispositivi elettronici e la rete internet hanno dato un’impennata all'ecommerce business.  Se da una parte il settore dei servizi, del trasporto, del ticketing,  del turismo ne è uscito penalizzato, dall’altra tutte le tipologie  dei beni di consumo venduti online e quindi, imballati, hanno aumentato i volumi dell'ecommerce packaging. Ecommerce - profili e aspettative dei principali stakeholder  All'evento E-pack Europe, il moderatore Jim Chrzan (VP Content and Brand Strategy di PMMI Media Group) ha fatto alcune osservazioni interessanti nel suo discorso di apertura:   - Il 75% dei produttori di marchi sta apportando modifiche al packaging secondario   -  Il 40% dei produttori di marchi sta prendendo in considerazione modifiche all’imballo primario  L’imballo ha poi significati diversi per ciascun destinatario della Catena del Valore:  1. Il cliente finale  Come deve essere l’imballo per il consumatore finale? Per il cliente l’apertura della confezione rappresenta il momento clou.  Spesso questo momento – effetto wow- diventa oggetto di una recensione. Su Youtube sono milioni i video con la parola unboxing nel titolo. Il packaging, quando è fatto bene, contribuisce a soddisfare l’aspettativa e influisce positivamente sul "Momento finale della Verità". Ogni recensione positiva di un consumatore diventa potenzialmente  il momento zero del processo di acquisto di un altro consumatore. Secondo questa logica il packaging secondario ha la stessa importanza del packaging primario. 2. Rivenditore/Logistica Quali sono i benefici che l‘imballo può portare al rivenditore e alla logistica? - può contribuire ad aumentare l'efficienza della fase di confezionamento.  - può ridurre l'incidenza dei danni dovuti alla spedizione, migliorando la protezione del prodotto.  - se progettato correttamente, senza essere sovradimensionato, può ridurre al minimo la quantità di rifiuto e il volume di trasporto.  3. Proprietario del marchio  Cosa dovrà avere a cuore l’azienda produttrice?  - Soddisfare i requisiti dei consumatori e dei rivenditori. - Farsi promotore di soluzioni di imballaggio intelligente.  - Aumentare le soluzioni omnichannel per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente e trasmettere sicurezza verso il brand.  Il packaging è una componente importante della strategia di marketing e del servizio che si vuole offrire al cliente. I clienti a volte giudicano il valore o la qualità del prodotto solo con uno sguardo. La tendenza è quella di mettere il packaging primario, secondario e terziario sullo stesso piano, in modo da soddisfare le aspettative del cliente e promuovere i brand.  Come deve essere un e- packaging per soddisfare le esigenze del consumatore finale  e degli stake holders?  Sostenibile Il consumatore è sempre più attento alla sostenibilità ambientale e sempre di più informato. Utilizzare materiale riciclabile al 100%, facilmente conferibile alla raccolta differenziata, come il cartone, è una scelta vincente. Se poi l’imballo è monomateriale renderà la fase finale dell’esperienza d’acquisto ancora più fluida. Robusto, facile da aprire e salvaspazio La robustezza dell’imballo è un prerequisito ed è indispensabile per consentire al cliente di ricevere il prodotto integro. È però anche molto importante che l’imballo sia facile e veloce da aprire e che non sia sovradimensionato in modo da ridurre al massimo i costi di trasporto e da non pesare eccessivamente sulla raccolta dei rifiuti domestica. Personalizzato È molto importante che il pacco conferisca la giusta visibilità al prodotto.  "The first moment of truth" ne risulterà certamente potenziato se l’e-packaging saprà essere all’altezza della situazione. Nel caso dovesse capitare di essere protagonista insieme al prodotto di un video destinato ad essere postato in rete e visualizzato da milioni di persone, è fondamentale che marchio ed eventualmente pay-off siano ben visibili. Riutilizzabile  Chi compra online sa di poter rendere al mittente il prodotto acquistato per qualsiasi motivo: un difetto, un guasto ma anche solo semplicemente perché non piace e si è rivelato un acquisto sbagliato. Poter utilizzare lo stesso imballo dentro al quale lo si è ricevuto è una gran comodità. Una progettazione che tiene conto di questa necessità può fare la differenza.  Se il packaging poi è fatto bene ed esteticamente valido il cliente è propenso a conservarlo e a riutilizzarlo per altri scopi.  Cart-One, l’alleanza di due aziende Sandra e Antonio Sada & Figli che lavorano allineate e con l’unico obiettivo di soddisfare il Cliente è pronta ad affrontare le sfide di questa “nuova normalità” . Contattaci, il nostro team è a tua disposizione.
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seo 10/12/2020

Come è cambiato il decreto sulle etichette degli imballaggi
Negli ultimi tempi è stato modificato il decreto, vigente dal 2006, in termini di etichettatura degli imballaggi. Dalla fine di settembre 2020, i produttori italiani rischiano una sanzione per la mancata o manchevole marcatura degli imballaggi.  Tale provvedimento ha creato non poche difficoltà al settore della produzione e al settore della stampa, che si dovrà adattare in breve tempo alle novità normative imposte. Nel dettaglio il cambiamento del decreto è stato effettuato in seguito alla direttiva europea emanata nell’anno 2018 sull’economia circolare, e dopo il quale è stato promulgato, di conseguenza, nel nostro Paese il decreto legislativo n. 116 del 3 settembre 2020, quest’ultimo entrato poi in vigore il 26 settembre. Che cosa prevede la nuova normativa? Il vantaggio principale della nuova normativa risiede nel fatto che dovrebbe facilitare la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero, nonché offrire ai consumatori informazioni chiare sulle destinazioni finali.  Tuttavia, sul piano pratico il nuovo decreto stabilisce che la mancata marcatura dell’imballaggio è da attribuire al produttore e il provvedimento dovrebbe avere applicazione con effetti immediati.  Questo aspetto mette in difficoltà i produttori di imballaggi, che non hanno avuto il tempo sufficiente per conformarsi alla normativa e simultaneamente non hanno avuto il tempo di smaltire le scorte e rivedere con i propri clienti le modalità attraverso le quali ripensare il packaging. Con il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 226 dell'11 settembre 2020, ed entrato in vigore il 26 settembre 2020, sono state stabilite anche le sanzioni pecuniarie riguardanti la mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi. Tale normativa nasce dalla necessità di adeguarsi alle decisioni del Parlamento e del Consiglio Europeo affinché sia possibile tendere a un’economia circolare. In questo modo gli Stati membri potranno attivarsi per preservare le risorse che possono essere recuperate, stabilendo gli obiettivi da raggiungere al 2025, con il recovery di almeno oltre della metà dei rifiuti urbani, mentre per gli imballaggi è necessario arrivare almeno alla soglia del 65%. Quali sono i cambiamenti principali rispetto al passato? Rispetto alla normativa passata è stata apportata una modifica all’articolo 219, che riguarda i criteri informatori dell'attività di gestione dei rifiuti di imballaggio afferenti al decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152. In particolare, sono state modificate alcune parole del comma 5, che nella precedente versione esprimeva il seguente concetto: "Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell'Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. Il predetto decreto dovrà altresì prescrivere l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio da parte dell'industria interessata, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione." In seguito, non è mai stato emanato un decreto attuativo che avrebbe dovuto esplicitare tempi e modi delle nuove procedure. Dal 2006, infatti, si è sempre fatto riferimento a qualche indicazione su come gli imballaggi dovessero essere marcati, senza mai mettere in atto alcun provvedimento a riguardo, che potesse uniformare l’intero mercato. Il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116 ora prevede che il decreto attuativo è sostituito dalle norme tecniche UNI applicabili, oltre a specificare che: “I produttori hanno, altresì, l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.” Quali sono i problemi derivanti dai cambiamenti? In assenza del decreto attuativo, bisogna prendere come riferimento le norme tecniche UNI applicabili e l'obbligo di indicare le informazioni relative all'imballaggio ai produttori, con efficacia immediata.  Con la definizione dell’obbligo, sono state introdotte anche le sanzioni amministrative per i produttori trasgressori della norma. Tutto questo, tuttavia, porta scompiglio nel mondo degli imballaggi, introducendo soprattutto una serie di problematiche a cui il governo è chiamato a rispondere con maggiore efficacia. La normativa, infatti, così come imposta, mette in difficoltà i produttori che: Non hanno avuto il tempo per lo smaltimento delle scorte. Non hanno avuto il tempo per modificare gli impianti per lo scopo, lavoro per il quale occorrono 3-4 settimane, in particolare per il rifacimento e l’approvazione delle matrici di stampa e la stampa stessa delle etichette. Senza le dovute deroghe si dovrebbero rifare i packaging dei prodotti che una volta confezionati prevedono un periodo di stagionatura (es. vino e formaggi). Manca una legenda chiara ed esplicativa che indichi i simboli di applicazione. Mancano indicazioni precise riguardo la grandezza e l’ingombro dei simboli sul packaging. La normativa di riferimento (CE) 97/129 risulta incompleta, perché prevede solo alcuni materiali ma non tutti. Mancano le tempistiche per ripensare i progetti di packaging già in corso. In tal sense, anche su iniziativa di Confindustria, sono stati richiesti al Ministero dell’Ambiente dei correttivi che offrano la possibilità agli stampatori di smaltire le scorte e adattare gli impianti di stampa. La trattativa è appena cominciata, con le segnalazioni raccolte da Confindustria in un documento inviato il 14 ottobre 2020, attraverso il quale si vuole fare luce sulle difficoltà e sulle criticità all’interno del settore.  Sicuramente è auspicabile una soluzione che consenta di favorire un compromesso ragionevole, che porti le aziende ad adeguarsi seguendo regole certe e definite sia per quanto riguarda la produzione degli imballaggi di cartone, che di altra tipologia. Intanto, per ovviare alle problematiche esposte, Conai ha messo a disposizione una serie di linee guida e un tool operativo, consultabile all’indirizzo e-tichetta.org, con lo scopo di fornire delle indicazioni per la marcatura degli imballaggi. Seppure messi a disposizione da un ente riconosciuto a livello nazionale, gli strumenti proposti dal Conai non sono ancora validati ufficialmente dal Ministero. In tal senso, è stata istituito l’indirizzo email epack@conai.org per offrire all’utenza la possibilità di inviare le proprie segnalazioni ed esprimere i propri dubbi. Qualora si utilizzino questi strumenti, è importante informare i propri clienti della provvisorietà degli stessi. Tale consiglio è raccomandato dal momento in cui il Ministero potrebbe richiedere eventuali adeguamenti e fornire nuove indicazioni, che richiederebbero un nuovo adattamento degli impianti di stampa e nuovi costi da sostenere.
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seo 23/02/2021

Packaging protagonista del commercio elettronico
Il packaging ha acquisito negli ultimi mesi un’importanza crescente in corrispondenza dell’incremento dei consumi derivati dall’acquisto di beni online. La recente epidemia di Covid-19 ha avvicinato anche i più scettici, dando un impulso agli acquisti tramite le piattaforme digitali. Moda, cosmesi e alimentari, ma anche attrezzature sportive e prodotti di intrattenimento sono stati acquistati online con maggior frequenza, magari superando quella barriera di scetticismo che riguardava il commercio elettronico. A una maggiore richiesta di spedizioni è corrisposta una maggior necessità di imballaggi che potessero sopportare i vari settori industriali. In tal senso, il packaging è diventato vero e proprio protagonista di questo periodo. La competitvità di un e-Commerce non si fonda solo sulla qualità del prodotto, ma anche e soprattutto su come si conclude il percorso di acquisto. Tralasciando i servizi di pre e post vendita, un utente si aspetta che la sua consegna arrivi in tempi veloci e in maniera integra. Tutte queste istanze dovevano essere accompagnate anche da un altro fattore, ossia la sostenibilità. Secondo le stime fornite da Netcomm, solo in Italia si generano 20 milioni di consegne mensili derivanti dall’e-Commerce. Il flusso di imballaggi è notevole, e proprio questo gettito di imballaggi può rappresentare un’opportunità per la filiera del riciclo. Il packaging: la necessità di un prodotto sostenibile Il packaging utilizzato generalmente nella filiera logistica è costituito da scatole americane in cartone ondulato, anche se, per gli oggetti di dimensioni più contenute, possono essere impiegate delle buste in carta o plastificate, oppure con una speciale imbottitura nel caso di oggetti più fragili. Le aziende che si sono rivolte ai propri clienti tramite il commercio online si sono dovute quindi porre il problema di quale potesse essere la miglior soluzione per spedire i propri prodotti in maniera tale che potessero arrivare integri a destinazione. A un aumento degli acquisti online corrisponde, di conseguenza, un aumento degli imballaggi immessi in circolo, ma tutto ciò non si deve tradurre necessariamente nella creazione di un rifiuto.  In tal senso, se per l’imballaggio primario poco è cambiato, nel senso che le aziende che avevano intrapreso dei passi verso l’adesione a sistemi di produzione e distribuzione nell’ottica della circolarità hanno continuato per questa strada, per quanto riguarda l’imballaggio secondario la situazione è ben diversa. Il problema è stato quello di trovare una strategia che conciliasse la tutela ambientale e degli ecosistemi forestali, il minor uso possibile di materiali di imballaggio e allo stesso tempo limitare l’uso della plastica.  La risposta consiste nel privilegiare i prodotti provenienti dalla filiera del riciclo, al fine di attuare una strategia rispettosa dell’ambiente. Il cartone ondulato è risultato il candidato perfetto per assolvere a tutte queste necessità proprio perché biodegradabile, resistente e riciclabile, ma anche realizzato a sua volta con materie prime provenienti dalla filiera del riciclo. L’importanza dell’utilizzo di imballaggi in cartone ondulato Secondo le percentuali raccolte dalla Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio relative al settore del packaging, si è concluso che il 92% degli ordini viene spedito in imballaggi di cartone ondulato. Tramite questo materiale si possono produrre diverse tipologie di scatole, dalle dimensioni più grandi a quelle più piccole, che possono essere utilizzate sia nella catena di confezionamento manuale che in quella automatizzata. Per gli oggetti più piccoli, come prodotti di cancelleria, libri, videogames ecc. è diffuso l’uso di buste rigide in cartone ondulato. Si stima che nel 2019 siano state 293.000 le tonnellate di cartone ondulato utilizzato per la produzione di scatole per spedizioni. Dopo l’uso la maggior parte degli imballaggi viene destinata alla filiera del riciclo, alimentando la produzione di nuovo cartone.  In Italia gli imballaggi recuperati raggiungono una percentuale dell’80% ponendo il Paese in anticipo rispetto alle direttive europee, che richiedono entro il 2030 di raggiungere la soglia dell’85% di recupero.  CART-ONE è il partner ideale per le aziende che operano anche nell’ambito del commercio digitale ed hanno la necessità di realizzare un packaging personalizzato per la spedizione dei propri prodotti. Contattaci per scoprire le nostre proposte.
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