Riciclo carta e cartone, nel 2025 l’Italia si conferma ai vertici e guarda alle nuove sfide
Il 31° Rapporto Comieco registra un tasso di riciclo del 93,1% e indica le priorità per il futuro: qualità, nuovi flussi, impianti e progettazione degli imballaggi.
Staff Cart-One 03/08/2026 0
Nel 2025 l’Italia ha avviato a riciclo il 93,1% degli imballaggi in carta e cartone immessi al consumo. Il dato, contenuto nel 31° Rapporto Comieco, migliora di 0,6 punti percentuali rispetto al 92,5% del 2024 e mantiene il nostro paese ben oltre l’obiettivo europeo dell’85% fissato per il 2030.
Nel corso dell’anno sono stati immessi al consumo circa 4,96 milioni di tonnellate di imballaggi cellulosici, mentre 4,61 milioni di tonnellate sono state conferite al riciclo. L’aumento dei quantitativi riciclati è stato contenuto, pari allo 0,4%, ma si è verificato in un contesto più regolare rispetto al 2024, quando le tensioni sui mercati delle materie prime e la gestione delle scorte avevano reso meno lineare il rapporto tra consumo, raccolta e riciclo. Nello stesso periodo, l’export di carta da riciclo è diminuito del 4,1%, segnalando un maggiore utilizzo interno da parte dell’industria cartaria.
La qualità è la nuova sfida
Dopo anni nei quali l’obiettivo principale era aumentare i volumi raccolti, il Rapporto richiama l’attenzione sulla qualità dei materiali avviati a riciclo. Per il settore del cartone ondulato, disporre di fibre recuperate più pulite e omogenee significa ridurre gli scarti di lavorazione e ottenere materia prima secondaria più adatta alla produzione di nuovi imballaggi.
Il tema coinvolge l’intera filiera, dalla corretta separazione da parte di cittadini e imprese fino alle attività di raccolta, selezione, recupero e trasformazione. Per migliorare ulteriormente non basta quindi raccogliere più carta e cartone: servono meno impurità, una maggiore uniformità dei materiali e una valorizzazione più efficace delle fibre lungo tutte le fasi del processo.
Previste oltre 4 milioni di tonnellate nel 2026
Per il 2026 Comieco prevede che la raccolta comunale di carta e cartone superi i 4 milioni di tonnellate, arrivando a circa 4,04 milioni. L’incremento stimato è di poco più di 65 mila tonnellate e dovrebbe concentrarsi soprattutto nel Sud e nelle Isole, con quasi 46 mila tonnellate aggiuntive. Il Mezzogiorno è ormai una componente sempre più rilevante del sistema nazionale e conserva margini di crescita superiori rispetto alle aree dove i livelli di raccolta sono già più elevati.
L’obiettivo di breve e medio periodo è spingere verso il 14% il tasso di intercettazione della carta sul totale dei rifiuti urbani. Accanto ai flussi tradizionali, sarà inoltre necessario raccogliere e selezionare meglio i cartoni per bevande e gli imballaggi compositi, destinati ad assumere un peso crescente nei consumi e nei processi di riciclo.
Gli obiettivi per il 2026
A ridefinire le prospettive della filiera sarà soprattutto il PPWR, che introdurrà gradualmente requisiti vincolanti in materia di riciclabilità, contenuto riciclato, minimizzazione, riuso e progettazione, con effetti diretti sulle scelte di produttori e trasformatori. La progettazione dell’imballaggio diventerà quindi fondamentale, perché per rendere più efficienti i processi di recupero sarà necessario verificare che l’imballaggio possa essere effettivamente raccolto, selezionato e riciclato nei processi industriali esistenti. In questa direzione, Comieco e CONAI stanno lavorando all’estensione del metodo Aticelca anche a queste tipologie di packaging, rafforzando il principio del design for recycling.
Il riequilibrio territoriale passa anche dagli impianti. Il PNRR destina al comparto circa 105 milioni di euro, di cui 94 già allocati, per 48 progetti lungo la filiera. Il rafforzamento della rete dovrà però fare i conti con i tempi delle autorizzazioni e con la necessità di coordinare meglio raccolta, selezione, logistica e utilizzo industriale.
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