L'Italia leader europeo per recupero e riciclo dei rifiuti e per l’economia circolare

seo 21/12/2021 0

Il nostro Paese costituisce un riferimento a livello europeo per l’attenzione mostrata verso la sostenibilità delle attività produttive, riciclo dei rifiuti e circolarità dell’economia. Alcuni indicatori chiave per comprendere la sostenibilità di un’economia nazionale sono: il tasso di riciclo dei rifiuti, l’uso di materia seconda nell’economia, la produttività e il consumo pro-capite di risorse. 

Il tasso di riciclo dei rifiuti è in Italia del 79%, contro una media europea del 38% e il 43% della Germania. La produttività dell'uso delle risorse è al 3,64%, contro il 2,2% dell'Ue e 2,54% della Germania; il tasso di circolarità della materia è al 19,3% contro rispettivamente 11,9 e 12,2%.  

In particolare, ottimi risultati sono stati stato raggiunti nella filiera della carta e cartone, con un recupero superiore a 5 milioni di tonnellate, che raggiunge l’80% nel caso degli imballaggi. Ogni punto percentuale di crescita del riciclo di carta equivale ad una riduzione di 84.000 tonnellate di rifiuti da smaltire. Nel 2018, il riciclo industriale della carta in Italia ha consentito di evitare consumi energetici pari a 1,5 milioni di Tep ed emissioni climalteranti pari a 4,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. 

Grazie a questa politica, l’Italia risparmia ogni anno 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 63 milioni di tonnellate di CO2.  

Massimo impegno a mantenere la "leadership assoluta" nell'economia circolare è stata assicurata dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. 

Per la vicepresidente di Confindustria con delega all'ambiente e alla sostenibilità, Maria Cristina Piovesana, è fondamentale investire nell'economia circolare e nella transizione ecologica cogliendo tutte le opportunità offerte dal Piano nazionale ripresa e resilienza. 

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Staff Cart-One 09/06/2025

CAC 2025: novità per carta, vetro, plastica e legno
A partire dal 1° luglio 2025, il sistema di gestione degli imballaggi in Italia entrerà in una nuova fase. Il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi, ha approvato una serie di rimodulazioni dei contributi ambientali (CAC) per legno, plastica, vetro e, in particolare, per i compositi a base carta. Decisioni che nascono dalla necessità di far fronte a uno scenario economico in continua evoluzione e all’aumento dei costi di gestione della filiera del riciclo. CAC 2025: novità per carta, vetro, plastica e legno. Per realtà come Cart-One, che da sempre pone la sostenibilità al centro della propria visione, è fondamentale comprendere nel dettaglio queste novità. Soprattutto perché la transizione verso imballaggi più riciclabili e coerenti con i principi dell’economia circolare non è solo una scelta etica, ma anche una direzione strategica che richiede consapevolezza e preparazione. Leggi anche: “Overpackaging: il packaging sostenibile parte dalla semplicità” La carta al centro della trasformazione La parte più significativa di questo aggiornamento riguarda proprio gli imballaggi in carta e cartone. Comieco ha ampliato il progetto di diversificazione contributiva, introducendo otto fasce di contribuzione rispetto alle sei attuali. L’obiettivo è chiaro: premiare gli imballaggi realmente riciclabili, soprattutto quelli compositi a prevalenza cellulosica, incentivandone l’adozione attraverso un sistema di sconti e maggiorazioni. In questo contesto si distinguono gli imballaggi certificati Aticelca® 501, che dimostrano una riciclabilità testata in laboratorio secondo la norma UNI 11743:2019. Per questi materiali, il contributo aggiuntivo (Extra CAC) sarà più contenuto, mentre per quelli non certificati i costi aumenteranno in modo più incisivo. È un messaggio chiaro: l’eco-design non è più opzionale, ma parte integrante della strategia produttiva. Per esempio, il contributo per i contenitori per liquidi (CPL) passerà da 20 a 70 euro per tonnellata, mentre gli imballaggi in cartone monomateriale restano stabili, segno della loro centralità in un modello di packaging sostenibile. Nuove dinamiche per legno, vetro e plastica Anche gli altri materiali subiranno variazioni: il CAC per il legno passerà da 7 a 9 euro a tonnellata, con l’obiettivo di garantire equilibrio al consorzio Rilegno. Il vetro, invece, vedrà un doppio aumento: da 15 a 35 euro nel luglio 2025 e poi a 40 euro da gennaio 2026, in risposta al crollo dei ricavi derivanti dalla vendita dei rottami e all’aumento dei costi operativi. Per la plastica, si conferma l’impianto a nove fasce con lievi aggiustamenti, differenziati per tipo di materiale e grado di complessità nella gestione post-consumo. Impatti anche sull’import Le rimodulazioni riguarderanno anche le procedure semplificate per l’importazione di merci imballate. Dal 1° luglio 2025, il calcolo forfettario sul peso dell’imballaggio (tara) salirà da 98 a 114 euro per tonnellata. Le aliquote calcolate sul valore delle merci importate passeranno dallo 0,15% allo 0,17% per i prodotti alimentari e dallo 0,08% allo 0,09% per quelli non alimentari. Carta e cartone: otto nuove fasce per una maggiore precisione L’aggiornamento più significativo riguarda gli imballaggi cellulosici, per cui Comieco ha introdotto otto fasce contributive, rispetto alle sei attuali. L’obiettivo è incentivare l’adozione di imballaggi più riciclabili e certificati, valorizzando l’impiego di cartone monomateriale o compositi con alta percentuale di carta. In particolare, gli imballaggi certificati Aticelca® 501, valutati secondo la norma UNI 11743:2019, beneficeranno di Extra CAC più contenuti rispetto a quelli non certificati. Questa evoluzione premia la progettazione sostenibile e ribadisce quanto il packaging eco-friendly non sia solo una scelta etica, ma una leva strategica per la competitività. Per rendere più chiari gli aggiornamenti, ecco una sintesi delle nuove fasce contributive e dei valori previsti dal 1° luglio 2025. Ecco il dettaglio dei nuovi CAC per gli imballaggi in carta: Fascia contributiva Valore attuale (€/t) Dal 1° luglio 2025 (€/t) Monomateriale 65,00 65,00 Compositi tipo A 65,00 65,00 Compositi tipo B1 (certificati) 65,00 75,00 Compositi tipo B2 (non certificati) 65,00 90,00 CPL (contenitori per liquidi) 85,00 135,00 Compositi tipo C1 (certificati) 175,00 130,00 Compositi tipo C2 (non certificati) 175,00 175,00 Compositi tipo D (<60% carta o non dichiarata) 305,00 305,00 Questa modulazione contributiva sarà in fase sperimentale per un anno, con una valutazione intermedia dopo sei mesi. Le imprese che immettono sul mercato volumi minimi di imballaggi compositi potranno accedere a possibili esenzioni, indicate nelle linee guida che CONAI e Comieco pubblicheranno a breve. Le variazioni per legno, vetro e plastica Anche per il legno è previsto un adeguamento, con il contributo ambientale che passerà da 7 a 9 euro/tonnellata, necessario a mantenere l’equilibrio economico di Rilegno. Per il vetro, il CAC salirà prima a 35 euro (luglio 2025) e poi a 40 euro (gennaio 2026), mentre per la plastica si conferma la struttura a nove fasce, con piccoli aggiustamenti. Le novità per l’importazione di imballaggi Le imprese che importano merci imballate dovranno tenere conto dei nuovi valori anche per le procedure semplificate. A partire da luglio 2025: Procedura Attuale Da 1° luglio 2025 Forfettaria “per tara” (€/tonnellata) 98,00 114,00 “A valore” per prodotti alimentari (%) 0,15 0,17 “A valore” per prodotti non alimentari (%) 0,08 0,09 Un’opportunità per l’innovazione Dietro ai numeri, alle fasce e ai valori aggiornati, si cela un’opportunità concreta: quella di progettare un packaging più efficiente, responsabile e pronto per il futuro. Per un’azienda come Cart-One, che crede nel potere del cartone ondulato come strumento chiave per una logistica e una distribuzione più pulite, queste novità rappresentano una conferma della direzione intrapresa. Imballaggi in cartone leggeri, resistenti e facili da gestire a fine vita: è questo il nostro contributo concreto alla trasformazione sostenibile del settore. Contattaci per maggiori informazioni. Consulta anche: “Nuove tariffe CAC 2025: cosa cambia per carta, legno, vetro e plastica” Fonte: Comieco
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seo 01/10/2016

Blue Box Partners evolve il proprio servizio clienti in Spagna
Innanzitutto, desideriamo informarvi dell'acquisizione di Industries San Cayetano nel nord-est della Spagna. Questa azienda è specializzata in imballaggi singoli ad alto valore realizzati in cartone ondulato o cartone teso. Gli imballaggi innovativi e personalizzati sono uno dei loro punti di forza. I loro prodotti sono molto noti nel settore ittico e dei surgelati, in cui continuano ad essere leader di mercato. Questa integrazione ci consentirà di migliorare i nostri imballaggi a temperatura controllata, specialmente per i settori della carne, della trasformazione alimentare, del vino, del pesce e dei surgelati. Aggiungendo questo al recente lancio della stampante digitale "single pass", siamo indubbiamente in grado di soddisfare tutte le richieste ed esigenze dei nostri clienti. In secondo luogo, il Gruppo Hinojosa, alla fine di luglio, ha concluso l'acquisto dell'impianto di produzione di carta Torrespapel nel nord-est della Spagna. Il nostro obiettivo è integrarlo il prima possibile per renderlo parte della nostra catena di approvvigionamento di materie prime. Per raggiungere questo scopo, investiremo in 40 nuovi posti di lavoro. Queste due acquisizioni rafforzano il nostro piano strategico orientato a una migliore attenzione al cliente, nonché a una migliore integrazione della nostra catena di approvvigionamento. Di conseguenza, Hinojosa e i suoi undici stabilimenti in Spagna si consolidano e si confermano come una delle aziende in più rapida crescita in Spagna. Ciò rafforza anche la presenza di BBP sul territorio spagnolo, consentendo un servizio migliore per i propri clienti e allo stesso tempo consolidando il rapporto con i partner dell'alleanza. Rubén MartínezManaging Partner di BBP, Presidente del Gruppo Hinojosa
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Staff Cart-One 23/05/2022

PNRR: quali sono gli obiettivi da raggiungere e il principio DNSH
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR ) comprende 10 progetti di investimenti e un progetto di riforma e ambisce al raggiungimento di 6 missioni in piena coerenza con i pilastri del Next Generation EU. Il Piano agisce in un arco temporale che va dal 2021 e al 2026 e sono stanziati dal MISE, 18,161 miliardi per l’attivazione degli investimenti. L’obiettivo? Edificare delle solide basi for favorire uno sviluppo duraturo e sostenibile dell’economia garantendo una rapida attuazione dei progetti mediante una semplificazione degli strumenti. Prima di approfondire i punti salienti del PNRR italiano e gli obiettivi da raggiungere, è importante fare un passo indietro e capire meglio contesto, cause ed esigenze che hanno indotto all’ideazione e progettazione di questo Piano. Scenario e contesto italiano ed europeo Il Coronavirus e la pandemia scatenata ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Nel dettaglio, infatti, solo nel 2020 il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9%, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2%. Donne e giovani sono stati i target più colpiti, soprattutto residenti nel Mezzogiorno. Dietro la difficoltà dell’economia nazionale di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei, c’è l’andamento della produttività, molto più lenta che nel resto d’Europa. Tra le cause principali c’è l’incapacità di sfruttare le molteplici opportunità legate alla rivoluzione digitale, originati sia dalla mancanza di infrastrutture adeguate, sia dalla struttura del tessuto produttivo del nostro Paese, caratterizzato da una cospicua presenza di piccole e medie imprese, che sono state spesso lente e impossibilitate nell’adottare nuove tecnologie e muoversi verso produzioni a più alto valore aggiunto. Per contrastare la crisi causata dalla pandemia, l’Unione Europea ha risposto con il Next Generation EU (NGEU). Un programma molto ambizioso che prevede investimenti e riforme per:  accelerare la transizione ecologica e digitale  favorire la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori Con il fine di conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.  L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il dispositivo RRF richiede a sua volta agli Stati appartenenti all’UE di presentare un pacchetto di investimenti e riforme: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). ll Piano di Di Rilancio Nazionale: i tre assi strategici Il PNRR Nazionale si sviluppa intorno a tre assi strategici: Transizione ecologica Il piano presentato ha l’obiettivo di diminuire le emissioni inquinanti, prevenire e combattere l’instabilità del territorio, rendere minimo l’impatto delle attività di produzione sull’ambiente, apportare miglioramenti alla qualità della vita, alla sicurezza ambientale e alla competitività del nostro sistema di produzione, per lasciare un Paese più verde e un’economia più sostenibile alle generazioni del domani. Oltre il 37% delle risorse sono state assegnate a questo progetto. Digitalizzazione e innovazione La digitalizzazione e l’innovazione di processi, prodotti e servizi rappresentano un fattore fondamentale e necessario per la trasformazione del Paese e devono essere alla base di ciascuna politica del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza. Più del 20% delle risorse sono state destinate all’iniziativa. Inclusione sociale Puntare alla parità di genere, preservare e valorizzare i giovani e superare i divari territoriali: queste sono le priorità sulle quali puntare per garantire un’autentica inclusione sociale, superare le disuguaglianze e favorire la rinascita economica di un Paese. Le 6 Missioni del PNRR 6 sono le missioni incluse nel PNRR, in linea con i 6 Pilastri riportati dal Regolamento RRF (Recovery e Resilience Facility) DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’, CULTURA E TURISMO RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA INFRASTRUTTURA PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE ISTRUZIONE E RICERCA INCLUSIONE E COESIONE SALUTE Le Amministrazioni pubbliche sono i responsabili dell’attuazione dei singoli interventi richiesti dal PNRR, le quali dovranno effettuare rigidi controlli sulle procedure e assicurare la tracciabilità di tutte le operazioni. Il 30 dicembre 2021 il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) ha pubblicato una Guida Operativa per aiutare le Amministrazioni a valutare gli interventi da finanziare nell’ambito del PNRR. Il documento, nello specifico, ha l'obiettivo di procurare tutte informazioni atte a verificare il rispetto del Principio di «non arrecare danno significativo all’ambiente»: questi stabilisce che tutte le misure dei Piani Nazionali per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), debbano essere conformi al principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), sancito dal Regolamento Tassonomia all’art. 17. Cos’è il PRINCIPIO DNSH e quali sono i 6 obiettivi ambientali Questo principio ha origine da un’articolata e complessa normativa dell'Unione Europea: la Tassonomia delle attività economiche ecosostenibili. Questa definisce e classifica quali attività economiche possono ritenersi sostenibili e a quali condizioni. In questo modo l’Unione Europea intende superare in maniera definitiva la mancanza di una definizione univoca del concept di sostenibilità. A raggiungimento di questo traguardo, sono stati individuati 6 missioni ambientali: Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine Transizione verso un’economia circolare Prevenzione e la riduzione dell’inquinamento Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi Alla luce degli obiettivi menzionati, la Tassonomia ha stabilito 3 requisiti che un’attività deve soddisfare per essere definita eco-sostenibile: Deve fornire un contributo sostanziale ad uno degli obiettivi ambientali; Non deve provocare alcun tipo di danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali (DNSH); Deve rispettare le garanzie sociali minime. È all’interno di questo scenario che si inserisce quindi, il principio di «non arrecare danno significativo», come requisito essenziale di sostenibilità ambientale. La scelta di far dipendere i fondi del PNRR al totale rispetto del principio di DNSH è strettamente connessa alla strategia europea del nuovo Green Deal (dal quale discende a sua volta lo stesso progetto della Tassonomia), finalizzata a favorire la transizione verde di tutto il continente europeo. CART ONE si impegna da sempre ad agire nel pieno rispetto del principio DNSH e degli obiettivi ambientali menzionati.
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